Crisi: dati Eurispes preoccupanti, anche welfare familiare non regge più

crisiL’impoverimento degli italiani, come denunciato dal rapporto Eurispes, mette in luce che nel 2013 molti nodi sociali verranno al pettine. Una parte importante delle famiglie italiane è costretta a chiedere prestiti o ad intaccare i risparmi per arrivare alla fine del mese e per far fronte alle necessità impellenti. Il protrarsi della crisi mette in discussione un modello che si era basato sulle risorse risparmiate dalle precedenti generazioni. Gli esempi dei nonni e dei padri che finanziano con una parte delle loro pensioni figli in cassa integrazione e nipoti con lavori precari è sotto gli occhi di tutti. adesso anche questa rete di welfare familiare non regge più. Per questo occorre imprimere una svolta alla situazione scommettendo sulla crescita del paese. Per raggiungere questo obiettivo una leva fondamentale è costituita dall’innalzamento del potere d’acquisto delle famiglie che si ottiene attraverso un incremento di retribuzioni e pensioni che copra l’inflazione e distribuisca risorse aggiuntive che derivano dalla crescita della produttività.

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22 Risposte

  1. Egregio Damiano Ella continua a pubblicare articoli molto interessanti sullo stato attuale del nostro Paese……quando deciderà di spiegare in maniera NETTA e non generica quali sono le proposte del PD allora molti di noi,forse, potranno riconsiderare la fiducia in voi…

  2. 15 righe per dire come al solito…. NULLA

  3. Si provi ad immaginare come potra’ reggere il welfare per quelle persone e corrispettive famiglie che rimaranno senza alcun reddito per 5/6 anni. E si pensi che non sto parlando del 2012 o 2013, ma dei 10 anni successivi. Se, e dico se visto gli ultimi sondaggi, doveste andare al Governo, per quanti anni andrete avanti con la solfa che e’ colpa dei governi precedenti se il welfare non va, il lavoro non va, le pensioni..ecc.
    Fate qualcosa di sinistra, per favore, ma prima, cosi’ evitiamo le solite scuse.

  4. Sei misure da adottare contro la crisi e per la crescita
    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2767761.html

    Tre Misure tattiche.

    La crisi, al di là degli ottimismi di maniera o interessati, sarà dura e lunga (almeno 15 anni) poiché è la conseguenza di un mutamento epocale planetario; per consentire a 1 o 2 o 3 milioni o più di persone maggiormente in difficoltà sono indispensabili, nel mix di misure anti-crisi, [1] ed in un’ottica di concretezza, 3 misure prioritarie e urgenti concernenti il lavoro ed il welfare: 1) reddito di cittadinanza universale per i periodi di inattività; 2) normativa del lavoro a favore dei precari e costo orario del lavoro precario maggiore di quello stabile; e 3) casa ad affitto sociale.

    1) Il reddito minimo garantito (Rmg) o reddito di cittadinanza, opportunamente disciplinato, è previsto in tutti gli altri Paesi UE, tranne Grecia e Ungheria; esso potrebbe essere di 2 livelli: uno di 1° livello, poniamo, di 300 € per quelli che non hanno contributi versati negli ultimi 2 anni, ed uno di 2° livello, poniamo di 500 €, per gli altri che invece li hanno versati.

    2) L’Italia è un Paese di furbi, per cui le norme sul lavoro precario vengono eluse ed applicate dai datori di lavoro (anche da quelli dei servizi, sottratti alla concorrenza internazionale) per avere surrettiziamente flessibilità sia in entrata che in uscita, oltre a lucrare sullo sfruttamento “cinese” di tali risorse umane. Pertanto, è necessario obbligare i datori di lavoro, anche attraverso controlli assidui da parte degli Ispettorati del lavoro, a pagare un lavoratore precario di più di quello stabile (i precari sono almeno 4 milioni, 7 milioni se includiamo le partite IVA più o meno fasulle, oltre ai familiari, quindi in totale oltre 10 milioni di persone coinvolte direttamente o indirettamente in una situazione di precarietà sia economica che psicologica, con riflessi negativi importanti sia sui consumi, sia sullo spirito individuale e nazionale).

