Lavoro: comunicazione Lista Monti difettosa e contraddittoria

lavoroNotiamo come la comunicazione della Lista Monti sia un po’ difettosa e contraddittoria: prima il contratto unico riproposto da Ichino che viene successivamente depotenziato e declassato a sperimentazione regionale, poi l’innalzamento dell’età pensionabile, che, per fortuna, viene prontamente smentita. Per quanto riguarda il Pd noi confermiamo, invece, l’esigenza di correggere gli evidenti errori compiuti dal Governo Monti sul tema delle pensioni e del mercato del lavoro. Sul primo punto occorre introdurre nel sistema previdenziale una maggiore gradualità  e flessibilità  e proseguire sulla strada della salvaguardia dei cosiddetti esodati, che per il momento ha consentito di arrivare ad una soluzione importante ma parziale per 130mila lavoratori. Sul mercato del lavoro, occorre considerare che la riforma degli ammortizzatori sociali non ha tenuto conto del prolungarsi della crisi oltre il 2013 e per questo andranno trovati dei correttivi per i lavoratori che terminati gli ammortizzatori sociali corrono il rischio del licenziamento. Per il Pd, il tema dell’occupazione rappresenta un punto fondamentale che potrà  trovare adeguate soluzioni se si faranno scelte politiche che aiutino la crescita e che cambino strada rispetto alla logica del puro rigore dei conti.

Sabato 2 febbraio, vi segnaliamo in edicola:

logo-la-repubblica DISOCCUPAZIONE RECORD MAI COSI’ MALE DAL 1999 3 MILIONI SENZA IMPIEGO
dicono_di_noi_il_progetto_e_fish_su_il_sole_24_ore IN UN ANNO 278MILA OCCUPATI IN MENO

 

Lavoro: cresce la disoccupazione, basta con le politiche di rigore

Lavoro_Giovani_CodaR400I dati Istat confermano un trend negativo per l’occupazione. Il prolungarsi della crisi impone al prossimo governo un cambio di passo: basta con le politiche di solo rigore, occorre puntare alla crescita e all’equità sociale. La riforma del mercato del lavoro va corretta: occorre ridurre il numero dei contratti precari e puntare al contratto di apprendistato per il primo impiego dei giovani. Dobbiamo, inoltre, proseguire sulla strada già intrapresa al tempo del governo Prodi, quella di far costare meno il lavoro stabile attraverso incentivi all’impresa ed una diminuzione strutturale del costo del lavoro. Infine, per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali dobbiamo adeguarli alla attuale situazione di recessione dell’economia e di aumento della disoccupazione. Le protezioni sociali debbono durare più a lungo e la cassa integrazione in deroga va rifinanziata. In questa ottica, occorre che il nuovo governo preveda un piano straordinario di occupazione per i giovani.

Venerdì 1 febbraio, su gli ALTRI un articolo di Cesare Damiano

gli-altri_logo4 IL PROSSIMO GOVERNO ASCOLTI LA CGIL

Crisi: dati Eurispes preoccupanti, anche welfare familiare non regge più

crisiL’impoverimento degli italiani, come denunciato dal rapporto Eurispes, mette in luce che nel 2013 molti nodi sociali verranno al pettine. Una parte importante delle famiglie italiane è costretta a chiedere prestiti o ad intaccare i risparmi per arrivare alla fine del mese e per far fronte alle necessità impellenti. Il protrarsi della crisi mette in discussione un modello che si era basato sulle risorse risparmiate dalle precedenti generazioni. Gli esempi dei nonni e dei padri che finanziano con una parte delle loro pensioni figli in cassa integrazione e nipoti con lavori precari è sotto gli occhi di tutti. adesso anche questa rete di welfare familiare non regge più. Per questo occorre imprimere una svolta alla situazione scommettendo sulla crescita del paese. Per raggiungere questo obiettivo una leva fondamentale è costituita dall’innalzamento del potere d’acquisto delle famiglie che si ottiene attraverso un incremento di retribuzioni e pensioni che copra l’inflazione e distribuisca risorse aggiuntive che derivano dalla crescita della produttività.

