PENSIONI: IL PD INCALZA LA FORNERO,UNA LEGGE PER I 350 MILA ‘INTRAPPOLATI’

La riforma delle pensioni ha prodotto ‘l’enorme contraddizione sociale’ per cui ci sono, ‘secondo le stime piu’ attendibili, circa 350 mila cosiddetti ‘esodati’ intrappolati in una condizione in cui non hanno ne’ lavoro, ne’ pensione’. Ma le risorse ‘stanziate finora dal governo coprono circa 65 mila lavoratori, una cifra che bisogna quindi piu’ che triplicare’. Percio’ Cesare Damiano, insieme ai deputati democrat della commissione Lavoro della Camera, incalza il ministro Elsa Fornero a nome del Pd. E presenta un pacchetto di 19 interrogazioni e una proposta di legge, sulla quale chiedera’ la convergenza degli altri partiti. «Non vogliamo mettere in discussione l’impianto della riforma Fornero, ma evidenziare l’enorme contraddizione sociale di 350 mila lavoratori che si trovano in una condizione drammatica: senza stipendio e senza pensione. Fornero, ha promesso di presentare una legge ad hoc sugli esodati entro giugno. Noi vigiliamo affinche’ questo avvenga realmente». In primo luogo Damiano, insieme alla collega Marialuisa Gnecchi, chiede quali risorse il governo intenda mettere a disposizione per gli esodati. Perche’ quelle stanziate finora coprono solo una parte, circa 65 mila, dei cosiddetti ‘esodati’. Vanno dunque ‘piu’ che triplicate’, affermano. Ma il governo, ‘avrebbe potuto accantonare parte dei risparmi derivanti dalla riforma (12 miliardi nel 2015) per correggere queste storture e finanziare i nuovi ammortizzatori sociali’. I deputati del Pd lamentano inoltre che, come detto ieri dal presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, ‘non ci sono dati a disposizione’, il che induce a pensare che si sia fatta la riforma delle pensioni ‘senza i dati sugli effetti’. Intanto, il Pd incalza con un pacchetto di 18 interrogazioni, che fanno riferimento a casi di lavoratori ‘intrappolati’ in un limbo senza lavoro, senza ammortizzatori sociali e senza pensione. Come quella del lavoratore di 57 anni collocato in mobilita’ nel novembre 2010, che sarebbe dovuto andare in pensione nel 2014 e invece dovra’ aspettare il 2021. In contemporanea, il Pd presenta un testo di legge con un solo articolo di due commi. Il primo fissa al 31 dicembre 2011 (non piu’ al 4 dicembre 2011, come adesso previsto) la data entro la quale andava stipulato il contratto di mobilita’ aziendale che consente al lavoratore di mantenere i vecchi requisiti previdenziali. Il secondo e’ una modifica interpretativa per mantenere le vecchie regole per chi abbia ‘maturato il diritto’ alla pensione nei 24 mesi successivi alla data di entrata in vigore della riforma. Infine, il Pd chiede di intervenire sulle ricongiunzioni onerose, una misura ‘costosa e ingiusta per i lavoratori’, che ‘pagano due volte i contributi per una stessa pensione.

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71 Risposte

  1. Onorevole , grazie innanzi uttto per il vs impegno: perche’ non pronete il ritorno agli emendamenti proposti al al 1000proroghe e poi ritirati su riochiesta del ministro, in cui facevano fede gli accordi stipulati entro 31/12 e non l’interruzione del rapporto di lavoro? mi pare che le modifiche che richiedete non siano risolutive

  2. “….Non vogliamo mettere in discussione l’impianto della riforma Fornero..”

    —————————
    che cosaaaaaaaaaaaaaaaaaa ????

    ma lei sta scherzando vero,Onorevole Damiano ???

    questa macelleria sociale Fornero va cancellata e va ripristinato il diritto alla pensione con 40 anni di contribuzione !!!!!!!!!!!!!!!

  3. Mi meraviglio che tra le correzioni proposte dal PD non venga mai presa in considerazione il caso degli ex Alitalia che con un accordo governo sindacati siglato abbondantemente prima del 31/12/2011 (13/10/2008) attualmente in CIGS e automaticamente in mobilità dal prossimo ottobre si troveranno al termine della mobilità senza sussidio e senza pensione. Siamo ex lavoratori di serie B? Da elettore del PD, visto che non vengo tutelato dal mio partito devo, con rammarico, sperare che qualche altro partito cerchi di porre rimedio a questa ingiustizia.

  4. On Damiano, suvvia faccia il bravo, magari più di quanto si vanti di esserlo il presidente Monti un giorno si e l’altro pure nei confronti di tutto il mondo parlamentare e politico. Se proprio non volete “mettere in discussione l’impianto della riforma Fornero” (a mio avviso si tratterebbe di controriformare la riforma, altro che), almeno salvate il mondo degli esodati, una categoria speciale (fuori dal mondo del lavoro). Per chi è andato in esodo prima ancora che si ventilasse il governo tecnico DEVONO VALERE LE REGOLE VIGENTI AL MOMENTO DELLA SOTTOSCRIZIONE DELL’ACCORDO. Non ci sono se e ma. Evitate di proporre soluzioni alternative. Non è assolutamente concepibile che io, come tante altre migliaia di lavoratori, mi accordo per andare in esodo nel gennaio 2010, per percepire la pensione (sudata e meritata) dal luglio 2014 e oggi, a sessant’anni, grazie alla Fornero e alla complicità dei partiti che la sostengono (PD in testa) rischio di rimanere per quasi SEI ANNI senza reddito e senza pensione fino al dicembre 2019 !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Voglio la pensione nei termini concordati e nei limiti delle norme di allora che ho pienamente rispettato. Punto e basta.
    On Damiano faccia capire cosa significano sei anni senza reddito sol perchè, si dice, non ci sono risorse sufficienti: ma come si può affermare una idiozia del genere in un paese con 150 miliardi di evasione, 60 di corruzione e non si sa quanto di costi pubblici inutili. Intanto si cominciassero a utilizzare le risorse recuperate dalle false pensioni; e quelle (da tagliare) degli ex politici che continuano a godere di quell’obbrobrio dei vitalizi a vita; e, perchè no, a ricalcolare con il sistema retributivo le pensioni elargite dal 1996 in poi con il metodo retributivo, oggi non più previsto (forse è l’unico punto condivisibile della riforma Fornero). Ma siamo veramente noi esodati il punto critico del possibile dafault dell’economia italiana ? Guerra all’evasione e alla corruzione allora, altro che lotta; e vedrete che vengono fuori i soldi per ripianare l’intero debito pubblico nel giro di poche mesi. Faccia vedere il PD che ha gli attributi !

  5. La soluzione per tutti 350.000 deve essere una sola: esonero dalla riforma!
    Ogni altra soluzione non potrà essere che una “sóla”!

    A me, questa “coincidenza” dei sindacati e del PD che si svegliano all’unisono, sugli esodati (“esodati” inteso in senso esteso), proprio ora che la Fornero, chiusa l’affare “riforma del lavoro”, ci avrebbe un po’ di tempo libero, non mi convince manco per niente!
    Ho il sospetto, per usare un eufemismo, che sia tutti già d’accordo!
    La Fornero è la mercenaria chiamata a tosare, mungere e macellare, il PD sono i pastori soliti, che però in questa circostanza, non vogliono sporcarsi, ed i sindacati fanno la parte dei cani da pastore, e noi siamo il gregge col quale campano più o meno a sbafo tutti.
    La Fornero, (naturalmente a noi, pecore, non è che lo facciano sapere), deve aver dato il via al raduno del grande gregge, e i sindacati sono partiti lancia in resta.
    Il PD freme per assistere alla tosa, mungitura e macellazione, e la Fornero è pronta, ridendo sotto i baffi, ha recitare la parte distinta della cattivona! Il tutto, ci mancherebbe altro, sempre “politicamente parlando”, in senso figurato.

    “Quessi”, quello che devono fare, ma sai da quando lo hanno deciso?
    Un sindacalista, sarà stato forse tra gennai e febbraio, a proposito delle penalizzazioni alle quali si va incontro, disse: “E va be’, pure se non si ottenesse 100, ma si ottenesse 80, si dovrà accettare 80! Pure 80, alla fin fine, va bene!”: “perché stai parlando di me”, gli risposi io!
    Vorrei vedere se venisse rifilato a te, quell’80, come la prenderesti!
    Anche perché, in molti casi, stiamo parlando di pensioni che al netto oscillano tra i 1.000 ed i 1.200 euro, per persone con i figli ancora in età scolare! Che cosa vuoi ridurre, ad 80?
    Ma allora datemi i contributi che ho versato, che me la sbrigo da me!
    1.000, 1.2000, ridotti ad “80”, non stiamo parlando più di pensioni, ma di elemosina sociale!
    Occhio, che il PD, come ha fatto fino ad ora, liscio liscio lo sa già lui, la soluzione, dove deve andare a parare… sempre “politicamente parlando”!

  6. Onorevole,
    come previsto dal primo decreto Fornero…….si sono persi per strada quanti , avevano chiesto la contribuzione volontaria entro il 04/12/011?
    Le risorse per questi ci sono? saranno compresi nel nuovo decreto attuativo?

  7. … in più occasioni, post, mail ho ribadito il concetto, a parte la problematica degli esodati, i soliti “poveri disgraziati” senza tutele e ammortizzatori, nella fascia oltre i 55 anni lavoratori nel privato e autonomi (personalmente 1953 con un lavoro solo sulla carta e al di sotto della soglia di sopravvivenza, in attesa della sospirata pensione di vecchiaia) devono valere le vecchie regole per il pensionamento, sia di anzianità che di vecchiaia, GRADUALITA’.. La riforma delle pensioni se si incrocerà con la ventilata riforma del mercato del lavoro perpetrerà dei danni insanabili al tessuto sociale, sarete correi e corresponsabili della povertà e sfruttamento di una massa enorme di popolazione, e dei relativi suicidi per cause economiche. Speriamo di essere ancora in tempo a smuovere la stasi che ha colpito la “predatoria” classe politica che sta facendo fare il “lavoro sporco” a questi sedicenti tecnici, vanagloriosi, arroganti e che hanno dimostrato che a mettere su tasse e schiacciare il popolo non si necessita della laurea e docenza alla Bocconi…questo lo sa fare chiunque. Posso affermare che con la “sola cura della buona madre di famiglia” avrei fatto decisamente meglio e in maniera molto più equa, chiamando a contribuire i miei figli più benestanti, tagliando le spese inutili o rimandabili e rimodulando lo stile di vita mia e dei miei figli… chi vuol intendere intenda.
    LA RIFORMA FORNERO VA’ ABROGATA PER INTERO, non c’è spazio per i ritocchi e le toppe, è talmente ignominosa che qualsiasi rimaneggiamento creerebbe ulteriori ingiustizie, una nuova stesura più equa e con l’aggancio alle aspettative di vita volontario e incentivato è accettabile… altrimenti è un insulto alle nostre intelligenze, saremo uniti nel gridare a tutto spiano: LA RIFORMA FORNERO PORTA DRITTO AL CIMITERO!!!

  8. “Fornero, ha promesso di presentare una legge ad hoc sugli esodati entro giugno. Noi vigiliamo affinche’ questo avvenga realmente”: voi vigilate affinché questo avvenga realmente perché voi siete dei grandi para…venti, e pensate che, “con l’arte della retorica”, potete infinocchiare chiunque. A parte stare con Eleda, per cui la riforma va rigettata tutta, VOI, caro il mo bel Damiano con la pensione già in tasca (è vero?), non dovete VIGILARE affinché la Fornero faccia UNA legge ad hoc! Dovete, caso mai, PRETENDERE che la Forneo faccia LA LEGGE, ad hoc!
    Non UNA legge, sarebbe a dire “quella che piace e pare a lei”! Ma LA LEGGE! Quella dell’ESONERO dalla riforma delle pensioni!
    Capito, caro il Damianino?
    La Fornero non si deve inventare proprio niente!
    Non deve infrascare insieme CIGS, mobilita e ASPI, per far cassa anche sugli esodati (intesi in senso esteso).
    La Fornero non deve andare a verificare, come già ha anticipato, situazione per situazione, caso per caso, per pescare con la pinzetta dei peli chi si deve salvare e chi no!
    La Fornero non deve, come ha già annunciato, riservare le risorse che ci sono, prima e prevalentemente a quelli più deboli: la Fornero DEVE risolvere, e CON L’ESONERO, la cosa nella stessa maniera per tutti i 350.000 esodati, quanti ne sono!
    E la Fornero deve essere obbligata a fare una sola LEGGE: L?ESONERO, altrimenti gli si lasca la facoltà di non considerare, nel computo per la pensione, i contributi figurativi!
    La Fornero DEVE fare solo L’ESONERO, altrimenti, tirando in ballo l’ASPI, ci coprirà, con quella ca*+ta di sussidio, tutto il periodo che ci manca per andare in pensione NON alle condizioni ante riforma, ma a quelle post riforma, ovvero, per alcuni, se ne parla nel 2021, 2022, e forse anche oltre!
    Se per la mi azienda è stato firmato un anno di cassa integrazione e tre di mobilità, la legge della Fornero mi DEVE dare un anno di cassa integrazione e tre di mobilità! Perché, alle precedenti condizioni, un anno di CIGS e tre di mobilità, equivalgono a tre anni di contribuzione, che non intendo perdere per nessuna ragione al mondo, visto che la cosa mi è stata offerta e proposta!
    E se con la proposta firmata andavo in pensione nel 2014-2015, ci DEVO andare nel 2014-2015!
    Invece, la Fornero, sai cosa vorrebbe fare, Damianuccio nostro? Vorrebbe cambiare quell’accordo, toglierci immediatamente, da giugno, CIGS e mobilità, sostituendoli con quella ca*+ta di ASPI, che scende del 15% ogni sei mesi, e che non prevede (hai trovato!) i contributi figurativi, e ce lo vorrebbe propinare a copertura non del periodo che ci mancava ante riforma, ma per quello post riforma! Per alcuni, ASPI di “emme”, fino al 2021, 2022, 2023!
    E forse anche oltre, perché non è escluso che i governi che verranno ci metteranno del loro, per toglierci pure la pelle (visto che le mutande ce le avranno già tolte Napoletano,Monti, Fornero, Bersani e soci)!
    Se la Fornero è in grado di rispettare gli accordi presi con aziende, sindacati, e governo, bene, altrimenti potrà anche proporne di altri, basta che ci sia la clausola di annullarli in tutto e per tutto: chi vuole, deve poter tornare a lavorare!
    Come vedi, caro Daminuccio nostro, non è che siamo poi tanto fessi!
    Non fino al punto un cui sperate voi!
    E attenti ai cazzotti, quelli “politicamente parlando”, s’intende: Bersani ne avverte già l’odore!

