TORINO, 10 FEBBRAIO «SALARI, CRESCITA E OCCUPAZIONE: IL DECENNIO PERDUTO»

COLLEGNO, SABATO 11 FEBBRAIO ORE 9.30: «PER TORNARE A CRESCERE. LE PROPOSTE DEL PD»

MERCOLEDI’ 8 FEBBRAIO, VI SEGNALIAMO IN EDICOLA:

LA TELA DI BERSANI CON CAMUSSO PER CURARE I «MAL DI PANCIA» DEL PD

 

 

LO DICE L’OCSE: NON SERVE MODIFICARE L’ARTICOLO 18

ART.18: IN ITALIA C’E’ GIA’ LA LIBERTA’ DI LICENZIAMENTO

Un plauso a Carlo De Benedetti: da imprenditore ha detto con chiarezza che attaccare ancora una volta l’art. 18 è un falso problema, una impostazione ideologica. Non è vero che in Italia non si possa licenziare: con le leggi esistenti e attraverso la contrattazione si sono gestiti imponenti processi di ristrutturazione con le conseguenti diminuzioni dei livelli occupazionali e senza particolari conflitti sociali. Per favorire gli investimenti dall’estero e dall’Italia occorre battere con decisione la strada dell’abbassamento del cuneo fiscale, come fece a suo tempo il governo Prodi e non quella della cancellazione delle tutele in caso di licenziamento. È fondamentale trovare un accordo al tavolo di confronto tra governo e parti sociali perché divisioni o atti unilaterali produrrebbero una situazione difficilmente gestibile per quanto riguarda il voto parlamentare relativo ai temi del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali. Ci auguriamo che l’obiettivo del governo non sia quello di portare in Europa gli ‘scalpi’ delle pensioni e dell’art. 18 come elemento cardine per riacquistare credibilità e quadrare i conti: si tratterebbe, in questo caso, di una pura continuazione delle logiche di quel liberismo politico ed economico che ci ha portati nell’attual e disastrosa situazione. Non a caso come Pd continueremo la nostra battaglia per correggere le iniquità della riforma del sistema pensionistico.

IL BUIO E LA LUCE – DIRITTI SOCIALI E CIVILI NEL RACCONTO DI UNA DONNA

Pubblichiamo l’ultimo lavoro di Alberta De Simone, responsabile territoriale Lavoro&Welfare Avellino.“Il Buio e la Luce” si articola intorno ad alcuni eventi:

- la vicenda atroce dei figli definiti “figliastri” nei certificati anagrafici: una narrazione che parte dall’infanzia in un borgo di montagna e si sviluppa fino al percorso parlamentare che porta alla cancellazione di quell’infamia;
- il terremoto fisico che il 23 novembre dell’80 devasta l’Irpinia e il terremoto morale che offende e macchia la ricostruzione, intrecciandosi al crepuscolo dei valori che segue il crollo del muro di Berlino;
- il percorso di circa venti anni per avere una legge contro la violenza sessuale;
- un viaggio tra gli emigrati che, costretti dalla necessità a lasciare il paese natìo, nella loro seconda patria hanno ricostruito nomi e luoghi della prima.

Il filo che lega le diverse parti è il cammino compiuto dalla protagonista, la capacità di trarre forza dalla vita vissuta: il presente discende da un “prima” di conoscenze, esperienze, sofferenze patite e prepara un “dopo” di liberazione e di risoluzione di problemi singoli e collettivi. Attraverso il filo dei ricordi Alida (il nome deriva da quello della madre) ritrova le ragioni del suo agire da adulta, della sua voglia di esistere e di esigere dei diritti. Una narrazione che, partendo dalle radici, consente di accedere alla compiutezza del proprio essere che è gioia e dolore, buio e luce.

INFORMAZIONI

MARTEDI’ 7 FEBBRAIO, VI SEGNALIAMO IN EDICOLA:

CONFINDUSTRIA LAVORA CON CISL-UIL SULL’ARTICOLO 18 LA CGIL PUNTA SUL PD PER TOGLIERLO DAL TAVOLO

 

 

FORNERO PROMETTE PIU’ TUTELE «MA IL POSTO FISSO E’ UN’ILLUSIONE»

 

 

 

ARTICOLO 18, CGIL E PD TENTATI DALLA PIAZZA

 

 

CONFUSO E DIVISO ALLA FINE SARA’ IL PD A LASCIARCI LE PENNE

 

 

 

«VOGLIONO IL POSTO FISSO VICINO A MAMMA»

 

 

 

 

I TONI ESAGERATI RISCHIANO DI COMPLICARE UNA TRATTATIVA GIA’ DURA

 

«IL POSTO FISSO PER TUTTI E’ ILLUSORIO» FORNERO NON MOLLA, SINDACATI DIVISI

 

 

 

 

«ILLUSIONE IL POSTO SOTTO CASA»

