Esodati: ministero sblocchi decreto sui 55 mila

Esodati-in-corteo-300x225Nei prossimi giorni solleciteremo il ministero del Lavoro affinché sia sbloccato il decreto relativo ai 55 mila salvaguardati. Si tratta di un atto dovuto sul quale c’è un incomprensibile ritardo. 
Conclusa la Legge di Stabilità, nella quale sono state portate ulteriori correzioni ai temi sociali, la nostra battaglia continuerà con il prossimo governo. Sono importanti i passi avanti compiuti sul tema dei lavoratori rimasti senza reddito a causa delle riforma Fornero delle pensioni, sulle ricongiunzioni pensionistiche e sugli ammortizzatori sociali in deroga. Ma il lavoro non può ritenersi assolutamente concluso finché ci saranno persone che restano senza lavoro, ammortizzatori sociali e pensione.

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17 Risposte

  1. Leggere un articolo come questo certamente è una boccata d’aria. Sono convinto che personalmente l’on.Damiano ha certamente a cuore il destino di tutte le persone ingiustamente falcidiate da questa riforma assurda e crudele. Non sono altrettanto certo che altri politici considerino quanto grande è il danno causato alla dignità di persone mature i cui diritti sono stati calpestati. Non sò e non mi voglio illudere che i prossimi governi prendano in considerazione seriamente questo problema, ma almeno l’on. Damiano ha dato spazio alle ns. lamentele e alle ns. critiche ed ha elaborato modifiche più o meno condivise alla riforma. Una cosa è certa, il diritto è stato violato, e nessuno potrà ripagarci del anno morale e psicologico che ci hanno procurato. Avranno comunque il nostro alito sul collo finchè non porranno rimedio al disastro causato. Esodato Truffato

  2. Mic, sei gentile sin troppo… sono stati dei veri Assassini e con il benestare di napolitano, monti, berlusconi, il povero fini, il fenomeno casini e il peggio… bersani accompagnato dai sindacati che non hanno fatto nulla. Sono degli infami e ritirero’ questo quando faranno pulizia all’interno della politica dove vigie una sporcizia inaudita con stipendi fuori da ogni logica e privilegi che non sono piu’ sopportabili (pensioni…) oltre a enormi ruberie giornaliere. Ecco, dopo aver fatto questo potrebbero anche dire… non possiamo piu’ partecipate alle missioni all’estero (in realta’ guerre) affinche’ non saremo tornati competitivi economicamente e conseguentemente non potremo piu’ acquistare i caccia bombardieri spendendo mld, poi una patrimoniale che non vada ad intaccare le abitudini dei ricchi, cioe’ per es. chi ha una pensione di 2000€ netti per un certo periodo percepira” 1990 € e cosi’ via chi ne percepiva 3000€ ne prendera’ 2900€ per poi arrivare a chi ne percepiva 10000 netti e ne prendera’ 9000€ e questo non cambierebbe molto lo stile di vita e sarebbe equo. Invece hanno colpito senza scrupoli chi ha dato a questa Italia anni e anni di lavoro portato avanti con onesta’, capacita’, dignita’ e dediziine Strapagando le tasse. Quando qualcuno presentera’ un programma piu’ o meno articolato cosi’ avra’ l’appoggio delle persone per bene. Monti e’ stuccgevole e pensate … molto peggio di berlusconi, verra’ votato dai soliti imbroglioni e falsi che infestano l’italia diventato un paese squallido .

  3. Michele non sono gentile, come tu dici, cerco solo di reprimere tutta la rabbia che mi stà uccidendo giorno per giorno. Non sono mai stato elettore del Pd, ciò nonostante ho sempre seguito la linea politica di Bersani e Damiano che mi sembravano persone serie. Purtroppo nella loro foga (giustificata) di voler abbattere a tutti i costi il berlusca, hanno preso al volo l’occasione (antidemocratica) di appoggiare il governo tecnico e dimenticandosi (grave errore) delle persone ONESTE e sfortunate (vedi esodati, licenziati ecc) . In questo modo siamo caduti dalla padella alla brace. La gente dovrebbe essere molto più informata sul personaggio monti (vedi Goldman Sachs e Bildberg ) Questo non toglie però la grave responsabilità del Pd per il grave errore commesso. E’ dovuto un loro impegno per risolvere questa Rapina. Non bisogna comunque nasconderci che attualmente (oltre alla Lega) sono gli unici (in particolarmodo l’on,Damiano Condurelli Gnecchi ecc.) che ancora discutono e tengono viva la ns.questione.