  9. On. Damiano, leggo che il PD porterà in parlamento dei casi socialmente rilevanti inerenti gli esodati ein mobilità, ci contatti che gliene diamo quanti ne vuole, basta che poi non ci accusi di aver fatto piangere la ministra…

  10. Sono in CIGS dal 2010, con la mobilità avrei maturato 40 anni di contributi nel 2014 e avrei percepito la pensione nel 2016. Dal 2010 ho ridotto al minimo le spese e francamente non credo di poter spendere meno. Purtroppo con la nuova riforma se non verserò i contributi per maturare la pensione anticipata (ho una sola e vecchia casa) dovrò aspettare la pensione di vecchiaia nel 2023. Sono disperato, quasi non dormo e parlava di equità…………

  11. la Fornero deve essere obbligata a fare una sola LEGGE: L?ESONERO

  12. Giusto pensare ai lavoratori in mobilità e alle ricongiunzioni onerose, ma ….e tutti gli altri? Ad esempio i precoci (come me) che hanno iniziato a 17 anni e ora vedono davanti a loro la prospettiva di dover lavorare 2-3-4- e passa anni in più per mantenere i baby pensionati, i pensionati d’oro, gli esodati e quant’altro? Eh no, non ci siamo. La riforma va rivista nel suo insieme: OCCORRE PIU’ GRADUALITA’ PER TUTTI! POSSO ACCETTARE UN ANNO IN PIU’, MA DOPO 41 ANNI CREDO DI AVERE GIA’ DATO!
    Una ex-elwettrice del PD.

  13. Egr. On. Damiano,
    prima di tutto grazie per l’interessamento. Sul sito del Sole 24 Ore ( http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-03-29/proposta-legge-targata-esodati-161338.shtml?uuid=Ab8KpvFF )
    è apparso un articolo in merito alla proposta del PD in merito alle persone in mobilità e esodati. Magari non ho capito io ma quanto riportato non cambia nulla rispetto al milleproroghe e da
    a come è scritto sembra quasi peggiorativo se la proposta include chi è in mobilità o in contribuzione volontaria. Sembra che la proposta sia quella di escludere dalla riforma coloro che matureranno la decorrenza del trattamento entro 2 anni dalla riforma (come nel milleproroghe) e non la maturazione dei requisiti. Inoltre i tre mesi di allungamento dell’aspettativa di vita spiazzerebbe numerosissime persone che ai tempi dell’uscita non era prevista. Se mi posso permettere un suggerimento, una soluzione equa sarebbe quella di applicare le precedenti condizioni a tutti coloro che hanno cessato il lavoro precedentemente la riforma. Sicuramente il Governo si trincererà dietro la mancanza di risorse e non credo sia sensibile ai pensionandi che scendono in piazza, a chi può interessare? Perché non si chiede un contributo alle Aziende di Confindustria che hanno risolto i loro problemi senza tensioni sociali interne? Non è colpa dei lavoratori se è stato concesso un utilizzo a volte “facile” degli ammortizzatori sociali da parte di molte Aziende che dal 2008 alle prime avvisaglie di crisi hanno avviato ristrutturazioni “convincendo” dipendenti over 50 prossimi a 40 anni di contributi a lasciare il lavoro ricorrendo alla Mobilità o altro. La Legge consentiva tali procedure peraltro con l’accordo dei sindacati per salvaguardare altri posti, aprire ai giovani e tutelare gli uscenti con l’aggancio alla pensione nel giro di 3-4 anni. Se ci sono stati errori, non è corretto che ora solo gli ex lavoratori paghino per tutti. Spero in un impeto di orgoglio del Sindacato /Politica per evitare inique e desolanti lotterie.
    Cordiali saluti e grazie ancora per la sua sensibilità.

  14. 1) perchè non si fa un registro sugli esodati
    2) questi se ne vanno con le vecchie regole
    3) chi ha la possibilità accetti di andare con il contributivo

  15. Egr. Onorevole Damiano.
    Trovo semplicemente disumano che si giochi sulla vita delle persone che hanno lavorato una vita. Con la riforma Monti / Fornero migliaia di persone oggi in Cigs e/o Mobilita’ , VOLUTA DALLE AZIENDE PER RISTRUTTURARSI, rischiano di rimanere senza stipendio o pensione.
    Non ci devono essere tentennamenti da parte del PD in merito a questa questione, DEVONO VALERE LE REGOLE (LEGGI) VIGENTI AL MOMENTO DELL’ACCORDO STESSO.
    E’ una semplice questione di CIVILTA’ e di DIRITTO
    Se passa la linea Monti /Fornero sugli esodati, tutti gli accordi sindacali in materia non sono validi. Per cui potrebbero esserci anche gli estremi per citare in giudizio le organizzazioni sindacali per oggettivi danni morali (mi e’stato fatto credere che aderendo all’accordo sarei andato in pensione alle vecchie regole).
    Spero vivamente che prima delle prossime elezioni amministrative (maggio) venga risolto questo annoso probelma, diversamente dovremo valutare attentamente come votare.

  16. Ora è chiaro: si tratta dell’ennesima trappola tesa ai lavoratori da sindacato, PD e la Fornero.

    “PENSIONI: IL PD INCALZA LA FORNERO, UNA LEGGE PER I 350 MILA ‘INTRAPPOLATI’”: Damiano, ma chi ti ha chiesto niente?
    Damiano, chi vi ha dato mandato di rappresentare gli esodati?
    Chi vi ha chiesto di incalzare la Fornero?
    Voi non state incalzando la Fornero su nostra richiesta, come rappresentanti dei nostri diritti! Voi state facendo vedere di stare incalzando la Fornero per portare a termine, e alle condizioni che avete già stabilito, la truffa ai nostri danni!
    È vero che gli esodati sono intrappolati: ma da voi!
    Ieri, Ichino (PD), a servizio Pubblico, ha asserito che, per quanto riguarda gli esodati, la soluzione dovrebbe essere un trattamento di disoccupazione, non i prepensionamenti! Ha detto che non è questo il tempo dei prepensionamenti! Ha anche detto che alcuni verranno ricollocati al lavoro, mentre chi riceverà il sussidio di disoccupazione sarà tenuto ad accettare eventuali lavori che dovessero venirgli offerti!
    Ecco perché vi siete attivati!
    Per toglierci di mezzo a vostro comodo!
    No, invece: per gli esodati devono valere gli accordi sottoscritti!
    L’ESONERO, e basta!

    Quanto alle risorse, due semplici cose:
    – primo, NON È VERO che mancano! Con gli arei che acquistano, i soldi sprecati per il Ponte sullo Stretto, la TAV, i militari in Afghanistan, i 20 miliardi l’anno che gli frutta la riforma sulle pensioni, e oltre 300 miliardi l’anno stimati tra evasione e corruzione, di risorse ce ne sono a strafottere!
    – secondo: non è un problema nostro! Il Ministro Fornero non sta lì per fare il ragioniere passa carte! Se non ci sono, le risorse, alzi il sederino e le vada a trovare! Cosa è stata a fare, fino adesso, per le risorse degli esodati? Nulla? A scaldare la sedia?

    Insomma: per gli esodati la vedo bruttissima!
    Non c’è nessuno che li difenda!

  17. Bisogna quanto meno dare atto dell’impegno del Partito , spinto particolarmente da alcuni Deputati, ad ottenere doverose modifiche alla riforma , sperando che alla fine arrivino.
    Qui continuano a parlare di mancata copertura quando invece si tratta di ingenti Risparmi di spesa ( 12 miliardi ! ) ; per quanto riguarda l’ammissione fatta da Mastrapasqua è la lampante conferma che i cosidetti esperti non sapevano neanche la quantità di persone che andavano a toccare, han dato letteralmente i numeri ; sempre nell’ambito delle speranze, ci auguriamo che il Testo di legge possa avere il suo iter, anche perchè, se non ho compreso male, si parlerebbe finalmente anche di coloro che dall’oggi al domani si sono visti allungare tra capo e collo l’aspettativa della pensione che sarebbe maturata nel giro di due anni ( la stessa riforma ” Maroni” aveva comunque stabilito una certa gradualità). Scandoloso poi il problema delle ricongiunzioni onerose, talmente assurdo da far venire il dubbio che un vero esperto(a) possa aver avallato un simile scempio compiuto dai predecessori.

  18. Non ho mai dato consigli a nessuno ma dato che ogni regola ha l’eccezione questa volta mi permetto di farlo.
    Damiano dice: “…Non vogliamo mettere in discussione l’impianto della riforma Fornero….”
    Vi sembra ancora il caso di perdere tempo a “parlare” con un fantasma che per il suo modo di affrontare i problemi creati dalla riforma delle pensioni è più ingiusto di quella specie di femmina fatta ministro per volere di politici traditori?
    SE VOGLIAMO TENERE ANCORA ACCESA QUALCHE FLEBILE SPERANZA BISOGNA IMBOCCARE ALTRE STRADE, SPERANDO CHE VE NE SIANO!
    Leonardo-Dipendente Enti Locali ex quota 96 ed ex elettore PD

  19. La sequenza Riforma delle Pensioni -> riforma del lavoro -> esodati, non è casuale. Fa degli esodati dei semplici disoccupati ai quali andrà, grasso che cola, un sussidio di disoccupazione.
    L’ordine esodati -> riforma delle Pensioni -> riforma del lavoro, invece, avrebbe fatto, degli esodati, degli esonerati! Ed in quanto tali, aventi diritto al rispetto degli accordi allora in essere. Molto sinteticamente: pensione, e non sussidio di disoccupazione!
    “Quessi”, Fornero, Monti, Napoletano, Bindi, Berlusconi (preoccupato per i troppi infortuni nel Milan!), Alfano, Damiano, Casini, Bersani, Camusso, Angeletti, Bonanni e soci, sono dei grandissimi para… vento! Di mestiere, proprio!
    Prima ti tolgono con una mano (la Fornero), e poi ti ridanno la metà della metà, e tu gli dirai pure: “Grazie! Com’è buono, lei!”

    Ho delle esperienze di fabbrica, per cui so che delle decisioni che ai lavoratori sembrerebbero essere state prese quella mattina stessa, l’azienda le aveva in predicato anche da anni!
    Queste “strutture” complesse, come appunto le aziende, o uno Stato, ci hanno reparti, sezioni, funzioni dedicate a fare piani previsionali con profondità anche di 20 anni.
    Non so se riesco a rendere l’idea.
    Fanno dei previsionali come si fa per il tempo meteorologico.
    Naturalmente, non tutte le previsioni, le pianificazioni andranno in porto: solo quelle che avranno significativi correlati specifici con la realtà.
    Ancora come per le previsioni del tempo: se si prevedeva pioggia, e poi esce il sole, non è che la gente andrà in giro lo stesso con l’ombrello aperto.
    È un po’ come negli scacchi, quando, prima di fare una mossa, si cerca di valutare tutte le mosse possibili, le possibili risposte dell’avversario, e questo, per una certa profondità.
    Se vogliamo sperare di vederci un po’ più chiaro, dovremo partire da questa premessa.
    Certe decisioni prese da un’azienda, anche con il sindacato, spesso per i lavoratori hanno l’aspetto di pura novità. Rarissimamente è così!
    In realtà si tratta di ipotesi già previste e discusse, ad esempio con il sindacato, per tempo.
    Quando, ad esempio, un’azienda subentra ad un’altra, per un periodo di due anni, per poi andare via lasciando i lavoratori in mezzo ad una strada, ai quali si provvede con gli ammotizzatori sociali, niente di più facile che sia stato tutto concordato sin dall’inizio.

    Per il governo Monti, ad esempio, che a noi è sembrato un governo spuntato fuori nell’arco di un mese, non abbiamo idea da quanto potrebbe essere stato concepito!
    Da quanto tempo prima Napoletano lo avesse “concordato” con il PDL, il PD, e altri soci!
    Non è detto che le cose preventivamente ipotizzate vadano tutte in porto, ma è rarissimo, che una cosa che va in porto sia frutto d’improvvidazione.
    Perché scrivo questo.
    Lo scrivo per dire che tutto quello che fanno Monti, la Fornero, il PD, Bersani, il PDL, la Bindi e soci, e che a noi sembrano quasi decisioni estemporanee, in realtà sono le mosse di un disegno precostituito, concordato, previsto, prestabilito.
    Naturalmente potranno esserci dei margini, delle sfrangiature, delle piccole sovrapposizioni o scuciture, ma il disegno, lo schema di riferimento resta quello.

    Tutto quanto deciso fino ad oggi dal PD, rientra esattamente nel meccanismo sopra invocato!
    Vogliono dare l’impressione, quelli del PD, di stare facendo i salvatori estremi di una situazione che altrimenti verrebbe giù come un castello di carte! Vogliono dare l’impressioni di farla da pompieri, accorrendo qua e là, all’ultimo istante, a salvare il salvabile. Però, a leggere, ad esempio, certi commenti pacati di chi con il PD è più in sintonia di altri, si percepisce come invece si stia percorrendo una strada già preventivamente tracciata! Come non ci sia ansia per il futuro, riguardo a cosa potrà avvenire tra un secondo, perché in realtà ci si sta muovendo dentro un disegno prestabilito, e prestabilito anche e soprattutto con gli altri giocatori.

    Quella di fare prima una cosa, e poi un’altra, e dire “sì” alla riforma delle pensioni per poi, successivamente, andare a raccattare i disperati come gli esodati e quelli rimasti senza azienda alle spalle, ed averci poi in scaletta la riforma del lavoro con la storia dell’articolo 18, e la richiesta del fatto che sia un giudice, a dover decidere tra reintegro o indennizzo… sono tutte mosse già previste a tavolino!
    Se domani, immaginiamo a fine giugno, dovessero uscire cose come la riduzione delle pensioni e degli accompagnamenti per invalidi e/o disabili, o pensione integrativa obbligatoria per tutti, e poi, a ottobre, manovrina d’aggiustamento, e a gennaio 2013, il Monti bis… queste sarebbe cose delle quali Bersani, Alfano, Bindi, Casini, Napoletano e soci, ne stanno discutendo oggi!
    A noi sembreranno uscire fuori come funghi, domani! In realtà sarebbero state tutte pianificate.

