“Vogliamo Damiano e Gnecchi in Parlamento per gli esodati” – pubblichiamo la lettera della Rete dei Comitati degli Esodati, Mobilitati, Titolari di fondi di settore, Contributori volontari, Licenziati, Quindicenni, Donne ESMOL

22 dicembre 2012

A:

Pier Luigi Bersani, Segretario Nazionale del PD

Rosy Bindi, Presidente dell’Assemblea Nazionale del Pd

La Rete dei Comitati degli Esodati, Mobilitati, Titolari di fondi di settore, Contributori volontari , Licenziati, Quindicenni , Donne ESMOL, in occasione delle Primarie Parlamentari del Partito Democratico e in previsione delle scelte che la Direzione del PD dovrà prendere per la scelta dei candidati da presentare alle prossime elezioni, e per il loro posizionamento nelle rispettive liste, rivolge un Appello accorato ai vertici del Partito Democratico.

A seguito della riforma Fornero, presentata dal Governo il 4 dicembre 2011, e approvata dai due rami del Parlamento esattamente un anno fa, il 22 dicembre 2011, un numero ancora oggi imprecisato di cittadini si è trovato improvvisamente la propria esistenza completamente sconvolta, con la prospettiva di andare incontro a periodi di 4-6 anni senza stipendio e senza pensione.

L’esperienza di tutti noi è stata traumatica: dopo aver sofferto un’uscita faticosa e travagliata dalla vita lavorativa, ci siamo sentiti traditi proprio da chi pensavamo ci dovesse tutelare, cioè dallo Stato, che rappresenta la nostra stessa collettività. All’ansia, allo stordimento, al disorientamento e all’isolamento nel quale siamo sprofondati, abbiamo cercato di reagire, prima singolarmente, poi aggregandoci spontaneamente in Comitati che hanno raccolto coloro che avevano problematiche analoghe, infine mettendoci in relazione tra Comitato e Comitato.

Ci siamo sin dal primo momento rivolti con tutti i mezzi al Capo dello Stato, al Governo, al Premier, alla Ministra, a tutti i Parlamentari, ai Sindacati.

Ora abbiamo l’esperienza di un anno di contatti e di relazioni, in cui abbiamo seguito giorno per giorno l’evolversi degli iter parlamentari, dei decreti legge, delle conversioni, degli emendamenti, dei decreti attuativi, e le discussioni nelle commissioni e nelle aule, gli ordini del giorno, le audizioni, le interpellanze, le dichiarazioni.

A consuntivo, dobbiamo dire che, nell’intero panorama parlamentare di Camera e Senato, abbiamo trovato, sin dal primo momento, un riferimento concreto, competente e affidabile nel gruppo di deputati del PD che agisce nella Commissione Lavoro della Camera, primi fra tutti l’On. DAMIANO, l’On. GNECCHI, l’On. CODURELLI, che ci hanno seguito e hanno interloquito con noi lungo tutto questo percorso.

Per quanto le soluzioni che via via si andavano a delineare non fossero mai risolutive e complete, e lasciassero quindi in ansia una gran parte di noi, abbiamo potuto apprezzare la competenza tecnica e la tenacia con cui sono stati via via posti singoli obiettivi e si è lottato per raggiungerli, e l’impegno, appena raggiunto un obiettivo, a porsi quello immediatamente successivo.

Diventa per noi quindi questione vitale poter proseguire questo cammino nella prossima legislatura, confidando di avere come interlocutore un Governo che sia finalmente ragionevole su questa questione, e di ritrovare questi parlamentari di cui sappiamo di poterci fidare sia per la loro conoscenza e competenza sul problema, sia per il loro impegno, sia per la loro onestà intellettuale.

Abbiamo saputo della scelta dell’On. CODURELLI di non ripresentarsi per il prossimo impegno elettorale. Non possiamo che rispettare questa sua scelta, ma ci dispiace doverla accettare. L’unica risposta all’antipolitica, a chi fa d’ogni erba un fascio accomunando tutti i politici in un’unica gogna, è l’esempio di persone come lei, che fanno invece della politica un impegno quotidiano, al servizio di chi si trova in difficoltà. La ringraziamo per questo, e Le auguriamo ogni gioia e soddisfazione nella nuova fase della vita che Le si apre davanti.

Per quanto ci sarà possibile, sosterremo le candidature dell’On. DAMIANO e dell’On. GNECCHI nelle rispettive regioni, sia ora nelle primarie, sia domani nella campagna elettorale. Ma il nostra problema non è locale, è diffuso su tutto il territorio nazionale e crediamo che il PD non possa permettersi di disperdere queste capacità e competenze, che diventano essenziali nel momento in cui, come ci auguriamo, il Vostro Partito, come vera forza di Governo, dovrà porre correttivi alla manovra Fornero, risolvendo definitivamente, tra gli altri, il nostro problema.