  4. Egr. Onle Damiano,
    credo che la pubblicazione in Gazzetta sia un’atto dovuto con immediatezza assoluta. Perchè altrimenti, ciò si configurerebbe come una manfrina vergognosa da parte del governo a cui non potrebbero dichiararsi estranee le forze politiche che hanno sostenuto Monti.
    Mi chiedo con quale dignità molte persone intendono candidarsi alle elezioni come premier, in questo clima e dopo azioni di tal fatta (il commento non rivolto a Lei, in tal caso.
    Un normale cittadino dopo un comportamento analogo verrebbe tacciato da un’intera comunità come un imbroglione lestofante.
    Spero anche che nell’applicazione di tale Decreto, l’INPS si sia già predisposta, ed applichi tutta l’urgenza amministrativa necessaria e non i tempi biblici impiegati nella risoluzione del primo decreto (65000,lavori ancora in corso).
    In questo anche voi politici dovreste vigilare.
    .

  5. ” il lavoro non può ritenersi assolutamente concluso finché ci saranno persone che restano senza lavoro, ammortizzatori sociali e pensione”
    Bravo Damiano. cominciamo a leggere qualcosa di sensato, non ancora di sinistra ma almeno sensato.
    Già, perchè centinaia di migliaia di famiglie stanno vivendo da mesi ed anni con l’incubo di non farcela più.
    Spero vivamente che grazie a Te ed alla on. Gnecchi si possa vedere ripresentata e votata la 5103 che salverebbe dal lastrico tutte le persone licenziate, esodate, disoccupate.
    Rimettere in piedi una legge che consenta a chi ha almeno 35 anni di contributi o più di andare in pensione, magari con qualche piccolo ritocco sull’importo mensile (1 o 2 % per ogni anno mancante agli anni necessari), dovrà essere uno dei punti essenziali del vostro programma perchè solo così si salveranno migliaia di persone che attualmente vivono con l’angoscia della sopravvivenza, con la depressione e l’esaurimento nervoso di cosa accadrà domani.
    A 56/57/58 anni e con 35 anni o più di contributi e senza la possibilità di trovare un altro lavoro perchè a 35 anni di età ti considerano già vecchio, è giusto poter decidere di cosa fare della propria vita e poter andare in pensione essendo oramai un peso morto per il mondo del lavoro.
    Forza Damiano, datevi da fare, andate al governo e riformate la legge sulle pensioni che la piagnona ci ha inopinatamente fatto ingurgitare,

  6. ricordiamoci che se nel programma non metterano mano alla riforma non votiamoli

  7. il voto ..lo prendera’ chi si impegna nel modo migliore e ha nostro beneficio …alla controriforma della maledetta—

    adesso non si gioca piu’ con noi.

  8. E’ inconcepibile che a distanza di 5 mesi ancora non sia operativa la legge sui 55000 esodati !
    Vergogna !

  9. Reblogged this on CIRCOLO PD VALDENGO.

  10. ”il lavoro non può ritenersi assolutamente concluso finché ci saranno persone che restano senza lavoro, ammortizzatori sociali e pensione”: in questa frase c’è annidata tutta la paraculite acuta di un politico quale è Damiano. Naturalmente avrei un piacere immenso se lo stesso Damiano mi smentisse, ma non credo ne avrà l’intenzione.
    C’era una sketch del famoso Petrolini che, rifacendo il verso a Nerone, rivolgendosi alla folla, ai romani, gli diceva: “Popolo di Roma, domani vi darò tutto, basta che non domandate nulla!”.

    C’è da tenere presente che Damiano ha chiaramente detto, in un’intervista rilasciata a “Italia Oggi”, che nessuno può illudersi di andare in pensione a 57 anni, quando, nella sua 5103, aveva invece previsto la possibilità che ci andasse, con 35 anni di contributi, e l’assegno decurtato! A quanto pare, Damiano, quando non è direttamente responsabile dell’azione di governo, spara una cosa, quando poi la possibilità di andarci lui, al governo, si dovesse fare più concreta, non esista, con quanto dichiarato appunto ad “Italia Oggi”, a prendere le distanze addirittura da se stesso!

