Crisi: dati Istat inquietanti, necessaria rivalutazione salari e pensioni

crisiI dati Istat relativi al calo del potere d’acquisto delle famiglie sono inquietanti. Confermano che, per la politica, il punto di partenza non può che essere una rivalutazione dei salari e delle pensioni. Per raggiungere questo obiettivo il nostro programma di Governo dovrà prevedere, già a partire dal 2013, lo sblocco delle indicizzazioni delle pensioni oltre la soglia di tre volte il minimo. Inoltre, andranno utilizzate le risorse stanziate per gli accordi aziendali di produttività, oltre due miliardi di euro nel prossimo biennio, e favoriti i rinnovi dei contratti nazionali di categoria. La ripresa dei consumi delle famiglie è parte fondamentale per riportare il paese sulla strada della crescita. Per questo dobbiamo sostenere l’Agenda Bersani che, pur non abbassando la guardia sul rigore, si ripromette di dare impulso allo sviluppo dell’economia nel solco dell’equità sociale.

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50 Risposte

  1. In passato ho già osservato e dimostrato in base ai dati ISTAT che parte dell’aumento della disoccupazione dipende dallo spostamento da “inattivi” (che non hanno un lavoro né lo cercano) a “disoccupati” (in cerca di occupazione). Per completezza e per chiarezza, onde evitare che i tipi alla Sacconi ciurlino nel manico, sarebbe buona norma affiancare ai dati della disoccupazione quelli dell’occupazione.
    NB: Probabilmente, anzi sicuramente, se in Italia, come negli altri Paesi, ci fosse il “reddito di cittadinanza” con annesso obbligo di iscrizione ai Centri per l’impiego (CPI) i numeri della disoccupazione sarebbero meno ballerini.

    ISTAT – Occupati e disoccupati (dati provvisori)
    A novembre 2012 gli occupati sono 22 milioni 873 mila, in diminuzione dello 0,2% sia rispetto a ottobre (-42 mila) sia su base annua (-37 mila).
    Il tasso di occupazione, pari al 56,8%, è in diminuzione di 0,1 punti percentuali nel confronto congiunturale e invariato rispetto a dodici mesi prima.
    Il numero di disoccupati, pari a 2 milioni 870 mila, registra un lieve calo (-2 mila) rispetto a ottobre. La diminuzione della disoccupazione riguarda la sola componente femminile. Su base annua la disoccupazione cresce del 21,4% (+507 mila unità).
    Il tasso di disoccupazione si attesta all’11,1%, invariato rispetto a ottobre e in aumento di 1,8 punti percentuali nei dodici mesi.
    Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 641 mila e rappresentano il 10,6% della popolazione in questa fascia d’età. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 37,1%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 5,0 punti nel confronto tendenziale.
    Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,3% rispetto al mese precedente (+39 mila unità). Il tasso di inattività si attesta al 36,1%, in crescita di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e in diminuzione di 1,2 punti su base annua.
    http://www.istat.it/it/archivio/78959

  2. La disoccupazione dei giovani è in rapporto ai giovani occupati.

    ISTAT – Precisazioni sui dati della disoccupazione giovanile
    A seguito di quanto pubblicato da alcune testate online in merito ai dati mensili su occupati e disoccupati diffusi questa mattina, l’Istat torna a precisare che non è corretto affermare “più di un giovane su tre è disoccupato”.
    Infatti, in base agli standard internazionali, il tasso di disoccupazione è definito come il rapporto tra i disoccupati e le forze di lavoro (ovvero gli “attivi”, i quali comprendono gli occupati e i disoccupati). Se, dunque, un giovane è studente e non cerca attivamente un lavoro non è considerato tra le forze di lavoro, ma tra gli “inattivi”.
    Per quanto riguarda il dato sulla disoccupazione giovanile diffuso oggi e relativo al mese di novembre 2012, va ricordato che i “disoccupati” di età compresa tra i 15 e i 24 anni sono 641 mila, cioè il 37,1% delle forze di lavoro di quell’età e il 10,6% della popolazione complessiva della stessa età, nella quale rientrano studenti e altre persone considerate inattive secondo gli standard internazionali. Quindi sarebbe corretto riportare che “più di 1 giovane su 10 è disoccupato” oppure che “più di uno su tre dei giovani attivi è disoccupato”.
    Ufficio stampa
    http://www.istat.it/it/archivio/79007

  3. Sei misure da adottare contro la crisi e per la crescita
    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2767761.html

    Tre Misure tattiche.

    La crisi, al di là degli ottimismi di maniera o interessati, sarà dura e lunga (almeno 15 anni) poiché è la conseguenza di un mutamento epocale planetario; per consentire a 1 o 2 o 3 milioni o più di persone maggiormente in difficoltà sono indispensabili, nel mix di misure anti-crisi, [1] ed in un’ottica di concretezza, 3 misure prioritarie e urgenti concernenti il lavoro ed il welfare: 1) reddito di cittadinanza universale per i periodi di inattività; 2) normativa del lavoro a favore dei precari e costo orario del lavoro precario maggiore di quello stabile; e 3) casa ad affitto sociale.

