MANOVRA:SULLE CASSE DI PREVIDENZA UN PASSO AVANTI E TRE INDIETRO

Tre passi indietro e uno avanti. Cosi’ procede il rapporto tra Governo e Casse di previdenza private dei liberi professionisti.Tre sono infatti le disposizioni anti-Casse  gia’ presenti nella manovra correttiva: tagli lineari ai bilanci, blocco delle retribuzioni del personale dipendente, patrimoni immobiliari posti ‘sotto tutela’. Il lavoro emendativo pro-Casse dei Senatori del Partito Democratico e’ stato vanificato in Commissione bilancio dalla bocciatura pregiudiziale da parte del relatore di maggioranza e del rappresentante del Governo. Ora, tra le maglie contorte del maxiemendamento, appare l’esclusione delle Casse dai tagli previsti all’art. 6. Senz’altro un passo avanti. Resta il blocco senza senso delle retribuzioni del personale, il cui contratto nazionale e’ di diritto privato e i cui costi non gravano sui conti pubblici.Il senso vero di tale disposizione e’ limitare l’acquisita autonomia gestionale delle Casse, le cui strutture organizzative devono garantire i servizi agli associati. Resta, soprattutto, la gravissima ingerenza dei Ministeri del Lavoro e dell’Economia nella gestione dei patrimoni immobiliari e delle risorse economiche da investire nel settore, ora vincolati al parere preventivo di Sacconi e di Tremonti.

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