L’aumento dei contributi previdenziali per i lavoratori parasubordinati, contenuto nel protocollo del 2007 del governo Prodi, non e’ una misura cinica, come ha affermato il ministro Sacconi, ma il giusto avvicinamento al livello contributivo del 33 per cento sostenuto dal lavoro dipendente. Questa misura,accompagnata dalla norma che fa carico alle imprese di pagare i due terzi di questi contributi, consentira’ alle giovani generazioni di avere pensioni piu’ dignitose. Non va dimenticato che l’obiettivo del governo Prodi era quello di assicurare, anche nel sistema contributivo, un assegno pensionistico pari almeno al 60 per cento dell’ultimo retribuzione.Su questa strada, occorre proseguire, arrivando alla totale parificazione dei contributi del lavoro parasubordinato e del lavoro subordinato.
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Le chiedo,
cosa intende Lei per parasubordinati?
Esiste la cassa della Gestione separata INPS, un calderone che mette dentro un po’ tutti dai co.co.co alle partite IVA.
Non posso parlare per i co.co.co. e vari impicci e imbrogli creati per evitare un’assunzione con tutti i crismi.
Posso parlare per chi come me ha la partita IVA e non è iscritta a un ordine o albo professionale.
Sono traduttrice e interprete.
I contributi INPS per gli iscritti alla Gestione separata sono pari al 27% circa.
Per i parasubordinati, co.co.co. ecc. 2/3 di detti contributi vengono pagati dal committente/datore di lavoro.
I e le professioniste come me, con partita IVA, pagano tutto, potendosi rivalere in fattura solo per il 4% sul committente.
Le prestazioni che l’INPS prevede poi, per maternità e malattia sono semplicemente ridicole.
A una mia collega, Elisabetta Sandri, mia coetanea, l’INPS, oltre ad un’indennità per la degenza ospedaliera, non ha riconosciuto nulla, nemmeno i periodi in cui si sottoponeva alle terapie (chemio e radio).
Aveva un tumore, è morta l’estate scorsa.
Le chiedo di visitare il sito http://www.actainrete.org.
Con l’accordo sul welfare è previsto un aumento del 1% per l’anno prossimo per i contributi delle iscritte e iscritti alla Gestione separata.
Ora il governo, in Finanziaria 2009, vorrebbe aggiungere un altro 1,2% – cosa dobbiamo fare?
Il PD dovrebbe finalmente aprire gli occhi e cambiare radicalmente le proprie posizioni.
Forse saprà che il bilancio della Gestione separata è in attivo, ma così tanto che i suoi fondi servono a tappare i buchi delle altre casse in perdita.
Grazie dell’attenzione
Elena Doria
Purtroppo lei dimostra di non conoscere niente della realtà del lavoro autonomo, perché gli aumenti dei contributi INPS hanno riguardato tutti gli iscritti alla gestione separata. La mia realtà lavorativa è che ho la partita IVA, pago più del 25% all’INPS per non avere nulla in cambio:, niente malattia, per beneficiare della maternità dovrei smettere di lavorare per 5 mesi (e quindi perdere la maggior parte dei miei clienti), il lavoro è diminuito con la crisi ma non ho diritto a nessun amortizzatore sociale e l’unica soluzione che propone è aumentare i contributi INPS? Ma si rende conto di quello che dice?
Gentile On. Damiano,
magari Lei conoscerà la realtà dei parasubordinati (ex cococo, cocopro e non so che), ma non quella dei lavoratori autonomi con partita IVA senza cassa previdenziale.
Noi autonomi senza cassa previdenziale non abbiamo un datore di lavoro che ci paga i 2/3 dei contributi previdenziali: abbiamo più clienti, e quei contributi dobbiamo versarli personalmente in toto (tranne una rivalsa in fattura del 4%, irrisoria rispetto alle aliquote e che non tutti i clienti accettano di pagare, perché non obbligatoria.)
Sono d’accordo con Sacconi: l’aumento è una misura cinica. E’ già cinico volerli lasciare così alti, perché la maggior parte di noi NON è fatta di avvocati con parcelle milionarie, ma di grafici, traduttori, web designer, perfino ex dipendenti costretti ad aprire la Partita IVA ai quali l’azienda NON versa nessuna parte di quell’aliquota (altro che 2/3) e facciamo già fatica a pagare questo 25%.
Se si arrivasse a un’aliquota del 33% faccio prima a chiudere la partita IVA, e non credo di esser la sola.
La nostra aliquota dovrebbe essere equiparata per % a quella di autonomi con cassa, artigiani, commercianti, non a quella dei dipendenti.
La ringrazio dell’attenzione e mi accodo a Elena nel chiederLe di studiare (!) quanto riportato su http://www.actainrete.org.
p.s. a scanso equivoci, visto come la pensa la gente sui titolari di partita IVA, con “faccio prima a chiudere la partita IVA” intendo chiudere e cercarmi un lavoro dipendente di altro genere, o farmi mantenere dal marito, ché il nero non è contemplato né dalla mia integrità professionale (mi vergognerei come una ladra, piuttosto butto la laurea alle ortiche e vado a spalar merda di cavallo in un agriturismo a caso) né dalla professione stessa di traduttore, che lavora con le aziende e non coi privati-ergo, all’azienda serve la fattura per scaricare le spese e senza partita IVA non si trovan clienti.
La invito a leggere questo articolo che fa chiarezza sulle varie aliquote contributive
http://generazionepropro.corriere.it/2009/11/daghetti_acta_per_capire_e_rif.html
E qui c’è il disegno di legge n. 1540, dell’On. Ichino: non le pare sensata?
http://www.pietroichino.it/?p=2214
i firmatari sono Ichino, Mazzucconi, Treu, Bianco, Baio, Bertuzzi, Biondelli, Blazina, Ceccanti, Fioroni, Franco, Garavaglia, Ghedini, Incostante, Legnini, Magistrelli, Marcucci, Mauro Marino, Morando, Negri, Perduca, Pinotti, Poretti, Sangalli, Stradiotto, Tonini, Vimercati
(Comunicato alla Presidenza del Senato il 29 aprile 2009
Riforma del sistema pensionistico per i lavoratori autonomi
iscritti alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335)
Gentile On. Damiano,
leggo ora che martedì Il Sen. Ichino si è schierato in Senato contro l’aumento delle aliquote INPS, con un intervento molto chiaro a favore dei lavoratori autonomi senza cassa.
Qui trova il resoconto:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=446210
e qui i commenti degli iscritti ACTA:
http://www.actainrete.org/index.php?option=com_content&view=article&id=149:ichino-si-schiera-in-senato-contro-laumento-dei-contributi&catid=11:blocchi-home-page#comments
Cordialità,
Alessandra
[...] o il PD (con l’Onorevole Ichino che sembra aver compreso la nostra situazione e l’On. Cesare Damiano che invece non c’ha capito – o non vuole capirci – un [...]