CRISI: E’ PRESTO PER ESULTARE SULLA CIG

Purtroppo e’ troppo presto per cantare vittoria, come fa il governo. Anche noi ci auguriamo che la crisi finisca presto e che ci sia un inversione di tendenza nei dati del Pil, della Cassa integrazione e del tasso di disoccupazione. Ma basarsi, come fa il ministro del Lavoro Sacconi, sulla piccola diminuzione della Cig – appena l’8% – nel mese di giugno rispetto al mese di maggio, e’ sicuramente fuorviante.Non si puo’ dimenticare, infatti la crescita impetuosa della cassa integrazione nel corso dell’ultimo anno,che ha superato di oltre il 500%, nel primo semestre 2009, il dato del primo semestre 2008. E’ dunque del tutto condivisibile il richiamo a non abbassare la guardia arrivato oggi dal governatore Draghi.

Pensioni, Damiano e Gozi (PD): E’ necessario un nuovo sistema di Welfare

pensioni1A seguito dei recenti pronunciamenti della Corte di giustizia sul tema pensioni, pensiamo che questo argomento non possa esseresbrigativamente interpretato da parte del Governo come una richiesta, da parte dell’Europa, di portare l’età pensionabile di vecchiaia delle donne a 65 anni come quella degli uomini. In realtà l’Unione europea è interessata a rimuovere le condizioni sostanziali di disparità, non quelle formali, che oggi caratterizzano il sistema pensionistico e quello lavorativo a sfavore delle donne. Dobbiamo, fondare la definizione delle età pensionabili sulla flessibilità, e proporre un’età pensionabile per uomini e donne compresa in un range fra i  60 e i 70 anni, utilizzando i risparmi derivanti dal nuovo regime per disegnare un nuovo sistema di welfare che concili il lavoro famigliare di donne e uomini con la vita professionale”. Questa la proposta di Sandro Gozi, capo gruppo PD nella commissione per le politiche europee e Cesare Damiano,responsabile lavoro del PD e autore della riforma pensionistica nell’ultimo governo Prodi. “Alcune delle nostre proposte specifiche -  si legge in un nota dei due parlamentari – che mirano a garantire un’effettiva eguaglianza di opportunità tra uomini e donne e a conciliare il lavoro famigliare e la vita professionale sono: strutture per la cura di persone anziane non più autosufficienti, servizi scolastici che tutelino i bambini in caso di orari lavorativi particolarmente lunghi dei genitori, il congedo parentale maschile e forme di congedo parentale per i nonni, maggiori opzioni di flessibilità sull’orario di lavoro, compreso il part time e sul lavoro a distanza”.

Indesit: è stato giusto chiedere un piano alternativo

indesitLa vicenda dello stabilimento Indesit di None e’ giunta a buon fine: l’accordo siglato  dimostra che era giusto chiedere un piano alternativo che salvaguardasse la produzione e l’occupazione.A fine marzo come Pd avevamo presentato un’interrogazione, sottoscritta da tutti i nostri parlamentari piemontesi, con la quale chiedevamo la riapertura di un tavolo di trattativa per trovare una soluzione a favore dei 600 lavoratori interessati. Eravamo convinti che la chiusura della fabbrica di None non fosse inevitabile. La soluzione a cui si e’ pervenuti rappresenta un importante riferimento per tutto il territorio torinese cosi’ duramente provato dalla cassa integrazione e dalla deindustrializzazione. E’ stato importante il ruolo svolto dall’impresa, che ha confermato la propria vocazione sociale, dal sindacato attraverso un’azione unitaria e dagli enti locali che hanno sostenuto con decisione la richiesta di un accordo che salvaguardasse lo stabilimento.

