ESODATI: BERSANI, PROBLEMA VA RISOLTO. PRESTO PROPOSTA DI LEGGE DEL PD.

“Occorre una ‘ricognizione’ per accertare il numero degli esodati perche’ questo ‘e’ un problema che va assolutamente risolto”. Lo ha affermato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani.
“Con Cesare Damiano stiamo mettendo a punto una nostra proposta di legge” ha detto Bersani sottolineando che “‘c’è un buco strutturale nella riforma. Si può ovviarlo ma deve essere chiaro che si devono mettere delle risorse. Non si può liquidare la questione dicendo siamo arrivati fin qui perché non ci sono risorse: è una cosa inaccettabile”.
Di tutto questo Bersani ha confermato di avere parlato con Monti e di sperare in una soluzione soddisfacente. “Per noi e’ una questione irrinunciabile”.

47 Risposte

  1. Una famosa canzone si adatta perfettamente alla politica portata avanti dall’attuale pd: parole, parole e solo parole – Faremo, proporremo, etc.

    I fatti contano come quelli di seguito:
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    Da “Rai Giornale radio” del 23 maggio 2012
    PARIGI –
    Il governo socialista di Jean-Marc Ayrault fa sul serio e pur di applicare quanto promesso da Francois Hollande in campagna elettorale non va per il sottile: la pensione ridiscende a 60 anni per chi lavora da quando ne aveva 18 o 19. La ”controriforma” si farà per decreto, ancora prima dell’elezione delle nuove Camere. Il presidente dell’Assemblea nazionale, Bernard Accoyer, è andato su tutte le furie: ”si fanno beffe del Parlamento”, ha protestato. omissis…..
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    Questo significa tutelare lavoratori precoci e non proporre un PATTO GENERAZIONALE divenuto un PATTO SCELLERATO PER FAR CASSA. Ovvero incentivazione/penalizzazione ed è rimasta solo l’ultima. Dove il lavoro part-time e lavoro delle donne massacrato con le penalizzazioni con un anno di “sconto” ed una maggiore ed ulteriore penalizzazione del 2% sulle contribuzioni a calcolo retributivo.

    Da ex elettore del pd ora mi viene i conati di vomito a vedere solo il simbolo e chi lo rappresenta con faremo, vedremo, proporremo, la riforma non è la nostra etc.

    Ma chi l’ha votata? Tutti voi, un branco di incopetenti o di sudditi di chi afferma che le elezioni in certi luoghi “le abbiamo non vinte”

  2. On. Damiano, ” il buco strutturale della riforma” , è una voragine, anzi è sulla struttura stessa che dovete intervenire.
    Anche Lei in più occasioni ha avuto modo di asserirlo : alla riforma manca la gradulità, che vuol dire gradualità non solo per gli esodati, ma per tutti coloro, anche attivi, che di punto in bianco e senza alcun preavviso si sono visti allungare per l’ennesima volta la vita lavorativa di 3,4,5,etc anni. E’ su questo che il Partito deve lavorare e questo deve ottenere dal Governo. Con la giusta gradualità tutte le problematiche andranno a posto, partendo anche dal presupposto fondamentale e che nessuna persona ” onesta” può negare , che il sistema pensionistico italiano era in assoluto equilibio anche tendenziale. On. Damiano, il principio che deve prevalere è che non si può attingere a mestolate dal capiente contenitore dell’ Inps per riversare nel pentolone del bilancio statale , pieno di buchi e di sperperi, e ahimeè alimentato sempre dai soliti noti , e lei sa chi sono.

  3. On. Damiano le faccio notare che:
    In francia al contrario di voi più fatti emeno chiacchiere, ma sopratutto più EQUITA!!!!!!!!

    Il governo socialista di Jean-Marc Ayrault fa sul serio e pur di applicare quanto promesso da Francois Hollande in campagna elettorale non va per il sottile: la pensione ridiscende a 60 anni per chi lavora da quando ne aveva 18 o 19. La ”controriforma” si farà per decreto, ancora prima dell’elezione delle nuove Camere. Il presidente dell’Assemblea nazionale, Bernard Accoyer, è andato su tutte le furie: ”si fanno beffe del Parlamento”, ha protestato.

    L’annuncio, che apre le ostilità sul piano sociale in Francia ancora prima delle elezioni legislative di giugno, è in realtà un colpo di scena più a livello istituzionale che non sostanziale. Si tratta, infatti, di un provvedimento che – stando al governo – ”non fa che riparare ad un’ingiustizia”, quella che riguarda chi ha cominciato a lavorare a 18 o 19 anni ed ha già collezionato 41 anni di contributi. Erano rientrati anche loro nell’innalzamento dell’età pensionabile a 62 anni varato da Nicolas Sarkozy nel 2010 ma la sinistra era insorta perché questi lavoratori sarebbero stati particolarmente penalizzati. Restano esclusi dall’abbassamento dell’età pensionabile quelli che hanno cominciato a versare contributi a 20 anni, quindi il target interessato dalla ”controriforma” è in realtà limitato a 130.000-150.000 persone all’anno.

    Sul principio della riforma le polemiche sono relative, a parte il presidente dell’Ump, Jean-Francois Copè, che ha messo in guardia il governo socialista dall”’aprire il vaso di Pandora” delle pensioni. Il clima si surriscalda quando si parla di costi: per il governo i francesi pagheranno un miliardo di euro all’anno, cioè 5 miliardi da oggi al 2017, cifra che dovrebbe essere finanziata con un aumento dello 0,1% annuo dei contributi versati dalle aziende e di quelli versati dai lavoratori. Accoyer, invece, ha parlato di ”20 miliardi da qui al 2018”, citando cifre di esperti in suo possesso.

    Dove lo scontro si fa infuocato è sul metodo: ”Viene negata la democrazia”, ha protestato Copè, ”è un colpo di mano”, gli ha fatto eco l’ex ministro del Lavoro, Xavier Bertrand. ”Chiederò di essere ricevuto dal capo dello stato e dal primo ministro – ha annunciato Accoyer – per ricordare loro le regole di una democrazia parlamentare.

    Il Parlamento viene scavalcato su una misura così importante, che rimette in discussione la credibilità della Francia, la sua volontà di riformare. Non c’è nessuna urgenza di adottare un provvedimento del genere in un periodo in cui l’Assemblea non legifera”. Ma Ayrault e i suoi ministri non sembrano tentennare e il premier ha annunciato oggi un calendario per la preparazione di una grande ”conferenza sociale” con tutte le parti entro il 14 luglio: il Medef (la Confindustria), i sindacati, le associazioni. Si parlerà di tutto, dal salario minimo che Hollande ha promesso di aumentare alle assunzioni di giovani con sgravi fiscali per le aziende che aderiranno, dalla competitività alle pensioni.

  4. On. Damiano legga e veda se riesce a spiergarci l’equità della cosa !!!!!

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/pensioni-tagliare-pensioni-preservare/216611/

  5. Spett.Onorevole
    Mi si profila un futuro difficile : Ho 60 anni
    compiuti disoccupato dal 31 Ottobre 2011,unico vitalizio è la
    disoccupazione fino al 31 !0 2012 dopo il nulla .
    Con la vecchia legge
    della pensione sarei dovuto andare in pensione con la finestra nel
    Mese di Giugno 2013.
    Ho trentanove anni di contributi versati e 17 mesi
    di contributi come CO.CO.CO
    Ora dopo aver contattato le acli come
    patronato mi dicono che potro’ andare in pensione a Dicembre 2016.
    Pur
    provando a cercare lavoro mi rispondono che sono troppo vecchio non so
    cosa fare.
    Vengono in mente molte azioni ma come Italiano mi sono
    sempre sentito Democratico .
    Cercate voi che potete trovare delle
    soluzioni come il mio caso (non sono l’unico).
    Rimango in attesa di una
    vostra risposta e soluzione.
    La mia e-Mail l.venegoni@tiscali.it