Pensione, con Maria Luisa Gnecchi dico: “Fornero corregge suo errore su 15 anni di contributi”

pensioniFinalmente il ministro Fornero, come chiesto ripetutamente dal Pd, ha dato il via libera alla circolare Inps che fa chiarezza sul mantenimento del diritto alla pensione di vecchiaia per migliaia di lavoratori con i requisiti contributivi di 15 anni previsti dalla riforma Amato. È un risultato importante perché la circolare riguarda in particolare donne, la cui vita lavorativa è stata discontinua, che hanno maturato alcuni anni di contribuzione prima del dicembre 1992, per uscire successivamente dal mercato del lavoro con la prospettiva di fruire della pensione di vecchiaia una volta raggiunto il requisito anagrafico. Il ministro si è assunta il merito di garantire il diritto alla pensione per 65mila persone, quasi tutte donne, mentre sta solo riconoscendo uno dei suoi errori: aveva, infatti, imposto all’Inps un’interpretazione restrittiva che cancellava il requisito dei 15 anni maturati entro il 31 dicembre ‘92 senza aver abrogato la legge. In commissione Lavoro abbiamo presentato un’interrogazione alla quale ha risposto il viceministro Martone, per chiedere di correggere quanto fatto da Fornero in merito al requisito dei 15 anni per le donne che il ministro stesso aveva cancellato con atto amministrativo.

L’ITALIA GIUSTA dove costruiamo un’Europa del futuro

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Fiat: bene avvio produzione a Grugliasco, garantire piena occupazione

imgresL’avvio della produzione di vetture Maserati nello stabilimento Fiat di Grugliasco, è senz’altro una buona notizia. Dopo anni di inattività riprende la produzione e l’occupazione per 500 lavoratori e si consolida una fascia di produzione di alta gamma nel polo automobilistico torinese. Adesso si tratta di compiere ulteriori passi nella giusta direzione. In primo luogo, va messa a regime la produzione per consentire l’assorbimento degli altri 500 lavoratori per il momento esclusi; in secondo luogo, è necessario che l’azienda chiarisca al più presto, dopo le prime soluzioni che riguardano oltre che Grugliasco anche Melfi e Pomigliano, che cosa intende fare per quanto riguarda lo stabilimento di Mirafiori. Al Pd sta a cuore il destino del settore automobilistico e del suo indotto in Italia. Per questo è necessario che l’azienda fornisca al più presto un quadro necessario del suo impegno nel nostro paese per quanto riguarda l’assetto degli stabilimenti, i modelli di automobile ed i livelli di occupazione. Riteniamo che i settori produttivi strategici debbano essere sostenuti con adeguate politiche industriali capaci di stimolare l’innovazione del prodotto e del processo produttivo, al fine di conseguire i massimi livelli di qualità.

Mercoledì 30 gennaio, vi segnaliamo in edicola:

logo-la-repubblica TACCUINO ELETTORALE
logo-la-repubblica ED. TORINO PRIMA PAGINA DI MERCOLEDI’ 30 GENNAIO 2013
il-manifesto-logo7 GLI ANZIANI ALL’ANNO ZERO Int. a C. Cantone

Lavoro: proposte Monti? Sbagliata balcanizzazione dei modelli contrattuali

lavoroCi fa piacere che finalmente Ichino si preoccupi di garantire la rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro anche ai sindacati nazionalmente rappresentativi non firmatari degli accordi applicati a livello aziendale. Noi siamo d’accordo e vorremmo sommessamente ricordare che il Pd, nel corso di questa legislatura, ha già presentato una proposta di legge che ha l’obiettivo di correggere l’articolo 19 dello statuto dei lavoratori, che affronta il tema della rappresentanza nei luoghi di lavoro, riportandolo alla formula originaria ante referendum del 1995. Quello che Ichino e Monti spacciano per una grande novità è, in realtà, una nostra proposta alla quale non si è finora prestato ascolto. Ben vengano le conversioni in corso d’opera. Per quanto riguarda l’insieme delle proposte di Monti sul mercato del lavoro aspettiamo di vedere il testo definitivo ma ribadiamo che non ci sembra percorribile la strada della sperimentazione a livello regionale perché si creerebbe il rischio di una balcanizzazione dei modelli contrattuali. Inoltre, noi vogliamo cancellare l’articolo 8 del dl 138 di Sacconi che introduce la possibilità di derogare a livello aziendale leggi e contratti: la nostra scelta, invece, è quella di far riferimento all’impianto di regole definito unitariamente da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria nel giugno 2011 e di prevedere l’attivazione di un tavolo di concertazione con i sindacati che rappresentano il lavoro e l’impresa per definire le correzioni alla riforma Fornero.