    3) Negli ultimi 20 anni, si sono costruiti, a causa del predominio degli immobiliaristi e dei costruttori, 1/10 di alloggi pubblici rispetto agli altri Paesi europei più evoluti; una casa ad affitto sociale (vale a dire 100-150 € al mese) può invece fare la differenza tra una esistenza difficile ma economicamente sostenibile e la povertà; occorre perciò varare un Piano Nazionale di Edilizia Residenziale Pubblica di Qualità (almeno 25.000 alloggi all’anno). [2]

    Le risorse finanziarie necessarie per queste misure vanno prese dai ricchi e dai benestanti, non per vetuste ragioni di classe, ma per la semplice ragione che, dopo 330 mld di sacrifici addossati negli ultimi 5 anni in gran parte sul ceto medio-basso e persino sui poveri (col taglio della spesa sociale), essi sono gli unici che i soldi ora li hanno.

    Tre misure strategiche.

    1) Pubblica Amministrazione. La Pubblica Amministrazione è da sempre – se si può dire così – una vera emergenza nazionale. In tutti i saggi in tema di come migliorare l’economia italiana, tra le misure da prendere viene sempre indicato al primo posto il miglioramento dell’efficienza della PA. [3] Al vertice, si è consolidata una vera e propria casta centrale di alti funzionari pubblici (in maggioranza appartenenti al Consiglio di Stato) che sono convinti di essere lo Stato e costituiscono il vero ganglio del funzionamento (e del disfunzionamento) dell’apparato pubblico, dalla formazione e applicazione delle leggi emanate dal Parlamento alla amministrazione dei servizi.
    A questa casta centrale, si sono poi sommate quelle regionali, che forse sono anche peggiori (v. ad esempio l’utilizzo dei FAS).
    E poi c’è il capitolo della corruzione. E’ vero che la PA paga in ritardo, ma i prezzi dei beni e servizi acquistati dalla PA, dalla siringa alla TAV, a causa nell’ipotesi migliore del menefreghismo, nell’ipotesi peggiore della corruzione, sono quasi sempre il doppio, il triplo, il quadruplo o anche più di quelli normali di mercato.

    2) Questione femminile. L’argomento è stato sollevato recentemente dall’attuale premier Monti nella sua Agenda, chiedendo lumi agli esperti. Io non sono un esperto, ma sul ruolo della donna in Italia e soprattutto al Sud rifletto e scrivo dal 1999, tra gli altri, nel 2006, al candidato dell’Unione, Romano Prodi, che ebbe la cortesia di rispondermi, condividendo che essa, assieme alla riforma culturale, è la variabile critica per lo sviluppo del Mezzogiorno; e da 4 anni in Internet; l’ho anche posta tra i punti fondamentali della “Lettera di PDnetwork” [4], annettendole una duplice valenza e funzione, sia economica che culturale. [5]

    3) Tutela del territorio. Il Piano di edilizia residenziale pubblica e popolare va affiancato dalla riforma della normativa urbanistica per la tutela del territorio e del paesaggio e lo sviluppo del turismo, da affiancare – non sostituendola! – all’industria. Il territorio italiano è elemento fondamentale non soltanto per le sue intrinseche finalità, ma anche per lo sviluppo del turismo (*) e la qualità della vita delle persone, influenzata sia dal controllo del proprio tempo (spostamenti da e per i luoghi di lavoro), sia dalla relazione – sottovalutata – tra il territorio (urbanistica e architettura) e la psicologia delle persone. […]

  5. Il nostro programma
    pubblicato il 17 gennaio 2013 ,
    http://www.partitodemocratico.it/doc/248839/il-nostro-programma.htm

  6. Ecco le Proposte del Partito Democratico dettagliate su 13 temi, nella stesura che precede quelle, più sintetiche, redatte per le elezioni politiche 2013, così come esse sono state elaborate ed approvate finora dagli organismi dirigenti del partito, corredate di miei commenti sui punti salienti.

    Le proposte del Partito Democratico/13 – Pubblica Amministrazione
    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2766980.html
    (in calce le precedenti 12)