  6. Io sono stanco di scrivere e di ripetere sempre le stesse cose. Prendo atto che Bersani ha preso una posizione sulla questione dei c.d. esodati, meglio sarebbe dire tutti coloro che hanno perso il lavoro anche a causa della crisi del 2008-2009 e che erano ad un passo dalla pensione quando sono entrate in vigore le drastiche e inique nuove regole pensionistiche contenute nel d.l. 201/2011. Se c’è una proposta di legge del PD, perchè non dare anticipazioni sui contenuti a noi che da agosto 2011 stiamo in perenne agitazione e ancora non sappiamo quale sara il nostro destino ? Voglio ricordare che : 1) le esenzioni dalle nuove regole riguardano solo alcune categorie di lavoratori ( mobilitati corti e lunghi, autorizzati alla prosecuzione volontaria etc.) e non tutti i disoccupati vicini a pensione; 2)per andare in pensione con le vecchie regole, non basta però rientrare nelle categorie protette, occorre che ricorrano anche rigide condizioni, quali ad esempio essere stati posti in mobilità sulla base di accordi sindacali stipulati ante 4.12.2011 e maturare i requisiti entro il periodo di fruizione della indennità di mobilità e ciò neanche basta perchè, 3) occorre essere fortunati e rientare nei limiti numerici dei beneficiari delle esenzioni, che saranno disposti dal ministero con il decreto quasi pronto. Troppi, anche se appartenenti alle categorie parzialmente tutelate, resteranno fuori, si tratta di migliaia di persone, la cui unica colpa è di essere stati sbattuti fuori da aziende in crisi quando sono entrate in vigore le nuove drastiche regole pensionistiche. Se è vero che il PD non vuole lasciar fuori da tutele neanche un lavoratore disoccupato, bisogna eliminare ogni limite numerico ai beneficiari teorici delle esenzioni e allargare le categorie degli esentabili a tutti i disoccupati.Con gli enormi risparmi che si otterranno dalla riforma le risorse si debbono trovare, altro che storie. I problemi sarebbero di molto attenuati se le nuove regole avessero applicazione graduale e se venisse data almeno ai disoccupati la possibilità di optare per la liquidazione di tutta la pensione con il metodo contributivo, ferme le età di accesso vigenti al 31.12.2011. Non ci abbandonate. Federico Salari. Palestrina (Roma)

  7. facciamo fatti e non chiacchiere. Sono 6 mesi che leggiamo solo parole

  8. On. Cesare Damiano

    desidero riportare la mia breve storia. Ho aderito ad un accordo di messa in mobilità antecedente al 4 dic 2011 ma per motivi di affiancamento al personale giovane ho pianificato con l’azienda il mio licenziamento ad aprile 2012. Nel frattempo mi erano state fatte delle interessanti offerte di lavoro, che ho rifiutato perchè ero abbastanza certo che inquadrato nell’art.24 comma 14 voce a) sarei andato in pensione con le vecchie regole, compatibilmente con i limiti di spesa. Per essere maggiormente sicuro di questa condizione scrissi una email al Ministro Fornero e dopo un breve tempo ricevetti dalla sua segreteria la seguente email :

    Gentile Sig. Roberto

    in riferimento alla sua richiesta di informazioni, si fa presente che:

    la legge 214/2011 art. 24 c. 14 stabilisce che continuano ad accedere al pensionamento con le vecchie regole (40 anni di contributi o sistema delle quote) coloro che sono collocati in mobilità sulla base di accordi stipulati entro il 4/12/2011, purché maturino i requisiti per il pensionamento ENTRO il periodo di fruizione della mobilità e nel limite degli stanziamenti previsti annualmente dal Governo. Le modalità di applicazione della “salvaguardia” e i limiti numerici dei pensionamenti saranno stabilite con decreto interministeriale, che dovrà essere adottato entro il 30 giugno 2012. Qualora non dovesse collocarsi in posizione utile nella graduatoria dei potenziali salvaguardati, l’accesso al pensionamento sarà possibile solo con i nuovi requisiti previsti dalla riforma. In mancanza del nuovo requisito fissato per la pensione anticipata, bisognerà attendere l’età pensionabile prevista per la pensione di vecchiaia. Al momento non è possibile ipotizzare se ci saranno o meno rifinanziamenti da parte del Governo.
    Cordialmente
    Ufficio Relazioni Esterne
    Segreteria Particolare del Ministro Fornero
    Ministero del lavoro e delle politiche sociali
    Via Veneto, 56 – 00187 Roma

    Ora mi accade di leggere su internet una bozza del decreto che sarà ufficializzato per fine maggio 2012 ed in cui si dice qualcosa di radicalmente diverso da quanto riportatomi dalla email di cui sopra. La variazione consiste che ora i mobilitati si vedono porre il paletto che devono essersi licenziati entro il 4 dic 2011. Possibile che sia cambiata la legge che la stessa Segreteria del Ministro mi aveva confermato ? non so cosa pensare più. Devo solo supporre che il Ministro abbia fatto una deroga alla legge trovandosi a considerare uno stato straordinario di necessità ed emergenza per i veri esodati, e questo le farebbe anche onore, ma perchè non scrivere nello stesso decreto che il resto dei mobilitati usciti o in uscita dopo il 4 dic 2011 avrebbero visto riconosciuto lo stesso diritto non appena disponibili altre coperture di spesa. Continuo a pensare che pur trovandoci difronte a cotanta competenza dottrinale si sia trattati in maniera approssimata e sgarbata. Resta pure il fatto che la legge e la email di conferma dicono una una cosa ed il decreto attuativo ne dispone un’altra. Se sapevo della furbata avrei accettato le nuove offerte di lavoro. Mi sbaglio ? è tutto perfettamente corretto e legale ? e cosa ne pensa il nostro Primo Ministro Monti ? firmerà ?
    la saluto cordialmente e grazie per il suo impegno
    Roberto

  9. On. Damiano di seguito riporto una parte della bozza del decreto :

    nella bozza all’ ART. 1 lettera g) ed h) riferita a coloro che hanno cessato il rapporto entro il 31/12/11 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412 è stato aggiunta anche la frase “senza successiva rioccupazione in qualsiasi altra attività lavorativa”.

    Nel mio caso che ho cessato appunto il rapporto il 16/6/2011 secondo i criteri previsti ho avuto successivamente la fortuna di poter guadagnare poche migliaia di euro realizzando un progetto per la durata di 4 mesi e poi terminata. Questo significa che non posso rientrare nella proroga perchè per soli 4 mesi sono un rioccupato ?

    Lei non lo trova una grande ingiustizia considerato che continuo ad essere esodato e con tutti i requisiti del caso ?

  10. parole …parole…solo parole, e intanto avvallate supinamente tutto quello che questo governo di burocrati(erroneamente chiamati professori) fa…..

  11. Se tanto mi da tanto… Bersani dirà di averi risolto il problema degli esodati così come ha già detto di aver riportato una grande vittoria sull’articolo 18, e così come ha risolto, calpestando la volontà popolare, il finanziamento pubblico ai partiti: risolverà il problema degli esodati in maniera pessima!
    E questo ha una sua stretta logica: Bersani e la Fornero sono sostanzialmente la stessa cosa! Uno è il mandante, l’altra l’esecutrice.
    L’esecutrice “esegue” con un determinato livello di durezza e severità,. Ad esempio, sugli esodati, stabilendo siano 65.000 quelli da esonerare. Bersani, dal canto suo, non può esimersi dal fare il giochetto del salvatore di capre e cavoli, perché deve recuperare consensi e dare l’immagine a meno interessati dall’argomento, di essere diverso dalla Fornero, e più attento al sociale… ma si tratta solo di semi-apparenza.
    Perciò Bersani non può prima far nascere il governo Monti-Fornero, garantendogli fedeltà, e poi sfasciare quello che il governo Monti-Fornero fanno! Potrà solo dare l’illusione di cambiare qualcosa: come per l’articolo 18, sul quale non ha cambiato niente.
    Anche perché Bersani è in evidente conflitto di interessi, sul tema esodati: più concede agli esodati, e più si assottiglia la cassa che riceverà in eredità dalla Fornero!
    Bersani concederà quel poco che basta per risparmiare e comparire allo stesso tempo! Ad essere lungimiranti, andrà già benissimo se proporrà altri 65.000 esodati, da esonerare dalla riforma dalle pensioni.
    Quello che poi fa di tutto l’insieme qualcosa di assolutamente antidemocratico, anticostituzionale e antisindacale, ma è il seme che ha piantato e fatto crescere Napolitano, è nel perché dovrebbe essere Bersani, ha decidere quali saranno e quali no, i prossimi esodati da salvare.
    A me, scusate se forse esagero, mi fa pensare ad una specie di podestà, di ducetto.

  12. On Damiano,
    desidero partecipare anche questa volta lasciando un mio commento nella speranza che possa essere un utile contributo per lei e il suo staff nel correggere il prossimo decreto sugli esodati. Come tutti partiamo dal caso personale ma, almeno per quanto mi riguarda, comune a tantissime persone.
    Ho lasciato con un accordo individuale che cita gli art del c.c riportati nel decreto e ho ottenuto dal 1 gennaio 2011 l’autorizzazione ai contributi volontari. Our non avendo necessità di incrementare i contributi (in quanto ho già coperto 36 anni e 38 settimane con raggiungimento dei 60 anni a Novembre 2012), ho ritenuto importante avere la possibilità di incrementarli caso mai Tremonti avesse ritoccato le quote. Inoltre l’autorizzazione segnalava la mia posizione di esodato.