Vi chiediamo pertanto di porre la dovuta attenzione nella presentazione di questi onorevoli nelle liste dei candidati nelle rispettive regioni di appartenenza, in modo che si possa ragionevolmente confidare nella loro rielezione, alla Camera e/o al Senato, in particolare nella loro presenza nelle rispettive Commissioni Lavoro, o, ancora meglio, nel Ministero del Lavoro, in modo da poter mantenere vivo il collegamento tra i nostri problemi, le aule parlamentari e i luoghi di governo.

La Rete dei comitati esodati, mobilitati, fondi di settore, contributori volontari , licenziati

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34 Risposte

  1. Reblogged this on CIRCOLO PD VALDENGO.

  2. Basta parlare di esodati da tutelare, che sono solo il 10% dei lavoratori rimasti coinvolti nelle riforma delle pensioni, targata P.D. Fornero. La riforma và rivista tutta al 100%, o saranno guai !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Non è possibile , secondo me se l’è scritta Damiano …….

  4. Personalmente condivido in pieno l’apprezzamento per l’impegno ( per me ) soprattutto dell’On Gnecchi che in modo attento e partecipe si è resa con convizione disponibile a supportare le legittime istanze di chi ( come me ) ha perso il lavoro in quanto licenziato e si è ritrovato suo malgrado in una condizione drammatica perchè senza reddito ne pensione.
    Sono convinto che lo stesso On Damiano sarà capace di aiutare, individuando soluzioni idonee, chi avrà la responsabilità di governo, che potrà contare sull’apporto di persone serie e qualificate quali sono gli On Gnhecchi e Damiano.

  5. Basta parlare solo per categorie ci sono anche donne uomini del 1952/53/54/55 e oltre con 33/34/35 ecc. anni di contributi disoccupati da molti anni senza reddito ne vogliamo parlare o si salvano solo i raccomandati da gnecchi codurelli o damiano qualcuno vuole rispondere basta pensare al proprio orticello i DIRITTI SONO UGUALI PER TUTTI non so più come scriverlo .

  6. Sicuramente ci sarà qualcuno che legge questo blog per Daminao e riferisce. Ed allora leccaculo riferisci che senza un programma di partito definito e chiaro la buona volontà non simette a tavola!!!! VF e riferisci. Quiesta volta si vota per “spaccare” non per fare da spalla a Monti , alle banche ed alla casta.

  7. Premesso che già l’elenco, peraltro incompleto, delle categorie rappresentate dalla Rete, la dice tutta su cosa ha causato la raffazzonata riforma Fornero, l’errore sta nel chiedere soluzioni solo per queste categorie ( ripeto incompleto). La soluzione per tutti – anche per coloro che di punto in bianco ad un passo dal traguardo si sono visti allungare nuovamente di anni il diritto alla pensione – sta nel rivedere il malfatto della Fornero, dando la necessaria gradualità, magari con il rispristino delle quote come da Lei stesso,On. Damiano, in passato più volte auspicato.

  8. Condivido appieno lo spirito della lettera del comitato Esodati a sostegno delle candidature alle primarie del Pd di Cesare Damiano e Gnecchi. Io l’avevo gia’ espresso, insieme ad altri colleghi, ancora prima delle primarie, scrivendo al segretario Bersani. Percio’ non puo’darsi che rallegrarmi che siamo in molti a sostenere due figure qualificate che ci hanno permesso di avere nei momenti di scoramento e di forte preoccupazione, fiducia e supporto legislativo. Ciao a tutti. Michele

  9. Non esistono solo gli esodati!!!!!! Non esistono solo quelli del 52 !!!!!
    Esistiamo tutti OK Se guardiamo ognuno il nostro orticello e chiediamo soluzioni solo che interessano il nostro problema senza pensare ad altre problematiche è giusto tutto quello che ci stanno facendo. Non devono esistere ” scarpe o ciabatte ” deve esistere una regola a prescindere ( anni di contribuzione ) poi tutte le varie tipologie di soluzioni con un arco temporale di validità e durata almeno di 10 anni.
    Ci sarà pure una regola fissa che possa valere anche per noi dipendenti senza essere rimangiata dalla clausola della ” retroattività ”
    Se non ci accordiamo TUTTI per una soluzione globale …..saranno solo c.z.i nostri.