    1) Il reddito minimo garantito (Rmg) o reddito di cittadinanza, opportunamente disciplinato, è previsto in tutti gli altri Paesi UE, tranne Grecia e Ungheria; esso potrebbe essere di 2 livelli: uno di 1° livello, poniamo, di 300 € per quelli che non hanno contributi versati negli ultimi 2 anni, ed uno di 2° livello, poniamo di 500 €, per gli altri che invece li hanno versati.

    2) L’Italia è un Paese di furbi, per cui le norme sul lavoro precario vengono eluse ed applicate dai datori di lavoro (anche da quelli dei servizi, sottratti alla concorrenza internazionale) per avere surrettiziamente flessibilità sia in entrata che in uscita, oltre a lucrare sullo sfruttamento “cinese” di tali risorse umane. Pertanto, è necessario obbligare i datori di lavoro, anche attraverso controlli assidui da parte degli Ispettorati del lavoro, a pagare un lavoratore precario di più di quello stabile (i precari sono almeno 4 milioni, 7 milioni se includiamo le partite IVA più o meno fasulle, oltre ai familiari, quindi in totale oltre 10 milioni di persone coinvolte direttamente o indirettamente in una situazione di precarietà sia economica che psicologica, con riflessi negativi importanti sia sui consumi, sia sullo spirito individuale e nazionale).

    3) Negli ultimi 20 anni, si sono costruiti, a causa del predominio degli immobiliaristi e dei costruttori, 1/10 di alloggi pubblici rispetto agli altri Paesi europei più evoluti; una casa ad affitto sociale (vale a dire 100-150 € al mese) può invece fare la differenza tra una esistenza difficile ma economicamente sostenibile e la povertà; occorre perciò varare un Piano Nazionale di Edilizia Residenziale Pubblica di Qualità (almeno 25.000 alloggi all’anno). [2]

    Le risorse finanziarie necessarie per queste misure vanno prese dai ricchi e dai benestanti, non per vetuste ragioni di classe, ma per la semplice ragione che, dopo 330 mld di sacrifici addossati negli ultimi 5 anni in gran parte sul ceto medio-basso e persino sui poveri (col taglio della spesa sociale), essi sono gli unici che i soldi ora li hanno.

    Tre misure strategiche.

    1) Pubblica Amministrazione. La Pubblica Amministrazione è da sempre – se si può dire così – una vera emergenza nazionale. In tutti i saggi in tema di come migliorare l’economia italiana, tra le misure da prendere viene sempre indicato al primo posto il miglioramento dell’efficienza della PA. [3] Al vertice, si è consolidata una vera e propria casta centrale di alti funzionari pubblici (in maggioranza appartenenti al Consiglio di Stato) che sono convinti di essere lo Stato e costituiscono il vero ganglio del funzionamento (e del disfunzionamento) dell’apparato pubblico, dalla formazione e applicazione delle leggi emanate dal Parlamento alla amministrazione dei servizi.
    A questa casta centrale, si sono poi sommate quelle regionali, che forse sono anche peggiori (v. ad esempio l’utilizzo dei FAS).
    E poi c’è il capitolo della corruzione. E’vero che la PA paga in ritardo, ma i prezzi dei beni e servizi acquistati dalla PA, dalla siringa alla TAV, a causa nell’ipotesi migliore del menefreghismo, nell’ipotesi peggiore della corruzione, sono quasi sempre il doppio, il triplo, il quadruplo o anche più di quelli normali di mercato.

    2) Questione femminile. L’argomento è stato sollevato recentemente dall’attuale premier Monti nella sua Agenda, chiedendo lumi agli esperti. Io non sono un esperto, ma sul ruolo della donna in Italia e soprattutto al Sud rifletto e scrivo dal 1999, tra gli altri, nel 2006, al candidato dell’Unione, Romano Prodi, che ebbe la cortesia di rispondermi, condividendo che essa, assieme alla riforma culturale, è la variabile critica per lo sviluppo del Mezzogiorno; e da 4 anni in Internet; l’ho anche posta tra i punti fondamentali della “Lettera di PDnetwork” [4], annettendole una duplice valenza e funzione, sia economica che culturale. [5]

    3) Tutela del territorio. Il Piano di edilizia residenziale pubblica e popolare va affiancato dalla riforma della normativa urbanistica per la tutela del territorio e del paesaggio e lo sviluppo del turismo, da affiancare – non sostituendola! – all’industria. Il territorio italiano è elemento fondamentale non soltanto per le sue intrinseche finalità, ma anche per lo sviluppo del turismo (*) e la qualità della vita delle persone, influenzata sia dal controllo del proprio tempo (spostamenti da e per i luoghi di lavoro), sia dalla relazione – sottovalutata – tra il territorio (urbanistica e architettura) e la psicologia delle persone.
    […]

  4. scusi onorevole Damiano,
    apprezzo le buone intenzioni dichiarate nell’articolo,
    ma PRIMA di aumentare la pensione a chi la pensione ce l’ha già,
    non sarebbe meglio darla a chi NON ce l’ha anche se ha già lavorato e contribuito per 37-38-39-40 anni ???

