5 Risposte

  1. Quello di cui ha bisogno l’ Italia, non è un altro governo Monti, che per riparare i danni di 15 anni di mal-governo delle destre sta spremendo gli italiani come mai avvenuto, ( è più facile spremere il popolino, una tassa sui grandi patrimoni no ? ) quello di cui l’ Italia ha bisogno è di un premier serio e che rimetta al centro della sua agenda il lavoro, quello che si è visto sino ad ora è la solita ricetta già vista. E poi mi chiedo, ma come fanno a stupirsi della disoccupazione giovanile se non si liberano i posti nelle aziende di chi di anni ne ha già fatti 40 ? Come mai le aziende reintegrano i giovani ( quando lo fanno ) con contratti a termine senza fine ?
    Quindi avanti Bersani tocca a te, non solo per Statuto ma per la tua serità, e non deluderci!
    Robertino Siviero
    Segretario circolo PD Valdengo

  2. Il governo Monti al capolinea/1
    L’agenda Monti è insufficiente. L’altro ieri, a Bari, lo stesso Monti ha criticato le sue stesse misure, prese singolarmente, perché asfittiche. Il governo Monti è arrivato al capolinea nel momento in cui il suo ministro principale, quello dell’Economia, Vittorio Grilli, già direttore generale del medesimo ministero quando era retto da Tremonti, autore delle manovre pesanti e molto inique del governo Berlusconi (quella di Monti è molto più equa), in 2 interviste al Corriere e a Repubblica ha dichiarato che lui le indispensabili risorse per finanziare la crescita economica, per ridurre celermente l’enorme debito pubblico e per finanziare, ad esempio, come “suggerito” dalla Lettera della BCE, il potenziamento degli ammortizzatori sociali, unica misura della Lettera finora non attuata (osservo che nessun Euro degli ingentissimi risparmi derivanti dalle riforme Sacconi e Fornero delle pensioni è rimasto nel capitolo di spesa “welfare”) NON intende chiederle agli unici che, dopo manovre finanziarie correttive per ben 330 mld addossate in gran parte sul ceto medio-basso e persino sui poveri, oggi le hanno, cioè il 10% che possiede quasi la metà della ricchezza nazionale, attraverso un’imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso. Lo potrà e dovrà fare soltanto un governo di centrosinistra

    Il governo Monti al capolinea/2
    Nel silenzio assordante dei media, sono diversi mesi, ormai quasi un anno, che sto scrivendo nel mio blog e altrove che il governo Berlusconi ha varato in un anno e mezzo, a partire dalla crisi della Grecia, manovre finanziarie correttive per ben 200 mld (la prima fu il DL 78/2010).
    Poi, ho letto finalmente l’analisi meritoria del “Sole 24 ore”, dalla quale ho ricavato l’importo cumulato di 330 mld delle manovre correttive, ma che è carente per i dati sulle pensioni (cfr. il ‘post’ “Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”).
    Il grosso delle riforme pensionistiche è stato fatto prima del governo Monti, con risparmi di centinaia di mld nell’arco di alcuni decenni. L’età di pensionamento per vecchiaia (tranne le donne del settore privato) era già in linea addirittura col “benchmark” UE. La riforma Fornero, aderendo, come per tutto il resto, alle richieste-diktat della lettera della BCE, ha adeguato il settore femminile privato a tutti gli altri, introdotto il metodo contributivo a valere dall’1.1.2012 per tutti, eliminato subito senza alcuna gradualità (v. “esodati”, ecc.) le pensioni di anzianità, effettivamente disallineate rispetto agli altri Paesi OCSE. Non ha però potenziato il sistema degli ammortizzatori sociali, ancorché richiesto dalla BCE.
    In conclusione, se si guarda alle nude cifre, [*] e mi spiace molto dirlo, l’Italia è stata “salvata” non da Monti, ma da Berlusconi (anche se colpevolmente chiedendo sacrifici in maniera molto, molto iniqua), il quale è stato vittima – incredibile ma vero – soprattutto di una carenza di comunicazione (inclusa l’espressione volgare rivolta alla potentissima Merkel, che ne ha deciso per questo la defenestrazione), oltre che, beninteso, di un deficit drammatico di immagine, il cui costo ingente è ricaduto purtroppo sulle spalle di noi Italiani (in maniera diseguale!).

    [*] Riepilogo: Berlusconi batte Monti 4-1. Infatti, ecco il riepilogo delle manovre finanziarie dall’inizio legislatura (importi cumulati):
    – Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
    – Governo Monti 63,2 mld.
    (cfr. “Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti” http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html ).

    Il governo Monti al capolinea/3
    Se Monti si candida e vince, mi sta bene. Ma, essendo io adulto e democratico, vorrei essere governato, non da un “tecnico” supposto salvatore della Patria (il grosso delle manovre finanziarie correttive, molto inique – per un ammontare di ben 267 mld su un totale di 330 -, lo aveva già varato il governo Berlusconi), anche se è per l’economia sociale di mercato, catapultato sulla scena politica per la pressione dei capitali speculativi megagalattici privi di regole, l’inerzia dell’UE, l’incapacità del governo di destra, votato dalla maggioranza degli Italiani (per ben 3 volte negli ultimi 17 anni), che aveva amministrato – male ed in modo iniquo – per ben 8 degli ultimi 10 anni; ma essere governato, dicevo, da un governo di centrosinistra, democraticamente eletto. Perché, al netto delle critiche giuste che si possono muovere ai partiti politici, non è vero affatto che nessuno in precedenza aveva fatto nulla, tutti i principali indicatori dimostrano il contrario: i governi di centrosinistra, pur con maggioranze risicate ed albergando gli “ottusi” (= intelligentoni) di estrema sinistra, hanno governato meglio ed in maniera più equa. Basta informarsi, non è impossibile per chi frequenta il web. Perché sono certo (non al 100% ma almeno al 51%) che un governo di centrosinistra realizzerà una effettiva politica redistributiva e che non succeda, come con il governo Berlusconi-Tremonti-Sacconi, che un comma dell’art. 12 del DL 78/2010 (L. 122/2010), varato dal governo di destra Berlusconi-Tremonti, imponga a me, allungando di 12 mesi l’età di pensionamento per tutti, inclusi i disoccupati e gli inattivi, una trattenuta del 100% sul mio reddito pensionistico annuo, mentre ai miliardari e ai milionari lo stesso decreto NON ha chiesto – letteralmente! – neppure un centesimo; o che avvenga (quasi) la stessa cosa, moltiplicato per 2, 3, 4 o 5, come è successo con la riforma Fornero con gli “esodati”.

  3. Ps:
    Nell’UE è inclusa anche la BCE.

  4. con la Fornero e successo molto di peggio ha eliminato le quote allungando non solo agli esodati ma anche ai disoccupati ( quelle persone espulse dal mondo del lavoro) con 35 anni e più di contributi, è ora di finirla di parlare solo di esodati !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  5. Chi come me, si e’ vista allontanare l’eta’della pensione di ulteriori 4 anni ( poi chi sa’ se basteranno) ad un mese dalla maturazione dei vecchi requisiti, e dopo 3 anni e oltre di disoccupazione ,non abbiamo piu’neanche le lacrime per piangere cara ministra fornero.

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