  7. ……………………………………”.lettera aperta al dott . Ingroia” Intanto dott.Ingroia devo farle i complimenti,perchè lei,dopo appena 10 giorni,che ha fondato il suo movimento,come lo chiama ,ha già raggiunto un grande risultato: essere arrivato nei sondaggi già sopra il 5 per cento,da solo senza l aiuto di nessuno.ma abbiamo scoperto che lei è sopratutto una persona perbene ! una persona tranquilla.onesta,che parla sotto voce,senza gridare,per farsi capire e capire chi le sta di fronte.Lei abituato a fare un lavoro difficile,perche ogni sua decisione,diventa determinante per la vita di una persona e prendere delle decisioni difficili, ed essere imparziali nello stesso tempo.Lei è stato piu volte minacciato,ed è costretto a muoversi con la scorta,privarsi tutti i giorni della libertà per fare il suo lavoro onestamente,e mi creda non è da tutti celarsi in questo ruolo. Poi tutto ad un tratto, lei ha deciso di gettarsi a capofitto,con la sua figura da magistrato,nella “sporca” battaglia della politica,e lei sicuramente è consapevole di tutti i rischi che questo comporta,sono sicuro che lei ha meditato prima di questo passo. si perchè la politica è una cosa sporca,e “il politico per sua natura è persona bugiarda,pensa solo a se stesso e se ne frega altamente del prossimo”! queste naturalmente sono solo delle mie considerazioni,del tutto soggettive sia chiaro,ma che nelle migliore delle ipotesi non si allontanano poi tanto dalla verità ! Certo lei ,si presenta in video cosi com è senza curarsi piu di tanto,perche lei è persona vera,genuina,quella di tutti i giorni.Comunque lei stia attento,perchè ha ache fare con dei “volponi”,chiacchieroni,nestofanti,impostori,condannati e non esiteranno un attimo ad attaccarlo ed aggredirlo ! Io personalmente non so se le darò il mio voto perche sara una decisione che prenderò qualche giorno prima,ma sicuramente non mancherò di avere la mia stima……….auguri dott Ingroia e buona fortuna !! saluti claudio…….

  8. Damiano, la domanda giusta è: “siamo nella emme perché effettivamente c’è vera povertà nel Paese, ci sono davvero poche risorse, poche capacità, o siamo nella emme perché alcuni succhiano il sangue ad altri, pretendono sì, ‘loro’, di vivere al di sopra delle loro possibilità, sottraggono al Paese risorse in cambio delle quali non restituiscono alla collettività la dovuta contropartita?”.
    Io opterei per la seconda ipotesi!
    La domanda giusta è: “Tutti i soldi di coloro che pagano le tasse, che fine fanno? A chi vanno? In cambio di cosa, vengono elargiti?”: secondo me, a voi politici, che prendete fino ed oltre i 10 mila euro al mese, tali somme, a guardare lo stato complessivo del Paese, non sono dovute! Sono rubate! Ho letto delle buonuscite riservate a quei politici che non si candideranno più in Parlamento: per come avete ridotto il Paese, quelle somme andrebbero sequestrate! Non andrebbero erogate! Pensioni per 1.000 e più euro, NETTI, AL GIORNO, a quei politici del recente passato che ci hanno lasciato con 2.000 MLD di euro di debito pubblico, quando sui treni ad alta velocità si installavano posacenere e tasse di cesso firmate, non sono dovute!
    Quanti posti, nella pubblica amministrazione, sono stati e vengono assegnati, con mille sotterfugi, in ragione di un rapporto di parentela, del colore di casacca, dell’appartenenza ad un partito o ad un sindacato? Quante promozioni, quanti avanzamenti, quanto aumenti di stipendio, nella pubblica amministrazione, sussistono per le medesime ragioni appena sopra esposte?
    E quanto è in soprannumero, la PA? Quanto ci costa e quanto ci rende? Quanto sono davvero indispensabili certi servizi e quanto invece pretesto per giustificare un determinato numero di dipendenti?

    La storia degli autobus di Napoli rende benissimo l’idea: un Paese nel quale la PA impieghi persone, ma senza rendere nessun servizio: il Paese ideale, secondo certa mentalità!

    Ma non solo nella PA: anche nel privato! Quanto condiziona, la politica, le libere scelte di un privato? Quanta commistione c’è, tra un privato che volesse fare liberamente impresa, e la politica, con tutti i condizionamenti possibili ed immaginabili?

    Il welfare familiare non regge più? Non è vero in assoluto! Il suo, onorevole Damiano, regge alla grande! Come, naturalmente, quello di Bersani, della Camusso, ma anche quello di Monti, della Fornero, di Napolitano, di D’Alema, di Bonanni, di Casini, Fini, Silvio, del Cardinal Bagnasco e tanti altri vostri pari!
    Il vostro benessere diventa un abuso, quando in Italia ci ritroviamo le carceri che ci ritroviamo! Quando per avere un’ecografia ti danno appuntamento a tre mesi! Quando, se entri in ospedale, ti tengono su una brandina in un corridoio!

    Tutto è relativo! Si potrebbe vivere benissimo anche con 900 euro al mese, se in una famiglia di quattro persone lavorassero tutti e quattro, e se le autostrade fossero gratuite, se le accise sui carburanti fossero un decimo di quello che sono, se l’IVA fosse al 11% e non al 21, e via di questo passo. Immagino che come manifatturieri, in Europa, potremmo essere i più concorrenziali, se le tasse sul costo del lavoro divenissero la metà!