  5. onorevole…ci parla della 5103?????……grazie

  6. On. Damiano,
    come Adelmo fa notare, prima dateci le pensioni che ci spettano e poi parliamo di indicizzazioni.
    Diversamente da inattivi quali dovremmo per diritto gia’ essere (Vincesko insegna) rientriamo nella lista degli attivi (ma disoccupati).
    La manovra, oltre al disagio creato ai lavoratori , non sara’ stata una bella operazione e nemmeno risparmierete quello che Monti immagina e spera.

  7. On. prima mandate in pensione con le vecchie regole, la fascia di ultra50enni che un lavoro non ce l’hanno più e che prima della nuova riforma avevano già versato, dai 35 ai 40 anni di contributi ( questi lavoratori pensionandi,un lavoro non lo troveranno più.) poi sono d’accordo, aumentare la pensione a chi ha la fortuna d’averla, va benissimo. VOTO RIVOLTA SOCIALE, E SPERO LO VOTINO IN TANTI, PER CAMBIARE VERAMENTE QUESTO PAESE. BERSANI CON TUTTI GLI INCIUCI CHE VUOLE FARE COL CENTRO DI MONTI, MI HA ENORMEMENTE DELUSO E COME ME HA DELUSO TANTISSIMI SUOI ELETTORI. ANZI EX ELETTORI . P.S. ( DAMIANO SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI, SUL SUO BLOG NON SCRIVE PIù NULLA, NON NE PARLA, PREFERISCE IL SILENZIO, O A PARLARNE FORSE SI VERGOGNA. BANDA DI LADRI, MA SE TUTTI FANNO COME ME, PORTERETE A CASA UN MAGRO BOTTINO !!!!!!!!!!!!!

  8. VERGOGNATEVI, CHIEDETE AIUTO A MONTI PER GOVERNARE

  9. Io voto PD, ma a voi ‘esodati’, come ho già scritto, suggerirei di ripensare bene (ho letto velocemente la discussione precedente) l’eventuale decisione di non votare SEL, poiché, atteso che Bersani (che comunque – io non ho la tv, l’ho sentito alla radio – ha già dichiarato che si farà carico del problema esodati ed ha chiesto a Monti che cosa intenderà fare al riguardo) persegue l’alleanza col Centro di Monti (presumo perché la crisi è dura e sarà lunga e va affrontata, poiché la sua soluzione è soprattutto in Europa, tenendo giocoforza conto della Germania a guida Merkel):
    1) votare un piccolo partito di sinistra escluso dalla coalizione vincente e probabilmente dal governo è una scelta del tutto inefficace per ottenere la riforma della legge Fornero sulle pensioni;
    2) togliere voti alla coalizione vincente di Csx rafforza indirettamente il peso negoziale di Monti, contrario alla modifica delle pensioni, anche perché molto costosa;
    3) il passo più difficile ma determinante da compiere sarebbe, al di là di confidare nell’opera dell’on. Damiano, quello di unirvi in un Gruppo nazionale degli esodati, riunirvi a Roma, eleggere dei rappresentanti e presentarvi a SEL come gruppo organizzato.

  10. Vanno riviste anche cassa integrazione e mobilità, i cui tetti sono rimasti fermi a 10 anni fa!

    Bersani conferma: dopo il voto, apertura a Monti!

    Per Maroni Bersani è la brutta copia di Monti, a parte l’aggettivo “brutta”, credo che Bersani lo consideri un comunque un complimento.

  11. pd valdengo, in mercoledì, 9 gennaio 2013 alle 19:55 ha detto:

    Reblogged this on Comuni di Valdengo, Cerreto Castello, Quaregna.
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    oh raga,
    provate a ribloggare questo:

    la nostra campagna elettorale per adesso è un disastro:

    Bersani deve tirare fuori qualche idea forte e cominciare ad attaccare il banchiere mannaro,
    che caxxo continua a chiedergli contro chi combatte ???

    non l’ha capito che combatte contro IBC ???

    lo sa che si è candidato CONTRO di noi,o no???

    E dica qualcosa di sinistra !!!!

  12. Ho sentito oggi l’ intervista di Bersani su sky 24 e le cose che ha detto.
    Mi chedo perche’ per tutte le sue proposte dice che ci vorra’ una gradualita’,
    mentre per la riforma delle pensioni non ne parla affatto di gradualita’ nonostante questa abbia creato diseguaglianze accanimento frustazione e disoccupazione tra differenti soggetti della popolazione italiana.

  13. http://www.facebook.com/pages/Gruppo-I-nuovi-quindicenni/430484870322976

    Nessuno parla di noi. Ci chiamano le nuove 15 enni ma di anni ne abbiamo 60. 15/19 anni di contributi da lavoratrici dipendenti versati ante 92 . La Riforma Amato aveva definito i nostri “diritti acquisiti “. Diritti che la Riforma Fornero ci ha letteralmente scippato lasciandoci senza una pensione . I contributi versati non ci verranno resi.
    La stessa Professoressa ha ammesso l’errore dicendosi disposta a correggerlo, cosa che ad oggi non risulta . Come puo’ una semplice circolare, per la precisione la nr. 35 INPS, stralciare una legge ben precisa !