  10. Per prima cosa si deve consentire a chi è andato in mobilità dal 2000 in poi, prima della riforma delle pensioni, di mantenere i parametri vigenti all’epoca della fuoriuscita dal lavoro (57 anni di età e 35 di contributi).E’ fuori da ogni logica applicare i nuovi parametri della riforma pensionistica ai disoccupati. (…in altre categorie i privilegi acquisiti non si toccano….)
    Coloro che sono usciti dal lavoro per mobilità o licenziamento prima della riforma, quando erano occorrenti 57 anni di età anagrafica e 35 di contribuzione, ad oggi hanno raggiunto i 57 anni di età anagrafica e maturato il diritto alla pensione a seguito di 20 anni di contribuzione,ma non hanno raggiunto i 35 anni di versamenti occorrenti, dovrebbero essere messi in condizione di sanare questa mancanza attraverso l’aiuto congiunto tra Stato e Azienda alienante attraverso una parte di contribuzione figurativa (da parte dello Stato) , insieme all’intervento economico da parte di quelle aziende che hanno dismesso il personale pur non versando in uno stato di crisi, ma, con la motivazione di perseguire una strategia di riassetto aziendale, hanno proceduto alla riduzione del personale per solo scopo di lucro.
    Promettere un reinserimento lavorativo dopo i 55 anni di età, è pura fantasia e strategia politica di basso livello. C’è gente che è fuori dal reddito da diversi anni e dovrà attendere ancora 10-12 anni per una pensione di vecchiaia da fame. Il PD in tal senso, sottoscriva cosa intende fare a riguardo al momento in cui vince le elezioni. Scriva, le chiacchiere se le porta il vento!

    Anno
    Età + anzianità contributiva
    Solo anzianità contributiva
    2.000
    55 + 35
    37
    2.001
    56 + 35
    37
    2.002
    57 + 35
    37
    2.003
    57 + 35
    37
    2.004
    57 + 35
    38
    2.005
    57 + 35
    38
    2.006
    57 + 35
    39
    2.007
    57 + 35
    39
    2.008 in poi
    57 + 35
    40

  11. Non siamo insensibili, alle questioni che attengono ai problemi, dell’occupazione, ivi compresi di quelli che a causa della peste Fornero, pardo riforma si è visto spostare di molti anni il traguardo della pensione-.
    Ma in questo scenario. Le parti colpite meritano di essere distinte, nel desiderio c’essere con tutte ma nel rispetto delle rispettive peculiarità.
    Chi scrive si chiama antonio perna, (perna.antonio@fastwebnet.it 3356842999) lavoro come volontario presso la camera del lavoro di milano come esperto sulla previdenza in particolare sulle tematiche che attengono alla crudelissima e insensata riforma Fornero, per dare sostegno e assistenza a tutti i mobilitati, i licenziati, agli esodati e contributori volontari.
    La ragione per la quale riteniamo che a queste categorie lo stato debba delle riparazioni senza si e senza ma, e perché esso con loro ha sottoscritto un patto, e che il non rispetto del quale equivarrebbe alla dissoluzione dello stato.
    2 esempi per tutti. I lavoratori in mobilità sono coloro a cui le aziende nelle quali prestavano la loro attività, hanno chiesto di accettare di anticipare la data di pensionamento poiché mancava poco per lasciare il posto ai più giovani che altrimenti sarebbero stati licenziati.
    Dichiarandosi disponibile a farsi carico dei costi verso lo stato per l’apertura della procedura prevista dello stesso per mettere i lavoratori anziani in mobilità, l’inps a sua volta certificava che vi erano tutte le condizioni di tutela atte a dare a codesto lavoratore la certezza di agganciarsi alla pensione sulla base delle leggi. E i sindacati con apposite riunioni con accordi specifici e colloqui individuali sigillavano l’accordo. È questo in tutte le parti del mondo, dove certe prassi erano regolate dalle stesse leggi. Senza che mai uno stato si macchiasse del crimine di tradire se stesso il proprio popolo (eccetto x quello che avvenne con i pellerossa in America) stracciando i patti sottoscritti, lasciando 390.000 nonni nell’inevitabile destino di una morte per fame.
    insieme ai 390000 figlie 390000 nuore 390000 nipotine. Considerando che il dato statistico ufficiale ci dice che in Italia mediamente i figli per famiglia sono due.
    Arriviamo a immaginare un piano pensato e architettato da questo governo con tante complicità allo scopo di mettere al sicuro le banche sacrificando la vita di milioni d’innocenti che nella loro vita avevano solo lavorato e fatti sacrifici per dare un futuro più sereno a se stessi e ai loro figli. Condannati a morte insieme con loro, altro che i forni di sterminio qui ci troviamo davanti a qualcosa di gran lungo più atroce e scientificamente cinico. Qui ci troviamo davanti agli interessi della grande finanza che si scontra con gente inerme perpetuando uno sterminio che quando reporter l’ha fatto notare al foriero la risposta della rappresentante della grande finanza e stata qua noi non distribuiamo caramelle . nella bocca del peggiore dei nazisti una frase cosi faceva rizzare i capelli intesta ai calvi. Per ultime segnalo quelle categorie di persone che avevano stipulato accordi con l’inps sulle somme da versare per ottenere la pensione e si sono sentiti dire la Fornero quegli accordi li ha stracciati, e tu non possiedi più i diritti che ti avevamo sottoscritto quando ti sei disposto a versare i tuoi risparmi per ottenere la pensione, la grande finanza, le banche, la fornero te li hanno presi e portati via, siamo in guerra ha detto monti per ricordarci che il nostro destino di povera gente e quello di carne da cannone.
    Io come organizzatore di uno dei comitati italiani firmatari della petizione in sostegno a Damiano, Gnecchi, Codurelli sono stato colpito dall’impegno e della disponibilità che queste persone hanno messo a supporto della nostra situazione, dopo che ad anche al partito democratico abbiamo rivolto critiche dure sul perché ci troviamo in questa situazione. Loro il problema lo conoscono bene nelle sue peculiarità come sanno obbligando lo stato e riprendersi il rispetto del popolo tradito. Onorando i patti sottoscritti non risolvono le questioni aperte in questo paese in tema di riforme sbagliate sul tema delle pensioni e del lavoro. ma almeno evita a questo l’onere di addossarsi l’immagine di un paese capace di qualsiasi barberia sull’altare degli intessi dei pochi contro i diritti all’esistenza dei tanti onesti , che dalla vita ricordano solo sacrifici e sofferenze,