    Perciò, il PD, Bersani, la Bindi e compagnia bella, che con l’arte della retorica posso cercare di infinocchiarci come vogliono, in realtà sono proprio i “Mastro Titta” che invece noi, loro vittime, vediamo!
    Quando Bersani dice: “l’Italia prima di tutto!”, utilizza un artificio retorico per passare come una persona responsabile e, nello stesso tempo, fare macelleria sociale!
    Infatti, dice Bersani che, di fronte al bene supremo della salvezza del Paese, lui è pronto a sacrificare qualsiasi altro bene!
    Se non fosse chiaro, starebbe affermando che, in extremis, se dovesse scegliere tra esodati in mezzo ad una strada, e governo Monti a casa, sceglierebbe esodati in mezzo ad una strada! Se dovesse scegliere tra abolizione articolo 18 e governo Monti a casa, sceglierebbe abolizione articolo 18!
    Dove è, che l’affermazione di Bersani, si rivela un artificio retorico?
    Non nella sua “esteriorità”, ma nella sua “interiorità”!
    Ovvero, andando a scomporla, a guardarci dentro!
    E lì, potremmo chiederci due cose: quale è, l’Italia che Bersani dice di essere disposto a salvare a qualsiasi costo? L’Italia delle persone oneste, dei lavoratori, delle fasce deboli, o l’Italia degli evasori, dei corrotti e dei corruttori, delle triplici pensioni d’oro, dei vitalizzi e degli emolumenti da gran ladroni, delle sanguisughe, dei politici senza responsabilità oggettive, della Rai e università e ospedali lottizzati, dei processi che cadono come birilli cotto il tiro delle prescrizioni, e delle sentenze ribaltate?
    Di cosa si sta discutendo, da ottobre dell’anno scorso ad oggi? Di una Giustizia che non funziona, di una lotta serrata all’evasione fiscale, dell’abusivismo edilizio, o di tasse, pensioni rubate, licenziamenti facili, e altre amenità del genere di là a divenire?
    Facile, retorico, dire: “Tutto, pur di salvare l’Italia!”: ma dietro quella “Italia”, Bersani, cosa ci mette?
    E dietro quel “tutto”?
    Davvero, con i 16 milioni erogati di recente alla società del Ponte sullo Stretto, si sta facendo di tutto, per salvare l’Italia? Davvero, con i 20 MILIARDI per oltre 100 aerei, che a farli volare ci costeranno ancora di più, si sta facendo “tutto”, per salvare l’Italia? Davvero, con (stimati proprio ieri!) 500 MILIARDI di evasione, ovvero il 35% del PIL, si starebbe facendo proprio “tutto”, per salvare l’Italia? Si starebbe facendo tutto, per salvare l’Italia, con i politici, responsabili delle sfascio attuale, che portano a casa pensioni in un mese che un operaio, un modesto impiegato non portano a casa in un anno?
    In questo sta, l’arte della retorica! Nel convincere le persone in ragione di parole, di affermazioni, di enunciazioni che fanno riferimento a principi così alti che, presi come riferimenti assoluti, senza declinarli, non possono che essere accettati!
    Tutti siamo per “La Libertà”! Più di tutti sembrerebbero esserlo Berlusconi e Alfano! Bisogna poi andare a vedere cosa intendono, loro, per “libertà”! Loro intendono libertà svincolata dalla presenza dello Stato! Poter fare mercato senza controlli, regole, impegni verso lo Stato!
    Anche Berlusconi e Alfano, a prenderli per gli enunciati, sono per la Giustizia! Solo che per loro “giustizia” vuol dire depenalizzazione dl falso in bilancio! Vuol dire processi brevi in ragioni di tempi di prescrizione brevi!
    Così, per Bersani, e Bindi, e Damiano e soci, salvare l’Italia vorrà fatalmente dire che noi dovremo prendercela in quel posto!

    Tornando agli schemi precostituiti ai disegni prestabiliti, non è singolare che i tre sindacati, fino a ieri di fatto divisi sull’articolo 18 (due da una parte e uno dall’altro), si riuniscano per incalzare (è una cavolata: in realtà, non stanno incalzando nessuno!) la Fornero, a prendere provvedimenti per gli esodati? Né prima e né dopo, ma proprio oggi! E nella giusta sequenza!
    Riforma delle pensioni -> riforma del lavoro -> esodati?
    Questa sequenza, non messa lì a caso, ribalta assolutamente la soluzione possibile per gli esodati!
    Se la sequenza fosse stata: esodati -> riforma delle pensioni –> riforma del lavoro, ai 350.000 esodati altro non poteva spettare che l’esonero dalla riforma delle pensioni! Ovvero andare in pensioni con gli accordi già presi, alle precedenti condizioni!
    Avendo invece “lasciato” che l’ordine delle cose divenisse Riforma delle pensioni -> riforma del lavoro -> esodati, ora la soluzione “apparentemente naturale” è:
    – gli esodati, in ragione della sopravvenuta riforma delle Pensioni, sono semplici disoccupati, che dovranno “sgropparsi” tutto il tempo che, per ognuno di loro, l’applicazione della sopravvenuta riforma della pensioni gli carica sulle spalle! In altre parole: se prima gli mancavano 4 anni, ora gliene mancheranno 8!
    – gli esodati, ormai semplici disoccupati, intervenendo la riforma del lavoro, ovvero degli ammortizzatori sociali, dovranno essere assistiti partendo dagli strumenti di base che tale riforma mette a disposizione! Via la cassa integrazione straordinaria, quindi! Via la mobilità! Ma “sì” all’ASPI! Debitamente adattato per l’occorrenza, ma sempre sussidio di disoccupazione resta!
    Una delle differenze che immagino ci sia tra CIG-S, mobilità e ASPI, oltre agli importi, dovrebbe stare nei contributi previdenziali. Questi sono tutti previsti, per la CIG-S e la mobilità: temo che non lo siano affatto, per l’ASPI!
    Cosa vorrebbe significare?
    Significherebbe che se un lavoratore avesse siglato un accordo di prepensionamento a dicembre dell’anno passato, per cui sarebbe arrivato a maturare il requisito pensionistico fruendo di sei mesi di CIGS e tre anni di mobilità, a fine percorso si sarebbe ritrovato, appunto, con tre anni e sei mesi di contributi in più sul suo monte contributi. Ed è anche giusto! Perché se fosse rimasto a lavorare, quei contributi li avrebbe avuti effettivamente versati! Con l’ASPI, invece, cosa credo accada?
    Accadrebbe che quei tre anni e mezzo di contributi, quel lavoratore, non se li ritroverebbe più, per cui percepirà una pensione più bassa!
    E non solo: per effetto della riforma delle pensioni, dalla quale non verrà esonerato, non dovrà più aspettare “soli” tre anni e mezzo, per maturare il requisito pensionistico, ma, indicativamente, il doppio: sette, otto anni!
    La convenienza per la Fornero, Bersani e la Bindi, mi pare sia evidentissima!
    Ora, queste cose che noi andiamo scoprendo “a consuntivo”, possiamo davvero credere che “fiorellini” come la Camusso, Angeletti, Bonanni, Bersani, Bindi, Alfano e soci, Napoletano, Monti e Fornero compresi, le abbiano davvero subite passivamente, senza praticamente rendersene conto, come fossero stati portati in giro, sbattuti qua e là, dal vento?
    Ma quando mai?
    “Quessi” sono dei grandissimi para—-venti!
    Ora, guarda caso, tutti d’accordo, i tre “Mimì, Cocò e l’altro” il 13 aprile, radunano gli esodati!
    Perché non l’hanno fatto il 13 ottobre del 2011? O il 13 novembre del 2011? O il 13 gennaio del 2012? O il 13 febbraio del 2012? O il 13 marzo del 2012?
    E mentre i tre, affiatati, si muovono magicamente all’unisono, sul blog di Damiano si apprende che il PD starebbe incalzando la Fornero affinché faccia una legge ad hoc per risolvere il problema dei 350.000 esodati! “Esodati” inteso in senso allargato!
    Ma la paraculite acuta di questi soggetti, siccome hanno un po’ bisogno di manipolare l’opinione pubblica, ha fatto sì che già da Report, la Fornero potesse mettere sulla tavola quei due o tre ingredienti indispensabili, per far venire fuori la ciambella come piace a loro!
    – Le risorse non ci sarebbero!
    – bisognerà fare con quel poco che c’è!
    – bisognerà cominciare prima dai più deboli (la Fornero, che si preoccuperebbe dei più deboli?), andando ad eseminare situazione per situazione, caso per caso.
    – con riferimento a quella che dovrà essere considerata età critica, già si va passando dai 55 anni ai 58!
    – ormai si tratta di disoccupati, e come tali andranno assistiti: non pensione dunque, ma sussidio di disoccupazione!
    – i contributi non li hanno davvero tutti versati, che penso voglia dire che i contributi da CIGS e mobilità pregresse, non entrerebbero nel computo della futura eventuale pensione!

    In quest’ottica, i sindacati ed il PD, non stanno affatto tutelando i lavoratori: stanno reggendo il sacco a Napoletano, Monti, Fornero, Alfano e Casini e soci!
    È vero, ciò che ha urlato quel lavoratore! Infatti, chi porta avanti un disegno criminale, è un assassino!
    Qui, a ben guardare, se si va all’osso delle questioni, si tratta di genocidi di massa! Di deportazioni in campi di concentramento virtuali solo nella forma! Di esodi biblici!
    Vengono prese 350.000 persone e vengono relegate in un ghetto, quello della miseria, quello del non rispetto degli accordi, dei diritti, dal quale non usciranno più!
    Vengono così di fatto ELIMINATI!
    Sì, non sarà stato sparato nemmeno un colpo di fucile, non sarà stata allestita nemmeno una camera a gas, un solo forno crematorio: ma è peggio!
    La “cosa” si fa in una maniera ancora più pulita, asettica, distaccata!

  20. In sostanza è stata fatta la legge sulle pensioni, inizialmente si sono previste le esenzioni poi se ne sono aggiunte altre ,gli esodati, senza prevedere le adeguate risorse.
    Questo di per se è scorretto perchè si è fatto questo ragionamento: allarghiamo pure per tranquillizzare nell’immediato e facciamo approvare la legge, poi affronteremo il problema.Si vede cosa sta succedendo.
    Stiamo vivendo un momento drammatico.L’INPS non risponde, il ministro dice che non ci sono le risorse, non si capisce se c’è la volontà di trovarle.I soldi ci sono e se non si trovano è solo accanimento ideologico
    Comunque la confusione regna sovrana e la rabbia monta.
    Si sta scherzando sulla pelle della gente e così non va, proprio non va ed ha ragione Bersani a dire che potrebbe finire a cazzotti..
    Io come tanti altri in mobilità abbiamo firmato un contratto suggellato dal ministero negli anni passati che secondo me ha un valore legale.
    Non si cambiano le regole del gioco quando il gioco è già iniziato e l’arbitro Fornero dovrebbe saperlo bene ed è opportuno che se lo ricordi.
    I tribunali saranno sommersi dalle cause civili per far valere i diritti acquisiti al momento della firma.
    Lo ripeto: in un paese civile i contratti valgono e se si rescindono si devono pagare le penali.
    Se le cose non cambiano ci difenderemo in tutti i modi questo è poco ma sicuro.

  21. Il poliziotto cattivo ed il poliziotto buono!

    Ma lo conoscono tutti, il meccanismo dei due poliziotti? Quello cattivo e quello buono?

    Dovrebbe funzionare così:
    sei in caserma per un motivo da accertare.
    Prima arriva un poliziotto, cattivo, cattivissimo! Che ti mette subito a disagio! Ti incute paura, e soggezione, creando in te una tensione, una sensazione di isolamento, di essere all’angolo, senza via d’uscita, di stare andando verso un mare di guai… poi il cattivo esce da una ipotetica stanza… e, dopo qualche minuto, entra un altro poliziotto… ma non per te… è lì, come per caso: cerca qualcosa, delle carte… non si capisce bene…. Ecco che, distrattamente, si accorge della tua presenza e, affabilmente, da amico, come uno che voglia stare dalla tua parte, come ti avesse sempre consciuto, ti fa: “Ma tu, che ci fai qui?”.
    E tu, che non vedi l’ora di piangere sulla spalla di qualcuno, di appoggiarti a qualcuno, di poter confidare in qualcuno, ti evisceri da solo, laà, sul tavolo che hai davanti!
    Chiaro?

    La Fornero è il poliziotto cattivo, e Bersani, Bindi, Damiano, Camusso, Angeletti, Bonanni e company, sono i poliziotti buoni! Ma tutti poliziotti, però, sono! E tutti ad uno stesso fine, mirano! Tutti nello stesso posto te lo —— —–! Tutti dalla stessa parte, stanno!
    Non hai scampo!
    E c’è pure chi questi, dopo che gli hanno tolto tutto quanto era suo, per ridargliene la metà della metà, li ringrazia! Con un fantozziano: “Come è buono, lei! Come è umano!”

    ————————-

    gianni, on venerdì, 30 marzo 2012 at 8:40 said:

    “In sostanza è stata fatta la legge sulle pensioni, inizialmente si sono previste le esenzioni poi se ne sono aggiunte altre ,gli esodati, senza prevedere le adeguate risorse.
    Questo di per se è scorretto,,,”.
    Se posso, tu dici che è scorretto perché, almeno per come ti stimerei io, sei una brava persona. E le brave persone “immaginano” che tutte quelle intorno a lei siano necessariamente tutte altre brave persone!
    Io, mi ci hanno costretto a pensarla diversamente, non credo tanto che sia “scorretto”: di più! È voluto!

    La sequenza riforma delle pensioni -> riforma del lavoro -> esodati, fa degli esodati persone che dovrebbero lavorare 4, 5, 6 anni in più del previsto, e ne fa dei disoccupati, venendo a mancare la CIGS e la mobilità per questa tipologia di persone. Di conseguenza, a quella sequenza, non corrisponderà “pensione”, ma “sussidio di disoccupazione”!
    Mentre la sequenza esodati -> riforma delle pensioni -> riforma del lavoro, avrebbe fatto, degli esodati, degli ESONERATI! Per aventi diritto alla pensione alle precedenti condizioni!
    Che il sindacato, Camusso, Angeletti, Bonanni, e poi Damiano, Bersani, Bindi, e soci, si ritrovino nel punto in cui saremmo, fortuitamente, casualmente, accidentalmente, non ci credo nemmeno se lo vedo con i miei occhi!
    Se i miei occhi potessero vedere una cosa del genere, direi che i miei occhi sono vittima di un’illusione ottica!

    È stato tutto predisposto all’occorrenza!
    Damiano, che senza che nessuno gli avesse chiesto nulla, “incalza” la Fornero, fa parte del teatrino!
    Non riesco nemmeno ad immaginarmelo, come a questi soggetti gli venga da ridire sotto i baffi, al pensiero, alla constatazione di poterci infinocchiare così, come di fronte a dei bambini della scuola materna (nemmno dell’asilo!).

    Ieri, Camusso, Angeletti, Bonanni, fintamente divisi, così che si parlasse dell’articolo 18, e non del resto, come l’ASPI e le altre schifezze… oggi uniti a radunare il gregge degli esodati per la Fornero, per la tosa, la mungitura ed il macello!