  14. Da luglio 2012 l’ indicatore di Borsa di Milano det titoli bancari è stato PIu’ 70%; ne 2012 il potere di acquisto dele famiglie MENO 4% al netto della infazione.e’ il calo più alto del Dopoguerra.
    In questo contesto quando Bersani dice che dopo le elezioni vuol collaborare con Monti mi viene l’orticaria.
    Sugli esodati mi sembra di rivedere il film 2012: ne parlano a spot Damiano, Fasssina , Baretta ma Bersani anche stasera a SKY 24 continua a non parlarne e la cosa comincia a preoccupare.
    I PD passerà dal generico impegno ad una concreta proposta di soluzione, partendo dalla 5103? Questo credo sia il passaggio indispensabile per avere il voto degli esodati e delle loro famiglie.Altrimenti chi si fida più?

  15. Il P.D. non può pensare di salvaguardare solo gli esodati, ci sono i mobilitati, i precoci i licenziati ultra50enni senza accordi i C. V. ECC.EEC.. quindi l’unica soluzione equa praticabile è la gradualità, fino al 2018/2020/, On. Damiano, se è d’accordo sulla gradualità ce lo faccia sapere, scrivendo un articolo a riguardo sul suo blogg, almeno ci terrà informati. Come minimo questo ce lo deve !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  16. Guardate che rivoluzione civile una volta che prende voti che non si aspetta convergerà su bersani e quindi di conseguenza monti…guardate che dentro rivoluzione civile ci sono gente venduta come di pietro e de magistris inseriti dal sistema li dentro per rovesciare il tavolo, quindi spaccare in due o tre il partito nel momento preciso che chi lo vota si fa delle aspettative di giustizia sociale…in sostanza come e se ingroia rompe i coglioni sulle pensioni per farle più giuste ecco che entreranno in scena i psudo-giudici di controllo che spaccano rivoluzione civile e i voti e i parlamentari facendolo evaporare e non contare più un cazzo in parlamento,… capito ?
    Mentre il PDL è strutturato e c’ha tutte le persone al posto giusto nei settori chiave e quindi gestisce un potere enorme a livello economico mediatico ed esecutivo. Lo so che è pesante ma noi diamo al berlusca i voti per salvarsi i cazzi suoi e noi pretendiamo ed otteniamo che rimoduli la riforma delle pensioni come vuole la lega, ossia 40 anni di contributi e quote e stop per almeno 5 anni !!!!
    Mentre i falsi del pd fanno finta di litigare con monti e poi gli offrono il loro culo, perché ci hanno venduto alla merkel ed hai banchieri
    Vedete chi ci rimane da votare…

    Meditate meditate

  17. Giulio, in mercoledì, 9 gennaio 2013 alle 23:25 ha detto:

    Guardate che rivoluzione civile una volta che prende voti che non si aspetta convergerà su bersani e quindi di conseguenza monti…guardate che dentro rivoluzione civile ci sono gente venduta come di pietro e de magistris inseriti dal sistema li dentro per rovesciare il tavolo…omissis

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    gente venduta ????

    ti faccio presente che i primi 4 candidati del PDL in Campania
    sono:
    Berlusconi
    Nitto palma
    Cosentino
    Milanese.

    questi non son venduti…son pregiudicati.

    piuttosto che votare questi,lavoro fino alla morte…

  18. Dopo 4 anni di Internet, mi sono accorto che quelli che suggeriscono agli altri di meditare sono sempre i soggetti più manipolabili – e manipolati – dai Pifferai magici. Utili idioti che lo fanno gratis.

  19. Giocano sulla media degli italiani piuttosto vigliacchi e pronti solo ad apparire e quindi… se la giocheranno questi tre gruppi piuttosto lerci: bersani traditore delle persone per bene, berlusconi e maroni che non sanno cosa voglia dire la vergogna e monti il finto agnello ma iena della peggior specie coadiuvato da due personaggi arrichiti in questa sporca politica come casini ed il povero fini CHE TRISTEZZA. Questi assieme dovrebbero prendere il 15% dei voti. Mai il voto a questi ladri che hanno rubato le pensioni agli onesti e andare a non votare e’ deleterio e questi tre gruppi godono per questo, votiamo qualsiasi altro gruppo e puniamo questi infami.

  20. Penso che a tutt’ora il partito dell’astensionismo sia quello con il massimo dei consensi…Niente impegni ?..niente controriforma delle pensioni?…niente voto

  21. Amici , siamo arrivati al punto di non ritorno . Concordando appieno con Michele , dico che dobbiamo sollecitare “Rivoluzione Civile” , “M5S” e Vendola perchè si esprimano con chiarezza su cosa intendano fare riguardo la Riforma delle Pensioni della Fornero……
    Scriviamo tutti a questi partiti e chiediamo loro una netta presa di posizione .

  22. CESAR, in giovedì, 10 gennaio 2013 alle 5:53 ha detto:
    Penso che a tutt’ora il partito dell’astensionismo sia quello con il massimo dei consensi…Niente impegni ?..niente controriforma delle pensioni?…niente voto

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    se pensi di fare un dispetto alla “casta” ti sbagli:

    già gli interessa poco di quelli che votano,

    figurati di quelli che non votano.

    andate a votare.

    votate chi volete,

    ma assumetevi la vostra parte di responsabilità sul futuro del paese.

