Pensioni: via blocco indicizzazione, aggrava crisi

pensioniA seguito della riforma Fornero, anche per il 2013 rimane il blocco dell’indicizzazione delle pensioni di importo superiore a 3 volte il minimo. Questa situazione ha un forte impatto negativo sul potere d’acquisto delle pensioni medio-basse e crea in aggiunta un effetto di calo dei consumi. Significa che oltre 6 milioni di pensionati resteranno esclusi da qualsiasi rivalutazione dell’assegno pensionistico mentre l’inflazione si farà sentire.
E’ un altro errore che andrebbe corretto già a partire dall’anno in corso, ripristinando l’indicizzazione anche per importi pensionistici superiori. Si tratta di una modifica indispensabile per riportare il Paese sulla giusta strada, cioè quella che accanto al rigore si prefigga di perseguire la crescita e l’equità sociale.

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30 Risposte

  1. La continua conferma che le norme pensionistiche precedenti alla scellerata riforma Fornero già garantivano l’equilibrio del sistema meriterebbe ben altri commenti sia da parte della stampa (soprattutto quella di sinistra) che di coloro che dovrebbero prendere spunto da questi dati per pretendere una revisione completa del porcellum Fornero , compreso Lei on. Damiano. Nei primi 11 mesi del 2011, c’è stato il 19% ca. in meno di pensionamenti, addirittura il 29% in meno le pensioni di anzianità, con l’età media di uscita che è salita da 60,3 a 61,3. Mastrapasqua , valletto del Ministro di turno, naturalmente gongola, dimenticando che già nel 2011 commentando il bilancio dell’Inps del 2010, parlava di sistema del tutto in equilibrio anche per gli anni a venire e di plauso che arrivava dall’Europa. Il 6 dicembre dello scorso anno, tutto questo è stato dimenticato e la cosidetta esperta Fornero, sotto l’egida dell’agendiere Monti , complici i partiti, in primis il PD , al fine unico di fare cassa hanno letteralmente rapinato lavoratori, pensionati e,soprattutto, pensionandi.
    Damiano, nei programmi elettorali che ci presenterete non dimenticatevi di quello che è successo, non proponete solo rettifiche per i casi eclatanti causate dalla suddetta, ripeto, dovete garantire una completa revisione del malfatto Fornero applicando la gradualità che una riforma del genere richiede. E non si parli di risorse : sono da attingere dai 180 mld di tasse evase ogni anno , non dagli accantonamenti fatti negli anni da chi le tasse, tra l’altro, le paga e le ha sempre pagate.

  2. se mastropascqua a detto che inps anche prima del 2012 non aveva problemi, perche la fornero con l’appoggio del pd e tutti gli altri a fatto questa cavolata di allungare la pensioni?

  3. perche quando si deve fare cassa il governo deve sempre mettere gli occhi sulle pensioni e colpire li?
    perche il governo quando deve mettere tasse sulla casa non guarda quel povero operaio che ne a una sola e lavora giorno e notte?
    perche non si tocca la patrimoniale?
    perche i deputati e senatori prendono stipendi da sogno ?
    perche per colpire la mafia non si indaga più affondo ,nei governi ,regionali,comunali,e statali?
    chi e bravo mi dia una risposta a queste domande che io mi faccio spesso, e che mi fanno ricordare un vecchio film degli anni 70 che si intitola (la polizia arresta la legge assolve). CIAO BUON 2013 A TUTTI.

  4. http://tg1.blog.rai.it/2012/12/28/pensioni&#…o/#comment-15787

    andate a questo indirizzo ad esprimere le vs opinioni

  5. Ma porcaputt…., se la legge non andava bene al PD,ed in particolare a lei, on. Damiano, per quale c…o di motivo l’ha votata?

  6. @Francesco01. Fatto, vediamo se la pubblicano.