    Perna. Antonio
    Perna.antonio@fastwebnet.it

  12. x Antonio Perna.
    Apprezzo il tono del post ed il suo lavoro da volontario in Camera del Lavoro.
    Ciò premesso come posso non pensare che persone come Damiano, Gnecchi, Fassina e Codurelli, al momento del voto, non fossero perfettamente coscienti del crimine che si andava perpetrando.
    Si tratta di esperti di Welfare che sapevano benissimo che dando voto favorevole alla riforma Fornero ci avrebbero massacrati.
    Bisognava farsi sentire nei tempi e nel luogo opportuno cioè in votazione.
    Invece tutti muti, allineati e coperti.
    L’ atteggiamento che porta ad essere governo ed oppposizione contemporaneamente è stomachevole.
    Non voglio assolutamente personalizzare il mio odio verso la Fornero.
    Come più volte ripetuto in questo forum la Fornero è solo il paravento, odioso e arrogante,di chi ce l’ ha messa.
    Ovvero Berlusconi, Casini, Fini e l’ ipocrita Bersani con tutto il PD annesso.
    Gli stessi che hanno decantato i benefici della manomissione dell’ art. 18.
    Sono arrivate le elezioni e tutti coltivano il proprio orticello.
    I parlamentari del PD hanno avuto un anno di tempo e l’ hanno sprecato.
    Sono d’ accordo con Paolo che dice che questa volta si vota per “spaccare”… il PD non merita alcuna fiducia.
    NESSUN VOTO A CHI HA RUBATO LE PENSIONI!!

  13. x carlomarx , vedi io ci metto il mio nome cognome è numero di telefono, con esso tutti i miei dubbi e la richiesta di aiuto per vederci più chiaro. tu ti presenti come il grande dei grandi., io mi chiedo se spacco nel caso potessi farlo, con quali strumenti oggi posso sperare di ridare i diritti a chi nè è stato privato e con essi il futuro e la vita, io queste persone le incontro un centinaio al giorno e spesso mi viene da piangere con loro.
    provo a cortruire a creare le condizione per fare quello che credo vada fatto e come i gesuiti di un tempo busso a tutte le porte, col mio nome con la mia faccia con le nostre ragioni con la nostra determinazione.

  14. @perna antonio, in giovedì, 27 dicembre 2012

    Sig. Antonio, in merito alla riforma Fornero non credo che ci volessero dei super esperti per valutarne gli enormi danni che la normativa previdenziale avrebbe provocato nel tempo ad innumerevoli platee di lavoratori pensionandi.

    Personalmente ho partecipato all’ultima riunione con un autorevole esponente del pd il 16 dicembre 2011, più precisamente con l’Onorevole Giovanelli Oriano, che guarda caso è nato nel dicembre 1957.

    Lei da esperto sa benissimo che se prendiamo i lavoratori precoci, e di cui lo stesso Onorevole avrebbe potuto far parte, la sera di NATALE 2011 (NATALE DUEMILAUNDICI) Avrebbe potuto smettere di lavorare ed avrebbe maturato il diritto alla pensione senza penalizzazioni e/o prolungamenti di servizio, contribuzioni etc.

    Adesso provi ad immaginare una persona sempre nata nel dicembre 1957 ed avesse cominciato a lavorare quindici giorni dopo a che cosa andrebbe incontro, inoltre se ha subito una mobilità in deroga nel 2012 dopo un anno di CIGO e che cosa succede ed a quali vessazioni deve andare incontro, e parliamo di QUINDICI GIORNI DOPO.

    Queste sono le domande che ho direttamente evidenziato all’Onorevole in quella sede. La risposta: “mi mandi i casi concreti ed avrà sicuramente una risposta” che non è mai arrivata e ancora sto attendendo.