  23. anche se……..Nello specifico, il leader del Pd Pier Luigi Bersani ha indicato proprio gli esodati come priorità del proprio programma, insieme alla questione delle pensioni in generale, per le quali pensa ad una uscita più graduale.

  24. Credo di aver capito/scoperto cosa è successo al referendum sulle pensioni indetto dal PRC. Se non sbaglio, le cose sarebbero andate come segue: il referendum sulla riforma delle pensioni sarebbe stato indetto e sostenuto solo da PRC e PDCI, non dall’IdV, e questo si sapeva. Per cui, chi è andato a firmare nei banchetti aperti dall’IdV, evidentemente in numero ben superiore agli altri, avrebbe potuto firmare solo per i due referendum, rispettivamente per l’articolo 8 e per l’articolo 18. Di conseguenza, per l’articolo 8 e 18 si son raccolte firme a sufficienza da presentare, ed anche a sufficienza per fare ricorso contro la mossa di Napolitano di sciogliere le Camere a fine 2012, mentre non sarebbe avvenuto altrettanto per la raccolta di firme contro la riforma delle pensioni.

    In ultima analisi, secondo me, la colpa del fallimento del referendum contro la riforma delle pensioni, è da imputare, a questo punto, all’IdV e, più precisamente, a Di Pietro.
    Sono mesi, forse addirittura un anno e più, che frequento il blog di Di Pietro, e gli ho mosso sempre critiche spietate in questo senso: Di Pietro si presenta come uno che non è né carne e né pesce! Come personaggio ambiguo! È vero che si è messo a fare opposizione al governo Monti, ma portando a casa quali risultati?
    Nessuno!
    Di Pietro da l’idea di quello che fa fiamme e fuoco quando è certo che fiamme e fuoco gli possano procurare visibilità ma con la certezza che finiscano però col non cambiare assolutamente nulla!
    Di Pietro presentò perfino una sfiducia individuale per il Ministro Fornero, e basandola proprio sulla riforma delle pensioni! Sfiducia che, sul piano propagandistico, gli avrò senz’altro valso la nomea di oppositore, ma che sul pani dei fatti, non ha portato nessunissima conseguenza!
    Ora, come può essere credibile un Tizio che sfiducia la Fornero per via della riforma delle pensioni e poi, quando gli si presenta l’occasione, non aderisce al referendum per cancellare quella riforma, decretandone addirittura il fallimento, di quello stesso referendum?

    A allora, per giudicare un soggetto, non dovremo guardare alle dichiarazioni rilasciate, ai fuochi d’artificio sparati, e alla pose che si va sparando (come dicono a Napoli!), ma ai fatti! E i fatti ci dicono che a Di Pietro, al di là delle esternazioni opportunistiche, la riforma delle pensioni sta bene così com’è!
    È abbastanza chiaro?

    Ora rimane da giudicare l’atteggiamento conseguenziale di Ferrero!
    Ebbene, secondo me, Ferrero, su questo piano, risulta essere della stessa pasta di Di Pietro!
    Sì, perché Ferrero accusa Napolitano di aver boicottato i referendum sugli articoli 8 e 18, ma non dice una sola parola contro il suo compare Di Pietro, i comportamenti del quale hanno di fatto boicottato il referendum per la cancellazione della riforma delle pensioni!
    Quindi, Ferrrero, in questo senso, è complice di Di Pietro, perciò simile a Napolitano, in quanto boicottatore anche lui, Ferrero, del referendum sulle pensioni!

    Alle brave persone, certi giochi sembreranno strani, assurdi, ma la politica, signori miei, è cosa sporca che più sporca non si può, quando fatta da certe anime imbarazzanti e discutibili.

    Del resto, anche la manovra di Damiano, quella fatta con la proposta 5103, si sovrappone benissimo al meccanismo che riguarda Di Pietro, Ferrero ed il referendum contro la riforma delle pensioni.

    Come Di Pietro sbraitava contro la Fornero e contro la riforma delle pensioni, ma senza con questo cambiare una sola virgola nel processo di attuazione della politica Monti, così, allo stesso modo, Damiano ha presentato la 5103 quando aveva la certezza, praticamente assoluta, che, così com’era, quella proposta, non sarebbe passata mai! E come Di Pietro, in apparente paradosso, non ha aderito alla raccolta delle firme per il referendum contro la riforma delle pensioni ovvero rinunciando a fare qualcosa per cambiarla quando glie se ne presentava l’occasione, così Damiano si guarda bene dal dire che riproporrà la 5103 qualora la governo dovessero andarci lui, con Bersani e tutto il PD.

    Conclusione; a quanto pare, non ce n’è uno che sia uno, in Parlamento, e tra chi aspiri ad entrarvi, con l’intenzione seria almeno di rivedere, con una certa radicalità, la riforma delle pensioni Bersani-Fornero. Evidentemente, 20 MILIARDI di euro l’anno, da spendersi a destra e a manca, fanno troppo gola a tutti.