    La riforma del 4 Dicembre mi dava tranquillità personale, anche se con rabbia sociale, copriva inoltre miei colleghi che come me hanno dovuto lasciare ma che sarebbero andati in pensione con quota 97 o con i 40 anni frutto di integrazione volontaria.

    Con la modifica della norma che il decreto si appresterebbe a sancire ci ritroviamo chi a non aver versato alcun contributo volontario chi a non rientrare nei fatidici 24 mesi (io rientro perchè sono di Novembre ma quei poveretti che sono di Dicembre che fanno? le aziende quando espellono ragionano sugli anni e non sui mesi): ancora una volta lo stato modifica a posteriori una norma in vigore!!!

    La mia preghiera è che nella stesura di una nuova proposta (v. dichiarazioni di Bersani) esplicitiate con estrema chiarezza, senza ambiguità o retropensieri, le regole che ci riguarderanno: non capisco perchè non si possa dire “tutti quelli che hanno perso il lavoro e con le vecchie regole avrebbero maturato il diritto entro il.. o con queste modalità…”. Non pretendo di suggerire ma solo di segnalare.

    Purtoppo ho l’impressione che per tutti coloro per i quali non c’è stato un accordo sindacale per l’uscita (già la fornero ne ha contati decine di migliaia) l’attenzione possa scemare e coloro che non rientreranno in questi 65000 riceveranno poca attenzione o verranno dimenticati nei dettagli dal legislatore o dai sindacati.

    Concludo suggerendo la lettura di un commento ad un articolo del sole24ore: ci sono tanti che, pur avendo già maturato i requisiti e potendo andare in pensione, preferiscono rimanere al lavoro (io sarei stato uno di questi!!): se avranno la possibilità di restare in azienda contribuiranno significativamente ai conti INPS che non pagherà loro la pensione e riceverà i contributi. In genere si tratta di stipendi alti quindi anche piccoli numeri rappresentano cifre interessanti per finanziare gli esodati!!

    Mi piacerebbe veramente leggere a fronte dei nostri contributi un suo commento

    Continuerò a seguirla con attenzione e fiducia

  13. Berani, non credo che tu venga a sapere dei nostri post su questa pagina, comunque, a scanso di equivoci, con riferimento agli esodati, ti ricordo che tu, in veste di Ministro dello Sviluppo Economico, ti eri formalmente ed ufficialmente impegnato per una soluzione a favore della vertenza Finmek.
    A dimostrazione di quanto sostengo, cito un link:
    http://www.primadanoi.it/news/506331/Bersani-%C2%ABper-Finmek-una-soluzione-vincente-e-credibile%C2%BB.html
    il titolo dell’articolo e’:
    “Bersani: «per Finmek una soluzione vincente e credibile»”.

    Estrapolo dal contenuto:

    “…sul fronte Finmek. Per lo stabilimento aquilano, il ministro Bersani ha ufficializzato la costituzione di una New.Co, con la partecipazione, tra gli altri imprenditori, del gruppo Compel, che opera nel settore dell’elettronica per le telecomunicazioni e a l’Aquila già detiene i laboratori di ricerca Technolabs. Nei due siti aquilani di Bazzano e Pile sono impiegati circa 420 dipendenti. «Abbiamo trovato un progetto industriale che può essere ben radicato e mi limito a dire che noi, per la parte di avvio di questa new-co, ci siamo impegnati a fare in modo che trovi terreno favorevole». Una soluzione «convincente e credibile», come l’ha definita il Ministro, al contrario delle ipotesi prospettate in passato e fallite.”…

    tu lo sai benissimo, che di quella NewCo non se ne fece niente. Sai anche che nell’aquilano ci sono altre aziende che han messo in mobilità altri lavoratori, ed aziende che fanno ricorso continuo a cassa integrazione straordinaria, che dichiarano esuberi e minacciano licenziamenti, sai che ci si sta impegnando per cercare di far ripartire a pieno regime almeno quelle aziende che si avvalgono di una partecipazione statale, magari indiretta.
    Sai che il terremoto del 6 aprile del 2009 ha ulteriormente aggravato la situazione occupazionale, e che quei dipendenti Finmek non riuscirebbero a ricollocarsi da nessuna parte.
    Tu hai degli impegni presi, nei loro confronti, non puoi caricargli sulle spalle la riforma delle pensioni Fornero. Almeno l’esonero da questa, glielo devi.

    Facci sapere, per favore.

  14. Non so se serve perchè fino ad oggi ho sentito solo parole e quello che anche lei ha cercato di fare, sicuramente in buona fede, si è poi rivelato peggiorativo per le interpretazioni e le ripicche della Fornero,
    LA PREGO DI LEGGERE CON ATTENZIONE:

    ” E’ una porcata immensa, io non potrei gioire anche se salvaguardato.
    E’ di un’iniquità e di una ingiustizia enorme, vengono esclusi soggetti con più requisiti e salvati altri con meno.
    Si spacca volutamente il gruppo dei disgraziati togliendo forza di trattativa agli esclusi facendo pensare alla comunità che il problema è risolto.
    Si apre un nuovo capitolo verso la disperazione e gli atti estremi.
    Non so perchè quando per me pare aprirsi una porta mi riviene chiusa con forza, insieme ad almeno altri 300.000 martiri.
    Non basta la mobilità perchè non raggiungo i requisiti durante la sua fruizione
    Non basta una reiezione con conseguente autorizzazione ai volontari ante riforma perchè vengono messi paletti sulla decorrenza e il colmo bisogna aver versato almeno un contributo. Se la legge dice “devono essere autorizzati ai volontari prima di” questo decreto non è in linea con la legge stessa perchè salva chi sta già versando.
    Mi devono spiegare come fa uno in mobilità ad aver versato un contributo durante la mobilità. La legge e la circolare a tutela delle reiezioni e degli autorizzati “in costanza di mobilità” recita che la data di decorrenza ha valenza giuridica e legale ma che chiaramente i contributi dovranno essere versati alla fine della mobilità.
    Questo per quanto mi riguarda ma tutta la legge e il suo decreto sono pieni di irregolarità giuridiche/legali.
    Tutto passa senza che i sindacati possano dare il loro contributo e allora a che è servita la loro convocazione al tavolo tecnico?
    Tutti i partiti affermano che tutti gli aventi diritti devono essere salvaguardati, che tutti devono andare in pensione con le leggi in vigore al momento del licenziamento ma per me si sommano le finestre mobili e le nuove regole Fornero che nel 2009 non esistevano.
    Ogni nuovo decreto escono nuovi paletti e si allungano i tempi.
    Lo stato di diritto non esiste più!
    Posso ancora sperare?
    Presto sarò a reddito zero con due possibilità: o versare 3 anni e 8 mesi di volontari o aspettare 10 anni per la vecchiaia.
    Nel frattempo devo pagare un mutuo, l’imu e mille tasse.
    Nel frattempo anche a mia moglie, a due anni dai 60 anni e 15 anni di contributi ante 1992, viene cancellata la piccola pensione.
    Mio figlio è fra i milioni di giovani laureati disoccupati.
    Credo che la situazione come la mia, migliaia e migliaia di persone sia superiore alle vittime di un terremoto o di una guerra!
    Mi chiedo se si è capita la vera portata di questa tragedia?
    Come fa questo governo a sentirsi non responsabile di suicidi di massa e delle tragedie umane provocate?
    Il minimo che potrebbero fare i partiti e i politici che appoggiano questo governo sarebbe l’immediata sfiducia ed azzeramento di una riforma non equa ne giusta ma delinquenziale!!!”