  22. @elson carefading.
    Non siamo tutte brave persone indubbiamente ci sono anche i farabutti che purtroppo sono sempre tanti.
    Non sta a me però fare la lista ma posso dire tranquillamente che della mancia della disoccupazione 300-400-500 €)che qualcuno ha in mente non importa nulla.Preferisco elemosinare da me.
    Io pretendo,questo è certo, che valgano i contratti firmati tra lavoratori ed aziende con tanto di timbro del ministeriale per uscire dalle aziende.
    I modi per raggiungere l’obbiettivo sono tanti e tutti in fase di studio.
    Se non ci sarà una giusta conclusione decideremo i passi.Non possiamo “spaccare tutto e subito”
    Intanto cercherò di essere in piazza il 13 Aprile e poi altro seguirà fino alla fine. Indipendentemente dal Forneropensiero!!!

  23. Gli esodati, come tonni alla mattanza, spinti nella camera della morte.

    Perché la Fornero ha messo, nell’ordine, prima la riforma delle pensioni, la riforma del lavoro, e poi la mattanza degli esodati? Perché viene prima il dovere, e poi il piacere!

  24. gianni, on venerdì, 30 marzo 2012 at 9:15 said:

    cito il tuo post solo per non sembrare schivo, ma senza nessuna polemica.

    La Fornero ha già detto, a Report, alcune cose piuttosto precise e significative, come il fatto che per gli esodati le risorse non ci sarebbero, per cui si dovrà andare ad esaminare per benino situazione per situazione, caso per caso, cominciando ad assistere i più deboli… cosa che io interpreto col significato che altri, probabilmente molti, almeno nelle intenzioni della Fornero, debbano restare esclusi da un determinato intervento.
    Inoltre la Fornero ha esplicitamente asserito che agli esodati non andrà una pensione, ma un sussidio di disoccupazione, e ha anche fatto riferimento ai loro contributi, asserendo che non li avrebbero versati tutti.
    In altra occasione sentii, non ricordo chi, dire, riferito alla Fornero, che voleva annullare, come monetizzazione, il valore dei contributi figurativi, ai fini della determinazione della somma da percepire come pensione. Questo, ho il sospetto sia stato addirittura già inserito, nella riforma delle pensioni: vorrebbe eventualmente dire che i contributi figurativi varrebbero come periodo temporale, ma non come importo monetario, ai fini pensionistici.
    Ora, tutto quanto sopra, si potrebbe obiettare, sarebbe quello che penserebbe la Fonero?
    Ah! Sì?
    E l’intervista rilasciata a Servizio Pubblico da Pietro Ichino, senatore del Pd ?
    Dico: “Senatore del PD”!
    Varrà pure qualcosa, oppure no?
    Se sono andati a cercarlo, quelli di Servizio Pubblico, per raccogliere le sue dichiarazioni, e proprio su questo argomento, ci sarà un motivo, oppure no?
    E cosa ha detto Ichino?
    Ha detto, sostanzialmente, che il PD NON DEVE essere al traino della CGiL, perché c’è un equilibrio da superare, un guado da passare, per avvicinarci ai Paesi del Centro Europa. Se il PD appoggia il governo Monti, lo fa per varcare quello spartiacque…
    Ichino si dice favorevole alla riforma del lavoro “Fornero”, in particolare per quel che riguarda l’articolo 18, asserendo che con tale riforma, sarebbero in moltissimi a poter accedere ad assunzioni a tempo indeterminato. Se interpreto bene, vorrebbe dire che posso licenziarti quando voglio, potrò anche assumerti a tempo indeterminato. E cita la Germania, Ichino, con l’intenzione di dimostrare la bontà della riforma dell’Art. 18 “Fornero”, in quanto prevederebbe un indennizzo superiore a quello previsto in Germania. Solo, che nel corso della trasmissione si apprende che in Germania TUTTI i licenziamenti passano per al vaglio del giudice, e che per TUTTI è prevista la possibilità del reintegro.
    Infine Ichino, Senatore PD, sugli esodati dice: “Questo problema va affrontato in termini di assistenza ad un disoccupato. Bisogna istituire transitoriamente un trattamento di disoccupazione che, per un verso dia il sostegno del reddito che sarebbe stato dato dalla pensione, ma condizionato alla disponibilità di questa persona ad accettare un lavoro se, per caso, il lavoro saltasse fuori! Poi c’è il problema di quelli che attualmente sono al lavoro, e gli si chiede di continuare a lavorare: questi devono entrare in questo nuovo ordine di idee. Non devono chiedere di essere prepensionati, perché non è più tempo di prepensionamenti”
    L’intervista a Ichino (PD, proprio come Damiano, Bindi, Bersani), è qua:

    http://www.serviziopubblico.it/fatti_e_persone/2012/03/29/news/intervista_a_pietro_ichino.html?cat_id=8

    Quando, forse non tutti, ma immagino molti, esodati scopriranno di essere stati fre.ga.ti per benino, e vorranno magari spaccare tutto (sempre “politicamente parlando”!), non potranno spaccare proprio un bel niente, perché contro si ritroverebbero: Napoletano, Monti, Fornero, Bersani, Damiano, Bindi, Ichino, Alfano, Casini, Fini, Camusso, Angeletti e Bonanni, solo per citare i più in vista, che li accuserebbero di essere sediziosi, sovversivi, estremisti, facinorosi, referenti ed attivisti di non meglio identificate forze occulte, che hanno tutto l’interesse, naturalmente recondito ed oscuro, di ostacolare quello che invece è (lo sosterranno loro!) un buon accordo!

    Ora, a me pare siano davvero troppe le coincidenze, tra la posizione di Ichino, Senatore del PD, e della Fronero!
    Come ciliegina sulla torta, se potesse essere servire per orientarsi meglio, Bersani, una, due sere fa, ci ha tenuto a precisare che il PD, sull’articolo 18, con la CGIL non ci ha proprio nulla a che vedere! E che è ora di finirla, di fare continuamente questo abbinamento immotivato tra PD e CGIL: la CGIL è un sindacato, e fa il proprio mestiere, il PD è un partito che, sull’articolo 18 intenderebbe difendere i diritti del cittadino in quanto tale: del cittadino, lavoratore.
    In pratica, stessa presa di distanze, dalla CGIL, di Ichino, Senatore PD.

  25. Temo anch’io che sisstia facendo un gioco al massacro. Ho sentido dire che il PD ha accettato di firmare la riforma con la promessa del Ministro di non lasciare nella terra di nessuno gli ex lavoratori prossimi alla pensione (mobilità, mobilità+volontaria ecc.). Poi con il milleproroche da un’intervista seguita in TV di un componenete della Commissione Lavoro ho appreso che erano state trovate le risorse per colmare questa lacuna ma il Ministro ha bloccato tutto rimandando le decisioni a giugno. Ma il Ministro aveva titolo di esercitare tale veto? Avrà la volontà di risolvere il problema non con un massacro ma con il rispetto delle condizioni in cui i lavoratori sono stati lecenziati? Mi auguro che il PD faccia il suo lavoro che peraltro non mi sembra si trovi solo nel ritenere che detti lavoratori disoccupati debbano essere esonerati dalla riforma (sempre sul Sole 24 ore, il Ministro Gazzola esprime opinione in tala senso), Grazie.

  26. @ Massimo.
    Vorrei fare una precisazione sperando di non confondere ulteriormente le cose e qualcuno mi corregga se sbaglio.

    Le risorse per gli “esodati” sono state trovate attraverso il recente aumento delle sigarette e attraverso la clausola di salvaguardia che prevede che le risorse potranno, non dovranno, essere trovate attraverso il decreto da attuarsi entro giugno .Tali risorse potrebbero essere trovate tramite……” un incremento delle aliquote contributive non pensionistiche a carico di tutti i datori di lavoro del settore privato……………. (Art.6-bis del milleproroghe).
    Poichè l’articolo è scritto al condizionale non è affatto automatico che ciò avvenga e per questo bisogna insistere a tutti i livelli.

  27. @ Massimo e Giovanni

    io, quella delle sigarette, mi pare di aver sentito che se la rimangiarono. Infatti, se non ricordo male, spostarono poi l’aumento sul tabacco sfuso… dire come stiano effettivamente le cose, è davvero ardua: ci rinuncio,
    Quello che invece posso fare, è elucubrare.
    Parto dall’idea che la Fornero è assolutamente decisa a proporre soluzioni diverse dal mondo ante riforma pensioni ed ante riforma lavoro. Credo quindi che i riferimenti che dovremo aspettarci saranno il NON esonero: ognuno andrà in pensione alle scadenze previste dalla riforma delle pensioni. Il NON prepensionamento: tutto il periodo necessario a maturare il requisito pensionistico sarà coperto da un sussidio di disoccupazione.
    Inoltre, quei lavoratori ancora in forza, ovvero con ancora un posto di lavoro effettivo, in tutti i casi possibili, dovranno rimanere a lavorare.

    Lascio stare, sugli enormi risparmi che un’impostazione del genere comporterebbero per la Fornero!
    E sottolineo solo che il sussidio di disoccupazione, oltre ad avere verosimilmente 12 mensilità (invece delle 13 di una pensione), a differenza di CIG-S e mobilità, non porterà con sé i contributi figurativi.
    Sospetto, per non dire che ne sono praticamente convinto, che la Fornero vada a contendere, per la definizione dell’importo della pensione, tutti quei contributi figurativi pregressi, ove ve ne fossero, derivanti appunto da cose come la CIG e i contratti di solidarietà.

    La promessa che fece la Fornero, in occasione del Milleproprghe blindato, per quel che risulta a me, fu: “Nessuno sarà lasciato senza lavoro o senza ammortizzatori!”, punto! Non a caso, sempre secondo il mio intuito, di “pensioni” non ne ha parlato!
    “Lavoro” o “Ammortizzatori”: il lavoro, solo a chi lo avesse conservato (per adesso! Poi si dovrà vedere anche quello!), gli “ammortizzatori”, con l’ultima intervista della Fornero a Report, sono già diventati “sussidio di disoccupazione”!
    Per il lavoro per chi lo ha perso. occhio!
    Perché chi accetta il sussidio di disoccupazione, deve anche dichiarare di essere disposto ad andare a lavorare, se di lavoro ne uscisse fuori!
    Solo che a tal proposito ricordo un qualcosa elaborato, quando era Ministro (del Welfare ?), da Maroni! Eri tenuto ad accettare, pena la perdita del sussidio, lavori fino a 100, 120 chilometri di distanza, o comunque raggiungibili in 60 minuti (cito a memoria!), che avessero una durata minima di tempo (forse una settimana?).
    In altre parole, sotto sussidio, se non accetti di andare a fare un turno di una settimana a 100 Km, o 60 minuti, da casa, lo perdi.

    Tutto quello che ho scritto, naturalmente, va preso con beneficio di inventario. per carità!
    Resta però un fatto che Ichino, Senatore del PD; sia praticamente allineato con le posizioni della Fornero.

    Personalmente, sul PD non farei tanto affidamento, circa interventi eclatanti e rivoluzionari: sono praticamente tutti, Napoletanio, Monti, Fornero, Bersani, Casini, Fini e a seguire, la stessa cosa.
    O almeno questo è ciò che io registro.
    Ecco cosa si legge, come titolo, sul blog http://www.bersanisegretario.it:
    Bersani: “Lavoro, sulla riforma il Pd non pianterà bandierine”, più “liscio” di così?

    Infine, e chiudo, io credo che l’ordine degli interventi, pensioni, lavoro, esodato, sia stato bello che studiato e deciso a tavolino: tutti d’amore e d’accordo.

    Ah! Lo spread, a quanto è risalito? A 350?
    Dovremmo fare dei testi, mandando appositamente Monti in giro per il mondo, per accertarci che non fosse lui, la causa.
    Un’ultima cosa! Ho sentito Monti in tv: ci ho capito che la manovra è stata così esagerata, per cui, anche andando noi sempre peggio, non ce ne sarebbe bisogno di farne un’altra!
    Complimenti, come sei furrrrbo!

  28. I patti siglati con le aziende prima della riforma Monti vanno rispettati. Che la Fornero voglia esaminare caso per caso e assegnare ai piu’ deboli la pensione. Ma stiamo scherzando? Noi non vogliamo l’elemosina, abbiamo una dignità’ e soprattutto abbiamo firmato accordi di esodo con le aziende. Caro Damiano, sono diritti e dignità’ che vogliamo e non carita’.

  29. @ Enza rusciano
    l’intervista di Report alla Fornero la si può recuperare sul web: la Fornero NON HA MAI PARLATO DI PENSIONI PER NESSUN ESODATO: MAI!
    Ha piuttosto parlato, solo e soltanto, di “sussidio di disoccupazione”, anche quando voleva riferirsi a quelli da lei indicati come “i più deboli”! Che poi non si capisce chi siano, i più deboli: quelli più lontani dalla pensione, un po’ meno vecchi, o quelli più vicini, ma più stagionati?

    C’è una dichiarazione ufficiale, rilasciata dalla Fornero in Parlamento, con riferimento ad un gruppo industriale, secondo la quale la Fornero avrebbe detto: “Nessuno verrà lasciato senza lavoro o senza sostegno”: ma la parola “pensione”, non è uscita!

    Quella che poi va considerata moltissimo, secondo me, è l’intervista rilasciata a Servizio Pubblico da Pietro Ichino, Senatore del PD.
    Dico: SENATORE DEL PÌDDÌ!
    Ricalca tali e quali i concetti, i riferimenti, le prospettive della Fornero.
    Sostanzialmente dice, IL SENATORE DEL PÌDDÌ, con riferimento agli esodati, che chi potrà rimanere al lavoro, dovrà rimanerci, ma non più, s’intende, alle precedenti condizioni ante riforma delle pensioni: alle nuove!
    Dice Ichini che, anche se è stato siglato un accordo per andare in pensione prima, chi è nella condizione di poter rientrare al lavoro, ci rientrerà. L’accordo non varrà più! E ci rientrerà con la previsione di andare poi in pensione alle attuali condizioni Fornero!
    L’intervista è reperibile sul web.
    Per gli altri, quelli senza azienda nella quale essere ricollocati, non ci sarà nessun prepensionamento (dice Ichino!), ma un sussidio di disoccupazione a copertura di tutto il periodo necessario affinché, alla nuove condizioni, possano arrivare alla pensione.
    Naturalmente, io immagino, questo famigerato sussidio di disoccupazione sarà qualcosa complessivamente inferiore sia alla pensione che alla CIGS e alla mobilità.
    Oltre all’importo, che credo sia da definire, ma che comunque difficilmente vedo come un importo che sarà rivalutato nel tempo, le altre differenze, ad esempio, con la pensione, sono le mensilità: 13 per la pensione, 12 (io credo) per il sussidio di disoccupazione.
    Con la CIGS e la mobilità, la differenza principale credo sarà nella mancanza dei contributi così detti “figurativi”. Questi, con la CIG-S e con la mobilità, vengono versati. Ogni anno di CIG-S o di mobilità equivale ad un anno lavorato, ai fini pensionistici. Naturalmente ciò non varrà con il sussidio di disoccupazione.
    Addirittura, lo ripeto, c’è la possibilità che la Fornero voglia non considerare, come importi, e non come periodi temporali, le coperture pensionistiche derivanti appunto dai contributi figurativi. Mi pare che tale cosa sia già stata inserita nelle riforma delle pensioni.
    Cosa vorrebbe dire?
    Vorrebbe dire che se uno ha 35 anni di contributi, ma uno, due, tre anni di quei 35 sono versamenti derivanti da CIG, CIGS, mobilità, questi gli varranno come copertura temporale, ovvero avrà un’anzianità di servizio sempre di 35 anni, ma non gli varranno come importi: la pensione sarà calcolata escludendo dal monte-valore complessivo, quei uno, due, tre anni.
    Non è poco!