    Concordo perfettamente con Carlomax su quanto descritto, gli errori compiuti sono talmente tanti e talmente gravi che il pd non può vivere sulle spalle di coloro che sono stati disastrati da parlamentari ben coscienti e consapevoli che hanno votato la riforma favorevolmente, pertanto ancor più colpevoli.

    Provo a tracciare un quadro sicuramente non esaustivo delle platee rimaste in mezzo al guado:

    -“Lavoratori precoci” cancellati dal vocabolario del pd;

    -“Lavori usuranti” con clausole vessatorie che nemmeno il 10% degli aventi diritto possono accedere ai benefici;

    -“Esodati” pre-dicembre 2011 – di cui alcuni salvati fino al 2014, altri prediletti fino al 2018, ma la maggior parte senza alcuna protezione;

    -“licenziati” senza accordi da piccole e medie aziende;

    -“Contributori Volontari” con paletti e contro-paletti vessatori, date, decorrenze, lavoro etc. etc;

    -“Quindicini” nuova platea di persone che avevano 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992;

    -“Invisibili” che hanno meno di 20 anni di contribuzione ma con l’età pensionabile;

    -“Quota96 scuola” i trombati dell’ultima ora;

    -“Lavoratori pubblici” che richiederebbe una pagina intera per spiegare le varie alchimie per precludere gli accessi e/o penalizzazioni- tenendo presente che il posto di lavoro “ancora” sembra più o meno garantito ed anche per la futura mobilità ci sia un benevolo riguardo;

    -“Ricongiunzioni Onerose” salvati solo quelli prima del 2010 ma in un unico verso da INPDAP a INPS;

    -“Licenziati dopo il 31 dicembre 2011” che hanno maturato i vecchi requisiti al diritto sin da oggi ma che non sono tutelati minimamente;

    -“classe 1952/53” troppo giovani per la pensione, troppo vecchi per il lavoro.

    Potrei andare avanti ad esempio con la mancata pubblicazione sulla G.U. del decreto dei 55mila dove ancora oggi c’è chi può scegliere, ben per loro, se andare in mobilità o meno, mentre altri come me con 2078 SETIMANE DI CONTRIBUZIONE AL 31 DICEMBRE 2012 debbo scegliere se pagarmi CIRCA 2 ANNI E MEZZO DI CONTRIBUZIONE VOLONTARIA + 6% DI PENALIZZAZIONE OPPURE ASPETTARE 10 DIECI ANNI LA PENSIONE.==== DOPO 40 ANNI (NUMERO MAGICO) ==== DI LAVORO.

    Il resto è solo chiacchiere, buon lavoro Antonio.

  15. Gent. sig. Perna , non so se lei ne abbia la possibilità , se così fosse , la prego di rendersi interprete presso i suoi On.li di riferimento , della ns. richiesta : dicano CHIARAMENTE in che modo intendono cambiare la riforma delle pensioni della “Infame” , lo facciano per tempo , impegnando senza possibilità di retromarcia da parte del PD nel caso dovesse vincere le elezioni . Solo così potrebbe riacquistare la ns. fiducia . Franco ( ex elettore , ex tesserato del PD)

  16. Caro Antonio Perna , TANTE BELLE PAROLE , ma i fatti sono che NOI dobbiamo lavorare 47 anni per non essere puniti, NOI ci vediamo decurtate le nostre pensioni ogni anno in più che lavoriamo, NOI abbiamo anni senza stipendio ne pensione, NOI dobbiamo versare soldi per il “ricongiungimento” di soldi che abbiamo già versato. Come vede c’è sempre il pronome NOI …. , NOI adesso siamo stufi NOI ADESSO CHIEDIAMO FATTI non PAROLE . Ognuno ci mette la faccia nel proprio lavoro , dovrebbe essere una cosa normale . Poi c’è tipo e tipo di faccia ……e lo vediamo dai nostri politici

  17. x Antonio Perna A proposito di metterci la faccia…sono Paolo non ho nulla da perdere paolo.antonini.1@alice.it telefono 3355822387

    Ora che mi dici ? Ritorno a ieri e dico che questa volta bvisogna “Spaccare” con Grillo o in laternativa il PD per avere i nostri voti dica chiaramente in un progrtamma scritto e pubblico cosa vuol fare …oltre a far dare milioni di Euro al MPS e candidare gente come Marini. Ciao

  18. Votiamo il quarto polo di Ingroia, votiamo a sinistra per il nuovo e per il vero cambiamento. Riforma pensioni e riforma del lavoro, sono nel programma del quarto polo, il dramma sociale più sentito dai lavoratori. Il P.D.,dopo 13 lunghi mesi , non è stato in grado, ( volutamente) di intervenire, ripristinando la riforma, oppure dandole quei 10 anni di gradualità dovuti e necessari. Quindi il tempo è scaduto , se vogliono sperare di recuperare il voto, o abrogano la riforma fornero e la riscrivono di sana pianta e lo scrivono con tanto di firme sul programma elettorale, prima delle elezioni , senza se e senza ma. VOTARE SINISTRA, PER LA DIFESA DEI LAVORATORI E DELLE CLASSI PIù DEBOLI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  19. do pienamente ragione signor MENGO