  15. Apprezzo la posizione del PD sul tema e l’impegno espresso in questi giorni a non lasciare fuori nemmeno uno degli esodati e mobilitati e dò il mio contributo alla ricognizione annunciata da Bersani, sperando che possa servire.
    Il governo ci ha beffati con un vero e proprio tranello. Sicuramente involontario, ma resta la sostanza.
    Fino al 30/12 scorso lavoravo in Telecom Italia che ha un piano di riduzione degli organici, basato sulla mobilità volontaria, che era sostanzialmente fermo. Nessuno accettava di dimettersi nella costante attesa di una riforma delle pensioni praticamente certa.
    Quando è arrivata, la deroga prevista dall’articolo 24 ha sbloccato la situazione, perché valeva per gli accordi collettivi sottoscritti prima del 4 dicembre ed il nostro è stato firmato nell’agosto 2010.
    Ci siamo chiesti, perché questo favore? La risposta che ci siamo dati è stata che finalmente un governo serio, non faceva un favore a noi, ma consentiva alle aziende in ristrutturazione di portare a compimento i propri piani sottoscritti anche da rappresentanti del governo precedente, evitando di creare nuova disoccupazione.
    Non abbiamo letto nel decreto di dicembre che la deroga valesse solo per coloro che avevano già interrotto il rapporto di lavoro, anzi, abbiamo visto il contrario. La prima versione del decreto faceva riferimento ad accordi collettivi sottoscritti entro il 31/10, mentre la definitiva la portava al 4/12. Gli accordi collettivi non si applicano in pochi giorni e quindi la deroga doveva valere necessariamente anche per chi era ancora al lavoro.Sembrava chiara l’intenzione di chiudere positivamente gli accordi già in essere.
    Ora invece la bozza del decreto Fornero , dà un significato diverso alla data del 4/12, che diventa l’ultima data utile di cessazione del rapporto di lavoro, per essere tutelati.
    Nel frattempo però in centinaia abbiamo aderito alla mobilità alla fine di dicembre, tratti in inganno dalla riforma.
    Se il governo e la maggioranza che lo sostiene avessero voluto applicare le vecchie regole solo ai lavoratori già “a casa”, sarebbe stato sufficiente scriverlo, chiaramente, subito. Avremmo continuato a resistere alle richieste del nostro datore di lavoro, invece di cedere e ritrovarci nei guai.
    Il governo ha sbagliato i conti, ma sta cambiando le carte in tavola, associando un significato diverso alle date per non pagare l’errore fatto. Rischiamo però di pagarlo noi con un crollo delle prospettive economiche per noi stessi e le nostre famiglie, dopo essere stati tratti in inganno.
    Non deve finire così.

  16. E’ esattamente quello che ho scritto nel mio intervento precedente. Sembra incredibile lo stravolgimento intervenuto del decreto di attuazione Fornero. Voglio credere che il Ministro si sia posto il problema di utilizzare in “mini-budget” che le hanno messo a disposizione per avviare alla pensione con le vecchie regole i soggetti già licenziati dalle aziende e che a breve dovrebbero finire gli ammortizzatori e passare alla pensione, pena un vuoto “da fame”. Se ha pensato questo ha fatto bene, anzi benissimo, ma avrebbe dovuto scrivere nel decreto una nota in cui differiva l’applicazione della deroga al resto della platea “non appena le veniva assicurata la necessaria e indispensabile copertura di spesa”. Il non aver scritto questa nota lascia tutti, “lavoratori e aziende” in una situazione di sconcerto. In questo il nostro Ministro è un supertecnico. Ora confidiamo in Monti, che è un galantuomo, e nel PD. Non voglio neppure pensare che ora non prendano con autorità la situazione in mano e la risolvano, ovviamente nel diritto della legge.

    Un immenso grazie, sempre per l’impegno, all’On. C. Damiano.

    Roberto

  17. Onorevole Cesare Damiano,
    rivolgo anche a Lei il mio accorato appello per tutti quei lavoratori e lavoratrici “esodatii” “non salvaguardati” “licenziati” “disoccupati” e a questo punto posso anche aggiungere “discriminati” e “sfigati”, che non rientrano nella “casistica” presa in esame dal Ministro del Lavoro Sig.ra Elsa Fornero a cui ho già inviato direttamente la mia sottoriportata e.mail. Stessa comunicazione inoltrata contemporaneamente al Vice Ministro Prof. Michel Martone, nonchè a tutti i Segretari delle Confederazioni Sindacali senza peraltro avere avuto alcun cenno di risposta… così aggiungo anche e …”inascoltati” .

    “Onorevole Ministro Fornero, mi rivolgo a Lei in previsione del Suo annunciato intervento per trovare una soluzione al problema dei cosidetti lavoratori “esodati” che, a seguito dell’innalzamento dell’età pensionabile introdotta con la Sua recente riforma pensionistica, Loro malgrado, si sono trovati senza lavoro, senza reddito e con prospettiva alla pensione differita di diversi anni.
    Dalle notizie di stampa leggo che, dopo aver effettuato uno scrupoloso controllo, il Suo Ministero ha comunicato che i casi degli “esodati” sarebbero confermati in 65.000, ma viene fatto riferimento esclusivamente agli “esodati” a seguito di accordi collettivi stipulati in sede governativa, a ”lavoratori in mobilità”, a “cassa integrati”, a “lavoratori cessati a seguito di accordi individuali” a “lavoratori autorizzati al versamento di contributi volontari”, mentre non viene fatto cenno a quei lavoratori/lavoratrici, come nel mio caso, LICENZIATI e DISOCCUPATI i così detti “esodati non salvaguardati”.
    Sono disoccupata dal 30/07/2007 dopo essere stata licenziata (lavoravo in una piccola azienda con meno di 15 dipendenti), iscritta regolarmente al Centro per l’Impiego senza però aver trovato in questi anni e sino ad oggi un nuova occupazione stabile ed in regola con i contributi.
    Sono nata nel 1952 e lo scorso 4 aprile ho compiuto i 60 anni (Le confesso un bruttissimo compleanno!) e mi trovo ad avere 37 anni e mezzo (sic!) di contribuzione (situazione certificata dall’INPS al 30/07/2008 con 12 mesi di indennità di disoccupazione ) di cui 14 anni come lavoratrice autonoma (dal 1986 al 2000) e gli ultimi anni sino al 30/07/2007 ancora come lavoratrice dipendente. Per i successivi 12 mesi e sino al 30/07/2008 ho percepito l’ indennità di disoccupazione.
    Con la precedente Legge pensionistica, anche a seguito delle modifiche introdotte con la riforma Sacconi (differimento delle finestre), avrei comunque avuto la possibilità di andare in pensione 18 mesi (lavoratrice autonoma) dopo il compimento dei 60 anni di età con decorrenza finestra gennaio 2014.
    Ora con la Sua recente riforma, se non interverranno gli OPPORTUNI CORRETTIVI, rischio di restare ANCORA per 6 ulteriori anni disoccupata, senza reddito, senza ammortizzatori sociali e senza un lavoro stabile per poter versare ulteriori contributi per incrementare il “contributivo” della mia futura pensione che, mi spetterebbe al compimento del 66° anno di età.
    Onorevole Ministro Fornero, Le rivolgo un accorato appello affinchè nell’esaminare i casi degli “esodati” tenga in debita considerazione anche quei Cittadini/e, Lavoratori/lavoratrici DISOCCUPATI, (che tra l’altro non hanno beneficiato di alcun incentivo economico all’esodo) come la sottoscritta.
    Onorevole Ministro Fornero, confido nel Suo autorevole intervento affinchè anche i casi INDIVIDUALI di “esodati non salvaguardati”, possano rientrare, come da Lei affermato, per un criterio di equità e trasparenza ed al fine di evitare disparità di trattamento fra situazioni analoghe, tra coloro che, essendone in possesso, potranno accedere alla pensione con i requisiti previsti dalla precedente normativa pensionistica.
    La ringrazio per l’attenzione che vorrà prestare a questa mia segnalazione e resto in attesa di ricevere una Sua risposta.”

    Onorevole Damiano, spero e confido che almeno da parte Sua e del PD vi sia la disponibilità , l’attenzione e la necessaria determinazione per porre rimedio a questa “ingiustizia” e “discriminazione” in cui diversi lavoratori/lavoratrici “non salvaguardati” si sono venuti a trovare, con la Riforma Fornero, senza lavoro, senza reddito, senza ammortizzatori sociali, senza pensione e senza tutela alcuna.