    Sono mesi che da questi post chiediamo a Damiano di essere più chiaro, più preciso, più dettagliato ma, a quanto pare, Damiano, vuole tenersi aperte tutte le vie d’uscita!
    Gli è stato anche chiesto di riconfermare, nel caso andasse al governo il PD, la riproposizione della 5103, comprensiva di quella possibilità di andare in pensione con 35 anni di contributi e quell’altra bella frase: quella che definiva come esodati da salvaguardare quei lavoratori che, avendo sottoscritto un accordo per la mobilità entro il 31 dicembre 2011, avrebbero maturato il requisito pensionistico entro 24 mesi dal termine effettivo della mobilità, anche se preceduta da un periodo di cassa integrazione!
    La 5103, che Damiano si è praticamente rimangiata, comunque non risolverebbe il problema di chi sarà stato licenziato dal 1 gennaio 2012! A parità di età, di contribuzione e di mansioni, è chiaro che se non riesce a ritrovare il lavoro chi ha sottoscritto un accordo per la mobilità entro il 31 dicembre 2011, non ci riuscirà nemmeno chi è stato licenziato dal 1° gennaio 2012 in poi!

    Damiano non mi pare si stia dimostrando un gran signore, ricorrendo a queste frasi che da un lato fanno presa sulla disperazione di ognuno, perché ognuno penserà poi di rientrarci, tra quei lavoratori rimasti senza reddito, senza pensione, senza ammortizzatori, e dall’altro, non essendo corredate di niente, di nessun riferimento preciso, non impegnano appunto Damiano proprio ad un bel niente!
    Damiano, domani, diventato Ministro del Lavoro, potrebbe benissimo dire: “Sì, avevo detto che ci saremmo presi di cura di tutti i lavoratori che sarebbero rimasti senza reddito, senza pensione, senza ammortizzatori, ma solo di quelli che avrebbero percepito la pensione entro il 2013!”. Poi, quando ti sparerà una cosa del genere, dopo che il voto glielo hai dato, sei fregato!

    E bisogna ricordare che quello che Damiano lascia intendere ci vorrebbe restituire, ce lo restituirebbe per il semplice fatto che fu proprio lui, in accordo con Bersani, e Bersani in combutta con la Fornero, a togliercelo!

    Damiano ci vuole ri-vendere ciò che è già nostro per principio!
    È una specie di ricettatore!
    Se mi votate, vedrete che a qualcuno, qualcosa, la restituirò!
    Vi sembra un atteggiamento da “Signor Ministro”, questo?

    Ora, come è già stato discusso su questo blog, le casistiche riguardanti gli esodati, sono piuttosto varie. Ci sono lavoratori che hanno da farsi quattro anni di mobilità, prima di ritrovarsi senza reddito, senza pensione e senza ammortizzatori, per cui, qualcuno potrebbe trovarsi in dette condizioni verso la fine del 2016: vi pare un atteggiamento corretto, quello di Damiano, che non da, oggi, indicazioni di sorta, per cui quei lavoratori lo sapranno magari fra quattro anni, se il PD avrà deciso di salvaguardarli o meno?

    Come dicevo, le casistiche sono mooolto varie: ci sono lavoratori che alla fine della mobilità, anche di quattro anni, ma non necessariamente di quattro anni, risulteranno degli ibridi, per via delle quote: potrebbero aver raggiunto e anche superato il requisito minimo richiesto come contributi, aver anche raggiunto la quota prevista, ad esempio quota 97, ma non avranno ancora raggiunto l’età minima anagrafica richiesta: questi lavoratori, vorrei chiedere a Damiano, che, naturalmente si guarderà bene dal rispondere, potranno considerarsi esodati da dover salvaguardati, visto che, per maturare il requisito pensionistico alle precedenti condizioni ante riforma Bersani-Fornero, NON devono né lavorare ancora e né versare ulteriori contributi, in quanto il solo requisito mancante sarebbe l’età anagrafica che si guadagna semplicemente restando in vita, oppure no?
    A lavoratori come questi, Damiano, che verranno tirati in scialuppa o che verranno gettati a mare, quando intenderebbe farglielo sapere, alla fine della successiva legislatura?

    Credo che il risultato dell’atteggiamento di Damiano si concretizzi col tenere al guinzaglio un sacco di disperati, e disperati diventati tali proprio per le scelte fatte con Monti da Damiano e Bersani.

    Mi pare che Damiano, non indicando di preciso cosa intenderà fare né con le pensioni e né con gli esodati, conta anche sulla divisione che si verrà a creare tra lavoratore e lavoratore, e nemmeno questo mi parrebbe molto edificante, né tanto meno “meritevole”.

