A due mesi dalle elezioni

Vi invito a leggere “A due mesi dalle elezioni”, il nuovo articolo su Lavoro 2.0, il mio blog sul sito de l’Unità.

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3 Risposte

  1. L’ho letto, il nuovo articolo, ed ecco il commento che vi ho lasciato sotto:

    Damiano insiste nello stare volutamente seduto su due errori o omissioni che dir si voglia:
    – tutte le sue preoccupazioni si concentrano su un ammortizzatore come la cassa integrazione, dimenticando (volutamente!) che ci sono migliaia, centinaia di migliaia, e forse milioni, di lavoratori che sono in mobilità, ovvero sotto la protezione di un ammortizzatore sociale non rinnovabile né estensibile; e poi dimentica (sempre volutamente!) quei lavoratori licenziati che la mobilità l’avranno pure esaurita: per queste categorie di lavoratori, a me pare, Damiano non spende una parola! Invece dovrebbe, non fosse altro per una “questione morale”. Sì, perché anche quando si parla di ripresa, e di riportare “un po’” di lavoro (come va predicando Bersani), queste azioni, visti i tempi necessariamente lunghi sui quali sono programmate (5, 10, 15 anni), riguarderanno verosimilmente i più giovani: un 55, 56, 57 enne, non potrà aspettare che passino, 5, 10 anni, e la ripresa vada a regime, per pensare di tornare a lavorare e riportare il pane in casa: in questo lasso di tempo, secondo Damiano e Bersani, cosa dovrebbe fare? Mettersi sotto ghiaccio nel congelatore, con tutta la famiglia?
    – la seconda omissione consiste nel cercare di far percepire a tutti il PD come una specie di chioccia disposta a radunarli sotto le sue ali protettrici, con quella frase: “Nessuno verrà lasciato solo in balia della crisi”, con il piccolo dettaglio che tale impegno è subordinato al rimanere senza reddito a causa di riforme sbagliate, come quella delle pensioni, voluta e partorita proprio da Bersani e dalla Fornero: ma quale siano i casi nei quali uno resterà senza reddito a causa di dette riforme, Damiano, e insieme a lui, Bersani, se ne guardano bene di specificarlo!
    Questo vuol dire che per avere consensi, che significa “voti”, si sparano frasi ad effetto che, al limite, potrebbero includere tutti, ma subordinando l’inclusione ad una postilla senza definizione che, all’occorrenza, ovvero quando si sarà andati al governo, e si dovrà assolvere gli impegni presi, verrà meglio specificata!
    Chiaro?

    Per essere più espliciti, oggi Damiano dice che andranno tutelati tutti quelli rimasti senza reddito a causa della riforma delle pensioni, guardandosi bene dal dare una definizione su chi siano, poi, domani, quando mai Damiano dovesse andarci, al governo, insieme a Bersani, quella definizione oggi non data, la potrà forgiare a proprio uso e consumo! Ad esempio, potrà dire: “Vanno tutelati tutti coloro che son rimasti senza reddito a causa della riforma delle pensioni, meno i lavoratori licenziati da aziende chiuse per fallimento o per cessata attività!”, oppure: “Vanno tutelati tutti coloro che son rimasti senza reddito a causa della riforma delle pensioni, che abbiano almeno 58 anni di età!”, infatti, già in un intervista a “Italia oggi”, Damiano ha chiarito: “Nessuno si illuda di poter andare in pensione a 57 anni!”. È pubblicata proprio sul suo blog cesaredamiano.wordpress.com.
    Ancora, per insistere: Damiano, e per lui Bersani, non ha mai rilasciato una definizione di esodati! Nell’ultimo emendamento, ad esempio, Damiano, come PD, e con Bersani, han deciso andassero tutelati SOLO quelli con accordi firmati entro il 31 dicembre 2011, a patto che fossero finiti effettivamente in mobilità entro il 30 settembre 2012! E, se non sbaglio, il fatto di rimanere senza reddito o meno, a causa della riforma delle pensioni Bersani-Fornero, è stato valutato non sulla data della maturazione del requisito pensionistico, come sarebbe dovuto essere, ma sulla data di percezione della pensione, generalmente prevista 12 mesi dopo la maturazione del requisito! In altre parole, oltre a restringere il novero degli esodati da salvaguardare con la data del 31 dicembre per la validità degli accordi, oltre a restringerlo ulteriormente con quella del 30 settembre 2012 per l’effettiva messa in mobilità, il numero è stato ristretto ancora perché si è deciso di salvaguardare tutti quei lavoratori NON che avrebbero maturato il requisito pensionistico entro il 31 dicembre 2014, ma che avrebbero PERCEPITO la pensione, entro il 31 dicembre 2014! Tutti sanno che per i lavoratori dipendenti, alle condizioni ante riforma, tra il maturare il requisito pensionistico e il percepire la pensione, dovevano passare quei 12 mesi delle così dette “finestre Sacconi”!
    Da quanto sopra esposto, ognuno potrà ben vedere che “nessuno dovrà essere lasciato solo”, frase molto ad effetto in una campagna elettorale, specie se finalizzata alla raccolta di consensi, poi, quando la si dovesse andare a calare nella realtà, senza prima averla definita per come si dovrebbe, ci avrebbe mille possibilità di restringersi fino a diventare perfino ridicola!