    Eliana Terzano
    nata nel 1952

  18. Egr. On Damiano, Dopo il risultato delle Amministrative spero che il Presidente del Consiglio si ispiri alle indicazioni del PD, delle Parti Sociali e delle forze che sostengono il Governo nel rivedere il Decreto sugli esodati. Ritengo che non adeguarlo in modo da porre rimedio agli errori commessi sarebbe una forzatura contro ogni regola di democrazia ed equità e rappresenterebbe una sorta di accanimento verso indifesi. Aziende e lavoratori hanno effettuato e per i secondi dovuto effettuare scelte difficili in funzione di regole e leggi dello Stato in vigore; sarebbe un’azione da regime disattenderle a completo sfavore dei disoccupati. Chi il lavoro lo ha sarà sicuramente infastidito nel vedersi spostare la meta della pensione ma per sua fortuna non è in mezzo al guado. Cosa sarà di chi non rientrerà nei 65000? Chi assume ultracinquantenni? E’ umiliante e a volte ci si sente come delle “scartine”. Assumersi l’impopolarità non risolve il problema. Non conosco nel dettaglio i numeri ma credo che il problema di riconoscere i previgenti requisiti si esaurisca nei prossimi 2-3 anni massimo, non è una cosa che va all’infinito! Qui vorrei ricondurmi alla sua proposta non ponendo il limite al 2013 ma almeno salvaguardando coloro che sono stati espulsi appena prima la riforma di dicembre.
    Sul sito Il Sussidiario, ho seguito il suo intervento e quello dell’On Moffa. Sebbene di due schieramenti diversi colgo che l’idea di risolvere positivamente questo errore legislativo sia comune, peraltro condivisa da tutte le forze in Parlamento. A questo punto mi auguro che il Parlamento prenda in mano la situazione e faccia rientrare questo errore legislativo, ne ha pieni poteri!. Tramite la stampa sono state diffuse alcune anticipazioni sul decreto per gli esodati. Ma come è possibile che si varano leggi per poi prendersi tempo un semestre per trovare il modo per vanificarle o renderle estremamente restrittive. Non è bastata l’IMU? Ora l’autorizzazione alla volontaria viene ulteriormente ridimensionata con evidenti errori , chi è in mobilità non può versare se non al termine della mobilità!. Poi quale sarà la prossima barriera? Non si pretende di includere tutti compresi quelli che matureranno i requisiti fra 5-6 anni ma almeno quelli in mobilità, volontaria, esodati che nel giro sei prossimi 2-3 anni raggiungono la maturazione dei requisiti (poi c’è la finestra). Ma non capiscono che le pensioni erogate rientrano nel circolo dell’economia? Ridurre a povertà migliaia di persone e famiglie comporta ulteriori riduzioni di consumi e disagi sociali. Mi sembra di intravedere una nota di sadismo e compiacimento alla sofferenza degli altri. On. Damiano, mi sento di chiederle a nome di tutti un agguerrito supporto in Parlamento. Grazie.

  19. Io noto un paradosso che fa fregare le mani a Damiano e Bersani: i lavoratori, come sudditi, che si rivolgono ai propri carnefici, rimettendogli lo scettro in mano, e riconfermandoli sul trono, quando invece, politicamente parlando, andrebbero portati in giro per le piazze d’Italia presi a calci nel sedere.

    Sono Damiano e Bersani, i committenti, i subappaltatori, verso la Fornero, della riforma delle pensioni per quello che è!
    Sono Damiano e Bersani, i mandanti, verso l’esecutrice Fornero, del lavoro sporco e della macelleria sociale fatta!

    E noi qui, su queste pagine, pieni di deferenza, a scrivere “On.le Damiano…” “Mi scusi, On.le Damiano…”, “Forse non ve ne siete accorti, On.le Daminao…”: ma quale “Onorevole Damiano”? Ma quale “non se ne sono accorti”?
    SONO LORO, I RESPONSABILI DELLE NOSTRE AGONIE!
    Hanno scelto di sacrificarci per acquistare 35 aerei dei quali avremmo potuto benissimo fare a meno! Ci hanno imposto di lavorare anni ed anni in più, per fare cassa e pagarci cose come i 2,5 MILIARDI di euro che Monti ha versato nelle casse della Stanley Morgan, mentre i nostri imprenditori si suicidano perché non hanno accesso al credito e perché non vengono pagati dalle Pubbliche Amministrazioni!

    Ma credo di poter dire che abbiamo ciò che ci meritiamo, perché ognuno si presenta con il proprio caso personale, e vuole discutere di quella “virgola” prima messa dopo una determinata parola, che successivamente non si vede più nel testo successivo! Ognuno sta lì, a tagliare date col rasoio “prima del 4 dicembre 2011”, “dopo il 4 dicembre 2011”, “i mobilitati”, “i licenziati”, “entro il 2013”, “entro il 2014”, “con 42 anni e 6 mesi”, “con 57 anni di età”, “entro il prossimi 3 anni”, e via dicendo!
    Non gli sembrerà vero, a Damiano e Bersani, di trovarsi di fronte una platea di lavoratori frodati e, nonostante ciò, supplicanti anche una sola piccola attenzione!
    Forse diranno: “Che forza, la politica! Li abbiamo massacrati, ed invece di massacrarci a loro volta, eccoli tutti qui, imploranti ai nostri piedi!”.
    Sì, perché ognuno, fondamentalmente, pare che dica: “Salva me! Magari tutti gli altri lasciali pure perdere… ma salva me!”.

    ——-

    Venegoni Luciano, in venerdì, 25 maggio 2012 alle 14:21 ha detto:

    “Spett.Onorevole… (omissis) …pur provando a cercare lavoro mi rispondono che sono troppo vecchio non so cosa fare.”

    Sig Venegoni, ha provato ad andare a pulire le vetrine dei negozi con compenso ad offerta libera? Ha provato a proporsi come lavapiatti e stura cessi in una bettola? Ha provato a fare il posteggiatore abusivo? Ha provato a recarsi a Rosarno e mettersi in mostra, alle 5 del mattino, sulla piazza del Paese, sperando che un caporale del posto la ingaggi a 15, 20 euro per 12 ore di lavoro a raccogliere i pomodori? L’Italia ha bisogno di cose come queste, evidentemente, oggi, da persone come lei… altrimenti come potremmo acquistare un litro di passata di pomodori a 0,50 euro, raccolta, sterilizzazione, trasporto, esposizione punto vendita, vetro, tappo ed etichetta compresi?

    Sig Venegoni, se mi sono permesso di risponderle così, è solo perché mi trovo in una situazione per molti versi analoga alla sua, e forse anche peggiore. Quello che resta da fare, in situazioni simili, esplicitamente, i nostri cari politici-aguzzini, non ce lo diranno mai, perché ci stimano abbastanza intelligenti, e confidano che prima o poi ci arriveremo da soli, a capirlo. E grosso modo sono le cose che ho elencato io: arrangiatevi! Oppure: crepate!
    Vedrà che non arriveranno smentite, a questa mia.
    Le faccio (mi faccio!) comunque i migliori auguri possibili.

  20. Dimissioni della Fornero, Chiedete le dimissioni della ministra piangieridi, non possiamo piu’ sopportare le sue esternazioni da maestrina saccente e l’agitare delle sue mani ossute da strega.

  21. Sono passati oltre 4 mesi da quando si è scoperto l’errore grossolano di stima del numero e quindi delle risorse necessarie per mantenere gli impegni presi nel tempo con le diverse categorie di “esodati” ed è indecente che si parli ancora della necessità di una ricognizione per accertarne il numero.
    Evidentemente non ci si fida di Inps che ne ha stimati 130.000, ma ci sarebbe stato tutto il tempo per varare un’iniziativa concreta per contarci, compreso eventualmente un modulo di censimento da far compilare via web alle stesse persone interessate.
    Tante dichiarazioni, discussioni, su formule, alleanze e sesso degli angeli, ma iniziative concrete, operative, terra-terra ma utili, non sarebbero quello che serve per affrontare concretamente i problemi?

  22. Ci siamo scocciati di elemosinare i nostri diritti! Non capisco a che cosa serva fare degli interventi su questo blog, se, alla fine, non riceviamo neanche uno straccio di risposta!!!Sono un’insegnante di 60 anni che, grazie alle sue quote e alla fornero, è arrivata all’esasperazione…Per il principio dell’equità, tanto declamato, auguro la stessa”disperazione” a tutti i “politicanti” e a chi, giornalmente, si prende gioco di noi

  23. Credo ancora nel PD e nell’azione che sta portando avanti l’On. C. Damiano. L’ho visto in TV e mi sembra persona competente e moralmente ineccepibile. Vedrete che metterà le cose al loro posto. Anche perchè in questa vicenda non si può uscire confidando nel team dei professori (fatto salvo Monti), magari anche molto bravi, ma ci vuole l’intervento della politica. Quindi il PD ha il pallino in mano e deve essere sveglio e rapido prima che la destra si riorganizzi. Bersani wake up….!!!!!!!

  24. Esodato, smette di mangiare per protesta

    La protesta di Fabio Marzola, 57 anni, trevigiano. Ieri il medico lo ha obbligato a ricominciare a bere

    Pier Luigi Bersani.
    “Con Cesare Damiano stiamo mettendo a punto una nostra proposta di legge” l’unica proposta e, chi ha fatto un contratto con lo stato lo deve rispettare

  25. Come mi trova pienamente daccordo il commento scritto da Elson Carefading, in domenica, 27 maggio 2012 alle 7:58. Ha centrato completamente il nocciolo del problema; bisognerebbe che noi elettori prendissimo tutti atto di questa classe politica mediocre, capace solo di mettere le mani nelle tasche degli italiani, senza rinunciare a nessuno dei propri privilegi.

