LAVORO: CAZZOLA, NO A PARERE DAMIANO; DIFENDERE RIFORMA FORNERO

“Ho presentato una proposta di parere alternativo in Commissione Lavoro perche’ non condivido il progetto, a mio avviso palese, di prendere, sul piano politico, le distanze dalla riforma Fornero e di modificarla – per di piu’ in una sede impropria come il decreto sulla proroga dei termini – in parecchi punti qualificanti”. lo afferma in una nota Giuliano Cazzola, deputato del PdL e Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera. Credo anch’io – aggiunge Cazzola – che il Governo, oltre a quanto gia’ fatto, debba compiere prioritariamente ogni possibile sforzo – come promesso dal presidente Monti nella conferenza stampa di fine d’anno – per impedire che dei lavoratori rischino di trovarsi senza stipendio e senza tutele sociali in attesa di un accesso alla pensione che si sposta avanti nel tempo (e a tal proposito ho presentato anch’io un emendamento). Ma nel parere del relatore Damiano i rilievi critici sono di gran lunga superiori agli apprezzamenti, che, a mio avviso, la riforma Fornero merita nel suo insieme, soprattutto dopo i correttivi suggeriti dalla Commissione Lavoro e accolti in sede di conversione del decreto Salva-Italia”.

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11 Risposte

  1. LETTERA ALL’ON. GIULIANO CAZZOLA (PDL) DOPO IL SUO INTERVENTO DI STAMANE [29-09-2010] ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
    Pubblico la lettera che ho appena inviato via e-mail all’On. Giuliano Cazzola (PDL), Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati:

    Egr. On. Cazzola,
    ho ascoltato stamattina il Suo intervento alla Camera sulla fiducia al Governo. Mi permetto di esprimerLe la mia meraviglia e la mia disapprovazione e di dover aggiungere che francamente esso mi è sembrato un modo di guadagnarsi la pagnotta, invero immeritata dal punto di vista di un cittadino normale.
    Lei ha fatto due affermazioni talmente prive di fondamento, da potersi spiegare solo alla luce di motivazioni sottostanti di ordine psicologico: la prima, che il debito pubblico italiano non è aumentato come negli altri Paesi; la seconda, che avete varato una riforma delle pensioni senza che ci sia stata, a differenza degli altri Paesi, un’ora di sciopero.
    Infatti, sorprende che non sia chiaro a un luminare dell’economia come Lei ciò che sarebbe invece chiaro anche ad uno scolaro di scuola elementare, se venisse informato adeguatamente, e cioè che negli altri Paesi gli interventi anti-crisi sono ammontati al 2-3% del PIL, mentre in Italia solo allo 0,5-0,6%; e che, per quanto riguarda le manifestazioni contro la scandalosamente e crudelmente iniqua manovra correttiva varata dal vostro governo di centrodestra, c’è stato, da un lato, lo sciopero della sola CGIL; dall’altro, la CISL e la UIL hanno appoggiato, unici sindacati in Europa, le inique e crudeli misure governative; dall’altro ancora, c’è una evidente, sistematica, scientifica, dispotica disinformazione dei lavoratori e dei cittadini; ed infine, centinaia di migliaia, milioni di cittadini, il lavoro non ce l’hanno affatto, o perché non l’hanno mai avuto o perché l’hanno perso e non riescono a ritrovarlo: come e contro chi potrebbero scioperare?
    Accennavo prima alle motivazioni sottostanti di ordine psicologico; non l’ho fatto casualmente, perché non dev’essere casuale e si spiega solo alla luce di sensi di colpa da compensare, se un ex o sedicente socialista come Lei si mette a fare politica in un partito di centrodestra e se le stesse argomentazioni usate da Lei compulsivamente da 5 mesi in Parlamento o in televisione, vengano usate altrettanto compulsivamente dai ministri altrettanto ex o sedicenti ancora socialisti, Tremonti, Sacconi e Brunetta, sul non o scarso aumento del debito pubblico (che poi non è affatto vero, come dimostrano i comunicati di Banca d’Italia ) e soprattutto sull’assenza di manifestazioni contro la manovra correttiva e la riforma (!?) delle pensioni: una manovra correttiva la più feroce ed iniqua della storia repubblicana, che addossa l’onere dell’aggiustamento dei conti pubblici (non dell’INPS, badi, la cui gestione presenta un avanzo record di 7,9 miliardi) su categorie deboli o debolissime, a reddito basso, bassissimo o addirittura pari a zero – che perderanno in un solo anno introiti di migliaia o decine di migliaia di €, come i dipendenti pubblici, i precari e i pensionandi inattivi (lo slittamento iniquo di 4 trimestri in soli 3 anni comporterà che ciascun pensionando inattivo – centinaia di migliaia di persone – perderà tredici mensilità di pensione), mentre tutti i percettori di reddito privati – ad eccezione dei produttori di farmaci generici, dei grossisti di farmaci, dei farmacisti e dei beneficiari di stock option, per la parte eccedente il triplo della retribuzione fissa (cioè nessuno, neanche Passera e Profumo!) -, anche miliardari come Berlusconi, milionari come Tremonti, o abbienti come Lei, Sacconi e Brunetta, non pagheranno – letteralmente – neanche un centesimo!
    In conclusione, Sig. Deputato protempore, le Sue dichiarazioni di stamane sono davvero incongrue e s’inscrivono coerentemente solo in uno schema di Sua “realtà parallela”. Faccia uno sforzo, scenda con i piedi per terra, e forse s’accorgerà anche Lei che far pagare per il risanamento dei conti pubblici, appunto, ad un pensionando inattivo o a un precario qualche decina di migliaia di € in un anno, mentre, ripeto, né un miliardario come Berlusconi, né un milionario come Tremonti, né un abbiente come Lei o Sacconi o Brunetta pagherà un solo centesimo, è una misura crudele ed iniqua, molto iniqua, inaccettabile per un ministro sedicente socialista, che dovrebbe avere – lo affermava il socialista Sandro Pertini – come stella polare, oltre alla libertà, la giustizia sociale.
    Distinti saluti
    (firma)
    P.S.: La informo che pubblicherò questa lettera su alcuni forum.
    http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2544625