  20. MENGO condivido pienamente.

  21. Buongiorno, sono Angelo Moiraghi, uno dei rappresentanti dei comitati di esodati che si son riuniti in Rete per difendere gli interessi di chi e’ stato lasciato in mezzo al guado senza lavoro, senza reddito e senza pensione!
    Si sono d’accordo …. in molti anche nel PD non hanno saputo riconoscere in anticipo il danno che stavano per ingenerare con il loro voto favorevole alla riforma pensionistica Fornero, …. si sono dimenticati di alcune categorie di soggetti che sono stati colpiti, con effetti che si sommano, dalle VARIE MANOVRE PREVIDENZIALI CHE SI SONO SUCCEDUTE (non dimentichiamoci che la madre di tutte le manovre previdenziali, quella che ha dato inizio all’infinta serie di iniquita’ e’ ingiustizie, e’ stata la legge 122 del 2010, e che la inutile riforma Fornero e’ arrivata buona ultima a peggiorare ulteriormente le cose), …… E ALLORA SPACCHIAMO QUESTA CASTA POLITICA, QUESTA MASNADA DI INCAPACI …… MANDIAMOLI A CASA ….. E POI ?!?! Forse che GRILLO si e’ espresso chiaramente su cosa vorra’ fare per gli esodati e per tutti quei soggetti dimenticati dalla casta che son stati evocati su questo blog ? l’unica cosa che sono riuscito a trovare detta da Grillo sugli esodati e’ “Esodati attenti a non accettare caramelle dalla Fornero” ! Cosa vuol dire ? Chiedo a chi su questo blog, dopo aver esperesso la sua condivisibile critica su quanto (non) portato a termine dal PD, ha invocato lo “spaccamento” in favore di Grillo di illuminarci sulle sue intenzioni (da esprimersi ovviamente per iscritto) verso le categorie di persone dimenticate dalla riforma Fornero ….. Come Rete dei Comitati abbiamo piu’ volte tentato di contattare Grillo per aprire anche con lui un dialogo fattivo che potesse portare a proposte significative e congiunte sull’argomento, senza mai riuscirci per ….. assenza di qualsiasi risposta……! Mi chiedo a questo punto e chiedo ai detrattori del PD che scrivono su questo blog: perche’ dovremmo rinunciare a dialogare in modo SERIO con chi fino ad ora, pur con limiti e difficlta’, ci ha ascoltato e, nel limite del fattibile, aiutato e invece dovremmo dare fiducia (il voto) a chi sulla questione non ci ha ancora fatto sapere come pensa di intervenire?
    Rispetto alle sottolineature relative alla situazione di alcune altre categorie di “dimenticati” dalla riforma Fornero e oggetto di alcuni altri post su questo blog (sottolineature tutte sacrosante sia ben inteso) vorrei sottolineare che della Rete fanno parte comitati che spaziano dai Mobilitati ai Contributori Volontari, agli “esodati” veri e propri, alle “donne ESodate, MObilitate e Licenziate”, ai “quindicenni”, ai Fondi di Settore Bancari ecc…, cosi’ come mi pare di poter dire che a nessuno e’ ancora precluso in Italia di associarsi in gruppi o associazioni per difendere i propri interessi, e pero’ non puo’ essere imputato ad uno di questi gruppi (p.e. alla Rete dei comitati di “esodati”) di non difendere gli interessi di altre categorie di soggetti (che pur avrebbero diritto ad essere difesi) solo perche’ tali soggetti non ne fanno parte. La “rete dei Comitati” ha intrapreso un persorso teso a trovare una soluzione previdenziale secondo le norme previgenti la riforma Fornero per i soggetti dei Comitati che ne fanno parte, condiviso con tutte le forze politiche che lo hanno accettato, di cui certamente i parlamentari PD on. Damiano e Gnecchi sono esempio e patrimonio da conservare (ma non sono i soli). Gli oltre 130000 soggetti salvaguardati dalla riforma Fornero non sono certo nati da una benevola concessione del Governo Monti, ma dalla nostra collaborazione con questi parlamentari e con altri anche di altre forze politiche e, per evitare fraintendimenti su quelle che sono le nostre posizioni, riporto di seguito il comunicato della Rete dei Comitati di “esodati” inviato il 27 Dicembre ai segretari dei partiti e a varie testate giornalistiche e televisive in cui chiediamo ai partiti (tutti quelli che ci stanno) di scrivere chiaramente nel proprio programma elettorale l’impegno, nei primi 100 giorni del governo di cui potrebbero far parte, di risolvere la questione “esodati” e di rivedere, al fine di un’applicazione piu’ graduale delle nuove norme, tutta la riforma previdenziale. Eccone di seguito il testo integrale del comunicato inviato dal sottoscritto via mail a nome e per conto delle “Rete” :