    Quanto a Berlusconi, e a quelle sue dichiarazioni circa una revisione della riforma delle pensioni, da quanto mi pare di aver capito abbia detto ieri da Vespa, le mani ce le metterebbe, ma per farci ancora più cassa! Infatti, ieri, da Vespa, se non ci ho capito male, Berlusconi, rispondendo alla domanda che lo interrogava sul dove andare a reperire i soldi per detassare le imprese, ha appunto fatto cenno ad una revisione della riforma delle pensioni, dalle quali, per le casse dello Stato, a suo dire, nel tempo, in prospettiva, si potrebbe ricavare ancora qualcosina di più, visto che lui, a 76 anni, lavora molto, dormendo solo tre ore al giorno e, a 76 anni, è in grado di rispondere a tutte l domande del conduttore.

    Berlusconi da Vespa:

    23:45 Riguardo la spesa pubblica, Berlusconi aggiunge: “Sulle pensioni non sarà facile intervenire. Si può fare qualcosa sull’età in cui si dovrà andare in pensione. Io ho 76 anni, dormo tre ore al giorno, lavoro e rispondo alle sue domande”.

    http://www.polisblog.it/post/42561/silvio-berlusconi-a-porta-a-porta-il-candidato-premier-che-verra-approvato-sara-angelino-alfano

    Quindi, che Berlusconi voglia riconsiderare la riforma delle pensioni nelle direzioni che intendiamo noi, possiamo scordarcelo!

  25. altro che rivalutare le pensioni, qui il problema che non si può più andare in pensione per colpa dei farabutti !!!!!!!!!!!!

  26. Niente voto a chi ha tradito il popolo!

    Dipendente pubblico ex quota 96, ex elettore PD

  27. questo solo tre mesi fa…..on.Damiano si faccia avanti adesso che puo’

    Ma Damiano sostiene: “Manca la copertura? Allora il governo ne trovi un’altra”. Al momento, con la nuova Legge di stabilità, si è parlato di cercare di risolvere il problema con il cosiddetto Fondo Letta. Ma non basta, “perché la cifra di 100 milioni di euro è assolutamente inadeguata”, secondo Cesare Damiano, che ha poi aggiunto: “L’obiettivo unitario della commissione Lavoro, con la proposta di legge 5103, è quello di correggere un errore e non di smontare la riforma delle pensioni.

    Dobbiamo cambiare la normativa per consentire l’accesso alle vecchie regole pensionistiche a chi ne aveva diritto: lavoratori esodati, licenziati individuali e collettivi, coloro che proseguono i versamenti volontari e lavoratori che hanno sottoscritto accordi di mobilità in sede territoriale”. E per questo “prepareremo gli emendamenti alla Legge di Stabilità”.

  28. CESAR, in giovedì, 10 gennaio 2013 alle 8:12 ha detto:
    anche se……..Nello specifico, il leader del Pd Pier Luigi Bersani ha indicato proprio gli esodati come priorità del proprio programma, insieme alla questione delle pensioni in generale, per le quali pensa ad una uscita più graduale.
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    mi giunge nuova.

    c’hai per caso un link a questa presa di posizione ???

  29. Pd e Pdl pronti a modifiche riforma Fornero: cosa potrebbe cambiare

    La questione esodati, i cosiddetti pensionandi Quota 96, Imu sulla prima casa e pensioni: sono questi i nodi che i candidati alle prossime elezioni, di Pd e Pdl, hanno intenzione di sciogliere anche se questo dovesse significare modifiche e cambiamenti alla riforma Fornero.

    Punto principale da risolvere è quello che riguarda gli esodati: in vista delle elezioni politiche 2013, Pd e Pdl si dichiarano pronti a risolvere il problema una volta per tutte, mandando questi lavoratori in pensione con le regole previgenti alla riforma previdenziale di Monti e Fornero.

    Nello specifico, il leader del Pd Pier Luigi Bersani ha indicato proprio gli esodati come priorità del proprio programma, insieme alla questione delle pensioni in generale, per le quali pensa ad una uscita più graduale.

    Silvio Berlusconi sulla riforma Fornero ha invece detto: “Bisognerà annullarla e farne un’altra, perché è necessario tornare a garantire ai giovani la capacità di fare impresa. Ma forse anche il premier uscente Mario Monti ormai pronto a scendere in campo alle prossime elezioni potrebbe avanzare nuove soluzioni. Ma i politici promettono anche la cancellazione dell’Imu, almeno sulla prima casa.

    Il primo a promettere cambiamenti è proprio Berlusconi che ha annunciato la cancellazione dell’imposta sulla casa e anche la sezione esodati della riforma Fornero.

    Bersani, dopo la vittoria alle primarie del Pd, ha detto invece di pensare a una patrimoniale limitata ai grandi patrimoni per alleggerire l’Imu sulle fasce più deboli e ha spiegato: “Non sono mai stato d’accordo su un’idea di patrimoniale generica che comprendesse anche i patrimoni finanziari, i conti correnti perché penso che la cosa più efficace sia arrivare alla tracciabilità”.

  30. Monti è salito in campo spinto dalla sua vanagloria e dai poteri forti, che pensavano sbagliando che potesse prendere il posto del Cav, nel PPE e nella guida in iTALIA di un centrodestra più serio, purtroppo per lui Berlusconi con la Lega prenderà più del doppio di quello che prenderà lui con Casini e Fini. Quindi a guidare il cdx rimmarrà il Cav. e lui, come ben dimostra la candidatura al Senato di Albertini, ci sta portando, come è avvenuto in Grecia dove hanno dovuto rivotare dopo soli 3 mesi, dritti dritti a nuove elezioni nel mese di Ottobre. Complimenti vivissimi a Monti e a Napolitano per la bella prodezza!!!