    Sarebbe incredibile se Damianuccio ci delucidasse su queste questioni, piuttosto che cavarsela con affermazioni generiche, da Armata Brancaleone.

  30. Risolvere il problema di esodati e ricongiunzioni onerose è doveroso, ma deve essere fatto nell’ ottica del ripristino di gradualità di abolizione delle quote e dell’ innalzamento dei 40 anni di minimo contributivo, altrimenti si creeranno sempre maggiori disparità. Chi perderà il lavoro nel 2012 o nel 2013 cosa farà? Andrà alla mensa della Caritas? Chi ha maturato 38/39/40 anni di lavoro che cosa deve fare ? Morire sul posto di lavoro per arrivare a 43/44 anni di contribuzione? On. Damiano i 40 anni DEVONO tornare ad essere un diritto acquisito, necessario e sufficiente per maturare una pensione.

  31. I sindacati devono specificare bene le motivazioni dello sciopero del 13 aprile. Pensioni, esodati, ricongiunzioni onerose. Che senso ha la prima motivazione, scioperare cioè ora quando la riforma previdenziale Fornero è gia da 3 mesi legge dello Stato e ha distrutto i programmi di vita di milioni di persone, i mancati pensionandi che da 36/37/38/39 anni stanno mantenendo, con il proprio sudore e sangue, gli evasori parassiti, i professoroni, gli speculatori finanziari , i sindacalisti e i politici di professione. Ma non abbiamo mica l’ anello al naso, lo sciopero sarà sacrosanto e benedetto solo se si chiederà a gran voce il ripristino della gradualità nell’ abolizione delle quote e del ripristino dei 40 anni come diritto a pensione. Risolvere il problema degli esodati e delle ricongiunzioni onerose è giusto ma se non si ripristina la gradualità si creeranno ulteriori ingiustizie e lavoratori di serie A e serie B.

  32. Sul tema degli “esentati” la cui lista è contenuta nel comma 5 dell’Art.24 e poi gli “esodati” aggiunti con il milleproroghe siamo in terra incognita.
    Il presidente dell’INPS non ha saputo quantificare il numero esatto ma, senza voler difendere nessuno ci sono difficoltà oggettive.Cerco di dare una spiegazione.
    Per quanto riguarda l’elenco previsto inizialmente dalla legge fare il calcolo dovrebbe essere abbastanza semplice perchè il tutto, mobilità, mobilità lunga, contribuzione volontaria, ecc. è registrato nei libri INPS visto che il tutto è stato fatto sulla base di accordi ed il numero era di circa 65000.
    Per quanto riguarda gli “esodati” la materia è più complessa e faccio un esempio pratico.
    Un lavoratore ha lasciato volontariamente e per qualche motivo il posto di lavoro nel 2011 con un incentivo perchè aveva 37 anni di contributi e quest’anno al compimento di 60 anni avrebbe maturato la quota 96 e sarebbe andato in pensione.Magari si è preso un incentivo ed ha firmato le dimissioni standosene a casa.
    Egli lo ha scelto volontariamente non dovendo sottostare a norme previste per chi invece è in mobilità quali ad esempio l’immediata disponibilità al lavoro( Lavori socialmente utili).
    E’ chiaro che se fosse stata mantenuta la quota 96 non ci sarebbero stati problemi ma la quota 96 così come i 40 anni dall’1/1/2012 non ci sono più .
    Il problema è come e chi certifica che questo lavoratore è esodato? Per essere considerati esodati bisogna essere “certificati” Servono documenti comprovanti il fatto così come prevede la legge milleproroghe(Art.2-ter).
    Ecco forse spiegato perchè l’INPS non sa dire quanti sono. L’INPS lavora su elenchi ufficiali e se non ci sono registrazioni non può fare i calcoli.
    Il problema sarebbe risolto ristabilendo la quota 96 e poi 97 l’anno prossimo ma la cosa non è prevista dalla legge .
    Questo è il punto.Quindi entro giugno il ministro dovrebbe fare le regole per gli accessi, tenendo conto di queste cose , per evitare discriminazioni su discriminazioni

  33. Condivido in pieno, Antonio! Infatti, io, pur essendo iscritta da una vita alla CGIL, prima di aderire allo sciopero guarderò BENE le rivendicazioni! Infatti, con tutto il rispetto per i lavoratori esodati e in mobilità, io (39 anni ininterrotti di lavoro, ma “solo” 56 di età) per ora non vedo alcuna seppur flebile richiesta di rivedere la norma dei 40 anni contributivi! Di conseguenza, è brutto dirlo e mi brucia anche, però non ho intenzione di scioperare SOLO per gli altri (…che tra l’altro hanno lavorato meno di me)!
    Probabilmente questo governo DI DESTRA (che è solo meno impresentabile di quello del vecchio miliardario di Arcore e del padre del Trota) punta proprio a questo: far in modo di creare divisioni fra i lavoratori.
    ON. DAMIANO, BATTA UN COLPO! QUESTO BLOG E’ SUO, QUINDI SAREBBE CARINO SE OGNI TANTO RISPONDESSE!!!
    Una ex-elettrice storica del PD

  34. Daniela hai ragione, on. Damiano si renda conto che il problema non è solo difendere gli esodati (che pure vanno difesi) ma il furto fatto ai lavoratori, occupati, disoccupati, mancati pensionandi, futuri licenziati è grandissimo e il maltolto va ripristinato in toto. I 40 anni devono tornare ad essere un diritto acquisito.

  35. La fornero vuole dare un piccolo sussidio a chi rimane fuori(esodati)
    ma lo dia alla figlia il piccolo sussidio,
    la Fornero DEVE risolvere, e CON L’ESONERO, la cosa nella stessa maniera per tutti i 350.000 esodati, quanti ne sono!

  36. L’impressione è proprio quella, che, al di là delle apparenze e delle dichiarazioni, i sindacati, ed il PD, lavorino in tandem con la Fornero..
    Intanto la Fornero presumibilmente non affronterà la questione esodati se prima non sarà passata la riforma del lavoro, in quanto ha bisogno che scompaiano CIGS e mobilità, e resti quella “emme” di ASPI del quale, a causa dell’importanza dell’art. 18., nessuno parla.
    Poi il giochetto è il seguente: a quello che impone la Fornero, si propone il ritocchino.
    Non si parte, come si dovrebbe, con quelle che una volta erano chiamate “le piattaforme rivendicative”! Ovvero con una base di riferimento, discussa e stabilita con la base, che definisca degli obiettivi di riferimento: no! Si va così, alla “pifferaio magico”: Camusso, Bonannni, Angeletti, suonano il piffero, e noi, come imbecilli, tutti dietro! Ma “tutti dietro” per andare dove? Qualcuno sul quale l’incantesimo non ha fatto bene effetto, si chiede: da nessuna parte! La manifestazione del 13, infatti, non è “per andare”, ma per dimostrare a tutti, a partire dalla Fornero, che possono stare tranquilli, perché sul gregge, loro, i sindacati, hanno ancora tutto il controllo necessario: “vedete come sappiamo radunarli, all’occorrenza?”, “vedete come ci seguono, senza sapere nemmeno dove li intendiamo portarli?”, “vedete come sono mansueti, dopo tutte le fregature che gli abbiamo dato?”.
    ——-

    @ giovanni focchi

    è vero, non tutto semplicemente bianco o nero, e per determinare “chi” dovrà essere oggetto di attenzioni, c’è da fare un certo lavoro. Sicuramente, penso, potrebbero venire in soccorso anche i sindacati. Loro immagino lo sappiano, vertenza per vertenza, caso per caso, come starebbero le cose, azienda per azienda, ente per ente.

    Quello però che la Fornero non vuole vedere, è la ragione di fondo dalla quale nasce l’esodo.
    L’esodo è sempre un qualcosa che nasce dall’azienda. Dall’azienda, e in comunione col sindacato.
    Le aziende, ed è questo che fa scadere la Fornero attestata su una posizione ottusa e becera, fondamentalmente di parte, intendono periodicamente svecchiare il proprio personale, e non solo.
    Ieri, su un’emittente TV, c’era una dottoressa del CENSIS, lucidissima, la quale ha giustissimamente osservato che non solo si tratta di svecchiamenti, ma che in azienda, certi processi produttivi, con la tecnologia, finiscono fatalmente col determinare esuberi!
    Se, ad un’azienda, quando aprì, 110, 15 anni fa, servivano 100 persone, oggi verosimilmente potrebbe essere in grado di fare lo stesso lavoro, e anche di più, col 20% di personale in meno!
    Quegli esuberi, però, ce lo possiamo scordare, che possano trovare impiego presso altre aziende, perché la tendenza alla riduzione del personale, è generalizzata.
    Lo svecchiamento anche, da un punto di vista economico-pratico, è assolutamente giustificato! Prendiamo un disegnatore progettista meccanico, diplomatosi 30’anni fa, che “pretenderebbe” di fare tutto con tecnigrafo, carta lucida, graphos e lametta: ma dove si presenta,di fronte ad un ingegnere meccanico, erudito nell’uso di workstation dedicate non solo al disegno meccanico, ma capaci anche di fare test di dissipazione del calore, di rottura ai carichi, e cose del genere?

    La Fornero può dire e fare tutte le menate che le pare, il fatto è che le aziende, molti dei propri dipendenti, arrivati ad una certa età, non li vogliono più. Non sanno letteralmente cosa fargli fare!

    L’esodo, anche se formalmente è su base volontaria, nella realtà delle cose, offre nulla, da scegliere.
    Alcuni miei colleghi, che hanno accettato l’esodo incentivato verso la pensione, mi han riferito che tale decisione sarebbe stata condizionata dal fatto che l’azienda, e il sindacato, gli avrebbero fatto sapere, più o meno velatamente, che altrimenti li aspettavano periodi, e periodi “lunghi”, di cassa integrazione.
    E che, ad un ‘eventuale aggravarsi della situazione, comunque, ed inevitabilmente sarebbero stati loro, i primi a restare fuori da qualsiasi piano di ristrutturazione.
    Come fai, a non accettare l’esodo, di fronte a tali persuasive argomentazioni?
    Come puoi pensare di restare in un’azienda per forza, quando sei sostanzialmente un “indesiderato”, e quando anche il sindacato di fa capire che non è il caso di insistere?
    È chiaro, che di fronte a probabili mesi di cassa integrazione, ad un licenziamento per motivi economici, e altre amenità del genere, uno sceglie l’esodo incentivato.
    Paradossalmente lo si sceglie proprio per non incappare nella Fronero! Pensa te!
    Sì! Perché uno dice: “Sai che è? Fammi approfittare ora, che se allontanano l’età per la pensione, poi rischio davvero di non prenderla più!”.

    Di questo, di questi meccanismi, se ne dovrebbe tener conto, e la Fornero non lo fa!
    La Fornero, peggio di un automa, gli esodati li cataloga tutti come disoccupati! E pensa di aver risolto il problema!
    In effetti, per la parte che la interessa, lo ha pure risolto!

  37. Bersani, come il Nerone di Petrolini:
    “Popolo (di Roma, ndr), vi darò tutto quello che vorrete… basta che non mi chiediate niente!”.

    Se posso, vorrei suggerire un giro su Servizio Pubblico, sotto Facebook, in particolare per quanto riguarda la galleria fotografica,,, ma anche il resto, naturalment

  38. Il ministro Fornero, a “Radio anch’io”, parla di riforma delle pensioni e del lavoro. “Il governo troverà una soluzione equa, anche sugli esodati”: ragazzi! Più chiaro di così!
    UNA SOLUZIONE EQUA, DALLA FORNERO?

    Se tanto mi da tanto, mi sa che dopo la soluzione equa per gli esodati, si metterà a piangere una seconda volta!

    È la fine.

  39. bisogna pensare a tutte le storture di questa porcata pensata solo per fare cassa , sulla nostra vita VERGOGNA!!!!!!! anche se ci fosse il lavoro come si fa a lavorare come il sottoscritto 43 anni e 9 mesi! e dopo andare con la penale!!!!!!!! gradualità solo con la gradualità si da un senso a questa porcata tutto doveva cominciare dal 2018 2020
    .Così tutto andava a suo posto senza rovinare la vita a tutti i lavoratori e pensionandi!!!!!!!!!!!!

  40. Ho letto il volantino della cgil pensioni:Camusso,il 13 aprile in piazza per i diritti. Il volantino dice:Mobilitazione per modificare la riforma del mercato del lavoro e manifestazione contro la riforma delle pensioni.Nello specifico dice:sulla riforma pensioni,si devono tutelare gli esodati e le varie criticità e gradualità nel passaggio alla nuova riforma per le donne.Che schifo,ma perchè gli uomini no,la gradualità per loro non non esiste? E il ripristino dei 40 anni di contributi,tanto caro alla Camusso è passato nel dimenticatoio? Vergogna,io in piazza ci andrò quando sul sito della CGIL ci sarà scritto:Tutti in piazza per il ripristino dei 40 anni di contributi,aquel punto sono disposto a rimanervi a oltranza. Il trucchetto di fare dei piccoli ritocchi,non funziona i lavoratori ne hanno piene le palle,il ripristino dei 40 anni per tutti è l’obbiettivo di tutti i lavoratori.( Lotte vere per obbiettivi veri!) La crisi la debbono pagare i ricchi che non sono ancora stati toccati,anzi si stanno arricchendo sempre di più alle nostre spalle. CGIL e P.D. è ora di fare sul serio, se continuerete a fare solo piccole lotte imbarazzanti,presto anche voi dovrete cercarvi un altro lavoro,perchè i vostri iscritti si stanno organizzando per decidere di disdire le tessere di partito e sindacali. CAPITO??????????? amici del blog, fateglielo presente anche voi , grazie!!!!!!!!