    Riporto anche l’incredibile replica dell’On. Giuliano Cazzola:

    Oggetto: Re: I: Trasmesso via sito – Intervento alla Camera sulla fiducia al Governo
    Faccia come vuole io sono dal 2002 nel mirino della brigate rosse,si figuri se mi spaventano lettere come la sua o la minaccia di pubblicarle su alcuni forum. In Italia la Cgil non e’ il solo sindacato. Per fortuna. Confermo quanto ho detto nell’intervento.
    Giuliano Cazzola

  2. cazzola prima di entrare nel pdl e nella commissione Lavoro della camera , ha fatto per un ventennio il sindacalista cgil (!) ;

    è un babypensionato d’oro e dichiara di esserne fiero (!)

    ieri ha dichiarato http://www.ilsussidiario.net/News/Lavoro/2012/1/18/PENSIONI-Cazzola-mobilita-e-lavoratori-precoci-insidiano-Monti/234533/
    “per andare in pensione non è importante quanti anni uno lavora, ma quanti anni anagrafici ha ” (!)

    ….. il pd vuole far combutta con questi elementi ?

  3. @Vincesko
    La risposta che l’On. Cazzola, dall’alto dei suoi due o tre lauti stipendi (che corrispondono a due-tre laute pensioni) le ha inviato, dimostra, oltre alla cafonaggine dell’individuo, anche LA DISTANZA SIDERALE CHE ORMAI ESISTE FRA LA CLASSE POLITICO- DIRIGENTE E I CITTADINI.
    Questa non è la risposta che un RAPPRESENTANTE dei cittadini in Parlamento può permettersi di dare…Lui non è lì per farsi gli affari suoi ma per rispondere a COLORO CHE GLI PAGANO i suoi consistenti stipendi , indennità,vitalizi, ….certamente non proporzionati alla mole di lavoro che svolge, dato che la giornata è di 24 ore anche per lui, come per tutti.
    Questo spiega anche il motivo per cui i cittadini italiani (a differenza di quelli di altri Paesi) NON SENTONO LE ISTITUZIONI COME PROPRIE , non si sentono più parte di uno Stato che disconosce i loro diritti e poi li sbeffeggia pure.
    Tutto questo, grazie ai tanti, troppi Cazzola che prendono a tavolino decisioni SULLA PELLE DEGLI ALTRI ma non hanno la più pallida idea di che cosa significhi lavorare VERAMENTE per 40 anni.
    GLIELA DAREI IO LA PENSIONE D’ORO A QUELLO….!!!!

  4. BASTA BALLE!!!NON RACCONTATE DI AVERE RISOLTO IL PROBLEMA PENSIONI? QUA NON AVETE RISOLTO NULLA!!!!SOLO PICCOLE MODIFICHE, MA LO SCALONE RIMANE IMMUTATO.LO VOLETE CAPIRE O NO CHE VA RIVISTA IN MANIERA DRASTICA LA MACELLERIA FORNERO.E GUAI A VOI SE TOCCATE CONTRATTO A TEMPO INTEDERMINATO E ARTICOLO 18.
    CI VEDIAMO ALLA VOSTRA ASSEMBLEA A ROMA A CHIEDERE CONTRO DI QUELLO CHE AVEVE VOTATO SU PENSIONI E QUANTO STATE PER VOTARE SUL MERCATO DEL LAVORO

  5. volevo solo mettervi al corrente di semplici cose: sono una dipendente pubblica donna ho appena compiuto 60 anni (sono del 1952). Già l’essere dipendente pubblica è ormai sinonimo di, assenteista, stipendio alto e vari privilegi, ma il mio unico privilegio è quello di avere un lavoro a 1300 euro al mese che vorrei lasciare a qualcuno più giovane di me, invece l’assurdo è che i giovani sono a casa mantenuti dagli anziani!! ho iniziato a lavorare a 14 anni ma ho “solo” 38 anni di contributi, mi sono arrangiata lavorando ad assistere i miei figli, mia sorella, i miei genitori. Pensavo di meritarmela finalmente la PENSIONE e invece ve la meritate Voi che state lassù in parlamento satolli dei vostri stipendi e dei vostri privilegi e non vi rendete conto di che cosa significa questa manovra per chi è arrivato ad un traguardo e se lo vede spostare continuamente in avanti e l’aspettativa di vita? quale vita? ci volete morte