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  22. segue dal commento precedente (Esodati: una vergogna lunga un anno; testo del comunicato della “rete” dei comitati di esodati ai segretari dei pertiti):
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  23. segue dal commento precedente (Esodati: una vergogna lunga un anno; testo del comunicato della “rete” dei comitati di esodati ai segretari dei partiti):

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  24. segue dal commento precedente (Esodati: una vergogna lunga un anno; testo del comunicato della “rete” dei comitati di esodati ai segretari dei partiti):

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  25. Purtroppo quanto scritto su Grillo corrisponde al vero:
    non solo i comitati esodati ma anche moltissimi singoli cittadini hanno invitato il Movimento 5 stelle ad esprimersi in merito.
    Mai ricevuta una una risposta chiara.
    Anche l’ ultima agenda Grillo si guarda bene dal fare alcun riferimento, non solo alla riforma Fornero ma all’ intero mondo del lavoro.
    E questa è una pessima cosa.
    Con tutti i limiti di un nuovo soggetto politico Cambiare Si Può è una speranza.

  26. @angelo 54, in venerdì, 28 dicembre 2012 alle 15:08

    Sig. Angelo, oggi chi critica l’operato del pd viene definito “detrattore” come Lei ha fatto.

    Ma si chieda il perché e cosa le stesse persone hanno fatto in passato per il pd stesso, forse erano semplici simpatizzanti, attivisti in senso stretto o elettori che credevano in un partito che avrebbe tutelato le fasce deboli.

    Prima di tutti è importante essere chiari e onesti con chi ha permesso a questa gente di sedersi in parlamento, come me, da ex elettore ed attivista sia alle politiche che alle amministrative.

    Per non farla troppo lunga riprendendo la sua frase:
    “Si sono d’accordo …. in molti anche nel PD non hanno saputo riconoscere in anticipo il danno che stavano per ingenerare con il loro voto favorevole alla riforma pensionistica Fornero”

    Mi vuol dire per cortesia un nome di un parlamentare del pd che ha votato contro la Fornero?

    Glielo anticipo io non c’è nessuno perché c’è stato un ordine di scuderia e solo l’Onorevole Operaio BOCCUZZI voleva votare contro, ma Bersani l’ha convinto perché la sua testa non poteva ragionare, altro che storie tutti sapevano benissimo dei gravissimi danni che avrebbe provocato la riforma Fornero.

    Per non parlare della frase successiva:
    “(non dimentichiamoci che la madre di tutte le manovre previdenziali, quella che ha dato inizio all’infinta serie di iniquita’ e’ ingiustizie, e’ stata la legge 122 del 2010, e che la inutile riforma Fornero e’ arrivata buona ultima a peggiorare ulteriormente le cose)”

    Sicuramente la legge 122/2010 è stata una pessima legge ma la riforma VOLUTA E VOTATA dal pd e dalla compagna di banco dell’Onorevole Damiano è molto ma molto peggio in quanto è stato toccato il “numero magico” dei 40 anni che invece prima era stato mantenuto per il diritto, e non è cosa da poco, per non parlare delle quote etc.

    Lei fa cenno all’infinita serie di iniquità e ingiustizie perpetrate con la sopra citata legge ma secondo Lei che è un rappresentante degli esodati i due decreti dei 65mila e dei 55mila – quest’ultimo ancora da pubblicare in G.U. – sono equi tra loro?

    Danno gli stessi diritti a tutti in egual misura ovvero contengono un concentrato di ingiustizia da far rabbrividire o nega anche questo per le variegate date, paletti, tipo di platea, sottoscrizione dell’accordo, durata della tutela etc?

    C’è chi è marchiato sulla pelle con la dicitura: TUTELATO POTRETTO CON MARCHIO DOC e che oggi 28 dicembre 2012 ancora può scegliere se optare per mobilità o meno; mentre tanti altri poveri cristi che non sanno nemmeno dove si trova la tutela di una gradualità che l’Onorevole Damiano ha voluto in 27 GIORNI DI CALENDARIO dal 4 al 31 dicembre 2011, e non si chiede il perché nemmeno in questo caso?

    Personalmente non so ancora per chi voterò, ma so benissimo che andrò al seggio e a quali partiti NON andrà il mio voto , perché l’ammalato non può e non deve essere curato da chi l’ha portato in coma.

    NESSUN VOTO A CHI HA TAGLIATO LE PENSIONI!

  27. Caro renatofa resto del mio parere: un voto fatto solo di protesta e senza alcun programma di riferimento e’ solo un voto disperso; meglio collaborare con chi, di qualsiasi parte sia, ha dimostrato di avere a cuore le questioni rimaste irrisolte (anche se, come ho detto dnel mio post precedente, ha commesso degli errori in passato) !