Poste: ora il Governo riveda le politiche sui precari

pensionAncora una volta e’ la Corte Costituzionale a dichiarare illegittima una misura voluta dal governo. In questo caso, secondo fonti di stampa,  la famigerata ‘ammazza-precari’. E’ fin troppo facile per noi dire che l’avevamo sostenuto dall’inizio. Su questo tema, infatti, abbiamo condotto una forte opposizione. Il governo sulla questione dei precari delle Poste aveva creato un’ingiustificabile disparita’ di trattamento fra situazioni identiche. Disparita’ che si e’ poi estesa a tutti i precari che all’entrata in vigore della norma avevano un procedimento in corso con l’obiettivo della stabilizzazione. Ora l’arroganza e il dilettantismo dell’esecutivo sono stati bloccati. E’ indispensabile pero’ che il governo riconsideri nel complesso le sue politiche su questo tema.

Sicurezza sul lavoro: Bisogna ascoltare le forti parole del Papa

Bisogna ascoltare le forti parole del Papa a proposito della sicurezza sui luoghi di lavoro. Ora e’ la politica che deve fare coerentemente la sua parte di fronte alle morti quotidiane.
Per questo noi ci auguriamo che la versione finale del decreto correttivo della legge 81 tenga conto di questi alti richiami morali: di quello del Presidente della Repubblica, che da anni sottolinea l’importanza della dignita’ sul lavoro e di quello, piu’ recente del Papa. Non abbassare la guardia sul tema del lavoro nero e degli incidenti e’ un imperativo categorico.

Crisi: il Governo tace sulla 14esima introdotta da Prodi

Nonostante la caparbieta’ con la quale il governo si ostina a non investire risorse per sostenere sviluppo e stato sociale in un momento di crisi cosi’ grave, come Pd siamo riusciti ad allentare i cordoni della borsa di Tremonti e a portare un importante risultato ai cittadini socialmente ed economicamente piu’ deboli. E’ in questi giorni in pagamento la quattordicesima mensilita’ erogata annualmente ai pensionati che percepiscono un assegno mensile fino a circa 700 euro. Si tratta di 3 milioni 426mila persone che percepiranno un importo medio di 380 euro una tantum per un onere complessivo di 1 miliardo 305 milioni di euro. Questo risultato e’ il frutto del protocollo del 2007, voluto dal governo Prodi. L’esecutivo di Berlusconi, abituato ad annunci roboanti quanto inconsistenti di risorse promesse e mai pagate, ha passato sotto silenzio questo importante intervento sociale, semplicemente perche’ frutto dell’azione del governo precedente. Il numero di persone coinvolte, oltre 3 milioni, e la cifra che viene spesa e che sara’ erogata anche negli anni a venire nel mese di luglio, corrisponde esattamente a quanto stabilito dall’accordo del 2007 con le parti sociali. Ben diverso e’ il rapporto promessa-risultato di questo governo: una social card prevista per oltre 1milione e mezzo di pensionati, devoluta ad appena un terzo; un assegno di disoccupazione per i lavoratori a progetto, cioe’ precari, che non solo corrisponde ad appena il 20% dell’ultima retribuzione, ma che ha interessato fin qui 1800 persone, rispetto ai circa 400mila precari che hanno perso il lavoro nel corso del 2008.Qualsiasi ulteriore commento appare superfluo.

Pubblichiamo, in forma anonima, una lettera inviata dall’INPS e ricevuta da una pensionata. scarica qui la lettera 

Crisi: il governo porti il sussidio dei precari al 60%

Le misure adottate dal governo per la crisi quando dall’annuncio passano alla concretizzazione, mostrano tutti i loro limiti e la loro inadeguatezza. Lo si e’ visto con la Social Card, annunciata per un milione e mezzo di pensionati ma erogata a circa un terzo del totale. Una situazione analoga si ripete adesso con l’una tantum a vantaggio dei lavoratori precari. Si scopre che soltanto 1800 precari hanno chiesto questo sussidio anti-crisi molto modesto: appena il 20% della retribuzione percepita l’anno precedente. Secondo la Fondazione Marco Biagi gli aventi diritto sarebbero 75.000, ma come tutti sanno lo scorso anno circa 400.000 lavoratori variamente flessibili hanno perso il lavoro senza poter accedere ad alcuna tutela. Altri lo perderanno nel corso del 2009. E’ necessario annullare la scadenza per la presentazione delle domande di sussidio e di informare adeguatamente i lavoratori iscritti alla gestione previdenziale separata per consentire loro di accedere a questo beneficio. Ma la vera misura da adottare e’ quella di modificare i criteri di accesso che sono incongruenti e troppo restrittivi e che discriminano persino tra chi ha gia’ lo svantaggio di avere un lavoro precario; di includere, oltre ai lavoratori a progetto, anche chi ha un contratto a termine e di elevare l’indennita’ dal 20 al 60%.Solo in questo modo si potra’ parlare di veri interventi a difesa dell’occupazione dei piu’ deboli e non garantiti, al di’ la’ della pura propaganda che il governo si ostina a propinarci giornalmente. L’autunno e’ vicino e’ il problema dell’occupazione potrebbe diventare drammatico