  31. CESAR, in giovedì, 10 gennaio 2013 alle 9:15 ha detto:
    Pd e Pdl pronti a modifiche riforma Fornero: cosa potrebbe cambiare

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    @cesar,

    serve il link a quello che hai postato…

    grazie…

    🙂

  32. Prendendo spunto da CESAR e adelmo: Bersani, con Damiano, avrà pure detto che una delle questioni principali da risolvere è quella degli esodati, ma di esodati non ne ha dato la definizione! È la classica tattica della volpe che si lascia sempre un’altra porta aperta per la fuga!

    Perché Bersani ha anche detto che non c’è Paese in Europa nel quale un lavoratore si ritrovi a 58, 59, 60 anni, senza reddito, senza lavoro e senza pensione: ma a 58, 59, 60 anni, però! E queste età anagrafiche le ha fissate nel 2012, per cui, ragionevolmente, oggi, nel 2013, dovranno essere aumentate di un anno, per diventare così 59, 60 e 61 anni! A prendere in debita considerazione le parole proferite dallo stesso Bersani, quindi, non si intenderebbe comunque salvaguardare qui lavoratori con un’età anagrafica al di sotto dei 59, 60, 61 anni!

    Lo stesso dicasi per Damiano, che parla di esodati da salvaguardare, ma nello stesso tempo rilascia un’intervista a “Italia Oggi” nella quale afferma, e lo fa, se non erro, nel 2012, che nessuno può illudersi di andare in pensione a 57 anni! Per cui, traslando tale affermazione nel 2013, vuol dire che per Damiano, esodati o non esodati, nessuno potrà comunque illudersi di andare in pensione a 58 anni!

    Dire che si intende salvaguardare gli esodati, senza dare una definizione esaustiva del termine, significa dire sostanzialmente niente!

    Anche la Fornero era per la salvaguardia degli esodati! Considerando però esodati quei lavoratori licenziati con determinate e precise modalità, entro date prestabilite, che avrebbero percepito la pensione entro altri date-paletto, e quindi soggetti a tutta una serie di limitazioni e restrizioni da ridurre il numero degli esodati da salvaguardate ad una cifra davvero piccola, rispetto a quella, ad esempio, che immagino io.

    Sono mesi che da questo blog chiediamo a Damiano di dare una definizione di esodati alla quale potersi poi riferire: non la da!

    Una definizione di esodati, implicitamente, era riportata nella proposta 5103, ad esempio, in quella famosa frase che parlava di chi avrebbe maturato, alle precedenti condizioni, il requisito pensionistico entro i 24 mesi successivi al periodo di mobilità, anche se preceduto da un periodo di cassa integrazione: una definizione che, esplicitamente, bocciata la 5103, da Damiano non è stata riconfermata mai!
    Con una definizione del genere a disposizione, ognuno potrebbe confrontarcisi, e capire, sin da oggi, se rientrerà o meno in quei 260.000 esodati da salvaguardare. Ma dare un definizione del genere, ora, in campagna elettorale, equivale ad impegnarsi su di un elemento preciso, puntuale e specifico, e questo, a quanto risulta, né Bersani e né Damiano lo vogliono fare!
    Vogliono il voto, ma pretendendo che noi si faccia un salto nel vuoto!

    Inoltre, bisogna anche riflettere su come si potrà poi conciliare una eventuale salvaguardia degli esodati con l’alleanza in predicato, già dichiarata da Bersani, con Monti! Ovvero con Casini e con Fini!

    Bersani non vede l’ora di allearsi con Monti, Fini e Casini, e vorrebbe metterci a credere che con un’alleanza del genere avrebbe in mente di salvaguardare 260.000 esodati?
    Duretta, da credersi, no?

  33. cosa succede quando non puoi andare in pensione? 15-20 mila euro che lasci allo stato, 1 anno della tua vita (ancora lunga?),il tfr gestito da non si sa chi ,1 disoccupato che cmq ti maledisce, niente tempo per assistere chi vuoi tu ( genitori, figli, volontariato), tanta rabbia e sicuramente poca voglia di essere un ”bravo consumatore”. ma con l’eventuale abolizione dell’ imu i nostri bei 200-300 euro ce li risparmiamo!! grazie a tutti, paolo

  34. per adelmo…e’ pubblicato nel business online 8/1/2013

    il link non mi riesce..dal titolo—–Pd e Pdl pronti a modifiche riforma Fornero: cosa potrebbe cambiare——

  35. vai su google…trascrivi il titolo….

  36. @CESAR

    grazie ancora.

    ora provo…
    🙂

  37. …e funziona.

    ecchècèvò….

    🙂

  38. Tutti buffoni non interessa che la poltrona!!!! tanti bei discorsi sulle pensioni (ma guardate cosa stanno facendo agli invalidi civili) e noi ci illudiamo che cambi qualcosa si dovrà lavorare fino a 67 anni…..