  7. Nessun soggetto politico di qualunque schieramento ha mosso ciglio contro la piu’ iniqua norma che ha innalzato l’eta’ pensionabile degli italiani. In piu’ per quanto concerne il mio lavoro (trasporto ferroviario) con un’alchimia politica non ci viene piu’ riconosciuto lo stato di lavoro usurante ( sara’ usurante il lavoro dei Parlamentari tanto da giustificare un vitalizio dopo 1 legislatura?) per cui i treni verranno affidati tra qualche anno a nonnetti piu’ o meno vispi… A parte il mio caso personale, e’ una vera vergogna, senza contare le ripercussioni che ci sono sulla disoccupazione giovanile. E’ il momento di meditare…..

  8. Avete visto che figurino gli ha fatto fare, Monti, a Bersani? Gli ha detto chiaro e tondo che da spiegare, circa le prossime cose da fare, non c’è proprio niente! Gli ha risposto che “l’agenda Monti” parla per sé! Infatti, a me pare proprio un “babbalone”, Bersani, che dopo essere stato 13 mesi al servizio di Monti, ancora non ne abbia capito le intenzioni e i punti di vista: mi sa che Bersani è l’unico italiano, ancora a non aver capito le posizioni politiche di Monti! Gli si può affidare, ad uno sprovveduto così, il destino del Paese?

    E poi, Bersani, chiede chiarezza a Monti… ma perché, lui ne ha fatta?
    Sta zitto sulle pensioni, e manda avanti Damiano, ma senza licenza di uccidere: può dire e non può dire, accennare senza impegnarsi più di tanto! Prima, Bersani, quando si sentiva già vincitore, parlava di un po’ di equità e un po’ di lavoro, ora che l’aria sta cambiando, ha già tolto quegli “un po’”! Più si mette male, e più promette! Parla di Itlia “giusta”: più “giusta” di come l’ha fatta insieme alla Fornero?
    Per farla più “giusta” di così ci vogliono le pensioni private, continuando però a pagare i contributi INPS, la sanità privatizzata, così che con le nostra tasse si possano curare solo i ricchi e i politici, e privata anche la scuola, così i figli dei ricchi e dei politici comporranno la classe dirigente del Paese, e i figli nostri, sotto, a fare gli schiavetti!

  9. Onorevole Damiano, il primo passo è fatto. Ci sarai ancora. Ed allora avanti tutta con la 5103 da riproporre. Dal primo all’ultimo punto, senza se e senza ma.
    Pensione con i 35 anni di contributi a partire dai 58 anni di età e via dritti fino alla vittoria. Noi ultracinquantacinquenni, disoccupati o licenziati non possiamo aspettare di andare in pensione di vecchiaia a 67 anni, vecchi e decrepiti con esaurimento nervoso e depressione per tutta la vita.

  10. Ripristino di quote provvisorie per i prossimi 6 0 7 anni, 60 anni di età e 41 anni di contribuzione devono dare diritto alla pensione, retributiva per chi ha maturato il diritto. No a pastrocchi.