Lavoro: Da Eurostat avvisaglie su un autunno pesante

I dati Eurostat indicano, in un anno,una crescita di disoccupati di oltre 5 milioni di persone nell’Europa a 27 stati membri. La cifra e’ riferita al mese di maggio. Si tratta del piu’ alto tasso di disoccupazione dell’eurozona dal 1999. Le avvisaglie di un autunno estremamente pesante, per quanto riguarda la tenuta dell’occupazione, ci sono tutte. Noi temiamo che le misure del governo siano assolutamente inadeguate rispetto a questa situazione. Il primo intervento che andrebbe adottato e’ quello del raddoppio della durata della cassa integrazione ordinaria, che andrebbe portato da 12 a 24 mesi. Questo consentirebbe di coprire l’intero arco di durata della crisi con uno strumento che mantiene il rapporto di lavoro con le imprese, senza il rischio di passare alla fase della mobilita’ e dei licenziamenti. Il governo non puo’ sottovalutare il fatto che molti settori produttivi esauriranno nell’autunno la cassa integrazione ordinaria e che migliaia di piccole aziende artigianali hanno annunciato il rischio chiusura.

Finalmente il governo apre ai precari

lavoro-precario1Dopo il lungo e aspro confronto sul tema dei precari della pubblica amministrazione, il governo sta imboccando la strada giusta. Si e’ cancellata la scadenza del 30 giugno, che lo stesso governo aveva indicato, e si pensa di far tenere a questi lavoratori concorsi nel prossimo triennio.Riteniamo che si tratti di una scelta positiva che va nella direzione da noi richiesta.Per evitare equivoci e’ opportuno completare questa indicazione con due norme: la proroga dei contratti, in caso di scadenza, per consentire ai lavoratori di sostenere i concorsi; lo sblocco del turn over. In questo modo si puo’ dare attuazione, senza residui problemi, all’assunzione del precari della pubblica amministrazione, risolvendo un importante problema occupazionale.

Lavoro: Salario minimo? È venuta l’ora di parlarne

soldi-250-2(DIRE) Roma, 30 giu. – L’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, apre al ’salario minimo’. Intervenendo al seminario ‘Differenza nei lavori, convergenze nelle regole’ promosso da Lavoro&Welfare e Il Riformista alla sede del Pd, Damiano osserva: “Non sono mai stato convinto, ma ora e’ necessario affrontare il tema”. Uno stipendio minimo che, osserva il responsabile Lavoro del Pd, potrebbe essere “differenziato per categorie o condizioni contrattuali”, ma puo’ costituire “uno strumento importante sulla strada di un’unificazione delle condizioni senza negare la buona flessibilita’”. Inoltre, cosi’ si “scoraggiano quelle imprese che usano i contratti flessibili in presenza di un lavoro dipendente”. Damiano affronta poi due altri punti deboli del sistema di welfare, gli ammortizzatori sociali e il lavoro femminile. Sul primo fronte, ricorda che e’ aperta una delega lasciata dal governo Prodi per un riordino, nell’ottica di arrivare ad un “sussidio unico”, ad unificare cioe’ le diverse forma di tutela. Per le donne poi l’ex ministro propone di riconoscere a titolo “figurativo” a fini pensionistici i periodi di lavoro di cura.