  26. On bersani ,meglio non fare la vostra proposta di legge,si andrebbe a peggiorare le cose,la cosa da fare e trovare le risorse per tutti,come vuole la maga maghella fornero

  27. Elson Carefading ha perfettamente ragione.. è inutile stare qui ad elemosinare diritti sacrosanti che il PD in primis avrebbe dovuto tutelare. Invece con sadica e lucida str……ne, dopo l’ignobile tradimento, continua pure a prendere in giro tanti lavoratori che, chi per un motivo chi per un altro, si son visti allontanare il traguardo di una meritata pensione, che, gisuto per precisare, sarebbe stata pure misera (le pensioni d’oro riguardano i cittadini di serie A).
    Il PD fa ancora in tempo a rimediare alle scelleratezze votate senza fiatare ma se si mette in mezzo Bersani si finisce dalla padella alla brace. Perciò on.le Damiano passi dalle parole ai fatti ricordandosi di correggere TUTTE le criticità, non solo quelle degli esodati, ai quali auguro ogni bene, ci mancherebbe!
    Basta parole, il M5S incalza!!!
    Leonardo dipendente pubblico ex quota 96

  28. mi chiedo se il pd avesse, prima della fornero, una sua proposta per il sistema pensionistico.
    sembra di no, e questo pare incredibile, cioe’ adesso per il pd va bene la riforma fornero cosi’ come e’, la peggiore di tutta l’europa (o migliore secondo il punto di vista di monti).
    certo c’e’ il problema degli esodati, ma forse qualcosa sara’ fatto. forse. forse . sono ormai mesi che se ne parla.
    ma – ripeto – nel pd non c’e’ nessuno che si sia mai posto il problema di come riformare le pensioni ? va davvero bene la riforma fornero ( a parte gli esodati ) ? oppure ha qualche idea
    alternativa al mandare le persone in pensione a 70 anni ?

  29. x ROBERTO
    Il PD aveva una sua proposta sulle pensioni ma questa valeva solo quando in carica c’era l’odiato Cavaliere. Eliminato il quale tutto passa nel dimenticatoio, vero on.le Damiano?
    Meno male però che la gente ha capito di che pasta sono fatti I politici attuali, in primis quelli del PD che per il loro tradimento saranno cancellati con un colpo di spugna come hanno fatto loro votando una riforma delle pensioni a dir poco SCELLERATA!!!
    Il tempo è galantuomo, la vendetta è un piatto che va servito freddo!!!

  30. bersani basta parole dobbaimo risolverlo .
    risolvilo il problema tu sei li e puoi risolverlo smettila coi se e i ma e dai certezze a cittadini che anno lavorato onestamente per 40 anni in fabbrica

  31. in particolare, x Francesco1

    CAZZOLA PDL
    LA7 DEL 28/5/2012 ORE 11,15
    BISOGNA RIPRISTINARE LA VECCHIA RIFORMA DELLE PENSIONI, DOBBIAMO RITORNATE AL SISTEMA DELLE QUOTE;

    Sarà vero?

  32. ..vuoi vedere che il PDL ha capito come fare per vincere le elezioni?

  33. Vorrei segnalare un problema nel problema, che interessa un numero relativamente basso di esodati e che per questo motivo rischia di essere dimenticato: nessuno parla piu della salvaguardia dei lavoratori già presenti nei fondi di settore prima dell’entrata in vigore del DL 78/2010 del 31/5/2010. Questi, anche se salvi dalla riforma Fornero, sono privi di reddito nel periodo compreso tra la data in cui termina la prevista assistenza del fondo (che prima della riforma Tremonti coincideva con la maturazione del diritto alla pensione) e la nuova decorrenza della pensione stabilita dalle nuove finestre mobili. On. Damiano, non dimentichi nella sua proposta di legge questa fascia di lavoratori solo perché pochi per far sentire distintamente la loro voce. Grazie

  34. sono un DISOCCUPATO che come tanti altri in simili condizioni stà vivendo questo periodo post riforma pensioni ,
    in modo estremamente angoscioso . Secondo la Sua sensibilità valuta eque argomentazioni come “verranno salvaguardati esodati e prosecuzioni volontarie con scadenze a 24 mesi ”
    …. e quanti avranno scadenze a 27/30 mesi ? ….l’equità prevede che questi siano esclusi e condannati a vivere e versare ulteriori contributi x anni , dove naturalmente verranno condiderate e aggiunte le annualità x le aspettative di vita.Sarà difficile che questa ferita provocata da tanta ingiustizia possa col tempo rimarginarsi e ogni qualvolta ricevo dinieghi a ricerche di lavoro, LA FERITA SI RIAPRE e mi assale una grande rabbia e una indefinibile depressione aggravata da un senso di impotenza !
    E Il Partito Democratico come intende concretamente gestire il problemi ?
    Guardi ,penso proprio ,che non sarà più sufficiente alzare la voce e poi “PILATESCHI” allinearsi e nascondersi dietro al tecnico arrogante.
    In discussione , oltre al rispetto dei diritti c’è in ballo la soppravivenza dignitosa di persone …..
    Claudio.

  35. Vanno salvati tutti gli esodati che hanno visto accolta la domanda dei versamenti volontari indipendentemente dal pagamento degli stessi. Questo è quanto mi era stato detto e scritto da parte di un Ufficio INPS. NON si possono cambiare sempre in peggio le regole d’accesso.

    Spartaco

  36. @Leonardo,
    sarebbe troppo bello per tutti, anche perchè risolverebbe tanti problemi, e inoltre si creerebbe un fronte trasversale di proposte per smontare il macellum Fornero.

  37. On. Damiano,
    nonostante le tre versioni del decreto della Fornero, l’ultima sembra restrittiva e peggiorativa rispetto alle altre.
    Piu’ vincoli si mettono e piu’ restano casualmente fuori dei lavoratori che a questo punto si sentono sfortunati tra gli sfortunati.
    Io la mia parte l’ho fatta, le mie cartucce me le sono giocate ed ora sono certo che non lavorero’ piu’.
    Provando a essere autosufficiente dopo un esodo nel 2010 ,un anno di c. volontari e aver cercato lavoro ( a 56 anni ti ridono realmente dietro), ho aperto a Novembre 2011 una piccola societa’ cercando di sfruttare quanto imparato in 38 anni e mezzo di contributi. I tempi non permettono niente e dopo 5 mesi e’ stata chiusa. Ho re iniziato i contributi volontari ad Aprile 2012.
    Non mi si dica che sono stato imprudente , perche’ nella mia trattativa con l’azienda per l’esodo mi sono trovato a gestire un anno e tre mesi in piu’ di attesa alla pensione. (Legge Tremonti). Ricordate che nessuno scommetteva che i 40 anni di contributi sarebbero stati toccati??. Gia’ questa legge aveva pesantemente colpito chi era sotto esodo (da sempre chiamato PREPENSIONAMENTO).
    Con annuncio di questi giorni vedo quindi che non posso rientrare piu’ ne tra chi al 31 Dicembre a cessato di lavorare e nemmeno tra quelli con autorizzazione prima del 4 Dic. 2011 ai contributi volontari perche’ si deve maturare l’assegno di pensione entro il 2013. (per me sarebbe stato Aprile 2014). Giocare sull’anno e oltre di attesa mette fuori dai giochi tantissimi lavoratori per cui andrebbe considerato il raggiungimento dei requisiti e non altro.
    Ora pensate a tutti quelli che restano fuori dai cavillosi calcoli, che hanno gia’ provato a cercare lavoro ed ora sanno che non succedera’ piu’ e si troverebbero a dover pagare (oltre il gia’ pagato) due anni e mezzo in piu’ di contributi volontari e di automantenimento.
    Dato che e’ impossibile si salta alla pensione di vecchiaia tra 10 anni.
    E nel frattempo cosa facciamo dopo 39 anni di contributi, ci accontentiamo con famiglia mutui e figli di una disoccupazione di 500 euro al mese per 10 anni?
    E’ questo il risultato che il governo vuole ottenere avendo messo mano repentinamente al sistema pensionistico?
    Quanto sopra descritto fa intendere che ognuno di noi ha , che sia prepensionato o in mobilita’, situazioni specifiche che lo mettono fuori da questa nuova riforma sulle pensioni.
    Chi ha trattato l’uscita dall’azienda in vista della pensione, e’ in mobilita’ o altro non deve trovarsi ad una certa eta’ a rischiare di finire sotto i ponti solo perche’ e’ di facile monetizzazione.

    Rivedete questa legge perche’ il danno che causera’ alla gente e’ un danno totale ed irreversibile.
    Penso sia l’ultima possibilita’ per il PD di far capire di funzionare anche per il popolo e i lavoratori e non essere entrato a fare parte di un sistema politico dedito sempre piu’ a rafforzare i poteri economici impoverendo la massa.

  38. Condivido il commento di Claudio… mi spiace dirlo, anche perché pure io, come immagino molti dei commentatori, sono (stato?) un sostenitore del PD, ma non credo che Bersani possa fare una legge davvero esaustiva, per gli esodati… andrebbe contro i loro stessi interessi. Andrebbe contro il motivo per cui ci hanno messo la Fornero, a fare carne da macello con i lavoratori.