  41. nata nel 1953 con 38 anni di contributi e con la mobilita’ finita a gennaio 2012 avrei dovuto andare in pensione di vecchiaia a 60 anni nel 2013 con la riforma che avete votato la mia pensione si sposta nel 2019 BEN 6 ANNI IN PIU’ chiaramente ormai sono senza lavoro e sono sicura per sempre .
    spero che le proposte per gli esodati tengano conto anche di quelli che entro i 24 mesi sarebbero andati in pensione di anzianita’
    ho sempre apprezzato la sua visione dei fatti nei vari comizi da lei presentati spero che ora vengano I FATTI VERI
    NON DELUDETE QUESTA VOLTA SE NO E ‘ PROPRIO FINITA
    cordiali saluti
    vanda

  42. Concordo con Antonio e Daniela, il problema fondamentale è ridare gradualità alla riforma.
    Tutti però non ne parlano più, addirittura anche i più agguerriti sostenitori dei 40 anni, compreso l’Onorevole Damiano asseriscono che l’impianto della riforma va bene così e non si deve smontare.
    Caro Onorevole i 40 anni diventeranno 42 poi 43 ecc., non è per caso una vergogna?
    Non bastavano i 41 anni del governo Berlusconi?
    E’ stata contestata la finestra mobile di Berlusconi ed ora è stata accettata una legge da macelleria sociale.
    Ora risolveranno il problema degli esodati e poi per il resto non ci sarà più nulla da fare.
    Spero che le prossime elezioni vi facciano pentire delle scelte scellerate fatte.

    Gianni

  43. Mi fa piacere leggere che in molti cominciano sia a capire le dimensioni del problema sia la fregatura che si comincia a vedere all’orizzonte.
    Le persone senza pensione e senza stipendio sono ormai un numero che è completamente fuori dai fondi che il Governo aveva stanziato con il decreto SalvaItalia.
    Chi ha avuto modo di ascoltare l’intervento in videoconferenza del Ministro Fornero al convegno sul tema del Sole24ore ha potuto ascoltare dal lei direttamente, in modo forse anche troppo trasparente, come andrà a finire.
    I fondi non ci sono ed il Governo non sa come trovarli (detto fra noi perchè non vuole trovarli); la nominata clausola di salvaguardia non è una soluzione reale perchè punta gli imprenditori e non è facile che diventerà attuabile. Il governo entro Giugno varerà dei meccanismi di priorità e filtro in modo da fare delle classifiche e stabilire chi ha bisogno di essere salvato di più dimenticando come prima cosa che qui si parla di pensione , cioè di un diritto che non può diventare un’elemosina. Un elemosina….. si proprio tale perchè le parole del Minsitro fanno chiaramente intendere che non ci saranno i soldi per dare la pensione a tutti gli esodati e agli altri già previsti nel comma 14 dell’articolo 24; per cui probabilmente i primi della lista sperimenteranno i nuovi ammortizzatori sociali, l’ASPI per intenderci.
    Insomma a qualcuno, fortunato secondo loro, invece delle pensione sarà erogato un aiuto del valore da 500 a 700 euro fino al maturamento della pensione secondo la nuova normativa; ai meno fortunati che saranno ritenuti “abbienti” da questo Governo di “ricchi” non sarà erogato un bel nulla asserendo che hanno di cosa campare da soli. Pare che basterà avere una seconda casa (nel nucleo familiare) per rientrare in tale categoria. Seconda casa sulla quale ti chiederanno di pagare nel frattempo senza stipendio e senza pensione una IMU maggiorata e se non paghi Equitalia sarà lieta di entrarne in possesso. Questo è il Governo tecnico che abbiamo.

    Francesca

  44. Recentissima dichiarazione del sottosegretario Polillo a la Repubblica che riferendosi agli “esodati” afferma che se si sono firmati dei contratti e poi sono cambiate le condizioni che legittimano quell’accordo il lavoratore potrebbero chiedere che l’accordo sia annullato.
    Si parla sempre di contratti firmati e non di parole.
    Questo potrebbe significare che le aziende saranno costrette a riassumere.D’altra parte questa ipotesi non era stata esclusa dal ministro Fornero durante il suo intervento al Sole 24 Ore di pochi giorni fa.
    Personalmente credo che sia il tentativo di fare capire alle aziende che dovranno mettere mano al portafoglio così come previsto dalla clausola di salvaguardia introdotta dal milleproroghe.

  45. Caro Giovanni Fiocchi
    condizione necessaria perchè quell’accordo sia impugnabile, senza garanzie di vincere, è che ci sia espressamente scritto nell’accrodo che accompagnava alla pensione citando quale tipo di diritto veniva maturato: ovvero quota 96 oppure 40 anni di contributi.
    Sono poche le aziende così ingenue da aver messo questo nel contratto di risoluzione del rapporto di lavoro.
    Poi ci sono le aziende che non esistono più.
    E poi non prendiamoci per i fondelli, a quelle aziende stanno consentendo di licenziare senza giusta causa, dobbiamo credere che invece le obbligheranno a riassumere le risorse più anziene di cui si erano liberate?
    io non ci credo.

    Francesca

  46. Beh chi ha seguito In onda stasera con il Prof Polillo come ospite avrà capito ancora meglio in che guaio siamo.
    Polillo prova a dire qualcosa, forse imprudentemente da tecnico ed è subito smentito dal Ministero.
    Per i politici ha detto una cosa gravissima: quando ha portato in commissione (Senatori) il problema degli esodati portando con se la Ministro Fornero ha fatto una figuraccia; nessun senatore aveva richieste da fare in merito. Da non crederci

  47. Mi scusi Onorevole, Lei dice che bisogna trovare una soluzione per tutti gli esodati, oltre ai 65000 già coperti per legge (è una Sua dichiarazione riportata dal Messaggero). In attesa delle decisioni e delle lacrime del Ministro, ci dica almeno chi sono questi 65000 beati. Almeno ci saranno tutte queste persone che si faranno passare l’ansia. Ci parli una volta, ci faccia sentire che c’è. Leghi al tavolo i suoi collaboratori e ci dica chiaramente: quelli licenziati fino al…. rientrano nei 65000 e sono tranquilli, poi vediamo il resto. L’Inps non sa da che parte sbattere la testa, anzi non sa proprio, ma voi non dovreste avere problemi. Ci parli, Onorevole, prima che un infarto ci porti via tutti…….

  48. Francesco 52
    65000 è un numero orientativo. L’ultima versione del decreto tramutato in legge al comma 15 art24, che tratta questa materia, dispone dei limiti di spesa per ogni anno e non un numero di persone. Per il 2013 ci sono 260 milioni di euro che il mille proroghe ha aumentato mi pare di una sciocchezza a 265 Milioni inserendo però molte persone.
    Non ci sono certezze che ti possono dare. Il ministero entro Giugno chiarirà ad INPS come stilare le graduatorie delle varie domande che arriveranno e che hanno diritto perchè rientrano nei vari punti del comma 14. Raggiungo il limite di spesa le successive domande verranno rifiutate ed il lavoratore potrà morire tranquillamente di fame se non ha come aspettare gli anni che gli mancano alla pensione con le nuove regole

  49. Titolo sul web:
    “Il sottosegretario Polillo apre sugli esodati Ma il governo lo gela: “Se ha la ricetta lui…”

    Polillo: “…gli esodati possono chiedere l’annullamento degli accordi presi con l’azienda. Siccome è una norma che non costa, posso dire fin da adesso che il ministro dell’Economia non si opporrà ad una norma di questo genere, in Parlamento ci sono orecchie sensibilissime su questo”.
    Ma dal governo non è arrivata nessuna conferma. Anzi, dal ministero del Lavoro fanno sapere che “se il sottosegretario al ministero del Tesoro, Gianfranco Polillo, ha un buona ricetta per risolvere il problema degli esodati, se ne faccia carico personalmente”.

    Come la interpreto io, questa cosa qua?
    Non è che le risorse non ci siano: non ci debbono essere!
    Lo scopo è mettere alle strette gli esodati, contando sul fatto che, tra il morire di fame e l’adattarsi a fare qualcosa, si dovranno piegare a fare qualcosa!
    Qualsiasi cosa!
    Purché non costino, non percepiscano subito pensioni e, gioco forza, rendano!
    Ritengo sia accettabile anche il nero!
    C’è già stato chi la ha rivalutato pubblicamente, l’economia sommersa, no?
    In fondo, un professore che da ripetizioni in nero, al di là dei moralismi, al ragazzo qualcosa in più sempre gliel’ha insegnata, no? A evadere, magari. Un po’ il Paese è sempre cresciuto, no? In peggio, direi.

    Polillo temo abbia preso un granchio. Forse non si è reso prontamente conto che la storia delle risorse che mancherebbero è, appunto, solo una storia.

    Uno si chiederà: “ma quale problema creerebbe, al Ministero, l’annullamento degli accordi tra esodati ed azienda di (ex) appartenenza, se dovrà poi essere questa, a farsi carico dell’onere di reintegrare il lavoratore?”: e bravo Pierino, che ha fatto la domanda giusta!
    Secondo me, il problema sta nel fatto che quelle aziende, se li ha incentivati ad andarsene, quei lavoratori, non avranno nessuna intenzione di riprenderseli!
    “Sì”, insisterà il perspicace Pierino: “Ma la legge è uguale per tutti: se gli accordi non sono più validi, le aziende dovranno per forza ricollocare quei lavoratori!”.
    La legge uguale per tutti? Seee!
    È qui, che vien fuori la prova del nove, sulle spiccate caratteristiche politiche, ovvero di destra, del governo Monti: in attrito con le aziende, in contrasto con queste, evidentemente non ci si può mettere! Sarebbe una contraddizione in termini! Visto che il governo Monti è retto, sostanzialmente e principalmente dal PDL! Ovvero, proprio da quella aziende alla quali non intenderebbe mai e poi mai pestare i calli.
    Infatti. se toccasse gli imprenditori, penso io, gli arriverebbe uno scoppolone (scapaccione!) tra capo e collo, al governo Monti, che prima ancora di capire da dove è partito, sarebbero già tornati tutti a fare i professoroni nelle università!

    Ci può stare?
    Secondo me, ci può stare!

    La storia delle risorse, la vedo solo come una bufala.

  50. ”Io – conclude Polillo – non so quelle che saranno le soluzioni legislative prese: questo Governo ha fatto dell’equità uno dei cardini della sua azione politica e non lasceremo per strada delle persone che non hanno nessuna colpa rispetto agli accordi che hanno sottoscritto con le aziende. Questo Governo né quelli futuri potranno ignorare la situazione”.
    E un governo da mandare a casa,improvvisano tutto

  51. Quoto stefano, on lunedì, 2 aprile 2012 at 7:18 al massimo!

    Sull’equità di questo governo, si affollano tante di quelle frasi negative da scrivere, che non si riesce a sgarbugliarle per quante sono.

    Inoltre, e proprio sotto il profilo tecnico, fanno eccezionalmente schifo: “prima” avrebbero dovuto conoscere il numero degli esodati, ipotizzare una soluzione, e solo “dopo”, varare la riforma delle pensioni.
    Senza parlare del voler decidere sugli emolumenti dei Parlamentari, cosa non nella facoltà di un governo. E adesso l’IMU: non ci sarebbero riferimenti precisi su come calcolarla!

    ——

    Comunque scrivevo per chiedere chiarimenti a Damiano: ieri, nell’anticipazione della puntata che, se non sbaglio, andrà in onda stasera, Polillo si è lamentato dell’atteggiamento dei politici in Senato, rispetto questo tema. A suo dire, sollecitato da non ricordo chi, o cosa, fece pressione sulla Fornero perché si recasse in commissione (Lavoro? Wellfare?) in Senato, proprio per iniziare ad affrontare la questione esodati. Giunti in commissione, con la Fornero disponibile all’ascolto, nessuno dei Senatori presenti avrebbe detto una parola: né quelli di destra, né quelli di sinistra. Come a dire: “in realtà, cara Ministra, a noi, degli esodati, non ce ne può fregare di meno!”.

    Come potrebbe spiegarla, questa cosa, l’Onorevole Damiano?

  52. La “perspicacia” di Polillo, l’articolo 18, e gli altarini che si scoprono.

    Ma è possibile pensare che la Fornero, fautrice di una riforma (?) che da la facoltà alle aziende di licenziare discrezionalmente, possa nel contempo, avvalendosi dell’ipotesi formulata da Polillo, rivolgersi a quegli stessi datori di lavoro per dirgli: “Ed ora, in nome della legge, riprendetevi questi 350.000 esodati?”: gli arriverebbe uno scoppolone (scapaccione!), al governo Monti e alla Fornero, che prima ancora di capire da dove è partito, sarebbero già tornati tutti a fare i professoroni all’università!

    Piuttosto c’è da chiedersi: come lo avrebbero risolto, le aziende il problema con questi lavoratori incentivati all’esodo, se avessero avuto quello strumento che la Fornero intenderebbe fornirgli, del licenziamento per ragioni economiche senza possibilità di reintegro?

    Ma lo si vede o no, che contro le infamie, non c’è bi sogno di inventarsi nulla, perché la verità parla da sola, ed ogni tassello può essere inserito correttamente solo nella sede preposta ad accoglierlo?

    Se passa la modifica dell’articolo 18, di esodati, non ce ne saranno più: tutti licenziati!
    E non a caso, alla Fornero, viene infatti naturale l’equazione: esodati = disoccupati!
    Chiaro?

  53. @Francesca c.
    Hai perfettamente ragione, la mia è stata solo una semplificazione e un tentativo di pungolatura e provocazione in quanto dopo l’iniziale salvataggio di questo numero X di inoccupati coperti a grandi linee dai fondi stanziati la platea è stata successivamente allargata di molto, anche con la partecipazione dell’Onorevole, ma senza per questo trovare prima una copertura adeguata. Personalmente verso i contributi volontari da oltre quattro anni e, se da un lato prima dell’allargamento mi sentivo abbastanza tranquillo sull’esito, ora siamo decisamente nella lotteria. Per carità, più persone di salvano meglio è, non voglio essere tacciato di egoismo puro. Ma si dica almeno se gli esodati della seconda ora entrano a pettine a seconda della maturazione dei diritti pensionistici o vanno in coda, o se ci sono categorie che hanno la priorità perchè meno “rifocillati” di soldi e più “paganti”, o se si fa di tutta l’erba un fascio. Insomma, l’Onorevole fa pur sempre parte del governo, in quanto di un Partito che sostiene la coalizione, e quindi, non me ne voglia, qualche parolina in più dei nudi comunicati, o delle proteste vibrate verso il Ministro con tutte le buone intenzioni del caso ce le potrebbe dire. Anche per tenere viva la conversazione. Qui c’è sempre il sospetto di scrivere tanto e che poi qualcuno prenda tutti i post e li getti nel cestino senza nemmeno degnarli di un’occhiata. Se siamo messi in queste condizioni nel nostro paese non è certo colpa degli esodati.