    Sentire che appartenenti alla classe dirigente acquistano, con i soldi delle nostre tasse, lingerie da 160 euro, quando le donne che le tasse le pagano son costrette a fare un’economia tale da mettersi mutande e canottiere da uomo, la dice tutta, sul perché, in questo Paese, alcuni siano ridotti allo stremo!

    Fate autocritica, che è giunto il momento di farla!

  9. Ecco cosa mi sarei aspettato da Damiano e dal PD ed invece mi viene proposto da RIVOLUZIONE CIVILE , CHE VOTERO’ :

    Bersani e Monti parlano a caso e a sproposito degli esodati. Sono proprio loro che hanno creato il problema. Sul tema controriforma previdenziale Fornero gli esperti siamo noi: tutti i penalizzati, esodati e non, quelli che da un anno vivono sulla loro pelle l’ingiustizia dei diritti calpestati. Persone come me, lasciate senza stipendio e senza pensione. Il Partito democratico, a dicembre 2011, votò la riforma e contribuì a metterci in croce. Poi si scoprì che i 65mila esodati di cui parlava il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Elsa Fornero, in realtà erano 392mila (secondo i dati di una relazione della ragioneria dello Stato dell’ottobre 2012).

    Con tre successive lotterie Fornero si è estesa la salvaguardia solo a 130mila persone, discriminando incostituzionalmente tutti gli altri. L’Inps ci ha poi messo del suo: a più di un anno dal decreto Salva Italia ancora non è concluso il monitoraggio dei primi 65mila. Il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, gioca allo scaricabarile. Il Pd ci ha promesso da sempre la montagna, ma ha poi partorito il topolino. Se qualcosa si è mosso è grazie ai nostri comitati: una Rete degli esodati con migliaia di militanti volontari, che dedicano il loro tempo alla lotta. Con i forum internet, i gruppi Fb, le mailing list abbiamo strutturato un movimento difficilmente arrestabile, anche perché il problema è così grosso che non si può mettere sotto un tappeto.

    Trattare solo il tema degli esodati è riduttivo e puramente mediatico. Bisogna anche parlare di non salvaguardati, penalizzati, esclusi, mobilitati, contributori volontari, licenziati. I 260mila esclusi attendono ancora giustizia, senza lavoro o pensione dai 3 ai 7 anni. Moltissimi dei nostri non sanno più come andare avanti. Come possono accontentarsi delle promesse di Bersani e Damiano? Come possono accettare la politica della salvezza col contagocce?

    Il governo ragiona così: “Vorrei garantire i tuoi diritti acquisiti, ma non trovo i soldi, devi avere pazienza, aspetta un po’ di anni…” Le risorse si possono recuperare con una bella patrimoniale, azzerando l’acquisto degli F-35, tassando i capitali scudati in Svizzera, facendo pagare l’Imu anche al Vaticano, tassando i giochi d’azzardo e le pensioni d’oro. La risposta a queste proposte è stata: “Non si può fare, il mercato non capirebbe, l’Europa non vuole e il Papa non approva”.

    Da una anno mi occupo della comunicazione e dei contatti politici del Comitato Autorizzati Contributi Volontari (CACV), uno dei 15 comitati nazionali della Rete degli esodati. La politica ci ha sempre promesso tanto e concesso poco, fino all’incontro con Rivoluzione Civile. Nella sintesi del programma della lista guidata da Antonio Ingroia, molto chiaro in materia previdenziale, si legge: “Vogliamo un tetto massimo per le pensioni d’oro e il cumulo pensionistico. Vogliamo abrogare la controriforma pensionistica della Fornero, eliminando le gravi ingiustizie generate, a partire dalla questione degli esodati”.

    Le riforme del governo Monti, Berlusconi e Bersani sono state una vera e propria macelleria sociale, che ha prodotto centinaia di migliaia di esodati a cui si aggiungono altrettanti invisibili, non salvaguardati da alcuna norma. La voglia di lottare e di vincere per il recupero dei nostri diritti è tanta, ma lo è ancora di più per una Rivoluzione Civile.