  11. Nè esodato né licenziato…solo mazziato:
    Docente X, nato il 31 dicembre 1951 con 36 anni di contribuzione al 31 dicembre 2011: possibilità di andare in pensione dal 1° settembre 2012 (questa è l’unica finestra di uscita annuale nella scuola…otto mesi comunque dopo la maturazione dei requisiti richiesti).
    Docente Y, nato il 1° gennaio 1952, con la stessa anzianità contributiva del collega di cui sopra, anzi persino con qualche mese in più (36 anni e 8 mesi), alla data del 31 dicembre 2011: possibilità di andare in pensione … dal 1° settembre 2019 (primo settembre duemiladiciannove): per un giorno di differenza nella data di nascita, pur con qualche mese di anzianità di servizio in più, ritardo nel pensioanmento rispetto al collega più fortunato di 7, diconsi sette, anni!
    Cosa che…nermmeno nel Bangla Desh.
    In più ritardo identico nel percepimento della indennità di buonuscita (fra nove anni, 7 per il gradone + i 2 già previsti come dipendente pubblico) contro i due di X con un danno economico (solo di interessi mancati) di circa 20000 euro (forse di più).
    INQUALIFICABILE. La questione è di civiltà (per chi vuole capire): si conosce il concetto di GRADUALITA’ ?
    Ovviamente voto alla coalizione di centro-sinistra subordinato alla presenza nel programma elettorale di un punto in cui si dica chiaramente di voler mettere mano nel più breve tempo possibile alla riforma-massacro della fornero, soprattutto per le questioni esodati, licenziati e nati nel 1952, come nell’esempio (vero) fatto relativo alla scuola. RIPETO: basta un po’ di buon senso (e occorre usare la GRADUALITA’)!

  12. E’ questione di civiltà, giuridica prima di tutto! Non difettano,poi, altre ‘ragioni’, diverse e di non poco conto; e tuttavia siamo ancora qui, in servizio, ostaggio di protervia Istituzionale.
    Il tenerci – ancora – in servizio ‘coatto’, a motivo della nostra condizione di ‘ impossibilitati ‘ alle dimissioni per la impossidenza di disponibilità economiche le quali – qualora sussistenti – ci consentirebbero di pronunciare un sacrosanto ‘ vaffa…’ La nostra permanenza ineluttabile in servizio integra una condizione equivalente allo status di ” detenzione “. E’ questa la condizione in cui, di fatto, noi tutti. docenti del 1952, oggi versiamo. Viviamo in una condizione soggettiva omologa a quella nella quale versano coloro che, in ‘ semilibertà’, rientriano nelle proprie residenze, dopo aver assolto l’ obbligo di lavoro, forzato. Piaccia o meno, è proprio così che stanno le cose, con una sola differenza – sostanziale – rispetto ai detenuti ‘giudiziari ‘: siamo detenuti senza colpe, nè, manco a dirsi, alcun reato commesso, e scontiamo una ” condanna ” senza processo !
    E non siamo in ‘ attesa di giudizio ‘; anzi , stando ai fatti, nemmeno mostra di averne consapevolezza, lo Stato, che pur ci mantiene in detenzione coatta, e forse ( ? ) se ne compiace.
    Eppure abbiamo protestata la nostra ‘ innocenza’, la abbiamo portata in piazza; si è persino riconosciuto, ma solo a parole, nel recente passato, in aula parlamentare come ancora in sede di Governo il ‘ fatale errore’ di cui siamo vittime ed ostaggio.
    E’ un fatto, però, che siamo ancora ‘ detenuti’.
    Ma per quanto tempo ancora ?
    Per quanto tempo ancora siamo disposti a supinamente subire ?
    Bisognerà chiederselo, per poi, ‘agire’ una qualche solenne reazione.
    Quid facere ?
    Digiunare ? Incatenarci da qualche parte ? Inscenare proteste di piazza ? .
    Non faremo nulla, io credo !
    Subiremo passivamente ancora, fino a quando qualche cosa accadrà
    E’ su questa certezza che l’arroganza Istituzionale consumerà, imperterrita, questo scempio.
    Altro, io, non riesco ad immaginare pensando al nostro immediato futuro.
    E la nostra pensione ? Campa cavallo ! ! !
    Buon Natale, colleghi !

    Marco Tina,

    classe 1952, con tanti anni di servizio quanti ne bastava-
    no, prima che il sopruso più abietto si abbattesse sulle nostre teste, nella indifferenza tracotante di gente che ha abusato della formale legalità, commettendo un atto immondo che pesa sulle coscienze di coloro che una coscienza ce l’hanno. Non certo su quella – conscienza – di gente che, per ciò che appare indubbio, sembra recare, piuttosto, i connotati della insipiente incoscienza. E’ brutta gente, proprio gente brutta, quella che si è frapposta tra noi, Maestri di civiltà, è bella gente, e la Repubblica italiana che è ancora tutta da costruire.
    Buon Natale, miei cari colleghi. Di tutto cuore. Fate un Buon Natale.