  11. Niente voto a chi ha fatto fare macelleria sociale delle pensioni

  12. E’ assolutamente indispensabile ritoccare la scellerata riforma “Frignero” per riportarla a criteri di gradualità ed equità! Ora si sente parlare solo di “esodati”, ma vorrei far presente (pur con tutto il rispetto verso questa categoria che va assolutamente tutelata) che esistono anche i MOBILITATI, i LICENZIATI e i PRECOCI!!!
    Questi ultimi, di cui io faccio parte, si ritrovano, dopo essere stati ad un passo dalla pensione con 40 anni di contributi, a vedere allungata la permanenza in servizio come minimo di 2-3 anni, per la sola colpa di avere iniziato a sgobbare a 14/17 anni! E pure con la prospettiva di avere una penalizzazione economica perchè “troppo giovani”!
    Dov’è l’ equità in tutto ciò? Perchè, dopo avere mandato in pensione cani e porci in passato, ora dobbiamo pagare noi? Io vedo solo il rigore e l’ingiustizia sociale! E’ vero, in confronto a chi è rimasto senza lavoro, i precoci sono fortunati, ma credo che dopo 40 anni una persona “abbia già dato”!
    Un ultimo appunto: chi andrà al governo dovrebbe anche rivedere i TEMPI DI CORRESPONSIONE DEL TFR PER I DIPENDENTI PUBBLICI!
    Vi sembra equo che una lavoratrice come me (ins. elementare) di 57 anni che attualmente sta svolgendo il 40° anno di lavoro ininterrotto, si veda non solo costretta ad attendere la pensione fino al 2015 (42 anni di servizio!!!), ma anche la LIQUIDAZIONE DOPO DUE ANNI, cioè nel 2017???? Quel denaro appartiene al lavoratore ed è frutto di una vita di accantonamenti! Dovrebbe essere erogato in tempi ragionevoli (diciamo 6 mesi circa)! Un’attesa così prolungata è un vero e proprio furto di stato!!!
    NESSUN VOTO A CHI NON RIMEDIERA’ A QUESTO SCEMPIO REGALATOCI PRIMA DALL’ ARRAPATO DI ARCORE E POI DAL SOBRIO DELLA BOCCONI!

  13. La scellerata riforma previdenziale va assolutamente corretta, specie nei suoi aspetti più turpi ed irresponsabili: mancanza totale di gradualità, blocco dell’ indicizzazione, ingiusti tempi di pagamento del TFR e TFS, disparità di trattamento fra privati e pubblici.
    Ma senza la brutale introduzione, però, di già proposte (vedi 5103) ed inaccettabili norme ricattatorie, ulteriormente peggiorative delle precedenti, quali la sottoposizione al regime contributivo totale, per chi è in possesso dei requisiti per l’ eventuale pensionamento anticipato.
    Il principio della certezza e dell’ affidamento alle regole, in vigore nel corso di una lunga vita lavorativa, va rispettato e non può essere tradito da un giorno all’ altro, con un cinico colpo di mano.
    Dipendente pubblico, quota 99, già elettore PD, rapinato dei suoi diritti.

  14. @Elson 31-12-12 ore 16.44: Scusami Elson ma chi pensi che sarà colui che difenderà i tuoi interessi da MARZO 2013,io ti leggo con attenzione ma non riesco a capirti…Chi ti difenderà oltre quella data?
    Il famoso proverbio di quello che si voleva tagliare gli attributi per far dispetto alla moglie…a me pare molto istruttivo. Ma forse mi sbaglio!

  15. L’unica speranza per il 2013 è che Vendola abbia un consenso tale da poter condizionare Bersani.
    E’ l’unica nostra speranza!
    Le altre scelte,tutte condivisibili,specie per punire il PD che è il vero responsabile delle nostre disgrazie,le dobbiamo tralasciare per una ragione pratica!
    Nessun partito,escluso quello di Ferrero,ha attaccato la Riforma delle Pensioni e,quindi,non raggiungeremmo alcun risultato pratico!
    Vendola,invece,secondo me,ha dovuto,per ragion di Governo,esporsi in parte sull Riforma Pensioni ma ha attaccato l’agenda Monti ma potrà,una volta al Governo,e vedendo migliaia di disoccupati,aprire alle istanze della parte sinistra del PD(Damiano,Fassina,Orfini..) e condizionare Bersani su alcuni punti fondamentali delle Riforma Pensioni.
    Spero di poter convincere qualcuno che è una posizione concreta e realistica.

  16. Votare Vendola, oppure il quarto polo, che è la coalizione che unisce tutte le forze di sinistra. Solo così possiamo sperare in un cambiamento, la riscrizione della riforma delle pensioni. ( se però il sindacato, stà sempre zitto e non dà una mano, e comincia ad organizzare manifestazioni, diventa un pò difficile.) dovremmo stimolarlo tutti noi, mandandogli una lettera collettiva, dove gli diciamo di iniziare una battaglia per cambiare la riforma delle pensioni diversamente, quanti siamo gli iscritti, qualche milione? bene, disdiciamo le tessere sindacali. Niente battaglie niente tessere, dobbiamo pagare con la stessa moneta l’immobilismo del sindacato !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  17. Ma anche il Sindacato sta zitto sulla macelleria Fornero. Sperate che Damiano ci difenda?