  39. perche? in tempi di crisi e di tagli, in tempi a cui viene sottratto un diritto a coloro che sono ad un passa dalla pensione, in tempi in cui
    si da una botta tremenda ai lavoratori possessori di prima casa,

    PERCHè SI ACQUISTANO DUE SOTTOMARINI NUCLEARI

    VEDI IL FATTO QUOTIDIANO

  40. ON. Damiano
    non vorrei più sentire dai politici solo la questione “esodati” che tanto nobilita il volenteroso politico ( sembra quasi stata creata ad hoc per poi lavorarci su con passione….) ma va ripensata tutta la riforma; orribile nella parte che riguarda la gradualità che non esise. E’ un ORRORE ORRORE al taguardo di pochi giorni vedersi spostare la pensione di 7 ANNI (vedi i nati nel 1952 dipendenti pubblici). questo al di la di esodati, casa integrati ecc… siamo tutti cittadini umiliati dalla ministra lacrimosa.
    Gradirei conoscere il suo pensiero non generico sul’argomento.
    grazie

  41. X ADELMO E VINCESKO

    E’ vero che il Berlusca e’ un pregiudicato e infatti non e’ pero’ meglio di Bersani che comunque ha tradito i lavoratori cento volte e la differenza che c’e tra il Berlusca e Bersani e’ che il primo deve finire in galera ma e’ coerente, ossia e’ un figlio di buona donna e fa il figlio di buona donna, l’altro invece e’ fortunato che non ci sono piu i tribunali militari perché altrimenti sarebbe fucilato alle spalle, quindi la differenza tra i due c’e ma il secondo sta messo peggio…
    X VINCESKO
    Parlando di utili idioti e’ perché probabilmente te ne intendi essendo te il capo degli utili idioti, uno scribacchino dalle mani bianche che dovrebbero solo vergognarsi di fronte alle mani callose degli operai licenziati o con bassi salari che proprio gente come te ha causato.
    Ti consiglio di presentarti insieme a bersani con lui faresti bella figura assieme al tuo simile…

  42. Bravo Damiano incominciamo a ridare un minimo di dignità e fiducia RIDANDO la rivalutazione almeno delle pensioni fino a 5 volte il minimo

  43. @Giulio
    Coda di paglia? Tu i calli non li hai solo sulle mani ma anche – e soprattutto – nel cervello.

  44. L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi
    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html

    Utili idioti.
    Nel breve carteggio tra Einstein e Freud (v. “Perché la guerra?” Lettera di Albert Einstein a Sigmund Freud e risposta di quest’ultimo [v. nota in calce *] Einstein chiede a Freud perché tantissime persone (la maggioranza) arrivano a sostenere politiche di guerra, propugnate da pochi, che vanno a loro danno.
    Anch’io me lo chiedo a proposito della politica economica e combatto contro sia la DISINFORMAZIONE di pochi UTILI IDIOTI ben retribuiti (spesso direttori o editorialisti di giornale), sia la scelta autolesionistica di tantissimi UTILI IDIOTI che gratuitamente appoggiano le politiche portate avanti dai governi di destra.

    Ammuina.
    Se la stragrande maggioranza della popolazione, in piccolissima parte composta da utili idioti ben retribuiti, la più parte gratis, non avesse l’abitudine di dividersi e di fare ammuina, come potrebbe un’esigua (in Italia) o infima (nel mondo) minoranza decidere per tutti e riuscire a “schiavizzare” il resto dell’umanità per continuare ad arricchirsi?
    Io sono piuttosto individualista, ma poiché credo fermamente nella necessità di unire le forze, se si vuole perseguire il nobile obiettivo della giustizia sociale, che non è una parola vuota, ma la quintessenza del sentire democratico di sinistra riformista, a cui idealmente appartengo, ma anche un obiettivo che può essere condiviso da chi non ha una visione grettamente egoistica ed è consapevole che una distribuzione equa della ricchezza e del benessere è un vantaggio per tutti, occorre smettere l’abitudine autolesionistica di dividersi e fare ammuina, quell’ammuina che favorisce soltanto i ricchi potenti, egoisti, avidi e spietati.
    […]

  45. X VINCESCO
    Devo dire che hai ragione gli utili idioti sono ben pagati e ben acculturati,sicuramente non noi poveri scribacchini di questo blog…
    E’ vero i calli ce li ho nel cervello come quelli che forse tu hai in altre parti del corpo…VINCESKO credimi e’ meglio averli nel cervello i calli che in altri posti del corpo che spesso forma un’angolo a 90 gradi…
    Solo un consiglio… Di professori e intellettuali già ne abbiamo tanti che hanno fatto danni sopratutto in quesi ultimi tempi…cambia mestiere che e’ meglio..

  46. @Giulio
    Bla bla bla bla bla bla… Voce dal sen fuggita. Naturalmente parli di te stesso. Perché altrimenti sarebbe davvero bizzarro detto da un UTILE IDIOTA che si è messo a 90° con un miliardario incompetente e fuori di testa.

  47. Bisogna comunque andare a votare e votare vendola che è il più serio di tutti e a dimostrato di essere un buon amministratore della Puglia ed è l’unico che ha dichiarato che se fosse stato condannato avrebbe lasciato la politica

  48. Non sento più parlare dei 65000 salvaguardati inps doveva comunicare la lista ma non se né sa nulla avete notizie?

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