  6. Signor Cazzola, intanto grazie per aver risposto….forse è l’ unico politico ad averlo fatto da quando bazzico questo sito. Mi permetta di rimproverarle il paragone con le brigate rosse..qui ci sono solo lavoratori che hanno iniziato a lavorare duramente all’ età di 15 anni mentre altri coetanei che all’ epoca andavano in giro con l’ eskimo e adesso sono al potere, si sentono in diritto di legiferare sulla pelle di noiche non ce la facciamo più a sopportare quanto sta accadendo, facendoci perdere la già scarsa fiducia verso chi utilizza la “cosa pubblica” per gli interessi personali.

  7. Quando avrò maturato i 40 ( dicasi quaranta ) meglio specificare,dovrò dare ancora 1,2 anni della mia vita. OK !!!!!!!! e la penalizzazione se ci arrivo prima dei 62 ?????? che senso HA?????? questa è una vera e propria PUNIZIONE. P.S dalle mie parti si dice circa cosi: LU SAZZIU NONCI CRETI ALLU DISCIUNU……TRADUCO: CHI è SAZZIO NON CREDE ALLE PAROLE E LAMENTI DI CHI è DIGIUNO. Questo è lei Sig. CAZZOLLA essendo meglio pagato ( da noi).cordiali saluti

  8. Allora le pensioni di anzianità vanno bene cosi io al posto di andare nel 2016 andrò fine 2019 dopo aver lavorato ben 43 anni e 2 mesi dopo avere iniziato a 14 anni di dura fabbrica non toglieranno neanche un mese ,o più gradualità !! per noi PRECOCI lavorare,lavorare e lavorare ancora!!!!! Questa riforma non ne parlano nessuno neanche giornali di sinistra Stanno chiedendo di togliere la penale prima dei 62 anni ma se tutti andranno più tardi di quanto può incidere sulla pensione.???? Ci voleva solo più gradualità come è stato fatto su tutte le riforme delle pensioni nella storia della REPUBBLICA ITALIANA perfino NAPOLITANO lo a dimenticato lui guardiano della COSTITUZIONE !!!! PENSATE COME SIAMO MESSI MALE.

  9. @ Francesco
    E’ inutile che ti rivolgi a Cazzola qui. Ti faccio osservare che la mia lettera all’on. Cazzola è del 29 settembre di 2 anni fa (l’ho anche scritto tra parentesi quadre); la risposta dell’On. Cazzola è del giorno successivo, il 30/set/2010, alle ore 12.59. Ha risposto perché l’ho fatto arrabbiare (leggi appresso).

  10. @ Gatti R.
    Secondo “Presa diretta”, Cazzola ha anche la casa di proprietà, comprata dall’INPS a prezzo scontato.
    Noi “siamo” la nostra struttura psicologica, frutto dei geni e soprattutto dell’educazione. Il comun denominatore tra personaggi ex o sedicenti ancora socialisti come Cazzola, Tremonti, Brunetta, Sacconi (gliel’ho anche scritto direttamente) e che spiega il sovrappiù di zelo e di crudeltà che li contraddistingue da quando militano a destra, è il senso di colpa. Riporto un mio commento in calce al ‘post’ che ho linkato più sopra:
    “Bello e appropriato, il tuo commento, di cui ti ringrazio, ancor di più perché sei stato l’unico a farlo.
    D’accordo anche ch’io sia stato maleducato sul paragone finale con Pertini. Anzi, lo sono stato, maleducato, fin dall’inizio: dalla “disapprovazione” (Cazzola è un docente universitario), alla “pagnotta immeritata”, al “del tutto prive di fondamento”, all’accenno alle motivazioni “psicologiche”, al più stupido di “uno scolaro”, all’accusa di bugiardo sugli scioperi e sul debito pubblico, alla evocazione (in)delicata delle “motivazioni sottostanti di ordine psicologico“ e dei “sensi di colpa” per il tradimento del suo credo socialista; all’accusa di crudeltà e iniquità scandalosa sulla manovra correttiva, all’appellativo di “deputato protempore”, alle dichiarazioni “incongrue”, all’adombramento di una condizione scissa di “realtà parallela”. Infine, sicuramente egli sa intimamente di mentire (perciò mi ha risposto, perché ho colpito nel segno), ma il tenore della sua risposta (in effetti le sue e-mail sono state 2, e la prima – significativamente – non conteneva le ultime 2 brevi frasi “Per fortuna” e “Confermo quanto ho detto nell’intervento”) rivela il suo bisogno – e insieme la sua debolezza – di essere ed apparire convinto di quel che dice e di quel che fa.”

  11. Cazzola….che fai tanto lo spavaldo con noi lavorati vai in Sicilia…hanno qualchecosa da dirti……

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