  18. Che il sindacato abbia ancora milioni di iscritti con il suo comportamento è il vero mistero italiano!
    Non mi meraviglierei che questi italiani possano votare il vampiro Monti o il bungabunga Berlusconi,due maiali dello stesso porcile!

  19. Ma è mai possibile credere che Bersani ci abbia rubato le pensioni… per poi restituircele?
    Ma ci rendiamo conto che con le nostre pensioni ci si sono garantiti un cuscino, un strato di grasso sul quale “surfare”, da 20 MILIARDI di euro l’anno? Ma con le aziende in crisi, specie quelle grandi tipo FIAT, ILVA, e altre, se non con le nostre pensioni, quelle d’oro in stile “Amato”, da 1.000 e più euro, netti, al giorno, con cosa le pacherebbero? Se non avessero rubato le nostre pensioni, i contributi ai partiti con i quali acquistare lingotti, diamanti, vacanze, pranzi di nozze, e assicurarsi i foraggiamenti per le consorterie di partito, da dove li avrebbero fatti uscire fuori? I soldi della Legge Mancia, con in quali acquistare consensi sul territorio, da dove li avrebbero fatti uscire fuori?
    Ma qualcuno lo ha letto che il governo Monti, del quale Bersani fa parte, è sostenitore ed anche servitore, ha impegnato la spaventevole cifra di 230 MILIARDI in armamenti?
    Ma ce lo vogliamo chiedere o no, quanto ci costi, tanto per dirne un’altra, il Parlamento europeo?

    Ognuno sa, in questo fine anno, se ha dovuto o meno fare delle rinunce, e quante prevede di farne per l’anno appena entrato: secondo chi dovesse leggere, in famiglie tipo quella di Bersani o di Damiano, quale rinunce saranno state mai fatte?
    Si dice che Berlusconi sarebbe sceso in campo per farsi gli interessi propri: ma perché, “questi”, o “gli altri” sostenitori del governo Monti, avrebbero per caso fatto gli interessi nostri?

    Fino a ieri i 55 anni di età erano considerati critici, oggi si sente Damiano che afferma: “Nessuno può più illudersi di andare in pensione a 57 anni!”, naturalmente questo lo ha detto nel 2012, e nel 2013 quei 57 anni diventano 58, nel 2014 diventano 59, e così via, e poi si sente Bersani dire: “Non c’è Paese in Europa dove uno resti a 58, 59, 60 anni, senza lavoro, senza reddito, senza ammortizzatori, senza pensione!”, e questo, anche lui, lo ha detto nel 2012! Per cui, nel 2013, i 58 anni diventano 59, e nel 2014 diventeranno 60, e così via!

    Bersani le pensioni non le può restituire! Parla, infatti, di aggiungere all’agenda Monti “UN PO’ di lavoro” e “UN PO’ di equità”! Praticamente salvaguarderanno un’altra decina di migliaia di esodati, e buonanotte al secchio!
    Damiano, con la 5103, ha fatto “lo sborone” con la Fornero e Monti, sapendo benissimo che quel TIR là non sarebbe passato! Evidentemente ha agito così per far presa sull’immaginario collettivo, inducendo tutti a pensare che se uno la fa, una proposta del genere, se stesse al governo, l’approverebbe pure! Ma ora che al governo c’è la possibilità ci vada il PD, con cavolo che Damiano ritira fuori la 5103!

    È stato detto da qualcuno, forse fu Napolitano, a dirlo, ma non mi ricordo bene, che le riforme Monti si erano fermate ai 2/3! Chi saprebbe dire quale sarebbe il terzo di riforme non portato a termine,e da portare assolutamente a termine da parte del governo che seguirà (secondo la visione Monti-Casini-Fini-Napolitano-Bersani)?