LAVORO: INSISTERE SULL’ART.18 E’ UN DEPISTAGGIO

Facciamo fatica a star dietro alla girandola di dichiarazioni dei ministri del governo Monti a proposito di mercato del lavoro. Siamo passati dal silenzio, dalla riservatezza e dalle parole misurate a un diluvio di dichiarazioni il piu’ delle volte contraddittorie. Sarebbe bene mettere un po’ d’ordine e avere un’opinione collegiale. Noi ci limitiamo ad affermare pochi concetti. Il lavoro a tempo indeterminato, anche per l’Europa, rappresenta la stella polare, se si vuole dare davvero un futuro alle giovani generazioni. Formare una famiglia e scommettere su se stessi va di pari passo con la certezza del lavoro: altro e’ decidere liberamente di non ‘annoiarsi’ nello stesso luogo di lavoro per lunghi anni perche’ si cerca e si trova una alternativa. Inoltre, se si vuole riformare il mercato del lavoro e, contemporaneamente, attrarre investimenti in Italia si faccia un’operazione radicale: si diminuisca, come fece a suo tempo Prodi, il cuneo fiscale, facendo costare meno il lavoro a tempo indeterminato, rendendolo piu’ conveniente. Infine, e’ necessario dotare il paese di ammortizzatori sociali di stile europeo, capaci di proteggere piu’ efficacemente chi e’ disoccupato o chi perde il lavoro. Insistere ancora sull’articolo 18 e’ semplicemente un depistaggio rispetto alle vere necessita’ del nostro mercato del lavoro e rappresenta la continuazione ideologica di una politica liberista che pensa di risolvere i problemi finanziari e della crescita colpendo tutele e stato sociale.

LUNEDI’ 6 FEBBRAIO, VI SEGNALIAMO IN EDICOLA:

BERSANI: « MONTI SI DIA UNA REGOLATA NON CI FACCIAMO PRENDERE IN GIRO DAL PDL»

 

 

ELEZIONI, BERLUSCONI AL PD: PATTO CONTRO I “PARTITINI”

 

 

BERLUSCONI E BERSANI TIRO ALLA FUNE SU MONTI

 

 

RIFORMA DEL LAVORO, SETTIMANA DECISIVA: RESTA IL NODO DELL’ARTICOLO 18

LAVORO: INACCETTABILI ATTI UNILATERALI DEL GOVERNO SU ART. 18

Pensare che la bassa crescita della nostra economia sia legata all’art.18 e’ un modo distorto di affrontare la crisi e il suo superamento. Cosi’ come far gravare il risanamento dei conti utilizzando prevalentemente risorse prelevate dal sistema pensionistico vuol dire non indirizzarsi verso quella equita’ che il governo ha dichiarato di voler perseguire accanto al rigore. Noi attribuiamo fondamentale importanza a due obiettivi: correggere ulteriormente la riforma previdenziale utilizzando il passaggio del decreto milleproroghe al Senato. Inoltre riteniamo fondamentale che il tavolo di confronto tra governo e parti sociali produca un accordo. Nuovi atti unilaterali del governo non sarebbero accettabili.

DOMENICA 5 FEBBRAIO, VI SEGNALIAMO IN EDICOLA:

CRESCE IL DISAGIO PD SUL GOVERNO: BASTA CON GLI ULTIMATUM AL TAVOLO

 

NE’ LAVORO, NE’ PENSIONE IN 70MILA APPESI A GOVERNO E PARLAMENTO

 

 

 

PROVOCAZIONE DELLA LEGA: MOZIONE PER L’ARTICOLO 18

LAVORO: PER ATTRARRE INVESTIMENTI BISOGNA RIDURRE IL CUNEO FISCALE

Se davvero il Governo vuole attrarre in Italia investimenti stranieri riduca il cuneo fiscale, anziché tentare di rendere più facili i licenziamenti. Non si può ”scaricare” solo su lavoratori e pensionati il costo del risanamento. Per giustificare la mancanza ad investimenti da parte delle imprese italiane e, soprattutto, straniere non si può sempre mettere sul banco degli imputati il lavoro. Un tempo si diceva che il problema era il costo del lavoro troppo alto, adesso il nodo è l’articolo 18. Ma in questo modo si dimentica i fattori che rendono competitiva l’impresa moderna: costi delle infrastrutture, burocrazie, costi dell’energia, i costi dell’intermediazione bancaria e assicurativa, la malavita organizzata… Se, come si è fatto con le pensioni, si scarica tutto sullo stato sociale, si sbaglia il bersaglio: lavoratori e pensionati non possono da soli farsi carico del risanamento nel nostro Paese. Non vorrei che dopo lo scalpo delle pensioni si pensasse di portare lo scalpo dell’articolo 18. Per attirare investimenti una strada c’è, abbassare in modo drastico il cuneo fiscale e quindi il costo del lavoro. Se si insiste sulla necessità di rendere allettante l’investimento in Italia, la strada è sicuramente quella. C’è anche un problema di responsabilità sociale dell’impresa: sennò sarà una rincorsa senza fine del minor costo del lavoro, il lavoro costa il meno possibile dove non ci sono diritti.

SABATO 4 FEBBRAIO, VI SEGNALIAMO IN EDICOLA:

LA CGIL INSORGE: « IL PREMIER OFFENDE I LAVORATORI»

 

BERSANI A NAPOLITANO: SIAMO PREOCCUPATI, IL PDL NON E’ LEALE

 

 

 

 

BERSANI AL QUIRINALE: «TUTTI DEVONO ESSERE RESPONSABILI»

 

 

MONTI ABBATTE BUONISTI E ARTICOLO 18

 

 

L’IMPROVVISA CAUTELA DI SUSANNA

 

CGIL: PAROLE OFFENSIVE. IL PD: INFONDATE

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