    Bersani risolverà il problema degli esodati “demagogicamente”, ovvero lo risolverà in modo da poter “populisticamente” piantare una bandierina, nell’intero scenario, che gli serva per poi poter dire: “Noi siamo stati diversi dagli altri”.

    Bersani, secondo me, per il caso esodati, non guarderà ai diritti dei lavoratori, non guarderà, non partirà da considerare i diritti dei lavoratori, ma cercherà il miglior compromesso tra il salvare il minimo numero di esodati a fronte del maggior consenso possibile.

    Non so se si ha presente la coppia motore, nel numero di giri di un’automobile: mettiamo caso che il regime di giri più conveniente sia, in pianura, ed in quinta, 2.500: Bersani si attesterebbe su quello!
    Non cercherebbe né un numero di giri più alto, e più dispendioso, per ottenere “maggiore velocità” per “arrivare prima”, né un regime di giri più basso, per “risparmiare carburante”: si attesterà sul milgliore compromesso per il suo partito.

    Quello che conta, secondo me, per Bersani (e naturalmente per Damiano) non sono propriamente i lavoratori, ma il PD!
    Il PD, e la cassa di cui potrà disporre il Parlamento, quando la Fornero non ci sarà più.

    Perché a voler guardare in faccia la realtà, anche in linea con quanto detto da Claudio, non ci sarebbero “solo” gli esodati, ma anche, e forse ancor di più, gli “esodandi”, ovvero quei lavoratori che formalmente non sono ancora stati licenziati, perché non ancora finiti nelle liste di mobilità, ma che, proprio (vagamente ricordando addirittura Falcone e Borsellino), sono pari pari dei “morti viventi”!

    Sono “morti viventi”, perché il loro licenziamento è già stabilito, programmato, inevitabile, e nel contesto attuale, ed anche in quello futuro, non riusciranno a ricollocarsi da nessuna parte.

    Ha esattamente ragione Claudio: non riuscirebbe a ricollocarsi uno entro 24 mesi mentre, non si capisce per quali ragioni, ci dovrebbe riuscirci un altro dal 25 mese in poi!
    Ridicolo!
    Grottesco!
    Cinico!
    Il cinismo all’ennesima potenza!

  39. Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali,
    Elsa Fornero

    Le recenti innovazioni normative in materia pensionistica hanno colpito numerosi lavoratori espulsi dal mercato e privati dei requisiti per la pensione.

    Ma hanno determinato effetti ancora più devastanti a danno delle donne lavoratrici, producendo una penalizzazione di genere, che è grave e inaccettabile.

    Facciamo riferimento al nostro caso.
    Siamo lavoratrici esodate o mobilitate che hanno sottoscritto accordi individuali o collettivi prima del 4 dicembre 2011 e lavoratrici licenziate entro la stessa data, tutte prossime all’età pensionabile in base alla precedente legge.

    Ora vediamo improvvisamente posticipata anche di oltre sei anni (dagli originari 60 agli attuali 66/67) la data del nostro possibile pensionamento, che per gli uomini risulta differita, ma al massimo di due anni (da 65 a 67).

    Già la legge 111/2011 aveva anticipato:
    · per tutti al 2013 l’avvio dell’adeguamento dell’età all’aspettativa di vita;

    · per le donne al 2014 l’aumento dell’età per il conseguimento della pensione di vecchiaia, prevedendo un incremento progressivo e sostenibile fino a raggiungere l’equiparazione fra lavoratori e lavoratrici ai fini pensionistici.

    La legge 214/2011 invece, con l’obiettivo di perequare immediatamente l’età di pensionamento dei lavoratori di entrambi i sessi, non ha operato alcuna distinzione fra le donne ancora occupate e quelle che non lo sono più.

    Noi abbiamo dunque subito una duplice violenza.

    1) Il nostro progetto professionale è stato interrotto o perché abbiamo dovuto subire l’iniziativa unilaterale dei datori di lavoro (licenziamento) o perché abbiamo aderito, nostro malgrado e non certo in modo indolore, a logiche di riduzione del personale (esodo/mobilità). In questi casi infatti la nostra scelta è stata non di rado indotta dal contesto aziendale fortemente discriminatorio nei confronti delle donne prossime alla conclusione del percorso lavorativo , è stata con frequenza motivata dalla necessità di svolgere le funzioni di cura, di sviluppo delle capacità e di sostegno delle incapacità dei componenti della famiglia, costantemente demandate alle donne ed è stata in ogni caso supportata dalla certezza di raggiungere l’età pensionabile in un lasso di tempo breve, non superiore a due/tre anni.

    2) La nostra capacità di conseguire un reddito è stata azzerata , perché ci troviamo improvvisamente prive di stipendio e di titolo alla pensione per un arco di tempo insostenibilmente lungo e del resto non è ragionevolmente ipotizzabile, nell’attuale situazione di crisi del lavoro, una nostra ricollocazione professionale. Non percependo reddito, oltre a trovarci in situazioni di difficoltà (se non di bisogno) personali e familiari, abbiamo perso la nostra autonomia, siamo divenute soggetti deboli che rientrano in uno stato di subalternità, dal quale nel tempo si erano affrancati.

    E’ singolare che una così incisiva disuguaglianza prenda forma proprio in una fase storica nella quale una donna è responsabile del Dicastero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

    Ci rivolgiamo pertanto a Lei, Ministro Fornero, perché risolva al più presto l’iniquità della situazione attuale, riconoscendo per tutte le lavoratrici che si trovano nella nostra condizione il diritto alla pensione in base alle regole vigenti al momento nel quale hanno sottoscritto gli accordi per l’uscita dal lavoro o sono state licenziate.

    Chiediamo anche ai rappresentanti delle istituzioni e della cultura, ai politici, ai giornalisti, in particolare se donne, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni e alle singole persone di sostenere con convinzione e tenacia la nostra richiesta, visto che l’evoluzione civile, morale ed economica di una società non può realizzarsi a scapito dei diritti delle donne.

    Gruppo ESMOL

    Donne ES odate, Mo bilitate, L icenziate

  40. Cassintegrati, Nappi a Fornero: stop a fondi, in 30mila a rischio.

    “Se alla Regione Campania non arriveranno (“i fondi” ndr) dal ministero del Lavoro, non sarà possibile prorogare gli ammortizzatori sociali in deroga: 30 mila disoccupati finiranno sul lastrico e la situazione diventerà ingovernabile”. Lo scrive l’assessore regionale al Lavoro Severino Nappi al ministro Elsa Fornero.

    Cosa gli diciamo a questi 30.000 figli di nessuno, eh? Damiano e Bersani? Che intanto il PD sta stendendo una proposta di legge per salvare qualche esodato qua e là? O che che Bersani ha detto alla Confindustria: “Serve una politica industriale”?
    Oppure gli diciamo: “Andate a lavorare!”, come gli hanno già detto altri approvando leggi e riforme?
    Oppure ancora facciamo gli struzzi, e lasciamo che sia la mafia a proporglielo un bel lavoro, con avvocato, pensione e reversibilità garantiti?

    Diteci un po’, saccentoni!