    Allora, prima di tutto, credo dovremmo prendere atto che chi ci governa sa esattamente quanta parte di riforme siano state fatte e quanta no, mentre a noi ci hanno lasciato all’oscuro di tutto, evitando che potessimo partecipare a qualsiasi decisione, e tra coloro che hanno deciso e ci hanno esclusi, c’è anche Bersani, proprio quello della “questione morale”, quello “moralmente” una tacca al di sopra degli altri; in secondo luogo, le riforme rimaste fuori, Monti, in parte a parole, in parte coi fatti, le ha già annunciate:
    – privatizzazione della sanità
    – più soldi alla scuola privata
    – pensioni da stipularsi con assicurazioni private, con contratti individuali, continuando, naturalmente, a pagare all’INPS i contributi previdenziali.
    – smantellamento dello stato sociale

    L’avete visto, Bonanni, ad accogliere calorosamente Montezemolo, oppure no?
    L’avete vista la Camusso non muovere un paglia, e segnare il passo, mentre i minatori sardi si son murati per un mese e mezzo in miniera, no?

    Chi li risolverà, allora, i problemi della gente che ha perso o sta perdendo il lavoro? Bersani? Bersani che è stato 13 mesi a servizio di Monti, come un perfetto “yes-man”?
    Bersani, che ha retto il sacco alla Fornero, mentre ci venivano rubate le pensioni?
    Bersani, che ha smantellato l’articolo 18?
    Bersani, che ha approvato una riforma del lavoro con la quale scompaiono cassa integrazione e mobilità?
    Bersani, che ha ritenuto giusto, e lo ritiene ancora, che si debbano pagare tasse come l’IMU e la TARES?
    Sapete perché la Tares, che avremmo dovuto pagare a inizio anno, l’hanno spostata ad aprile? Non per dare un po’ di respiro ai contribuenti, ma per ingannarli, lasciandogli qualche spicciolo in tasca per le feste, affinché, appunto ingannati, li spendessero in consumi! Ecco perché.

  20. In nome di Dio, andatevene!

    Se ne devono andare tutti, dove non ha importanza. In un’isola delle Barbados, nell’appartamento monegasco del cognato, in un ospizio, nella tipografia romana del suocero, in Vaticano a pregare per lo Ior, in Europa al posto di Van Rompuy, a insegnare alla Bocconi a studenti inconsapevoli, in un tribunale a esercitare la loro professione, in uno dei loro studi legali a incassare milioni di euro. Se ne devono andare. Non li regge più nessuno. Loro non capiscono. Si credono intoccabili perché garanti di interessi economici delle lobby del cemento, delle cooperative, dei concessionari, della Bce, delle banche internazionali, di Stati esteri. Vivono in un mondo a parte, fatto di studi televisivi, di giornalisti proni, di incontri istituzionali a discettare del nulla al quadrato con la rituale foto di gruppo, circondati da commessi, servi, maggiordomi, amanti. Onorevoli disonorati. Facce di bronzo, facce di merda, facce da impuniti, facce da dimenticare se si vuole riacquistare un minimo di serenità. Facce di responsabili dello sfacelo economico e sociale che si fanno il lifting, i sorrisi tirati ormai in un ghigno, l’incedere da uomini di potere che si credono statisti in scatola. Si ripresentano ancora, riverginati, innocenti, candidi come se non fossero colpevoli del più piccolo errore. Loro che hanno disfatto l’economia, l’informazione, la giustizia, la scuola, il tessuto produttivo, lo stesso Stato. Mantenuti nelle loro posizioni privilegiate per decenni, pagate dalle tasse degli italiani a suon di vitalizi mai rinnegati, di leggi ad personam, ad partitum, per gli amici, per i concessionari, per le mafie. Parassiti, pidocchi, mignatte, zecche. Virus che si spacciano per miracolosi medicinali mentre infettano il corpo della Nazione, certi della copertura vigliacca dei media e confidando nella memoria breve degli italiani. Se ne devono andare. In Parlamento non li vuole neppure l’italiano più mite, il più tollerante, il più distaccato dalla politica. L’Italia è in overdose dei Bindi, Finocchiaro, Cicchitto, Berlusconi, Monti, Bersani, Fini, Alfano, Casini, Maroni e delle centinaia di compari si ostinano a imporre la loro presenza. Non capiscono che sono come Ceaucescu al balcone, Mussolini nel camion verso la Svizzera vestito da soldato tedesco, Hitler nel bunker di Berlino mentre da ordini a divisioni che non esistono più. E’ questione di tempo, ma la loro avventura politica è terminata. La campanella del 2013 è suonata, la ricreazione a spese di generazioni di italiani è finita. “Voi siete un gruppo fazioso, nemici del buon governo, banda di miserabili mercenari, scambiereste il vostro Paese come Esaù per un piatto di lenticchie; come Giuda tradireste il vostro Dio per pochi spiccioli. Avete conservato almeno una virtù? C’è almeno un vizio che non avete preso? Chi fra voi non baratterebbe la vostra coscienza in cambio di soldi? E’ rimasto qualcuno a cui almeno interessa il bene della Repubblica? Siete diventati intollerabilmente odiosi per l’intera Nazione; il popolo vi aveva scelto per riparare le ingiustizie ed ora siete voi l’ingiustizia! Ora basta! Portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete le porte a chiave. In nome di Dio, andatevene! (*)“

