SABATO 31 MARZO, VI SEGNALIAMO IN EDICOLA:

 

MARCHIONNE E IL LASCITO DEL ’68 «DI SOLI DIRITTI SI PUO’ MORIRE»

 

 

ESODATI, PAGANO LE AZIENDE

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6 Risposte

  1. “ESODATI, PAGANO LE AZIENDE”
    “[…] Per Giuliano Cazzola, deputato Pdl e grande esperto di previdenza, «dimenticare» il problema degli esodati fu una scelta esplicita del governo. «Probabilmente si voleva dare un segnale forte e di grande rigore nei confronti dei mercati e dell’Europa – spiega – ma è stata una scelta del tutto irragionevole. Bisognava pensare una transizione più graduale». […]”

    Quel che si dice una faccia di tolla al quadrato ed esempio palmare di voce dal sen fuggita per effetto del senso di colpa per coda di paglia, compensata puerilmente da “proiezione psicologica”, fenomeno che colpisce indistintamente tutti i sedicenti socialisti che militano nel centrodestra (Sacconi, Brunetta, Tremonti, Cicchitto, Cazzola).
    Egli ha fatto la stessa cosa che ora critica, approvando il DL 78/2010 (L. 122/2010), col limite dei 10.000 in mobilità e non prevedendo eccezioni per i disoccupati e gli inattivi.
    E per giunta difendendo il DL – raccontando qualche balla – sia nel suo intervento alla Camera, sia in risposta ad una mia lettera di critica.
    https://cesaredamiano.wordpress.com/2012/01/18/lavoro-cazzola-no-a-parere-damiano-difendere-riforma-fornero/

  2. on. Damiano la riforma delle pensioni è stata fortemente iniqua, sopratutto per la mancanza di gradualità assolutamente indispensabile per consentire alle persone di prendere scelte così importanti. I mobilitati sono persone che la scelta l’hanno già fatta, sono andati via con accordi sindacali e ministeriali che in uno Stato di diritto debbono essere rispettati. Non si può ora dire che i fondi sono insufficienti, vanno trovati sulla fiscalità generale. Vanno rispettati gli accordi che prevedevano il raggiungimento della pensione con la normativa all’atto del licenziamento. Non vogliamo accordi pastiicciati, nè le caramenlle della Fornero, vogliamo la nostra pensione!

  3. On. Damiano, gli accordi sindacaliali firmati prima del 4 dicembre 2011 e ratificati presso il ministero del lavoro, vanno rispettati senza se a senza ma. Per questi accordi, che prevedono un percorso di mobilita’ finalizzato al raggiungimento della pensione in base alla normativa vigente al momento della firma dell’accordo stesso, NON CI DEVONO ESSERE soluzioni pasticciate o accordi al ribasso. IN UNO STATO DI DIRITTO GLI ACCORDI VANNO RISPETTATI.

  4. Polillo: “Accordi nulli, gli esodati tornino al lavoro”
    Questo governo è una barzelleta,non c’e mai fine al peggio

  5. LA Fornero mi faccio carico io degli esodati….
    ti fai carico? e che aspetti? a derubarli ci ha messo un attimo……per trovare una soluzione al problema da te creato hai bisogno di mesi? provi angoscia? come mai? male non fare paura non avere…..ti stai rendendo conto che hai fatto del male a tante persone?

  6. On. Damiano, i lavoratori che con accordi sindacali firmati prima del 4 dicembre 2011, accordi che prevedono un percorso di mobilità con fruizione o con incentivo alla maturazione del requisito 40 entro 4 -5 -anni,debbono poter andare in pensione con la vecchia riforma,poi se si vuole essere più equi e più onesti,bisogna attuare una transizione più graduale, almeno fino al 2018–2020–( sicuramente rispettando i diritti acquisiti, finalmente potrà emergere l’ equità)!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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