  54. A mio giudizio dovrebbero valere le regole della data della firma degli accordi.E’ chiaro che uno se ne è andato facendo affidamento sulle regole valide in quel momento e su quelle regole ha costruito una aspettativa.
    Se aziende e sindacati hanno firmato accordi al ministero e poi , cambiate le regole l’accordo non vale, si potrebbe configurare un atto doloso. Il dolo è causa che determina l’annullabilità del contratto quando è determinante del consenso, cioè quando il raggiro induce il soggetto a stipulare un contratto che altrimenti non avrebbe stipulato. L’art.1439 del c.c. recita testualmente: il dolo è causa di annullamento del contratto quando i raggiri usati da uno dei contraenti sono stati tali che, senza di essi, l’altra parte non avrebbe contrattato.

  55. E bravo Polillo!

    A ripensarci, se la soluzione di Polillo ha irritato la Fornero, qualcosa di buono per il lavoratori dovrà pur esserci.
    Una volta si diceva: “Se va bene ad Agnelli, deve essere una fregatura per gli operai”.

    Andiamo un attimo a vedere che cosa, verosimilmente, avrebbe potuto irritare la Fornero.
    Io, un’idea, me la sono fatta.
    Sì, perché a ben pensarci, se i lavoratori adissero le vie legali, e chiedessero l’annullamento degli accordi in ragione delle premesse mutate, e ottenessero il ricollocamento in azienda, alla Fornero, cosa gliene calerebbe?
    All’apparenza, niente!
    Anzi! Sempre all’apparenza, alla Fornero, tale soluzione, potrebbe cadere come il cacio sui maccheroni! Infatti, la Fornero, potrebbe anche cavarsela con un: fato ricorso, e buona fortuna!
    E allora, cosa ci sarebbe, che non va, in questa soluzione?
    Ho il sospetto, per usare un eufemismo, che Fornero-Marcegaglia-Berlusconi, per essere sbrigativi, “coincidano” più di quel che sembri!
    La Marcegaglia (lo so che non è più lei…) e Berlusconi, ovvero “e il PDL”, si aspettano, dalla Fornero, la discrezionalità nei licenziamenti!
    Per questo, l’hanno messa lì dov’è! Oltre che per farci lavorare 5, 6, 7 anni di più!
    Non per regalare caramelle!
    E lei non le regalerebbe!
    Ma con la trovata di Polillo, i lavoratori, gliele potrebbero via da sotto il naso lo stesso, “le caramelle”! E questo, gli imprenditori, non potrebbero perdonarglielo, alla Fornero!
    Non potrebbero perdonarle di aver perso il controllo sulla situazione!
    Non potrebbero perdonarle di averle dato tanto potere, bypassando persino le regolari elezioni, ed invece di essere riuscita a dare agli imprenditori la facoltà di licenziare, questi si ritroverebbero con una rogna giudiziaria che, grosso modo, li costringerebbe a riassumere sino a 350.000 addetti!
    Il fallimento totale! Per la Fornero, per Monti, per Napolitano e compagnia bella!

    Gli esodati dovrebbero cominciare a muoversi, cautelativamente, proprio nella direzione indicata da Polillo!
    Rivolgendosi alla Giustizia!
    E richiedendo “riti abbreviati”!
    Una cosetta da farsi così, “cotta e mangiata”, nel giro di un mese, massimo due!

    Senti! Senti!
    Non si può escludere che tra gli esiti possibili potrebbe esserci anche la disponibilità delle aziende ad erogare ulteriori incentivi all’esodo!
    Per adeguarli ai termini cambiati!
    Sì, perché verosimilmente gli costerebbero sempre meno di uno stipendio pieno, con tanto di tasse!
    In che bel pasticcio li avrebbe messi gli imprenditori, la Fornero, eh?!
    Mica male!

    E bravo Polillo!

  56. Mi sa mi sa che al governo ed agli imprenditori conviene mandarci tutti in pensione invece che sobbarcarsi cause su cause.
    Hanno fatto un pasticcio bello grosso(il diavolo fa le pentole ma non i coperchi)? Da anni si sono messi d’accordo di cacciare la gente dalle fabbriche e poi di far loro mancare la pensione?Adesso tocca loro risolverlo altrimenti saranno altri a farlo!!

  57. questo governo delle riforme,in realta’ non ha riformato cio’ che doveva,ha solo fatto cassa coi piu’ poveri in quanto sono di piu’……!e il gioco e’ fatto.
    questo governo ci sta’ portando alla rivoluzione,la gente e’ stanca ,terrorizzata,immobile e l’ansia sta’ creando non poche patologie,la gente non ce la fa’ a mangiare figuriamoci poi pagare tante tasse,gabelle,bollette,siamo i piu’ tassati d’europa per non dire del mondo,andiamo in pensione piu’ tardi di tutta europa,ci hanno fatto fare i compitini e noi abbiamo voluto fare sempre i piu’ bravi,mettendola in c……….agli italiani tutti.la pensione che aspettavamo da anni e’ arrivata ma questi buffoni ce l’hanno tolta sul traguardo . questo stato e questo fisco ci stanno massacrando e costringono la gente a darsi fuoco perche’ sono in difficolta’ reale e chi si da’ fuoco non e’ un evasore caro damiano.comunque bisogna rifare la riforma pensioni e dargli una maggiore gradualita’ altrimenti saranno guai seri e tensioni sociali che non si sa’ dove porteranno.

  58. Avrei 3 punti di riflessione:
    -Il Sotto Segr. Polillo non penso parli a vanvera. Dell’ipotesi di reintegro degli esodati ne avranno sicuramente parlato. Per chi ha seguito la puntata di Report con ospite il Ministro Fornero, tale ipotesi era trapelata. Qui vedo un problema, si tratta di reintegro su licenziamenti dovuti a problemi di riorganizzazione e pertanto economici in pieno contrasto con quanto in discussione per la riforma del Lavoro. Io non so voi, ma io sono uscito in moblità e i mesi precedenti alla riforma sono stati difficili, non voglio usare il termine mobbing ma sicuramente dequalificazioni successive. Per cui questo cosa vuol dire, un reintegro per poi uscire nuovamente per cause economiche?
    -La legge. Sempre il Ministro Fornero a Report ha detto che le leggi possono essere anche sbagliate. Verissimo, ma le leggi regolamento l’andamento dello stato e della Popolazione. Chi si è trovato per strata lo ha fatto perche in quel momento le leggi consentivano alle Aziende di farlo e davano indicazioni alla gente per decidere. Smentire questo rafforza l’idea che va bene a chi le leggi le vìola, vedi evasori ecc.
    -Ultimo punto particolarmente desolante: vedo che l’obiettivo di accendere la querra fra poveri è stato raggiunto. Mi riferisco alla nota di
    “Daniela, on sabato, 31 marzo 2012 at 13:34 said: “. Per cortesia non condanni chi si è trovato vittima incolpevole di essere in un’età critica vicina alla pensione in un’Azienda in difficoltà. Alla fine è gente che almeno 35-37 anni ha contribuito e se poi si ritrova in mobilità a € 700 al mese non si deve sentire un parassita.
    On. Damiano, per cortesia non molli la presa. Grazie.
    Cordiali saluti.
    Massimo

  59. Per Massimo. – Forse non mi sono espressa bene: è sacrosanto risolvere i problemi di chi è esodato/in mobilità e si troverà senza stipendio e senza pensione! Ho però voluto ribadire che:
    1) occorre rivedere PER TUTTI la riforma Fornero;
    2) i sindacati non possono chiamare allo sciopero persone come me (lavoratori precoci) se tra le rivendicazioni c’è solo il problema degli esodati e non c’è anche la MAGGIORE GRADUALITA’ PER TUTTI!
    Ma la Fornero non sarà per caso parente della Gelmini? Entrambe mi sembrano molto preparate in materia di CONTRORIFORME!!!

  60. Oltre alle criticità, esodati, mobilitati, ricongiungimenti onerosi, Vi pregherei con tutto il cuore di CALDEGGIARE e LOTTARE per i cittadini comuni, i soliti “poveri disgraziati” senza tutele e ammortizzatori, nella fascia oltre i 55 anni lavoratori del settore privato e autonomi con una precarietà e pochezza di lavoro che è intrinseca (personalmente 1953 con un lavoro solo sulla carta e al di sotto della soglia di sopravvivenza, in attesa della sospirata pensione di vecchiaia che si è allontanata di 6/7 anni, sto cercando un nuovo lavoro, non mi ridono in faccia perchè sono una persona perbene, ma mi guardano come se fossi una aliena…provo vergogna e umiliazione) devono valere le vecchie regole per il pensionamento, sia di anzianità che di vecchiaia, la GRADUALITA’… che non viene più menzionata, portare a regime intorno al 2018 l’immonda riforma (sarebbe meglio abrogarla e riscriverla con equità e l’aggancio all’aspettativa di vita che sia incentivato e volontario per le generazioni a venire), in modo che si spalmi il criminoso baratro. La riforma delle pensioni se si incrocerà con la ventilata riforma del mercato del lavoro perpetrerà dei danni insanabili al tessuto sociale, sarete correi e corresponsabili della povertà e sfruttamento di una massa enorme di popolazione, e dei relativi suicidi per cause economiche. Speriamo di essere ancora in tempo a smuovere la stasi che ha colpito la “predatoria” classe politica che sta facendo fare il “lavoro sporco” a questi sedicenti tecnici, vanagloriosi, arroganti, ignoranti e che hanno dimostrato che, mettere su tasse e schiacciare il popolo non si necessita della laurea e docenza alla Bocconi…questo lo sa fare chiunque. Posso affermare che con la “sola cura della buona madre di famiglia” avrei fatto decisamente meglio e in maniera molto più equa, chiamando a contribuire i miei figli più benestanti, tagliando le spese inutili o rimandabili e rimodulando lo stile di vita mia e dei miei figli… vedi patrimoniale seria su grandi patrimoni, taglio numero politici, amministrazioni pubbliche, province, enti decotti, abolizione acquisto F35, asta su frequenze, accordo con la Svizzera per recupero denaro sottratto da italiani e lì depositato, processare e far pagare chi ci ha governato e portato a questa situazione disastrosa, non basta richiedere la responsabilità dei giudici, occorre immettere anche la responsabilità civile e penale di chi è al governo. Controllare i patrimoni personali e dei familiari dei politici, imprenditori, banchieri, e di tutti coloro i quali hanno corrotto, lucrato per il proprio interesse anzichè per il bene della collettività… ho 59 anni e sono STANCA, ARRABBIATA E DEPRESSA, e come il Vesuvio… potrei ESPLODERE.
    Per i SINDACATI e per VOI DEL PD, vale il proverbio meglio tardi che mai, avreste dovuto IMPUGNARE IMMEDIATAMENTE la riforma della FORNERO sulle pensioni. Non è possibile che la notte dell’annuncio della MINISTRA io abbia pianto, perché da subito mi è apparsa la gravità e la nefandezza del contenuto, non solo per noi PENSIONANDI… tra il prima e il dopo il 31 dicembre 2011, ma soprattutto per i giovani a seguire, condannati ai lavori forzati, e con una pensione da “fame” con una forbice tra il 35/60% dello stipendio… la riforma Fornero condanna all’indigenza o al cimitero.
    SE LA BATTAGLIA DEVE ESSERE FATTA, SIA PER TUTTI… SVEGLIATEVI DAL TORPORE!!!

  61. Polillo se non altro ha avuto il merito di avere sollevato un problema.
    E’ di pochi minuti la notizia sul sole 24 Ore che il FABI(sindacato bancari ) e soprattutto Marcegaglia alzano la voce.
    Marcegaglia che conosce l’esistenza della clausola di salvaguardia(Art.6-bis milleproroghe) e paventa una marea di azioni legali dice testualmente in merito agli esodati:«non è però accettabile che questo significhi un aumento del costo del lavoro per le imprese ,se c’è un problema di questo tipo lo Stato vi deve fare fronte» perchè le imprese «hanno già un cuneo fiscale e contributivo più alto di 5,5 punti rispetto alla media europea».

  62. giovanni focchi, on lunedì, 2 aprile 2012 at 11:36 said:

    “Mi sa mi sa che al governo ed agli imprenditori conviene mandarci tutti in pensione invece che sobbarcarsi cause su cause…”

    Secondo me non è detto sia proprio così.
    Naturalmente riferisco una mia soggettiva valutazione, per carità!

    Il punto è che Polillo potrebbe aver visto giusto.
    Ora, immaginiamo che così sia, che con un ricorso, il giudice possa costringere le aziende a riassumere gli esodati, cosa succederebbe?

    Vedo la cosa svilupparsi su due piani, quello pratico e quello politico.
    Sul piano politico, penso sarebbe un disastro, per la Fornero.
    E penso questo perché la Fornero, secondo me, a fare la Ministra, non ce l’hanno messa gli esodati, ma i datori di lavoro.
    La Fornero, in altre parole, è sostenuta dalla destra di Berlusconi e Casini, destra della quale fanno parte prevalentemente gli imprenditori, i ricchi, i benestanti, piuttosto che gli operai.
    La Fornero si troverebbe in grande imbarazzo, per usare un eufemismo, perché passerebbe da quella che doveva assicurare i licenziamenti discrezionali con la riforma dell’art. 18, a quella che, non sapendo gestire la situazione, a invece messo gli imprenditori nella posizione di dover riassumere 350.000m addetti!
    Il fallimento completo!
    Devo insistere: anche se parrà ovvio, è necessario sottolineare e ribadire che ai datori di lavoro, stanti le condizioni ante-Fornero, quei 350.000 esodati, vanno arci benissimo! I datori di lavoro, per quei 350.000 esodati, non hanno nessun rimpianto e nessuna nostalgia.
    Questo, il piano politico.

    Sul piano pratico, ci sarebbe 350.000 persone che le aziende non rivogliono indietro. Una Fornero messa lì dagli imprenditori stessi affinché si possa licenziare a costi piu contenuti, un maggior numero di pensioni. Una Fornero che se fa cassa con le pensioni, non lo fa certo per sprecare risorse con gli esodati.

    I due estremi sono che le aziende gli esodati non li rivogliono indietro, e che a questi, la Fornero, si guarderà ben di dare la pensione.

    Cosa POTREBBE ACCADERE?
    Potrebbe accadere questa bellissima cosa, ma forse ci vorrebbe qualcuno lì, pronto a lavorare e pilotare il tutto: intanto impugnare gli accordi, secondo le indicazioni di Polillo: le premesse sono cambiate, gli accordi di esodo con l’azienda non sono più validi, gli esodati devono essere reintegrati.
    Non occorrerà certo fare 350.000 cause: basterà che un giudice si pronunci su “casi tipo”, perché le sentenza valgano, ad espandersi, per tutti e 350.000 gli esodati.