    Tratto da: In nome di Dio, andatevene! | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2013/01/01/in-nome-di-dio-andatevene/#ixzz2GoB74P9w
    – Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

  21. Più a destra dell’agenda Monti. Ecco l’intervista che prova che Bersani ci ha venduto alla Germania

    – da senzasoste.it – con nota di Pino Cabras in coda all’articolo. –

    La vera campagna elettorale, quella per accreditarsi dove si prendono decisioni, la si fa sul Financial Times. Che ha dedicato molto spazio alle elezioni italiane. Segnaliamo questa intervista del Financial Times a Pierluigi Bersani in versione maresciallo Pètain. Quello dei giorni che precedettero la formazione della repubblica collaborazionista di Vichy.

    Cosa dice di grave Bersani? La prima è che è favorevole ad un irrigidimento del fiscal compact, il patto sul bilancio che impegna a tagli di spesa pubblica di decine di miliardi l’anno per un ventennio. La seconda è che impegna l’Italia ad ulteriori politiche di austerità. Fin qui siamo a Monti forse con qualche parola più cruda sull’irrigidimento del fiscal compact. Ma dove Bersani, nel tentativo di accreditarsi in Europa, riesce a superare a destra Mario Monti è sulla questione del commissario unico europeo. Si tratta di una figura, già oggetto di trattativa nei precedenti round europei, che avrebbe potere di veto sulla stesura dei singoli bilanci nazionali. Per cui se un paese decidesse di finanziare scuola, sanità, servizi sociali, in autonomia nazionale, questa figura avrebbe potere di bloccare una decisione sovrana.

    Il più convinto artefice di questa proposta, che ha incontrato il favore di Barroso, è il superministro tedesco dell’economia Schauble. Monti, diplomaticamente, nelle settimane scorse aveva fatto scivolar via questa proposta (assieme ad altri paesi). Monti è un uomo di destra, convinto di svendere il paese, ma sa che la cessione di sovranità va sempre saputa trattare con accortezza.

    E cosa ti fa Bersani? Per accreditarsi in Europa si dice pronto ad accettare la proposta Schauble. Al Financial Times Bersani si dice pronto ad accettare la cessione di sovranità. Ovviamente si bada bene dal dirlo all’elettorato italiano. Qui è da considerare una cosa. Esistono due tipi di cessione di sovranità: una, quella con contropartite, fa parte di un processo di integrazione continentale. L’altra, senza contropartite, spiace dirlo ma si chiama resa ad una potenza straniera. Nessun dubbio che Bersani voglia incarnare i panni del nuovo Pétain che, a suo tempo, decise che la resa praticamente senza contropartite alla Germania fosse l’unica strada razionalmente praticabile.