  41. Ogni giorno sono sempre più arrabbiata… Il “mal governo, anzi il non governare” che ha caratterizzato il precedente governo… e lo schiacciamento perpetrato sulla popolazione dal cosiddetto “Governo Tecnico”(classe media borghese = oggi povera), mi costringe all’indigenza. Ogni giorno, ogni ora che passa mi sento sempre più VIOLENTATA, ho studiato, ho inziato a lavorare, nei primi anni a nero (nel sud và così) mi sono sposata, ho assolto al mio compito sociale di generare, sono rimasta fuori contribuzione e fuori lavoro, ho dovuto adattarmi ad un lavoro autonomo, mi sono separata con un figlio da accudire, ho lottato disperatamente per me e mio figlio, per dargli certezze e il diritto allo studio, oggi è un laureato con 110 e lode, di belle speranze, in una spasmodica ricerca di occupazione, anche per alleggerire la mia situazione. Mi ritrovo con un lavoro solo sulla carta, a bassissima redditività, con alti costi fissi per mantenerlo, ma… nell’impossibilità di andare in pensione a causa della riforma Fornero, che ha dato un calcio nel di dietro senza nessun distinguo, all’età di 59 anni, sono prostrata e in caduta libera verso “il baratro”… Ho tirato con i denti per arrivare alla pensione di vecchiaia (per noi donne prevista pre/riforma a 60 anni, come autonoma dopo 18 mesi) oggi non so più che cosa fare, lo sfacelo che c’è in giro non mi consente di rimodulare in alcuna maniera il mio lavoro. La riforma delle pensioni senza gradualità decisa con l’accetta dalla sera alla mattina mi distrugge, se avessi il lavoro sarebbe un boccone amaro da mandare giù, ma avrei comunque, lavorando, di che mantenere me stessa e la mia famiglia… sono troppo giovane per la pensione e troppo vecchia per il mondo del lavoro… ho esperienza e competenze che oggi sembrano “carta straccia”. Non posso accettare che come primo atto di governo abbiano “massacrato” i lavoratori, una riforma (fatta solo per meri motivi di cassa, ci ha venduto, dati in pegno… arra… garanzia all’Europa) iniqua, ingiusta, immonda… è inutile ritoccarla creerebbe nuovi squilibri… occorre abrogarla e riscrivere una riforma graduale, con ripristino vecchie quote, reintroducendo la “vecchiaia” preriforma, e con l’aggancio all’aspettativa di vita su base volontaria e incentivata, con possibilità di andare in pensione prima se si hanno problemi di salute, familiari o mancanza di lavoro…
    I giovani, senza lavoro oggi, saranno senza pensione domani, ma tutto questo sembra che non se ne accorga che uno sparuto gruppo di petulanti cittadini. Riconosca la “Fornero”, che oltre all’incapacità che ha dimostrato nel partorire una riforma delle pensioni che è un disastro, è meglio che si dimetta, prima di fare ulteriori “danni” con la riforma del lavoro. E non si illuda di averci affabulato gesticolando con la manina e con la vocetta flautata, noi l’abbiamo riconosciuta, “novella sirena” e faremo di tutto per non finire sfracellati sugli scogli. La serie di indicazioni da suggerire al governo di dove trovare le risorse per abrogare la riforma Fornero e le altre iniquità introdotte,la può suggerire qualsiasi persona dotata del buon senso della madre di famiglia. La lista delle spese da tagliare basta chiedere al buon padre di famiglia. Io suggerirei di effettuare controlli approfonditi sui patrimoni personali, dei familiari, delle società a loro riconducibili, in Italia e all’estero dei politici, parlamentari, amministratori della “cosa pubblica”, dal comune alla regione,dall’ultimo governo a ritroso di 30 anni, introitando quanto è in eccesso dalle dichiarazioni dei loro redditi ufficiali. E’ ragionevole cercare di far pagare il debito pubblico a chi l’ha creato per interessi personali e clientelari, occorre che affrontiate e “operate chirurgicamente” il cancro che avete creato.

  42. Sono in mobilità fino al 21/11/2012,autorizzato ai versamenti volontari da agosto 2009 ,requisito dei 40 anni al 01/09/2013 da raggiungere coi versamenti volontari(9 mesi).Ora col decreto fornero sugli esodati sono stati posti tali limiti (versamento volontario prima del 04/12/2011,decorrenza pensione entro 2 anni dal decreto con inclusione finestra mobile) che resteranno fuori migliaia di persone,beffate per l’ennesima volta(è la terza riforma che mi prendo sul groppone, per non parlare della legge,cancellata, sui precoci, ho contributi dall’età di 16 anni versati lavorando durante le vacanze per pagarmi gli studi). L’inclusione della finestra mobile per rientrare nei 2 anni dal decreto “salva Italia”, poi è l’ennesima porcata, poichè le previgenti regole sancivano il diritto alla pensione con 40 anni di contribuzione senza ulteriori limitazioni.
    Ora si include la finestra che per altro non verrebbe pagata(per me sarebbero 14 mesi senza nessun reddito), quindi questo è un accanimento verso persone che hanno il solo torto di aver lavorato onestamente. Mi domando dove viva il ministro fornero per non sapere che chi si stà pagando i contributi è perchè è rimasto senza lavoro e che data l’età (ho 59 anni) e l’attuale situazione economica è pressochè irricollocabile. Dopo le ultime dichiarazioni del ministro sentita la relazione del presidente INPS(soluzione per tutti gli esodati) posso solo dar ragione al commento di Susanna Camusso: Disprezzo per le persone in difficoltà!
    Voglio sperare da elettore che Lei eil PD vi facciate carico di questa insopporatile situazione che coinvolge decine di migliaia di persone che non possono essere lasciate per anni senza nessun reddito (per me sarebbero 3 anni e 6 mesi) con famiglie da campare.
    E’ troppo facile mettersi alla scrivania e con un tratto di penna cambiare le regole senza pensare che dietro ci sono persone e problematiche diverse, almeno il ministro ammetta l’errore e provi a rimediare o si dimetta per non creare ulteriori disastri!

  43. dario
    le tue parole sono la trasposizione del vangelo dei poveri, fatto di umanità e duro lavoro. Troppo lontano dalla protervia di chi si nutre di dottrina senza calarsi nei panni di chi deve mettere il piatto a tavola per i figli. Sapessi quanti danni hanno fatto nella storia questi sapienti senza amore ? Non ti abbattere che il nostro padre celeste chiude una porta e ne apre un’altra. Ci ha dato una famiglia e ci darà il modo di andare avanti. Sono convinto che il PD si batterà e riuscirà a tutelarci da questo sconcertante flagello.
    Roberto

  44. Roberto,
    io aspettero’ il mio momento che coincide col raggiungimento di 40 anni di contributi nell’Aprile 2013 (e 24 mesi di volontari).
    Dopodiche’ sotto i ponti ,perche’ ho consumato tutti soldi dell’esodo ed i miei risparmi ,io e la mia famiglia non ci andremo.
    Non sarei un buon padre di famiglia e obbligato verso essa con la massima responsabilita’ se dopo quel momento non facessi quanto e’ giusto per non farla rovinare.
    Ed il padre celeste sara’ sicuramente al mio fianco!!!

  45. Pensioni: CGIL, meccanismo nuovi coefficienti profondamente iniquo.

    24/05/2012
    Un meccanismo automatico “profondamente iniquo”, e solo “apparentemente equo”, perché “i lavori non sono tutti uguali”.
    Così il Segretario Confederale della CGIL, Vera Lamonica, in merito ai nuovi coefficienti di trasformazione da oggi in Gazzetta Ufficiale e a cinque mesi dalla riforma pensionistica, nel sottolineare “la necessità di rivedere l’impostazione del sistema creato dalla riforma per restituire, oltre che gradualità e solidarietà, anche la necessaria flessibilità”.

    “Mentre in Francia si corregge una riforma delle pensioni molto meno rigida e penalizzante di quella italiana
    – afferma Lamonica –
    da noi si misura ogni giorno l’insostenibilità sociale di un sistema previdenziale diventato assurdamente punitivo ed ingiusto”.

    Un esempio secondo la sindacalista è “nei nuovi coefficienti che produrranno rendimenti maggiori per chi potrà lavorare fino a 70 anni, e molto minori, con penalizzazioni pesanti, per chi andrà via prima”.

    Per Lamonica il principio è solo “apparentemente equo”, in realtà, avverte “moltissimi lavori non consentono questo prolungamento, perché faticosi, logoranti, usuranti, insopportabili già ai 66 anni, quando si azzererebbe la penalizzazione”.

    Lo stesso vale, spiega la dirigente sindacale della CGIL

    “per chi ha cominciato a lavorare molto presto e che dovrebbe provare ad agganciare il pensionamento anticipato a 62 anni, vedendosi così penalizzato due volte: per le norme Fornero e per il coefficiente”.In più, aggiunge il Segretario Confederale CGIL, “si crea un nuovo disallineamento con il lavoro pubblico per il quale, ad eccezione di alcune fasce dirigenziali, non è consentito il trattenimento in servizio oltre i 66 anni.

    E si determina ancora un diverso problema per le donne del settore privato:
    se vogliono utilizzare la gradualità consentita dalla legge, devono subire una decurtazione dell’assegno”.
    Motivi per i quali, secondo la Lamonica,
    “il meccanismo automatico dell’aggancio all’aspettativa di vita è profondamente iniquo:
    fa parti uguali tra diseguali, perché i lavori non sono tutti uguali e l’aspettativa di vita nella realtà non è la stessa tra un operaio edile, o di catena di montaggio, o addetto a turni, e, per esempio, un professore universitario.
    Serve rivedere
    – conclude Lamonica –
    l’impostazione del sistema creato dalla riforma per restituire, oltre che gradualità e solidarietà, anche la necessaria flessibilità”.
    http://www.cgil.it/dettagliodocumento.aspx?ID=19136

  46. Hollande taglia gli stipendi ai manager!!!

    Ecco la differenza fra il dire e il fare!!!!

    http://www.lettera43.it/politica/crisi-hollande-tagliare-gli-stipendi-ai-manager_4367552980.htm

    Hollande sta portando avanti quanto promesso ai Francesi

    I nostri politici invece , PD in testa , sono riusciti solo a trombarci!!!!!

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