    Lido Contemori (Rete degli esodati)

    Candidato alla Camera in Toscana per Rivoluzione Civile

  10. Io sono sardo e voto in Sardegna…….
    Naturalmente RIVOLUZIONE CIVILE……

  11. Giusto per chiarezza :
    IO SONO SARDO E VOTO IN SARDEGNA , NATURALMENTE RIVOLUZIONE CIVILE…….

    Franco ex elettore del PD

  12. Entrate nel sito del PD e leggetene il Programma : non una riga , non una parola sul problema della Riforma Fornero , nè sugli esodati , nè sulle altre categorie colpite dalla stessa…..!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Franco ex elettore del PD

  13. Continua la demenza del PD:
    mandare in televisione la Bindi a parlare di banche!
    La Bindi,Letta,Fioroni e tutti i catto-dementi li dovrebbero tenere chiusi nelle cantine ed invece li mandano in giro a pontificare…spiegazioni improbabili su tutto lo scibile umano!
    Un partito veramente autolesionista che mette ai primi posti delle liste candidati che non vengono votati neppure dai parenti
    Votiamo Rivoluzione Civile perchè è l’unico voto contro il babbeo Monti.
    Ogni altro voto,specie quello dato al PD,di fatto è un voto che Bersani utilizzerà per darlo,con un’alleanza convinta, alla destra più estrema e fascista,quella di Monti,Fini e Casini.

  14. Quoto Franco, in venerdì, 1 febbraio 2013 alle 7:44.

    Ho letto, recentissimamente, una dichiarazione di Bersani secondo la quale NEMMENO UN ESODATO sarà lasciato senza salvaguardia, naturalmente secondo un tutto ipotetico impegno del PD, nel caso vincesse le elezioni. La domanda però è: ma “CHI” sono, gli esodati? Perché io, come immagino altri lavoratori, una definizione del PD, con la quale andarmi a confrontare, NON CE L’HO! E non si può nemmeno accettare di scoprirlo chi nel 2014, chi nel 2015, chi nel 2017, chi nel 2020 e via di seguito!

    Ciò detto senza nulla togliere al commento di Franco che in maniera travolgente ha gridato come con la riforma delle pensioni Bersani-Fornero si sia creato un disastro che investe nei modi più drammatici e disparati un numero impressionante e più variegato che mai di lavoratori!

    Per il Senato, NON diamo il voto al PD! Se lo faremo, poi avremo 5 lunghissimi anni per pentircene e piangerci addosso!

    “Questi”, appena passate le elezioni, ricominceranno con l’imporci riforme da toglierci “l’ultima pelle” (come diceva una mia zia!)!
    La prima sarà sulla Sanità, che costerà ancora di più per dare in cambio ancora di meno!
    La tendenza dei governi in stile Monti, è contemplabile a quanto accaduto a Napoli: Amministrazione Pubblica tutta al lavoro, e autobus che non passano! Stipendi e tasse per pagarli, sì: servizi, uguali a zero!

  15. Cari onorevoli PD, oltre a gridere 6 o 7 volte ” Noi vi sbraniamo” ed ammettere che non siete mammolette, di onorevole cosa dite e fate?

  16. Ho scritto “gridere” . Ho sbagliato, volevo scrivere “gridare”.
    Un lapsus… forse dentro ridevo per una sorte di sprezzo per tante amenità “pidiane”. Tra il ridere dentro e il voler scrivere gridare, è saltato fuori appunto “gridere”.

  17. Il PD deve mettere nel programma la gradualità della riforma previdenziale, spalmata sul almeno 10/15 anni. Altrimenti non lo voto.

  18. PER LE PENSIONI COSA FARETE DI CONCRETO DOPO LA LEGGE
    SCHIFOSA CHE CI HA GETTATO NEL DRAMMA???
    SENZA LAVORNO / SOSTEGNO / PENSIONE
    40 ANNI DI CONTRIBUTI E FUORI PER 12 SETTIMANE!!!!!!!!!

  19. E invece siete proprio mammolette e prenderete le scoppole che meritate!
    In quanto allo sbranare…. MA NON FARE RIDERE I POLLI!!

  20. Dall’anno 2009 l’onere del prepensionamento dei giornalisti è a carico del bilancio dello Stato !
    … siccome c’erano ancora i ristoranti pieni, non sembrò problematico aggravare “un tantino” il bilancio dello Stato.

    E quali sono i requisiti ?
    58 anni di età e 18 anni di contributi !

    Ho letto questo post sul forum del TG1 della RAI che tratta della Riforma Fornero : se questo fosse vero mi spiegherei perchè non c’è una merda di giornalista che sostenga la ns. vertenza!!!!

  21. Via i politi dalle banche dice Monti
    Via i banchieri dalla politica dice Bersani
    Via i politici e via i banchieri dico io !!!!

    Ladri entrambe !!!

    Nessun voto a chi ha RUBATO le pensioni!!!

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