Lavoro: cresce la disoccupazione, basta con le politiche di rigore

Lavoro_Giovani_CodaR400I dati Istat confermano un trend negativo per l’occupazione. Il prolungarsi della crisi impone al prossimo governo un cambio di passo: basta con le politiche di solo rigore, occorre puntare alla crescita e all’equità sociale. La riforma del mercato del lavoro va corretta: occorre ridurre il numero dei contratti precari e puntare al contratto di apprendistato per il primo impiego dei giovani. Dobbiamo, inoltre, proseguire sulla strada già intrapresa al tempo del governo Prodi, quella di far costare meno il lavoro stabile attraverso incentivi all’impresa ed una diminuzione strutturale del costo del lavoro. Infine, per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali dobbiamo adeguarli alla attuale situazione di recessione dell’economia e di aumento della disoccupazione. Le protezioni sociali debbono durare più a lungo e la cassa integrazione in deroga va rifinanziata. In questa ottica, occorre che il nuovo governo preveda un piano straordinario di occupazione per i giovani.

Crisi: da Inps dati allarmanti, abbandonare politiche rigoriste per scongiurare recessione

inpsCome avevamo previsto, il consuntivo 2012 delle ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps si attesta sul miliardo e cento milioni di ore. Una cifra analoga a quella raggiunta nel 2010, quando il culmine della crisi ci ha portato ad un miliardo e duecento milioni di ore. Sono numeri allarmanti che corrispondono ad oltre cinquecento mila lavoratori a zero ore per un anno intero e dimostrano il permanere di una crisi economica che produrrà nel 2013 enormi problemi di carattere sociale. Per questo, si renderà necessario indirizzare le politiche del prossimo esecutivo, come indica l’agenda Bersani, verso un deciso sostegno alla crescita e allo stato sociale. I punti essenziali di un programma riformista debbono essere: politica industriale, ammortizzatori sociali adeguati alla crisi, soluzione del problema dei lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma previdenziale del ministro Fornero, adeguamento delle pensioni all’andamento del costo della vita ed incentivi per l’occupazione dei giovani e contro la precarietà. Senza questi contenuti la sola politica del rigore ci consegnerebbe inevitabilmente alla recessione dell’economia e all’aumento della disoccupazione e delle ingiustizie sociali.

Ddl stabilità: bene aumento risorse cassa integrazione

cassa-integrazioneIn questo momento, nel quale la crisi non si attenua, è fondamentale avere adeguate risorse per gli ammortizzatori sociali. Il consuntivo delle ore di cassa integrazione autorizzate (ordinaria, straordinaria ed in deroga) sarà per il 2012 di circa un miliardo e cento milioni di ore. È presumibile che un analogo trend si verificherà per il prossimo anno, nel quale verranno a conclusione molti processi di ristrutturazione e di mobilità. È importante, quindi, il passo avanti compiuto dal Senato con gli emendamenti che aumentano le risorse a disposizione per la cassa integrazione in deroga, anche perché cresce il numero delle piccole aziende dell’industria del commercio e dei servizi colpite da fenomeni di crisi e di chiusura. Il Pd si è battuto con forza per raggiungere questo obiettivo.

Crisi: su Cig vicini a picco 2010, serve politica attenta a effetti sul lavoro

cassa-integrazioneLo sfondamento, con il mese di novembre, del miliardo di ore di cassa integrazione, ci avvicina al punto massimo della crisi del 2010 quando furono autorizzate un miliardo e 198 milioni di ore. L’attuale composizione delle ore di cassa integrazione vede in aumento quella ordinaria con il 31 per cento del totale (rispetto al 28 per cento del 2010) e quella in deroga con il 33 per cento (rispetto al 31 per cento del 2010). Cala invece la cassa integrazione straordinaria, dal 41 del 2010 per cento all’attuale al 36 per cento.
Questi dati stanno a dimostrare che la crescita della cassa integrazione in deroga segnala la continuazione di un fenomeno di ulteriori chiusure e di crisi delle piccole aziende. Da qui la necessita’ di adottare una politica attenta agli effetti del prolungamento della recessione economica anche nel 2013 e di avere risorse sufficienti per gli ammortizzatori sociali, se non si vuole assistere ad un drammatico aumento della disoccupazione. Del resto, l’analisi compiuta dalla Cgil ci dice che questo volume di ore corrisponde a circa 520 mila lavoratori a zero ore.

Legge di Stabilità: bene aumento ammortizzatori sociali

Legge-di-Stabilità-2013-e-fondo-esodati-500x333Il progressivo incremento delle risorse destinate alla cassa integrazione in deroga rappresenta sicuramente una risposta positiva alla situazione di crisi. L’emendamento dei relatori alla legge di stabilità porta la cifra complessiva ad oltre 1,7 mld di euro: ci avviciniamo positivamente al prevedibile fabbisogno del 2013 stante il perdurare della situazione di recessione dell’economia italiana.
La risposta del Senato è tanto più  positiva perché coglie le preoccupazioni, particolarmente espresse dal Pd e dalle parti sociali, relative all’aumento della cassa integrazione ordinaria, straordinaria ed in deroga per il 2012.
Le nostre previsioni, per la fine dell’anno, ci dicono infatti che sfioreremo 1 miliardo e 100 milioni di ore autorizzate, quasi quanto si totalizzò nel 2010 che fu l’anno peggiore per l’utilizzo di cassa integrazione.
Inoltre, è necessario segnalare il fatto che la cassa integrazione in deroga rappresenta nel 2012 oltre il 33% delle ore autorizzate, ben 3 punti in piu’ rispetto al 2010. Da qui l’esigenza di concentrare i nostri soldi per le tutele sociali e per la difesa dell’occupazione.