    Tratto da: Più a destra dell’agenda Monti. Ecco l’intervista che prova che Bersani ci ha venduto alla Germania | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/12/31/piu-a-destra-dellagenda-monti-ecco-lintervista-che-prova-che-bersani-ci-ha-venduto-alla-germania/#ixzz2GoCOiNjn
    – Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

  22. Leggete il discorso di Pepe Mujica, noto come “il presidente più povero del mondo”, ha attualmente 77 anni, vive nella sua casa modesta, devolve il 90% del suo stipendio in beneficenza. E’ stato in carcere 14 anni come oppositore del regime, Basta sacrifici per il lavoratori per correre dietro al rigorismo imposto dalla Cee, ridateci le pensioni rubate.

    http://marcosbox.blogspot.it/2012/12/il-discorso-di-jose-pepe-mujica-al-g20.html

  23. Contributori volontari:uno scandalo nello scandalo del massacro della Pazza e il Professore. Ma è mai posssibile che un esodato che ha pagato di tasca sua un sacco di soldi allo Stato per arrivare a 40 /40 esimi di pensione (!) debba andarci nel 2020? Questi sono assassini! IL PD per avere il voto degli esodati deve impegnarsi con il sangue a sanare la ferita, partendo dalla proposta 5103 . Altrimenti ognuno per la sua strada.

  24. Sempre e solo degli infami, lo ripeto anche nel 2013 e sempre dall’alto della mia onestà (esattamente la stessa di centinaia di migliaia di persone), dedizione al lavoro con l’unico scopo di migliorarmi e migliorare le condizioni della mia famiglia, pagando per intero sempre le tasse al massimo. Ora una schizzofrenica pericolosa “uccide” una generazione che ha dato tutto questo ma… non smuovono nulla all’interno delle loro stanze dove godono di ASSURDI PRIVILEGI E STIPENDI e poi… spendono mld per gli F35 che sono macchine da guerra fatte per uccidere. Bersani lo metto in prima fila come uno dei peggiori per aver tradito le persone oneste, ma quì siamo in italia e forse i disonesti sono in maggioranza. Da noi esistono esseri come monti e i suoi ministri, come casini che con il 3% sembra essere il padrone del mondo e che dice (dopo dieci anni di coccole con berlusconi) esattamente quello che io dicevo 18 anni fa… sono forse più intelligente di casini? Non scherziamo, abbiamo poi i fini che si arrichiscono non facendo assolutamente nulla (invecchiato facendo questo marciume di politica), abbiamo la lega che è stata con berlusconi e marcia dentro (lo hanno visto tutti), abbiamo i napolitano che protegge queste porcherie che uccidono la dignità di chi è ONESTO… non dico vergognatevi perchè c’è troppa infamia e porcheria.
    Sono stato in Spagna, un paese in grandissime difficoltà ma sentite:
    in pensione ci vanno a 67 anni però… possono andarci anche con 30 e meno di contributi e a qualsiasi età, certamente (com’è giusto) togliendo una percentuale ad ogni anno sino ad arrivare ai 67.
    Voi politici ladri e sporchi mi state rubando i miei soldi versati ogni anno per 34 anni e quella pazza mi sposta di 6 anni la pensione quando il lavoro si perde e non si ritrova più quando hai 50/55 anni.
    Il popolo onesto partitico e non VI ODIA PROFONDAMENTE.

  25. Monti dice che lo spread è sceso a 287 punti, e che questo sarebbe motivo di rallegramento, ma non dice, però, che il petto di pollo o di tacchino è arrivato fino a 9 euro! Le salsicce di suino a 7, e il coniglio a 8! Con gli stipendi (beato chi c’è l’ha!) erosi all’inverosimile dalle tasse dello stesso Monti, a tavola, gli italiani, se non possono più “rifugiarsi” nella carne di pollo, di coniglio o di maiale, cosa ci metteranno mai? Lo spread? Ma perché, lo spread, è roba che si mangia?