  13. – Dal 1° gennaio stangata sui conti deposito: l’imposta di bollo aumenta del 50% (dallo 0,1% allo 0,15%).
    Non è una novità, ma molti risparmiatori rischiano di averlo dimenticato: dal 1° gennaio 2013 l’imposta di bollo sui conti deposito passerà dallo 0,10% allo 0,15% annuo sulle somme depositate, con un minimo di 34,2 euro e senza alcun tetto massimo (a differenza di quest’anno, in cui esiste un tetto massimo 1.200 euro). Un aumento di ben il 50%, quindi, noto perché previsto dal decreto fiscale approvato dal Governo il 24 febbraio scorso, ma comunque doloroso per le tasche dei risparmiatori.

    – Ad aprile si pagherà la Tares, salata, molto più della Tarsu, Tia1 e Tia2, perché dovrà finanziare interamente il servizio di igiene ambientale, e dovrà occuparsi anche di illuminazione pubblica, manutenzione delle strade e così via.

    – A luglio l’IVA passerà a 22%!

    Grazie Monti! Grazie Bersani! Grazie Napolitano!

  14. E a Napolitano, per il 2013, altri 8.000 euro di aumento!

  15. Sono del 52 a maggio ho compiuto 60 anni con 38 di contributi a gennaio ho terminato la mobilita di 4anni e non sono salvaguardarono perché ho compiuto i requisiti 3 mesi dopo la mobilita e da gennaio sono senza reddito e senza pensione auguro a tutti i politici di passare un buon natale a loro e alle loro famiglie cosi come lo passo io. Che oddio abbia pieta di loro

  16. Auguri di buon natale e felice anno nuovo al ministro Cesare damiano e alla sua famiglia da uno del 52

  17. Ho appena letto il messaggio di ” maestro ” di oggi 23 dicembre 2012, delle ore 16,20, ed ho avvertito il bisogno di scriverti, ‘maestro’.

    Voglio pregarti di non abbatterti.

    Io non ho alcun titolo per dare a te consigli. Posso, però, farti notare che in chiusura del tuo messaggio hai scritto una cosa bellissima: hai manifestato un sentimento di attenzione, e di pietà autentica, per i tuoi ‘ torturatori ‘.

    Questo ti fa onore. Molto onore.

    Per ciò che scrivi, tu sei un uomo davvero forte di animo.

    Iddio non ti abbandonerà. E’ certo !

    Tu non abbatterti MAI !

    Piuttosto, quando ti dovessi sentire venir meno le forze per resistere alla disperazione, per favore, URLALO FORTE QUI, in questo spazio.
    Saremo in molti a leggerti, e saremo pronti ad offrirti il nostro conforto.
    A volte le parole vere, quelle che portano autentica solidarietà allo spirito, e che esprimono condivisione vera , possono davvero portare nuova forza per poter trovare il coraggio di attendere che il problema si risolva.

    Vedrai ! tutto si risolverà per il meglio.

    E ciò accadrà molto prima di quanto tu oggi (forse) non riesca a voler credere.
    Non sei solo. Non dimenticarlo MAI ! Tu non sei solo! E sei di animo forte. Ed hai fede! Ed hai certamente dei tesori affettivi che ti circondano, che ti vogliono bene, che hanno bisogno di te, con o senza pensione, per il momento. I mezzi per andare avanti escono sempre, per chi lo merita. E’ vero, sai ? E’ proprio vero !

    Resisti ! Mannaggia! E scrivi! Scrivi ! Scrivi sempre !

    E non standcarti mai di scrivere.

    Ti risponderemo in molti. Ne sono ultracerto.
    Adesso ti saluto. per ora, ma questo saluto è un arrivederci, o un ‘ a risentirci ‘, se lo gradisci.
    Buon Natale di vero cuore, ‘ maestro ‘. Voglio ancora dirti una cosa : quale che sia il tuo vero nome, non potevi sceglierne uno migliore, per comparire oggi su questo ‘ schermo ‘: i maestri, infatti, non si abbattono MAI, per la semplice ragione che ‘un Maestro’ insegna, cioè indica la strada a chi gli fa da seguito. Se davvero sei un ‘maestro’, ed io non ho dubbi su questo, per via di ciò che hai scritto nel chiedere pietà per chi ti fa soffrire, allora non hai possibilità di scampo: sei “condannato” a dover perdonare, ed a RESITERE ! RESISTERE ! RESISTERE ! Alla prossima, ‘ maestro’. Buon Natale.
    Marco Tina

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