    Altra considerazione su quella che io reputo una dubbia condotta di Damiano: Damiano, qualche mese fa, presentò una proposta, la 5103, che, in origine, prevedeva un sacco di cose, e due in particolare: la possibilità di andare in pensione con 35 anni di contributi e assegno decurtato, e il diritto all’esonero dalla riforma delle pensioni per chi, alle precedenti condizione, avesse MATURATO IL REQUISITO PENSIONISTICO (e non “percepito la pensione”!), entro i 24 mesi successivi al termine effettivo della mobilità, anche preceduto da un eventuale periodo di cassa integrazione! Sarà un caso, che Damiano abbia fatto di queste proposte con un governo come quello Monti che, era praticamente sicuro, le avrebbe respinte? Se così non fosse, perché Damiano non dice che nel programma del PD, quella proposta 5103, verrà ripresentata per com’era, ed anche varata e approvata come disegno di legge?

    Perché quella proposta, la 5103, quando c’è Monti al governo, viene tirata fuori, e quando si accenna al prossimo eventuale governo con Bersani, viene invece tenuta da parte?
    È stata forse utilizzata solo come specchietto per le allodole, per indurre i lavoratori in difficoltà a pensare che poi, il PD, al governo, l’avrebbe tradotta in pratica, ma senza prendere un impegno formale, preciso, al quale legarsi, perché in realtà, Bersani, di tradurre in realtà quella proposta, la 5103, non se lo sogna nemmeno?

    A me pare che Damiano invochi la chiarezza, ma senza farla.

  2. Damiano è tutt’altro che chiaro ,è un po losco.

  3. Caro Damiano, per un momento, solo per un momento, dimenticati degli esodati, dei cassaintegrati, dei lavoratori in mobilità, e pensa un attimo che ESISTONO MIGLIAIA DI LAVORATORI “SEMPLICEMENTE LICENZIATI” CON 40 ANNI E PIù DI CONTRIBUTI, 60 ANNI FATTI NEL 2012, CHE NON HANNO NE CASSA INTEGRAZIONE, NE MOBILITA’, e dunque non sono neppure esodati…(CHE A QUESTO PUNTO SONO PURE I PIù FORTUNATI!!!)
    E’ molto semplice: TUTTI I LAVORATORI ITALIANI CHE A CAUSA DEL FURTO PERPETRATO DALLA FORNERO, SI TROVANO NELLA CONDIZIONE DI DISOCCUPATI MENTRE AVREBBERO POTUTO RICEVERE DALL’INPS, LA RESTITUZIONE DEI CONTRIBUTI VERSATI , CHE ALCUNI CHIAMANO “PENSIONE”, DEVONO POTER RICEVERE IL MALTOLTO!!!

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