  28. Cari amici che scrivete su questo blog, vi invito tutti a essere più uniti e meno settoriali.

    il problema e “molto semplice”
    “TUTTI” I LAVORATORI CHE A CAUSA DELLA RIFORMA DELLA “MALEDETTA” SONO RIMASTI SENZA PENSIONE E SENZA STIPENDIO DEVONO ESSERE TUTELATI.
    Vi prego quindi di non nominare più: esodati, cassaintegrati, mobilità lunga e corta. accordi sindacali, personali, collettivi, prepensionamenti, ricongiungimenti, lavoratori precoci e così via…

    NON VOTIAMO CHI CI HA RUBBBATO LA PENSIONE!!!!

    …potremmo votare chi mette per iscritto nel proprio programma elettorale la “modifica” totale della riforma della “piagnona”.

    PS. personalmente ho perso il lavoro nel 2012 (da oltre 38 anni lavoravo in una piccola azienda ora in crisi), ho oltre 60 anni di età e oltre 40 anni di contributi versati all’INPS…e per i prossimi sei anni mi attacco al c….o

  29. Sono un disoccupato che aveva raggiunto la famosa quota 60+36 con 2 anni in piu’ di contributi.Ora mi trovo senza pensione e senza lavoro,bisogna pensare anche a noi che non abbiamo piu’ nulla se non la nostra dignita’ e non solo agli esodati

  30. Vogliamo scatenare una guerra fra poveri? io sono più disgraziato di te per cui….. La lettera dei comitati degli esodati esiste, come esistiamo noi esodati che stiamo lottando da oltre un anno per farci riconoscere un diritto negato. Siamo uomini e donne di quasi 60 anni licenziati da aziende che non ci vogliono riprendere al lavoro perchè in crisi o chiuse. Certo siamo solo una parte delle persone colpite da quella sciagurata riforma delle pensioni, ma nella nostra disgrazia abbiamo trovato solo poche persone che ci hanno aiutato e hanno fatto si che 65.000+ 55.000 prossima mente ealtre 10.000 persone e famiglie avranno qualcosa per vivere. NON è campagna elettorale a me della politica non me ne frega, ma se vogliamo migliorare e far si che altre persone siano derogate e magari cancellata quella riforma vergogna, non bisogna criticare le persone come Damiano e company, e se lo fate vuol dire che non le conoscete. Stiamo lottando anche perchè sia riconosciuto iul diritto ai 35 anni per chi non ha più un lavoro ma è difficile e cmq non si ottiene offendendo le uniche persone che ci ascoltano. Damiano è stato quasi linciato da Renzi per la sua riforma che dice lui: ha fatto perdere miliardi allo stato, ma aggiungo io aveva dato luce a tanta gente. Questo blog è libero e non moderato, ma questo non vuol dire che possiate offendere cosi.
    Se avete dubbi sul fatto che NOI comitati degli esodati esistiamo, cercate su internet e troverete persone con storie simili alle vostre e ugualmente arrabbiate, ma che cercano con manifestazioni e dimostrazioni di correggere questa riforma, e non scrivendo offese a dx e sx…

  31. Una precisazione per carlomax: Fassina NON è deputato per ora nè alla camera nè al senato, è solo responsabile del lavoro del PD, quindi non potrebbe mai aver votato la riforma delle pensioni. Questo solo per PRECISARE

  32. Ora che Damiano sarà ancora candidato ci attendiamo che PRIMA delle elezioni lui e Bersani rendano pubblico il progetto di intervento governativo per sanare definitivamente la ferita sociale degli esodati e dei contributori volontari creata dal Governo Monti/Fornero, indegno di un Paese civile.Solo così PD potrà avere il voto di centinaia di migliaia di famiglie ferite.

  33. x Armando.
    Hai ragione, confermo l’ errore di aver accomunato Damiano alla fase di votazione della riforma Fornero.
    Sono anche certo che se fosse stato deputato avrebbe votato come tutti gli altri.
    Resto del parere che ne la voce di Damiano ne altre di autorevoli membri del PD si siano levate con la forza necessaria.
    Di sicuro resta il fatto che il PD ha avvallato il teorema che per “salvare l’ Italia” si dovessero rubare le nostre pensioni e manomettere l’ articolo 18.

  34. Onorevole Damiano,
    ritengo senz’altro utile e proficuo il suo impegno a favore dei lavoratori con accordi individuali, anche se dovremo aspettare di leggere il decreto attuativo. Ma per chi, come me e penso altri, ha dato le dimissioni sulla base della precedente legge e che non rientra quindi, nella categoria di chi ha stipulato accordi particolari, come pensa di intervenire? Mi auguro non trascurando la questione, magari sulla base di un’arcaica idea di rappresentanza solo del “gruppo di lavoratori ” e non singoli individui. Anche quelli sono dotati di diritti! Lei sa bene che, anche su queste posizioni, ne va del mio appoggio – o meno – alle prossime elezioni…

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