    Lo spread sarà pure sceso, ma l’inflazione galoppa, il gas aumenta, il canone RAI pure (guarda se a qualcuno viene in mente di far fare una bella cura dimagrante alla RAI!), l’autostrada anche.
    La TARES, ad aprile, la dovremo pagare lo stesso, TARES, calcolata non col numero dei componenti nel nucleo familiare, ma a superficie.
    E a luglio, l’IVA, aumenterà di un punto ancora!

    Altro che spread che scende: seee!

  26. Su Vendola vorrei dire: è vero che un voto dato a lui potrebbe effettivamente condizionare meglio, a nostro favore, le scelte di un PD chiaramente di centro/centro-destra, ma potrebbe accadere anche qualcosa di diverso ovvero che il voto dato a Vendola finisca coll’essere utilizzato da Bersani proprio per favorire tutta una serie di indirizzi ai quali saremmo contrari. Allora chiedo, ma davvero per sapere cosa ne pensino gli altri: “Tra Vendola e Ferrero, non sarebbe meglio Ferrero, perché meno controllabile e condizionabile, da Bersani?”.

  27. Elson, sono d’accordo con te sulla scelta di chi votare, una sinistra seria che si occupi dei problemi veri delle persone, e che non può che essere quella di Ferrero, il quarto polo, un voto per mandare a casa Monti e A.B.C. CHE CI HANNO MASSACRATI SENZA SE E SENZA MA. ( VOTO, FERRERO QUARTO POLO , TUTTA LA VITA .) !!!!!!!!!!!!!!!! POSSIBILMENTE CERCHIAMO DI DARE UN VOTO UNIVOCO PER RAGGIUNGERE IL RISULTATO. GRAZIE !!!!!

  28. A proposito ,dimenticavo dobbiamo dare una svegliata alla Camusso, alla C.G.I.L. è ora che il sindacato si renda reperibile si tolga dall’immobilismo più totale e si faccia partecipe attivo, è vergognoso non può durare ad incassare i soldi delle tessere, e continuare a rimanere assente, latitante riguardo i problemi allucinanti causati dalle riforme, pensioni e lavoro che hanno colpito esclusivamente i lavoratori in maggior parte iscrtti al sindacato. Cominciamo a chiederglielo tutti al sindacato di farsi sentire e di cominciare a lavorare per chi li paga, cioè noi lavoratori !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  29. x Elson, Mengo,
    concordo sul puntare a canalizzare le energie.
    Vendola non potra’ fare cio’ che vuole , quindi servirebbe a Bersani solo per rastrellare gli incazza.i come noi.
    Ferrero mi sembra una persona seria e coerente.
    Bisogna capire chi puo’ dare sostanza al suo gruppo perche’ anche con Ingroia alla momento sarebbe ancora un po debole.

    Sui sindacati continuo ad avere qualche dubbio perche’ mi sembra che siano rassegnati a lasciar compiere all’Italia questo salto “”evolutivo distruttivo “” del mondo del lavoro.
    Non hanno piu’ verve, forse pensano che non sarebbero appoggiati dai lavoratori . Di sicuro oggi sono latitanti.

    Ps.
    Sara’ un caso che il blog si e’ fermato al 31/12 e nessuno scrive piu??

  30. Speriamo che non sia la solita promessa elettorale. In effetti il blocco delle pensioni sopra i 1400 euro (lordi) penalizza moltissimi pensionati ex dipendenti pubblici e privati (con massimi di versamento contributivo) che non solo vedono ridotto nell’immediato il loro potere d’acquisto e diminuita di fatto la loro pensione ma tale danno economico, anche se venisse ripristinata l’indicizzazione, non sarà più ricuperato. La Ministra Fornero, adottando tale blocco non si è resa forse neanche conto che in questo modo molti baby pensionati e categorie che hanno versato minimi contributi si sono visti rivalutare la pensione come prima. Brava la nostra prof prestata alla politica:

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