Lavoro: sugli ammortizzatori sociali i conti del governo non tornano

ammortizzatori_sociali1Sugli ammortizzatori sociali i conti del governo secondo noi non tornano. Infatti, verrà rifinanzierà la Cassa integrazione in deroga, e questo è un fatto positivo frutto della pressione esercitata dalle Regioni e dal Partito democratico, ma le cifre indicate dal ministro Fornero non sono sufficienti a garantire il fabbisogno per il 2013. I due emendamenti presentati dal governo alla Legge di Stabilità stanziano per il prossimo anno 1 miliardo di euro ma il fabbisogno previsto sarà del doppio. Vogliamo sottolineare il fatto che la Cassa integrazione (ordinaria, straordinaria ed in deroga) autorizzata dall’Inps fino al mese di novembre supera già il miliardo di ore e, secondo le nostre proiezioni, si avvicinerà ad un miliardo e 100 milione di ore alla fine dell’anno. Il massimo raggiunto in questi anni di crisi fu nel 2010, quando si totalizzò un consuntivo di 1 miliardo e 200 milioni di ore autorizzate. Inoltre, nel 2012 la cassa integrazione in deroga rappresenta oltre il 33 % del totale, tre punti al di sopra del 2010, l’annus horribilis della crisi. Infine, il ministro Fornero non ha dato nessuna risposta relativa alla proroga della norma concernente l’aumento del trattamento di integrazione salariale dei contratti di solidarietà. Si tratta di una mancanza grave perché tutti sanno che, se vogliamo evitare che si aggiungano nuovi disoccupati e persone senza reddito, occorrerà nei prossimi mesi avere sufficienti risorse per gli ammortizzatori sociali e per incentivare i contratti di solidarietà stipulati nelle aziende.

Mozione per l’estensione degli ammortizzatori sociali

LogoCameraPubblichiamo il resoconto stenografico e il testo della mozione presentata giovedì 16 luglio, della quale sono primo formatario, relativa alll’estensione degli ammortizzatori sociali ai lavoratori precari

Gli ammortizzatori sociali anche per i contratti atipici

Occorre decidere al più presto di erogare risorse fresche e aggiuntive che siano il frutto di una grande concertazione”. Torno ad invocare unintervento del governo sul versante degli aiuti ai lavoratori, soprattutto quelli più a rischio. “Da tempo sosteniamo che per fronteggiare questa crisi occorre agire su tre fattori: reddito, ammortizzatori sociali e impresa. Il governo ha già fatto tanto per banche e imprese, mentre sono mancati interventi sui redditi medio-bassi e sugli ammortizzatori sociali. In particolare, occorre agire su chi un lavoro stabile non ce l’ha e non può godere del sistema di sussidi tradizionali, come la cassa integrazione. Per creare un sistema di ammortizzatori sociali anche per i lavoratori precari servono 2 miliardi su base annua, che corrispondono a meno di un punto di Pil. In questo senso, le prime mosse che il governo ha messo in campo a inizio legislatura non sono state molto lungimiranti. Hanno buttato 3 miliardi per togliere l’Ici a chi non avrebbe avuto nessun problema a pagarlo, sottraendo così risorse da redistribuire. Sacconi ha avuto la pensata di detassare gli straordinari e Brunetta quella di non rinnovare il contratto ai precari del pubblico impiego.

Il risultato? Che un padre lavora più ore al giorno per mantenere il figlio disoccupato. 

Per una crisi del genere ci vogliono misure eccezionali. Dove sono?

crisiSono d’accordo con certi atteggiamenti del governo come quello di estendere gli ammortizzatori sociali ai cosiddetti ‘precari atipici’, ma credo che una crisi del genere richieda misure eccezionali. E io non le vedo. Bisogna osservare la situazione partendo dalle cifre. Se non sapremo quanto c’e’ sul tavolo la situazione restera’ astratta. Le risorse si possono reperire, per esempio, flessibilizzando il rapporto tra deficit e Pil. C’e’ bisogno di varare misure visibili e immediate come la detassazione della tredicesima, gli aiuti alle piccole e medie imprese e al lavoro autonomo.

Per superare la crisi bisogna recuperare il concetto di politica industriale

catena20di20montaggioDestinare risorse alle famiglie per migliorarne il potere d’acquisto; attivare ammortizzatori sociali a tutela dei lavoratori non protetti; recuperare il concetto di politiche industriali.

Dobbiamo recuperare  lo spirito del 1993 bisogna essere capaci di fare scelte eccezionali di fronte a situazioni eccezionali, ricercando convergenze con un atto forte di concertazione e novita’.

Dopo le iniezioni forti di risorse alle banche per sostenere indirettamente le imprese, occorre ora sostenere l’economia reale, perché l’onda d’urto della crisi finanziaria sta gia’ arrivando oltre i cancelli delle banche. E in tempi come questi non serve guardare solo ai saldi di bilancio, ma destinare risorse a imprese e famiglie con un’azione politicamente condivisa, guardare alla salvezza del Paese sapendo che stiamo entrando in una  situazione molto difficile.