    E QUI VERREBBE IL BELLO!!!
    Ragioniamo!
    Se un’azienda ha “esodato”, vuol dire che di quei lavoratori non sa cosa farsene, giusto?
    Che scelta resta, all’azienda, di fronte ad un reintegro imposto da un giudice? Prima che passi la riforma Fornero sul lavoro, al datore di lavoro restano due sole alternative: reintegrare il dipendente, rilanciare l’incentivo all’esodo!
    Chiaro?
    Reintegrare un dipendente costa almeno tre volte di più che rilanciare la proposta di esodo. Infatti, un dipendente reintegrato costa lo stipendio netto (immaginiamo 1.500 euro), i contributi previdenziali (immaginiamo 800 euro), le tasse più la semplice “gestione” del personale (immaginiamo 1.200 euro): circa 3.500 euro al mese!
    Quanto costerebbe, all’azienda, rilanciare l’esodo?
    1.200 euro al mese circa: la pensione.
    Si, perché per mantenere i vecchi accordi, l’azienda non dovrebbe più versare altri contributi figurativi. L’azienda dovrebbe offrire al dipendente, la pensione per quei mesi, per quegli anni, che la riforma Fornero ha scoperto.
    Non escluderei che una consistente parte dei casi si potrebbe risolvere proprio così, seguendo le indicazioni di Polillo..
    Faccio un caso pratico.
    Un esodato aveva un accordo per andare in pensione a dicembre del 2013. E di conseguenza aveva tutta la copertura previdenziale e di stipendio/pensione fino a quella data.
    Interviene la riforma Fornero, e per questo esodato la data per andare in pensione si sposta al dicembre del 2015.
    Il giudice ne dispone il reintegro.
    Cosa converrà di più, all’azienda?
    Riassumerlo per altri 24 mesi, al costo di 3.500 euro al mese, senza impiegarlo davvero, perché magari già rimpiazzato, o dargli per 24 mesi quei 1.200 euro di pensione che gli son stati rubati con la riforma Fornero?
    Io credo che potrebbero essere non poche le aziende che potrebbero optare per questa soluzione.
    In altre parole a “premesse cambiate”, non “accordi annullati”, ma “accordi rimodulati”.
    Questo, secondo me, sul piano politico, per la Fornero, equivarrebbe ad un disastro.

    Considerati gli esodati sul fronte, “datori di lavoro”, ecco come vengono considerati, secondo me, sul fronte Fornero.
    L’ho già scritto; non è affatto un caso, che il problema esodati non sia stato ancora affrontato: si aspetta l’approvazione del DDL della riforma del lavoro!
    Mi sembra facile da capire, no?
    Se la Fornero affrontasse oggi la questione, come strumenti “ammortizzatori sociali”, avrebbe la GIGS e la mobilità. Domani, a riforma approvata, avrebbe l’ASPI!
    E l’ASPI, grosso modo, non va oltre i due anni. Con l’importo di partenza che scende del 15% ogni sei mesi: questa, potrebbe essere la soluzione che proporrà la Fornero per quegli esodati ai quali dovessero mancare 24 mesi per andare in pensione!
    Un sussidio di disoccupazione che la Fornero avrà cura sia naturalmente inferiore alla più bassa cassa integrazione attualmente possibile!
    Sennò, cosa ci starebbe a fare, lei?

    Dalla TV di regime, già si possono rilevare alcune “introduzioni”!
    Quando si parla di età critica, in queste emittenti, i 55 anni stanno
    cedendo il posto ai 57 ed ai 58!
    Ieri sentivo definire gli esodati come coloro che sarebbe altrimenti andati in pensione in tempi brevi, se non brevissimi! Non ho ancora visto intervistare un 55enne!

    Intanto NON è affatto vero, che gli esodati sono coloro che prevedevano di andare in pensione in tempi brevi: chi lo ha detto?
    Gli esodati sono coloro che, spinti dal datore di lavoro, hanno “accettato” di licenziarsi avendo in cambio la copertura economica per tutto il periodo mancante per maturare il requisito pensionistico!
    Dire che si tratterebbe di persone che sarebbe andate in pensione “a breve”, è del tutto arbitrario.
    La mia paura è che la Fonero cali una mannaia sia sull’età critica, che sui mesi mancanti per andare in pensione alle precedenti condizioni. Non a caso mi pare dirami in giro la voce che non ci sarebbero risorse, e quindi soluzione, per tutti!
    Potrebbe decidere di riconoscere il sussidio di disoccupazione a chi fosse andato, alle precedenti condizioni, a 24 mesi da una certa data, e solo per chi abbia un’età anagrafica dai 57, 58 anni in su.

    Tutti gli altri: semplice disoccupati, con 18 mesi di ASPI.

    Secondo me, in un caso o nell’altro, di pensione, non se ne parlerà proprio!

  63. coloro che hanno sottoscritto accordi prima del decreto salva italia,dovranno avere una scaletta di valutazione cioè nella ripartizione,i primi con i primi,è questo è già da se democratico,infine coloro che hanno 40 anni di contributi che sono una enormita non solo la pensione bisognerebbe riconoscergli ma il titolo di cavalieri del lavoro,non essere chiamati esodati.

  64. Buongiorno.
    Sono uno di quelli che a suo tempo ha accettato un contratto regolarmente siglato dallo stato, dall’azienda e da me. Ora, senza aggiungere più di quanto non sia stato commentato e peraltro assolutamente condiviso in precedenza da altri allibiti ed incavolati colleghi, la signora Fornero ed il governo tutto non si devono assolutamente permettere di modificare tali termini in quanto elementi essenziali ed ineludibili del predetto inviolabile contratto. Il popolo è assolutamente consapevole di quanto sia vessato in modo più o meno trasparente, e quindi esasperato. Già si è visto qualcosa del genere in passato (la storia insegna). A buon intenditore……..

  65. Egregio ed illuminato On. Damiano, sono un ex bancario classe 1954 con inizio attività lavorativa 1 settembre 1973 esodato volontariamente l’1 gennaio 2009 con 35 anni e 4 mesi di contribuzione e percepisco assegno a carico del fondo di categoria per 60 mesi e cioè fino al 31 dicembre 2013, poichè la vecchia normativa fissava la mia finestra con 40 anni di contribuzione all’1 gennaio 2014; pertanto sono un derogato
    come previsto all’art 24 comma 14 lettera c del decreto Salvaitalia. Ma, se non rientrerò nel numero fortunato stabilito dalla Lotteria SalvaItalia istituita da questo Governo di Tecnici Ignoranti, non vorrà dirmi che dovrò restare senza reddito per sette anni fino al raggiungimento dei 66 anni !? Come Lei ben sa, il fondo di categoria dei bancari è finanziato principalmente dalle banche ed in minima parte dai lavoratori epertanto non ha mai gravato sulle casse dello Stato: aderendo all’esodo ho già subito la perdita della parte economica di due rinnovi contrattuali, quindi non voglio assolutamente che la Ministra Fornero si esaurisca nella strenua ricerca di soluzioni eque ma deve semplicemente eliminare il tetto numerico in quanto non possono essere assolutamente violate le legittime aspettative di chi ha stipulato patti alla luce del sole e con la benedizione dei Ministeri del lavoro e dell’Economia secondo le leggi vigenti all’epoca. Mi permetto di suggerirLe di sottoporre all’attenzione del Ministro Fornero il Messaggio INPS n. 2970 del 5/2/2008 nel quale lo stesso Istituto asserisce di certificare il diritto a pensione nella comunicazione inviata al lavoratore esodato al momento della liquidazione dell’assegno straordinario (sempre con fondi della Banca). Le sarei grato se potesse dare un cenno di risposta a questo quesito che interessa almeno 22.000 ex dipendenti bancari. Distinti saluti.

  66. Quanto scritto dagli altri è sacro come il vangelo, io ho votato pd e proprio Lei quindi non ci sono leggi nuove da fare mantenere i patti, maturo i requisiti a giugno del 2012 avrei preso la pensione un anno dopo ma la precende legge Berluscono ha aggiunnto sei mesi agli autonomi bene ,l’inps mi ha certificato prima della messa in mobilità la prima pensione gennaio 2014 rispettare gli accordi sottoscritti in camera del lavoro e basta non vi è da fare altro o penso che sarà una guerra che si scatenerà senza ombra di dubbio ma chi assume una persona a 62 anni compiuti? La Sig. Fornero come sceglie i 65000 con che metro e gli altri ma non esiste nessuno di voi politici con un pò di cuore…………………..

  67. io penso che il tempo delle parole debba avere una scadenza. oramai da troppo tempo assistiamo a ruberie di ogni genere perpetrate a nostro danno da parte dei furbacchioni della politica, dei “coatti” della politica, dei paraculi della politica. si perche in politica non ci sono più le persone che avevano a cuore il bene comune, il senso dello stato, il progetto per uno Stato migliore , non monarchico, ma repubblicano, solidale, dove al centro vi era la persona. mo so solo dei faccendieri ladroni che pensano a li cazzi loro, agli intrallazzi più meschini e bieghi. questi sono i politici di oggi; i rutelli, i la russa con il figlio che ricopre cariche a destra e … perchè no anche a manca. ci sono i cicchitto i formigoni ( che non sono grosse formiche) i gasbarri, gli scilipodi, i cosentino, ecc….. ecc……. . ma quale è la ricetta “per salvare l’italia” semplice; stupriamo gli esodati, i pensionati, togliamo gli aiuti alle famiglie con portatoti di andicap, … cazzo ecco sono loro che rallentano la crescita economica; mica i puttanieri del bunga bunga, i piacioni che si fottono 22 milioni di euro; no! assolutamente no, i malfattori sono coloro che hanno 40 anni di duro lavoro alle spalle,…ma si quelli che che hanno risparmiato per farsi una casa per la loro famiglia, quei coglionazzi che anzichè godesse la vita come famo noi da sempre se sò spaccati la schiena ed hanno consentito a l’Italia de cresce . ora però la casa glielatogliamo, la pensione non glieladiamo, l’assistenza sanitaria se la pijano nderculo perchè avemo pensato già a togliela con l’aiuto della polverini, del s. raffaele, degli angelucci,della pfaizer, ecc…. IO penso che in Francia i Luigi a diciassette non ce so arivati non perchè il diciassette porti sfiga(ovviamente io non ci credo ma rispetto chi ce crede….nzesamai) ma perchè avevano perso definitivamente il contatto con “la base” e la base gli ha staccato la testa. Voglio tanto sta a vedè la Fornero che se nventa il 9 maggio prossimo. Io la vedo assai vicina e sensibile alla tutela dei marpioni, dei predoni, e molto ma molto lontana dalle sofferenze della gente ; troppo lontana per CAPIRE !!!!!

  68. Riflettete cari politici che decurtando le Vostre laute prebende di €.5.000 l’anno x 1.000 (manteniamo oltre 1.000 parlamentari ahime!) potremmo tovare fondi per €.5.000.000.Come mai non riuscite a far fare i conti alla ministro Fornero? Cominciate da Voi prima di affamare il popolo. I giudici ci daranno ragione perchè toccare i diritti di chi non può più scegliere il momento in cui andare in pensione è profondamente INIQUO oltre che ILLEGITTIMO. In altri Paesi più civili del nostro già sarebbero alzate le barricate contro un potere ottuso, distante,arido,privilegiato, ignorante ed incapace. RIFLETTETE E CAMBIATE STRATEGIE,COLPITE EVASIONE,PRIVILEGI,PATRIMONI FINANZIARI,BANCHE. NON VI VIENE IN MENTE CHE POTRESTE RENDERE OBBLIGATORIO PER LE BANCHE REINTEGRARE GLI ESODATI o anche i titolari di assegno straordinario che vogliano continuare a lavorare oltre i lavoratori che trovino aziende sane disponibili al reintegro? Perchè il sindacato e Confindustria si oppongono? Non ne possiamo più di assistere al gioco delle parti sulla pelle dei più deboli! Come mai il Capo dello Stato non segue costantemente questa vicenda così delicata ?

  69. Dopo il risultato delle Amministrative spero che il Presidente del Consiglio si ispiri alle indicazioni del PD, delle Parti Sociali e delle forze che sostengono il Governo nel rivedere il Decreto sugli esodati. Ritengo che non adeguarlo in modo da porre rimedio agli errori commessi sarebbe una forzatura contro ogni regola di democrazia ed equità e rappresentaerebbe una sorta di accanimento verso indifesi. Aziende e lavoratori hanno effettuato e per i secondi dovuto effettuare scelte difficili in funzione di regole e leggi dello Stato in vigore; sarebbe un’azione da regime disattenderle a completo sfavore dei disoccupati. Chi il lavoro lo ha sarà sicuramente infastidito nel vedersi spostare la meta della pensione ma per sua fortuna non è in mezzo al guado. Cosa sarà di chi non rientrerà nei 65000? Chi assume ultracinquantenni? E’ umiliante e a volte ci si sente come delle “scartine”. Assumersi l’impopolarità non risolve il problema. Non conosco nel dettaglio i numeri ma credo che il problema di riconoscere i previgenti requisiti si esaurisca nei prossimi 2-4 anni massimo, non è una cosa che va all’infinito! On. Damiano, mi sento di chiederle a nome di tutti un agguerrito supporto in Parlamento. Grazie.

  70. Egr. On Damiano, il S24Ore.it di oggi pubblica alcune anticipazioni sul decreto per gli esodati. Ma come è possibile che si varano leggi per poi prendersi tempo un semestre per trovare il modo per vanificarle o renderle estremamente restrittive. Non è bastata l’IMU? Ora l’autorizzazione alla volontaria viene ulteriormente ridimensionata. Poi quale sarà la prossima barriera? Non si pretende di includere tutti ma almeno quelli in mobilità, volontaria, esodati che nel giro di 2-4 anni raggiungono la maturazione dei requisiti (poi c’è la finestra). Ma non capiscono che le pensioni erogate rientrano nel circolo dell’economia? Ridurre a povertà migliaia di persone e famiglie comporta ulteriori riduzioni di consumi e disagi sociali. Mi sembra di intravedere una nota di sadismo e compiacimento alla sofferenza degli altri. Mi auguro che il Parlamento prenda in mano la situazione e faccia rientrare questo errore legislativo, ne ha i poteri!.

  71. E che “lavoratori” sarebbero, quelli che vanno in pensione a 53 anni? Quand’è che la sinistra si rimetterà a pensare ai lavoratori che lavorano (per ricordarlo anche all’ex-ministro: quelli che si alzano al mattino e vanno a fare qualcosa di produttivo, non al mare o al bar a leggere il giornale).

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